Cos'è il partenariato orientale?

Il partenariato orientale ha come obiettivo il rafforzamento dell'associazione politica e dell'integrazione economica di sei paesi partner dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale:

  • Armenia
  • Azerbaigian
  • Bielorussia
  • Georgia
  • Repubblica di Moldova
  • Ucraina

La Russia e la Turchia non sono integrate nel quadro del PO in quanto entrambi i paesi hanno acquisito uno status diverso nelle loro relazioni con l'UE:

  • Turchia - paese in fase di adesione
  • Russia - partenariato strategico

Il partenariato orientale è una specifica dimensione orientale della politica europea di vicinato (PEV). Nel quadro della PEV l'UE collabora con i suoi vicini meridionali e orientali per raggiungere l'associazione politica più stretta possibile e il grado più elevato possibile di integrazione economica.

Perché un partenariato orientale?

Sicurezza, stabilità e prosperità, democrazia e stato di diritto nell'Europa orientale e nel Caucaso meridionale sono una priorità per l'UE.

Nel giugno 2008 il Consiglio europeo aveva invitato la Commissione a preparare una proposta di partenariato orientale (PO) per sostenere la cooperazione regionale e rafforzare le relazioni dell'UE con i vicini orientali.

A seguito del conflitto in Georgia e delle relative ripercussioni sulla stabilità regionale, il Consiglio europeo straordinario del 1º settembre 2008 aveva invitato ad accelerare tali lavori.

La creazione di un unico quadro politico coerente nei confronti dei paesi diventati il nuovo vicinato orientale dell'UE era diventata una necessità.

Il partenariato orientale è stato varato nel 2009 quale iniziativa congiunta tra:

  • l'UE
  • gli Stati membri dell'UE
  • sei paesi partner dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina

Differenziazione e inclusività

L'UE è determinata ad avere una cooperazione forte e reciprocamente vantaggiosa con tutti e sei i partner del PO, a prescindere dal loro specifico livello di ambizione in termini di relazioni con l'UE.

In cambio dell'attuazione di riforme politiche ed economiche, il PO offre:

  • nuove relazioni contrattuali
  • accordi di libero scambio globali e approfonditi
  • progressi verso la liberalizzazione dei visti e un quadro multilaterale in cui discutere di tali questioni

Il partenariato orientale:

  • offre un quadro solido per la cooperazione multilaterale
  • agevola l'approfondimento della cooperazione bilaterale con l'UE

Coinvolgimento della società in generale

Il partenariato orientale non prende in considerazione solo i governi, ma anche:

• i pareri della società civile
• la prospettiva delle autorità locali e regionali
• l'opinione dei dirigenti d'impresa
• le assemblee parlamentari

Cooperazione multilaterale

I paesi partner condividono numerose sfide comuni. Affrontarle in modo congiunto favorisce la cooperazione e lo scambio di migliori pratiche.

La cooperazione multilaterale nel partenariato orientale riguarda un'ampia gamma di questioni:

  • consolidare le istituzioni e la buona governance, compresa la resilienza ai cambiamenti esterni
  • sviluppare opportunità di mercato tramite l'integrazione economica e accordi commerciali
  • garantire la sicurezza energetica e migliorare le interconnessioni per l'energia e per i trasporti
  • accrescere la mobilità e i contatti interpersonali attraverso negoziati condotti nel quadro del dialogo sui visti

Cooperazione bilaterale

Accordi di associazione (AA)

L'UE ha presentato idee concrete per ciascun paese partner orientale con una nuova generazione di accordi di associazione che sostituiscono gli accordi di partenariato e di cooperazione conclusi con i paesi partner alla fine degli anni 1990.

L'UE ha negoziato con i partner del PO una serie di accordi di associazione che garantiscono:

  • una migliore associazione politica
  • un maggiore dialogo politico
  • una più profonda cooperazione in materia di giustizia e sicurezza

Rappresentano un piano di riforme che avvicinerà i paesi partner all'UE allineandone la legislazione e le norme a quelle dell'UE. Ciò comporterà un miglioramento tangibile nella vita delle persone.

Accordi di libero scambio (DCFTA)

Nell'ambito degli accordi di associazione l'UE ha concluso i negoziati sulla zona di libero scambio globale e approfondita (DCFTA) con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina al fine di:

  • migliorare l'accesso a beni e servizi
  • ridurre tariffe, contingenti, ostacoli al commercio
  • garantire un contesto giuridico stabile
  • allineare pratiche e norme

Stato attuale

  • Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina: gli AA/DCFTA conclusi nel 2014 sono già applicati in via provvisoria e hanno portato a un nuovo livello le relazioni tra questi partner e l'UE
  • Armenia, Azerbaigian e Bielorussia: l'UE adotterà un approccio più differenziato e personalizzato nelle relazioni con questi paesi

Dialogo sui visti

I paesi partner del PO sono stati tra i primi a beneficiare dei partenariati per la mobilità, che aiutano i loro cittadini a spostarsi in sicurezza in tutta l'Europa.

Gli accordi di facilitazione dei visti e di riammissione promuovono la mobilità dei cittadini dei paesi partner orientali grazie alla facilitazione dei visti e definiscono le regole per gestire il rimpatrio dei migranti irregolari per mezzo di accordi di riammissione.

Con i dialoghi sulla liberalizzazione dei visti l'UE sta procedendo gradualmente verso l'obiettivo a lungo termine di permettere ai cittadini di alcuni paesi partner del PO di viaggiare senza visto.

Al Consiglio

Organi responsabili

Il Gruppo "Europa orientale e Asia centrale" (COEST) tratta tutti gli aspetti delle relazioni e della cooperazione dell'UE con i paesi in:

  • Europa orientale: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Moldova, Georgia, Russia e Ucraina
  • Asia centrale: Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan

Il Comitato della politica commerciale fornisce inoltre consulenza e assistenza alla Commissione nella negoziazione e conclusione di accordi commerciali con i paesi partner del PO.

Negoziazione di accordi internazionali con i partner orientali

Il Consiglio è coinvolto in tutte le fasi della negoziazione e dell'adozione degli accordi internazionali con i sei paesi partner dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale:

  • conferisce il mandato per i negoziati
  • firma l'accordo a nome dell'UE
  • adotta la decisione finale che recepisce l'accordo nel diritto dell'UE

Nel dettaglio

I rappresentanti degli Stati membri devono conferire un mandato per i negoziati relativi a questi accordi specifici che riguardano settori di competenza concorrente.

Al termine dei negoziati il Consiglio decide in merito alla firma e alla conclusione dell'accordo sulla base della proposta della Commissione e dell'alto rappresentante.

Il Consiglio adotta inoltre la decisione finale relativa alla conclusione dell'accordo dopo che il Parlamento ha dato la sua approvazione (necessaria nei settori soggetti a codecisione) e che l'accordo è stato ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE.

Il Consiglio può anche adottare una decisione al fine di sospendere l'applicazione di un accordo internazionale o di denunciare un accordo . Prende una decisione sulla base di una proposta della Commissione o dell'alto rappresentante.

Sostegno all'organizzazione dei vertici del partenariato orientale

Il PO crea canali di comunicazione più forti grazie all'organizzazione di vertici al livello dei capi di Stato o di governo.

I vertici sono organizzati ogni due anni e forniscono orientamenti politici per l'ulteriore sviluppo del partenariato orientale.

In occasione di tali vertici il presidente del Consiglio europeo rappresenta l'UE all'esterno, solitamente insieme al presidente della Commissione europea.

Il PO tiene anche incontri annuali dei ministri degli affari esteri dell'UE e dei partner orientali. Questi incontri sono abbinati a un Consiglio "Affari generali" o "Affari esteri".

Vertici del partenariato orientale

24 novembre 2017- Bruxelles, Belgio

28-29 novembre 2013 - Vilnius, Lituania

29-30 settembre 2011 - Varsavia, Polonia

7 maggio 2009 - Praga, Repubblica ceca