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Il Consiglio "Giustizia e affari interni" elabora politiche comuni e di cooperazione su vari aspetti transfrontalieri, al fine di realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia a livello di UE.

Come lavora il Consiglio "Giustizia e affari interni "?

Il Consiglio "Giustizia e affari interni" (GAI) è composto dai ministri della giustizia e degli affari interni di tutti gli Stati membri dell'UE. In generale, i ministri della giustizia si occupano della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale e dei diritti fondamentali, mentre i ministri degli affari interni sono responsabili, tra l'altro, della migrazione, della gestione delle frontiere e della cooperazione di polizia. Tuttavia, nei vari Stati membri dell'UE la suddivisione dei compiti tra i ministri non corrisponde perfettamente. Il Consiglio GAI è inoltre responsabile della protezione civile.

Il Consiglio GAI si riunisce di regola ogni tre mesi.

Come convenuto nei trattati, la Danimarca, il Regno Unito e l'Irlanda non partecipano pienamente all'attuazione di alcune delle misure in materia di giustizia e affari interni, o la loro partecipazione è subordinata a determinate condizioni.

Nei settori relativi all'acquis di Schengen le discussioni hanno luogo nella formazione "comitato misto". Tale formazione si compone degli Stati membri dell'UE più i quattro paesi non UE che hanno aderito all'accordo Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera). Nel caso delle misure legislative, dopo una discussione in sede di comitato misto l'adozione ha luogo nella sessione del Consiglio GAI, con l'unica eccezione che il Regno Unito e l'Irlanda non votano.

La politica della giustizia e degli affari interni

Il Consiglio adotta, quasi sempre di concerto con il Parlamento europeo, la legislazione volta ad assicurare i diritti fondamentali e la libera circolazione delle persone in tutta l'UE e a offrire ai cittadini un livello elevato di protezione. È responsabile delle politiche in materia di asilo e immigrazione, della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, della protezione civile e della lotta contro i reati gravi, la criminalità organizzata e il terrorismo. Si occupa inoltre delle questioni relative allo "spazio Schengen", ossia la zona senza frontiere dell'Europa.

Il Consiglio è impegnato inoltre a facilitare e rafforzare il coordinamento delle azioni degli Stati membri nel settore della sicurezza interna, occupandosi della protezione delle frontiere esterne e cercando di rafforzare la cooperazione tra polizia e dogane.

Priorità della presidenza estone

Giustizia

La presidenza intende proseguire i colloqui sull'adesione dell'UE alla convenzione europea dei diritti dell'uomo e alla convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

La presidenza continuerà i lavori sull'armonizzazione parziale della normativa in materia di insolvenza per migliorare il contesto imprenditoriale nei paesi dell'UE. Si adopererà anche per aggiornare le norme in materia di procedimenti transfrontalieri nei casi che coinvolgono famiglie e minori.

In tema di lotta al terrorismo, la presidenza estone cercherà di giungere a un accordo con il Parlamento europeo riguardo a un progetto di direttiva sulla lotta al riciclaggio di denaro mediante il diritto penale. Proseguirà anche i negoziati sulle norme per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca.

Affari interni

Durante la presidenza estone, il Consiglio "Giustizia e affari interni" si concentrerà sulla migrazione legale, sulla migrazione irregolare, sul controllo delle frontiere esterne e sulla cooperazione con i paesi che non appartengono all'UE.

Lavorerà alla revisione della direttiva "Carta blu", intesa ad agevolare l'ingresso nell'UE e la mobilità all'interno dell'UE dei lavoratori altamente qualificati.

Collaborerà con i paesi terzi per trovare soluzioni alle cause profonde della migrazione irregolare e aumentare i tassi di rimpatrio. La presidenza proseguirà inoltre gli sforzi per riformare il sistema europeo di asilo e la politica comune dell'UE in materia di visti.

Nel secondo semestre del 2017 il Consiglio "Giustizia e affari interni" intende concludere l'attività politica in vista dell'istituzione del sistema dell'UE di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS). Cercherà anche di giungere a un accordo con il Parlamento europeo su nuove norme relative al Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione.