Ulteriori sanzioni nei confronti della Siria


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26/09/2011

Il 23 settembre l'Unione europea ha accentuato la pressione sul regime del presidente Bashar al-Assad vietando gli investimenti in settori chiave dell'industria petrolifera siriana, in aggiunta alla decisione presa il 2 settembre di vietare le importazioni di petrolio dalla Siria.

Le sanzioni sono la risposta dell'UE alle violazioni diffuse dei diritti umani e alla repressione del popolo siriano messe in atto dal regime. Le misure sono volte a colpire i responsabili di tali atti e i loro sostenitori.

Il 23 settembre l'alto rappresentante Catherine Ashton ha dichiarato che l'UE continua a perseguire l'obiettivo di porre fine alla repressione e di aiutare il popolo siriano a realizzare le sue legittime aspirazioni. Le misure restrittive dell'UE, secondo la dichiarazione dell'alto rappresentante, sono intese ad avere il massimo impatto sul regime siriano limitando il più possibile le conseguenze negative per la popolazione, prendendo accuratamente di mira individui ed entità beneficiari o sostenitori del regime. L'UE intende studiare ulteriori misure in funzione degli sviluppi della situazione.

L'ultimo divieto colpisce gli investimenti nelle imprese siriane impegnate nella prospezione, nella produzione e nella raffinazione di petrolio greggio sia nel proprio paese che all'estero. Agli operatori basati nell'UE non è più consentito acquistare azioni di tali imprese o creare joint ventures con esse. Il divieto comprende anche l'erogazione di finanziamenti connessi. L'intenzione è di colpire duramente le entrate del regime, dato che la Siria esporta oltre il 90% del suo petrolio verso i paesi dell'UE.

Il Consiglio ha inoltre vietato la fornitura di banconote e monete prodotte nell'UE alla Banca centrale siriana. Ha aggiunto altri due nominativi all'elenco delle persone soggette al congelamento dei beni e al divieto di viaggio e ha adottato sanzioni nei confronti di altre sei entità economiche legate alla violenta repressione contro la popolazione locale.

Quest'ultimo è il settimo pacchetto di sanzioni adottato dal Consiglio da quando è iniziata sei mesi fa la brutale repressione scatenata dal governo siriano nei confronti dei propri cittadini. Le misure in vigore al 26 settembre comprendono:

  • embargo su armi e materiali utilizzabili per la repressione interna;
  • congelamento dei beni e divieto di visto per 56 individui;
  • congelamento dei beni di 18 entità;
  • divieto di importazione e di trasporto di petrolio greggio e di altri prodotti petroliferi dalla Siria e divieto di investimenti nell'industria petrolifera siriana.

 

Le prime misure restrittive dell’UE nei confronti dei leader siriani sono state adottate il 10 maggio, quando il Consiglio ha preso la decisione di vietare le esportazioni di armi nel paese e ha imposto il divieto di visto e il congelamento dei beni per 13 persone responsabili della brutale repressione. Il 24 maggio sono stati aggiunti all'elenco il presidente al-Assad e altri nove membri di alto livello del governo.

 

Per maggiori informazioni:
Il Consiglio vieta gli investimenti nell'industria petrolifera siriana
Dichiarazione di Catherine Ashton
Sito web dell'azione esterna dell'UE sulla Siria
Domande ricorrenti sulle misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano
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