Proposte di modifica delle norme Schengen
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23/09/2011
Nella sessione del Consiglio "Giustizia e affari interni "del 22 settembre sono state presentate ai ministri due nuove proposte legislative intese a modificare le norme che disciplinano il meccanismo di valutazione Schengen e le norme sul ripristino temporaneo del controllo di frontiera alle frontiere interne Schengen in circostanze eccezionali.
In base alle norme vigenti l'applicazione dell'acquis di Schengen da parte degli Stati membri è soggetta a una valutazione tra pari mediante un meccanismo intergovernativo. Le proposte introdurrebbero visite in loco (con o senza preavviso) di squadre di esperti guidate dalla Commissione.
E' inoltre prevista la facoltà della Commissione di proporre la chiusura temporanea di un valico di frontiera specifico ed eventualmente il ripristino dei controlli alle frontiere interne per un determinato periodo qualora lo Stato membro non protegga adeguatamente una sezione della frontiera esterna dell'Unione europea.
Lo Stato continuerebbe a ricevere supporto (tra l'altro tecnico e finanziario) dalla Commissione, dagli Stati membri, da FRONTEX e da altre agenzie UE .
Conformemente al progetto, gli Stati membri manterrebbero la facoltà di adottare decisioni unilaterali intese a ripristinare i controlli alle frontiere in caso di emergenza (per es. attacchi terroristici, gravi casi di criminalità, ecc.). I controlli verrebbero effettuati per un periodo di 5 giorni e per un'eventuale proroga sarebbe richiesta una decisione a livello UE.
Qualsiasi decisione intesa a ripristinare controlli alle frontiere interne per eventi previsti (eventi sportivi o manifestazioni politiche di alto livello) verrebbe invece presa a livello europeo (in base a una proposta della Commissione sostenuta da una maggioranza qualificata degli Stati membri).
Varie delegazioni hanno già manifestato perplessità sulle nuove proposte.
All'ordine del giorno dei ministri figurava un altro punto connesso a Schengen, ossia la decisione sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen alla Bulgaria e alla Romania. La votazione è stata tuttavia procrastinata, in quanto gli Stati membri non hanno sostenuto unanimemente la decisione. La presidenza polacca del Consiglio dell'UE intende continuare ad adoperarsi per giungere a un accordo sulla questione.
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Comunicato stampa
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