Riflessione politica sul futuro dell'Unione europea

Consiglio europeo

Sulla scorta dell'esito del referendum nel Regno Unito, i capi di Stato o di governo dei 27 Stati membri si sono riuniti a Bratislava il 16 settembre 2016 per avviare una riflessione politica sul futuro dell'UE con 27 Stati membri.

Nella dichiarazione di Bratislava i leader hanno definito i principi generali di intervento:

  • concentrarsi sulle aspettative dei cittadini e soddisfare meglio le loro esigenze
  • migliorare la comunicazione e la cooperazione fra gli Stati membri
  • realizzare le promesse e assicurare il successo dell'UE a 27

I leader hanno concordato la tabella di marcia di Bratislava che guiderà l'azione dell'UE nei mesi successivi. I 27 leader si sono incontrati nuovamente a Malta il 3 febbraio 2017 e hanno concluso il processo di riflessione a Roma il 25 marzo 2017 in occasione del sessantesimo anniversario dei trattati di Roma.

Le riunioni formali del Consiglio europeo di ottobre 2016, dicembre 2016 e marzo 2017 hanno consentito di dare un seguito concreto agli obiettivi concordati a Bratislava.

2017

25 marzo

60º anniversario dei trattati di Roma

I capi di Stato o di governo dell'UE si incontrano il 25 marzo 2017 a Roma per celebrare il 60º anniversario dei trattati di Roma. È un'occasione per compiere una riflessione sullo stato dell'Unione europea e guardare al futuro del processo di integrazione.

Al termine delle celebrazioni i leader adottano e firmano la dichiarazione di Roma in cui si definisce una visione comune per gli anni a venire. "Ci siamo uniti per un buon fine. L'Europa è il nostro futuro comune", affermano nella dichiarazione.

I leader dichiarano che, consapevoli delle preoccupazioni dei cittadini dell'UE, si impegnano per la realizzazione del programma di Roma e promettono di adoperarsi per:

  • un'Europa sicura
  • un'Europa prospera e sostenibile
  • un'Europa sociale
  • un'Europa più forte sulla scena mondiale

10 marzo

Riunione informale dei capi di Stato o di governo

Venerdì 10 marzo i 27 leader s'incontrano informalmente per preparare il 60º anniversario dei trattati di Roma e discutono i principali elementi della dichiarazione di Roma.

Il dibattito s'incentra sul futuro dell'UE nonché sull'idea di un'Europa a più velocità.

"Alcuni si aspettano cambiamenti sistemici che allenterebbero i legami all'interno dell'UE e rafforzerebbero il ruolo delle nazioni in relazione alla comunità. Altri, al contrario, cercano dimensioni dell'integrazione nuove e più profonde", dichiara il presidente Tusk, riassumendo le discussioni.

Egli sottolinea che, a fronte degli interessi della comunità di 27 paesi nell'ambito degli imminenti negoziati sulla Brexit e degli interessi strategici a lungo termine dell'UE, esorterà tutti ad adoperarsi per mantenere l'unità politica tra i 27.

Dichiara inoltre: "Quando si discutono i diversi scenari per l'Europa, il nostro obiettivo principale dovrebbe essere rafforzare la fiducia reciproca e l'unità tra i 27. Dopo il dibattito odierno posso affermare apertamente che tutti i 27 leader condividono tale obiettivo.".

1º marzo

Il Libro bianco sul futuro dell'Europa

Il documento è pubblicato dalla Commissione europea in vista del 60º anniversario della firma dei trattati di Roma. Delinea cinque scenari, ognuno dei quali offre una panoramica di come potrebbe essere l'Unionenel 2025 in funzione delle scelte che l'Europa avrà compiuto.

Gli scenari esaminano come l'Europa cambierà nel prossimo decennio, spaziando dall'impatto delle nuove tecnologie sulla società e sull'occupazione ai dubbi circa la globalizzazione, le preoccupazioni per la sicurezza e l'ascesa del populismo.

3 febbraio

Vertice informale dei capi di Stato o di governo dell'UE a Malta

Il vertice informale, ospitato dal primo ministro maltese Joseph Muscat e presieduto dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, è l'occasione per i 27 leader di discutere i preparativi dell'imminente 60º anniversario dei trattati di Roma che si celebrerà il 25 marzo 2017.

La base per le discussioni è costituita dalle riflessioni politiche sul futuro dell'UE a 27, avviate subito dopo il voto del Regno Unito a favore dell'uscita dall'Unione europea, il 23 giugno 2016, e proseguite a Bratislava il 16 settembre 2016.

31 gennaio

Lettera sul futuro dell'Europa

"Uniti si vince, divisi si perde", dichiara Donald Tusk prima del vertice di Malta.

Nella lettera inviata ai 27 capi di Stato o di governo, il presidente del Consiglio europeo individua tre principali minacce alla stabilità dell'Europa. Tra di esse figurano:

  • il nuovo contesto geopolitico: una Cina sempre più risoluta, la politica aggressiva della Russia nei confronti dell'Ucraina e dei paesi limitrofi, le guerre, il terrore e l'anarchia in Medio Oriente e in Africa (dove l'Islam radicale svolge un ruolo importante), e le "dichiarazioni preoccupanti" della nuova amministrazione americana sono tutti elementi che riempiono il nostro futuro di incognite
  • la situazione interna: l'aumento di sentimenti nazionalisti e sempre più xenofobi all'interno della stessa UE
  • l'atteggiamento delle élite proeuropee: minor fiducia nell'integrazione politica, accettazione passiva delle tesi populiste e messa in dubbio dei valori fondamentali della democrazia liberale

Nella lettera il presidente Donald Tusk esorta i leader a rimanere uniti.

"È necessario far capire senza ombra di dubbio che la disintegrazione dell'Unione europea non comporterà il ripristino di una mitica, piena sovranità degli Stati membri, bensì la loro dipendenza reale ed effettiva dalle grandi superpotenze: gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. Solo insieme possiamo essere pienamente indipendenti", afferma Tusk.

2016

13 dicembre

Il Consiglio approva la posizione di negoziato sugli strumenti di difesa commerciale

Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha concordato la posizione di negoziato del Consiglio in merito a una proposta sull'ammodernamento degli strumenti di difesa commerciale dell'UE.

La proposta di regolamento modifica i regolamenti vigenti in materia di antidumping e antisovvenzioni al fine di rispondere meglio alle pratiche commerciali sleali. L'obiettivo è quello di proteggere i produttori dell'UE dai danni provocati dalla concorrenza sleale, garantendo un commercio libero ed equo.

7 dicembre

Accordo su verifiche sistematiche alle frontiere esterne

Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha approvato un testo di compromesso concordato con il Parlamento europeo relativo a una modifica del codice frontiere Schengen mirante a rafforzare le verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne.

7 dicembre

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera avvia la riserva di reazione rapida

La riserva di reazione rapida è composta da 1 500 funzionari che gli Stati membri dell'UE e i paesi associati Schengen si sono impegnati a inviare. In una situazione di crisi saranno immediatamente messi a disposizione di Frontex, che li può dispiegare entro cinque giorni lavorativi.

6 dicembre

Il Consiglio concorda di prorogare il Fondo europeo per gli investimenti strategici

Il Consiglio approva la sua posizione su una proposta volta a prorogare la durata del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l'iniziativa faro dell'UE nell'ambito del suo "piano di investimenti per l'Europa".

Il compromesso convenuto comprende l'estensione del FEIS in termini sia di durata che di capacità finanziaria, con una mobilitazione di investimenti pari ad almeno 500 miliardi di EUR da qui al 2020. Introduce inoltre una serie di miglioramenti operativi per tener conto degli insegnamenti appresi nel primo anno di attuazione.

6 dicembre

Insieme comune di proposte volte ad attuare la dichiarazione congiunta UE-NATO

Il Consiglio adotta conclusioni sull'attuazione della dichiarazione congiunta UE-NATO, approvando 40 proposte in 7 settori. Le proposte sono approvate lo stesso giorno dal Consiglio Nord Atlantico.

14 novembre

Piano di attuazione in materia di sicurezza e difesa

I ministri degli esteri e della difesa dell'UE discutono il piano di attuazione in materia di sicurezza e difesa nel quadro della strategia globale dell'Unione e definiscono il livello di ambizione e i passi da intraprendere per il futuro sviluppo della politica di sicurezza e di difesa dell'UE.

30 ottobre

Firma del CETA

Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, e Justin Trudeau, primo ministro del Canada, si sono riuniti a Bruxelles per il 16º vertice UE-Canada. Hanno firmato l’accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA) e l’accordo di partenariato strategico (APS) e hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sul partenariato UE-Canada.

20-21 ottobre

Consiglio europeo, 20 e 21 ottobre 2016

I leader fanno il punto della situazione per quanto riguarda la tabella di marcia di Bratislava. Il presidente del Consiglio dei ministri Fico li aggiorna sui risultati conseguiti finora, tra cui la ratifica dell'accordo di Parigi e l'avvio della guardia di frontiera e costiera europea.

6 ottobre

Avvio dell'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera

L'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera è ufficialmente inaugurata il 6 ottobre 2016. L'evento inaugurale si svolge presso il posto di controllo di frontiera Kapitan Andreevo, alla frontiera esterna bulgara con la Turchia.

"Stiamo creando una nuova realtà alle nostre frontiere esterne. Si tratta di un risultato concreto dell'impegno comune concordato nella tabella di marcia di Bratislava e della dimostrazione pratica dell'unità degli Stati membri", dichiara Robert Fico, primo ministro della Slovacchia e presidente in carica del Consiglio. "Ci aiuterà a ripristinare Schengen", aggiunge.

L'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera monitorerà da vicino le frontiere esterne dell'UE e collaborerà con gli Stati membri per individuare rapidamente e affrontare le potenziali minacce per la sicurezza alle frontiere esterne dell'UE.

5 ottobre

L'UE ratifica l'accordo di Parigi

L'UE ratifica ufficialmente l'accordo di Parigi, dando anche avvio alla sua entrata in vigore. I rappresentanti della presidenza del Consiglio e della Commissione europea depositano i documenti ufficiali per la ratifica presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

L'accordo entra in vigore 30 giorni dopo la ratifica da parte di almeno 55 paesi che nel loro insieme rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali di gas a effetto serra. Tale soglia è raggiunta in seguito alla ratifica da parte dell'UE e di sette suoi Stati membri.

L'entrata in vigore avverrà prima dell'inizio della conferenza di Marrakech sui cambiamenti climatici, che si terrà dal 7 al 18 novembre 2016.

16 settembre

Vertice di Bratislava, 16 settembre 2016

I capi di Stato o di governo dei 27 Stati membri si riuniscono a Bratislava per avviare una riflessione politica sull'ulteriore sviluppo dell'UE con 27 Stati membri.

I leader concordano la dichiarazione e la tabella di marcia di Bratislava, in cui sono delineati gli obiettivi per i prossimi mesi:

  • ripristinare il pieno controllo delle frontiere esterne
  • garantire la sicurezza interna e combattere il terrorismo
  • rafforzare la cooperazione dell'UE nel campo della sicurezza esterna e della difesa
  • promuovere il mercato unico e offrire migliori opportunità ai giovani europei

18 agosto - 15 settembre

Consultazioni in vista del vertice di Bratislava

In agosto e settembre 2016 il presidente Tusk consulta tutti i leader dell'UE in vista della riunione di Bratislava.

"Non ho dubbi che le tre sfide principali siano la migrazione irregolare incontrollata, il terrorismo e i timori della globalizzazione" dichiara il presidente Tusk prima dell'incontro con il primo ministro svedese Stefan Löfven a Stoccolma. "La mia ambizione è che a Bratislava si possa trovare un accordo sulle principali priorità e sulle azioni da intraprendere al riguardo nei prossimi mesi."

L'8 settembre il presidente Tusk si reca inoltre a Londra per uno scambio di pareri con il primo ministro britannico Theresa May.

29 giugno

Riunione informale dei 27 capi di Stato o di governo dell'UE, 29 giugno 2016

I 27 leader si incontrano in via informale per discutere della via da seguire dopo il referendum del 23 giugno 2016 nel Regno Unito.

"Siamo determinati a rimanere uniti e a lavorare nel quadro dell'UE per affrontare le sfide del XXI secolo e trovare soluzioni nell'interesse delle nostre nazioni e dei nostri popoli." affermano nella dichiarazione comune.

I leader concordano i seguenti principi:

  • non vi possono essere negoziati con il Regno Unito prima della notifica dell'articolo 50
  • in futuro il Regno Unito dovrebbe essere un partner stretto dell'UE
  • gli accordi dovranno basarsi su un equilibrio tra diritti e obblighi
  • per avere accesso al mercato unico è necessario accettare tutte e quattro le libertà

I 27 leader concordano di incontrarsi nuovamente nel settembre 2016 per proseguire le discussioni sul futuro dell'UE.