Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici

Consiglio dell'UE

L'accordo di Parigi è un accordo globale sui cambiamenti climatici che è stato raggiunto il 12 dicembre 2015 a Parigi. Prevede un piano d'azione per limitare il riscaldamento globale "ben al di sotto" dei 2ºC. Si applicherà a partire dal 2020.

  • Principali elementi del nuovo accordo di Parigi:
  • obiettivo a lungo termine: i governi hanno convenuto di mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C in più rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C
  • contributi: prima e durante la conferenza di Parigi i paesi hanno presentato piani d'azione nazionali globali in materia di clima finalizzati a ridurre le rispettive emissioni
  • ambizione: i governi hanno deciso di comunicare ogni cinque anni i propri contributi per fissare obiettivi più ambiziosi
  • trasparenza: hanno accettato inoltre di comunicare - l'un l'altro e al pubblico - i risultati raggiunti nell'attuazione dei rispettivi obiettivi al fine di garantire trasparenza e controllo
  • solidarietà: l'UE e gli altri paesi sviluppati continueranno a fornire finanziamenti per il clima ai paesi in via di sviluppo per aiutarli sia a ridurre le emissioni che a diventare più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico è una questione importante a livello globale con ripercussioni per tutti. Questa cronistoria illustra il processo che ha portato a un nuovo accordo globale e giuridicamente vincolante sul clima, l'accordo di Parigi, e il suo follow-up. Illustra inoltre il ruolo dell'UE in questo processo.

2017

22 giugno

Conclusioni del Consiglio europeo sull'accordo di Parigi

"L'accordo rimane un pilastro fondamentale per le iniziative a livello mondiale tese ad affrontare in modo efficace i cambiamenti climatici e non può essere rinegoziato", dichiarano i leader dell'UE.

I capi di Stato o di governo ribadiscono l'impegno dell'UE ad attuare in modo rapido e nella sua interezza l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, inclusi gli obiettivi in materia di finanziamenti per il clima, e a guidare la transizione mondiale verso l'energia pulita. Sottolineano la cooperazione rafforzata dell'UE con i partner internazionali, dimostrando la propria solidarietà con le generazioni future e responsabilità verso l'intero pianeta.

19 giugno

L'accordo di Parigi è idoneo allo scopo e non può essere rinegoziato

Il Consiglio adotta conclusioni sui cambiamenti climatici in seguito alla decisione dell'amministrazione statunitense di recedere dall'accordo di Parigi. Nelle conclusioni il Consiglio si rammarica della decisione dell'amministrazione statunitense di recedere dall'accordo di Parigi e accoglie con favore le forti dichiarazioni di impegno di altri paesi.

I lavori per realizzare gli impegni coni con l'accordo di Parigi devono continuare a prevedere l'aiuto ai paesi in via di sviluppo affinché possano raggiungere l'obiettivo di mobilitare, entro il 2020, 100 miliardi di dollari USA all'anno per l'azione per il clima.

6 marzo

Conclusioni sulle diplomazie climatica ed energetica dell'UE

Il Consiglio adotta conclusioni relative alle diplomazie climatica ed energetica dell'UE nel quadro dell'attuazione della strategia globale dell'UE. La diplomazia climatica dell'UE si concentra sull'attuazione dell'accordo di Parigi e sulla sicurezza climatica. La diplomazia energetica dell'UE si concentra sulla sicurezza e la diversificazione energetica.

Le conclusioni stabiliscono una serie di azioni e fissano priorità generali per il 2017.

2016

4 novembre

Entra in vigore l'accordo di Parigi

Il 4 novembre 2016 entra in vigore l'accordo di Parigi. Avviene 30 giorni dopo che, il 4 ottobre, sono state soddisfatte le condizioni: la ratifica da parte di almeno 55 paesi che rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali di gas a effetto serra.

25 ottobre

L’UE aumenterà il proprio contributo ai finanziamenti internazionali per il clima

L'UE aumenterà il proprio contributo ai finanziamenti internazionali per il clima al fine di conseguire l'obiettivo, stabilito per i paesi industrializzati, di mobilitare 100 miliardi di USD all'anno entro il 2020 e di estendere tale periodo fino al 2025. Prima del 2025 le parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici fisseranno un nuovo obiettivo collettivo.

I contributi complessivi versati dall'UE e dagli Stati membri sono stati pari a 17,6 miliardi di EUR nel 2015, un aumento significativo rispetto al 2014. Tali contributi sono stati efficacemente destinati a iniziative di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi nei paesi in via di sviluppo.

Il contributo è considerato un passo importante verso l’attuazione dell’accordo di Parigi.

11 ottobre

Conclusioni del Consiglio sui finanziamenti per il clima

Il Consiglio "Economia e finanza" adotta conclusioni sui finanziamenti per il clima. Il Consiglio sottolinea che i finanziamenti pubblici restano importanti per lottare contro i cambiamenti climatici. I ministri confermano inoltre che gli importi dei finanziamenti pubblici per il clima saranno aumentati nei prossimi anni. I contributi degli Stati membri saranno annunciati prima della riunione della COP 22.

7 ottobre

Deposito degli strumenti dell'accordo di Parigi

L'UE celebra il deposito degli strumenti di ratifica dell'accordo di Parigi nel corso di una cerimonia ufficiale presso la sede dell'ONU a New York.

5 ottobre

L'UE ratifica ufficialmente l'accordo di Parigi.

I rappresentanti della presidenza del Consiglio e della Commissione europea depositano i documenti ufficiali per la ratifica presso il Segretario generale delle Nazioni Unite, che è il depositario dell'accordo.

4 ottobre

Decisione di ratifica dell'accordo di Parigi

Il Consiglio adotta la decisione sulla ratifica da parte dell'UE dell'accordo di Parigi. La decisione sarà depositata nei giorni successivi presso il Segretario generale delle Nazioni Unite. La ratifica da parte dell'UE entra in vigore dal momento in cui la decisione viene depositata.

30 settembre

Il Consiglio "Ambiente" concorda la ratifica dell'accordo di Parigi

Il Consiglio "Ambiente" decide di procedere alla ratifica a livello dell'UE. Gli Stati membri ratificheranno congiuntamente all'UE se avranno completato le loro procedure nazionali, o successivamente non appena possibile.

Una volta che il Parlamento europeo avrà dato il via libera, il Consiglio adotterà formalmente la decisione relativa alla conclusione. L'UE potrà quindi ratificare l'accordo.

20 giugno

Dichiarazione sulla ratifica dell'accordo di Parigi

Il Consiglio "Ambiente" adotta una dichiarazione sulla ratifica dell'accordo di Parigi, ponendo l'accento sull'invio di un messaggio politico chiaro e forte riguardo all'impegno dell'UE a mantenere lo slancio di Parigi e ad adoperarsi per la rapida entrata in vigore e l'efficace attuazione dell'accordo di Parigi.

22 aprile

Firma dell'accordo di Parigi

L'UE firma l'accordo di Parigi.

Sharon Dijksma, ministro dell'ambiente dei Paesi Bassi e presidente del Consiglio, e Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea, firmano l'accordo a nome dell'UE in una cerimonia solenne a New York (Stati Uniti).

A partire da questo momento il documento è aperto alla firma per un anno.

17 - 18 marzo

Il Consiglio europeo sottolinea la necessità che l'Unione europea e i suoi Stati membri siano in grado di ratificare l'accordo di Parigi al più presto, in tempo per esserne parti fin dall'entrata in vigore.

Sottolinea inoltre l'impegno dell'UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra a livello interno e ad aumentare la quota di energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica, come convenuto dal Consiglio europeo dell'ottobre 2014. L'adeguamento della legislazione per l'attuazione di tale quadro costituisce una priorità.

4 marzo

Il Consiglio "Ambiente" dà seguito all'accordo di Parigi

In sede di Consiglio "Ambiente" i ministri discutono il seguito dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e le sue implicazioni per la politica climatica dell'UE.

Una tempestiva attuazione del quadro dell'UE per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030 rappresenterebbe un segno importante dell'impegno dell'UE nei confronti degli obiettivi dell'accordo di Parigi. I ministri evidenziano anche l'importanza di una rapida ratifica dell'accordo.

15 febbraio

Pano d'azione diplomatico in materia di clima per il 2016

Il Consiglio "Affari esteri" adotta conclusioni sulla diplomazia climatica europea dopo la COP21. Sottolinea il ruolo della diplomazia climatica europea nell'incoraggiare l'attuazione dell'accordo globale sui cambiamenti climatici raggiunto a Parigi nel dicembre 2015.

Il piano d'azione diplomatico in materia di clima per il 2016 si incentra su tre assi principali:

  • promuovere la priorità strategica relativa ai cambiamenti climatici nei dialoghi diplomatici, nella diplomazia pubblica e negli strumenti di politica esterna
  • attuare l'accordo di Parigi e i contributi previsti stabiliti a livello nazionale, nel quadro di uno sviluppo a basse emissioni e resiliente ai cambiamenti climatici
  • affrontare il nesso tra cambiamenti climatici, risorse naturali, prosperità, stabilità e migrazione

2015

17-18 dicembre

Conclusioni del Consiglio europeo su un'Unione dell'energia dotata di una politica lungimirante in materia di clima

I leader dell'UE plaudono allo storico accordo sul clima raggiunto alla COP21 di Parigi e invitano la Commissione e il Consiglio a valutarne i risultati entro marzo 2016 - soprattutto in previsione del quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030 - e a preparare le prossime tappe.

12 dicembre

Raggiunto l'accordo di Parigi

Il 12 dicembre è raggiunto un nuovo accordo globale sui cambiamenti climatici. Si tratta di un risultato equilibrato, che prevede un piano d'azione per limitare il riscaldamento globale "ben al di sotto" dei 2ºC proseguendo gli sforzi per mantenerlo entro 1,5°C.

L'accordo di Parigi sarà aperto alla firma a New York per un anno, a partire dal 22 aprile 2016.

Riguarda il periodo a decorrere dal 2020 ed entrerà in vigore non appena ratificato dai 55 paesi responsabili di almeno il 55% delle emissioni globali.

30 novembre - 11 dicembre

Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici COP 21

Dal 30 novembre al 12 dicembre 2015 si svolge a Parigi la conferenza sul clima. Si tratta della 21ª sessione della conferenza delle parti (COP 21) della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e dell'11ª sessione della riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP 11). Le delegazioni di circa 150 paesi si incontrano per negoziare un nuovo accordo, globale e giuridicamente vincolante, sui cambiamenti climatici.

10 novembre

Nella sessione del 10 novembre 2015 il Consiglio "Economia e finanza" adotta conclusioni sui finanziamenti per il clima. Le conclusioni riconoscono il ruolo dei finanziamenti per il clima quale mezzo per conseguire l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C e realizzare la transizione verso economie sostenibili, resilienti ai cambiamenti climatici e a basse emissioni di gas a effetto serra. Pongono anche in evidenza il contributo fornito dai finanziamenti per il clima dell'UE all'obiettivo dei paesi sviluppati di mobilitare, entro il 2020, 100 miliardi di dollari all'anno attingendo a un'ampia varietà di fonti. I ministri convengono che saranno necessarie considerevoli risorse per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare in modo opportuno i cambiamenti climatici.

18 settembre

Posizione dell’UE in vista della conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici di Parigi

Il Consiglio "Ambiente" adotta conclusioni che definiscono la posizione dell'UE per la conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici di Parigi. I ministri convengono che l'UE cercherà di raggiungere un accordo ambizioso, giuridicamente vincolante e dinamico, con l'obiettivo di mantenere il riscaldamento climatico al di sotto dei 2ºC.

Per raggiungere questo traguardo il Consiglio sottolinea che le emissioni globali di gas a effetto serra devono stabilizzarsi al più tardi entro il 2020, ridursi entro il 2050 di almeno il 50% rispetto al 1990 ed essere prossime o inferiori a zero entro il 2100.

6 marzo

Contributo previsto stabilito a livello nazionale dell'UE

In previsione della conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, l'UE presenta il suo contributo previsto stabilito a livello nazionale (INDC) al segretariato della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). L'INDC dell'UE rappresenta l'impegno dell'UE a favore del processo negoziale per un nuovo accordo sui cambiamenti climatici, giuridicamente vincolante, mirante a mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2°C. Conferma inoltre l'obiettivo vincolante di una riduzione, entro il 2030, delle emissioni di gas a effetto serra interne pari ad almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990, come dichiarato nelle conclusioni del Consiglio europeo di ottobre 2014.

2014

23 ottobre

Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il 2030

I leader dell'UE hanno deciso il quadro per le politiche dell'energia e del clima per il 2030. Il Consiglio europeo ha approvato quattro obiettivi:

  • un obiettivo UE vincolante di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra almeno del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990
  • un obiettivo di almeno il 27% per la quota di fonti energetiche rinnovabili consumate nel 2030
  • un miglioramento dell'efficienza energetica del 27% rispetto alle proiezioni
  • il completamento del mercato interno dell'energia realizzando un obiettivo minimo del 10% per le interconnessioni elettriche esistenti entro il 2020, almeno rispetto alle isole energetiche, in particolare gli Stati baltici e la penisola iberica