La riforma della protezione dei dati è un pacchetto legislativo proposto dalla Commissione nel 2012 per aggiornare e modernizzare le norme contenute nella direttiva sulla protezione dei dati del 1995 e nella decisione quadro del 2008 sulla protezione dei dati personali trattati nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale.

Norme legislative uniformi e aggiornate in materia di protezione dei dati sono essenziali per garantire il diritto fondamentale dei cittadini alla protezione dei loro dati personali, consentire lo sviluppo dell'economia digitale e rafforzare l'efficacia della lotta contro la criminalità e il terrorismo.

Il pacchetto sulla protezione dei dati comprende due proposte legislative:

  • un regolamento generale sulla protezione dei dati
  • una direttiva sulla protezione dei dati personali trattati a fini di contrasto

Nel dicembre 2015 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sui progetti di testi.

L'8 aprile 2016 il Consiglio ha adottato la sua posizione in prima lettura. I testi sono stati poi adottati dal Parlamento europeo il 14 aprile 2016.

Dati essenziali

  • Per il 57% dei cittadini europei la divulgazione delle informazioni personali è una questione di grande peso
  • Il 70% teme che le imprese possano utilizzare le informazioni a fini diversi da quelli per cui sono state raccolte
  • Solo il 15% ritiene di avere il pieno controllo delle informazioni fornite online
  • Il 90% dei cittadini europei ritiene importante godere degli stessi diritti e della stessa protezione in tutti i paesi dell'UE

Perché ne abbiamo bisogno?

Negli ultimi decenni l'Unione europea ha adottato varie norme legislative per proteggere i dati personali, prima fra tutte la direttiva sulla protezione dei dati del 1995. Con il trattato di Lisbona, tuttavia, la protezione dei dati personali è diventata un diritto fondamentale dell'UE, riconosciuto dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ciò significa che l'Unione dispone ora di una base giuridica specifica per adottare norme legislative volte a proteggere questo diritto fondamentale.

I rapidi sviluppi tecnologici degli ultimi due decenni hanno fatto emergere nuove sfide per la protezione dei dati personali. La condivisione e la raccolta di dati sono cresciute in modo esponenziale, talvolta su scala mondiale, e le informazioni personali rese pubbliche dai cittadini continuano ad aumentare.

L'integrazione economica e sociale derivante dal funzionamento del mercato interno ha inoltre causato un notevole aumento dei flussi transfrontalieri di dati.

Per tenere pienamente conto di tutti questi sviluppi e promuovere l'economia digitale è necessario garantire un livello elevato di protezione dei dati personali, consentendone nel contempo la libera circolazione all'interno dell'Unione.

Nel caso di dati personali utilizzati a fini di contrasto, si rileva una crescente esigenza negli Stati membri di disporre di autorità competenti per trattare e scambiare dati nel quadro della lotta contro la criminalità transnazionale e il terrorismo. In questo contesto, norme chiare e coerenti sulla protezione dei dati a livello dell'UE sono essenziali per migliorare la cooperazione fra tali autorità.

Accordi internazionali

Oltre a riformare le norme dell'UE sulla protezione dei dati, il Consiglio ha adottato nel 2010 un mandato che autorizza la Commissione a negoziare un accordo sulla protezione dei dati con gli Stati Uniti (accordo quadro) con l'obiettivo di proteggere i dati personali dei cittadini europei trasferiti tra l’UE e gli USA a fini di contrasto. L'accordo servirà da complemento agli accordi esistenti e futuri.

I negoziati con gli Stati Uniti sono stati completati nel settembre 2015. Nel febbraio 2016 questi ultimi hanno adottato una nuova legge che riconosce ai cittadini dell’UE il diritto al ricorso giudiziario negli Stati Uniti (la legge sul ricorso giudiziario), prerequisito indispensabile per la firma e la conclusione dell’accordo quadro. Inizieranno ora le prossime fasi per la firma e la ratifica dell’accordo.