Normativa commerciale dell'UE

Infografica -Strumenti di difesa commerciale

L'UE sta procedendo per la prima volta dal 1995 a una revisione profonda dei suoi strumenti di difesa commerciale.

L'Unione europea vuole garantire che tutti i prodotti importati siano venduti nel proprio territorio a un prezzo giusto ed equo. Per questo motivo, per la prima volta da più di 20 anni sta procedendo a una revisione profonda dei suoi strumenti di difesa commerciale (TDI).

La normativa commerciale, nella forma degli strumenti di difesa commerciale, protegge i produttori dell'UE dai danni e contrasta le forme di concorrenza sleale delle imprese straniere, come il dumping e le sovvenzioni.

Gli Stati membri intendono garantire che gli strumenti di difesa commerciale dell'UE possano far fronte alle nuove sfide poste dal contesto economico in evoluzione. L'obiettivo finale è triplice:

  • salvaguardare i posti di lavoro europei
  • garantire la concorrenza leale nei mercati aperti
  • preservare il libero scambio

Il più recente sviluppo legislativo, dell'ottobre 2017, consiste nell'approvazione di una nuova metodologia antidumping da parte del Consiglio e del Parlamento europeo.

Modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale dell’UE

Metodologia antidumping

Il 3 ottobre 2017 il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo politico che introdurrà nuove norme per rafforzare la capacità dell'UE di proteggere i propri produttori dalle pratiche commerciali sleali.

La nuova metodologia antidumping intende individuare e risolvere i casi in cui i prezzi dei prodotti importati vengono artificialmente ridotti da un intervento statale, conformemente alla proposta della Commissione del novembre 2016 che va di pari passo con la revisione più ampia degli strumenti di difesa commerciale dell'UE.

Tra le prossime modifiche figurano:

  • l'eliminazione della precedente distinzione tra economie di mercato e non di mercato nel calcolo del dumping
  • la dimostrazione di "distorsioni di mercato significative " tra il prezzo di vendita di un prodotto e il relativo costo di produzione
  • la considerazione delle norme sociali e ambientali nell'individuare situazioni di dumping

Le distorsioni di mercato saranno determinate in base a criteri quali politiche e influenza dello Stato, diffusa presenza di imprese statali, discriminazione a favore delle società nazionali e mancanza di indipendenza del settore finanziario.

Le nuove norme sono formulate in modo da non operare distinzioni tra i diversi paesi e nel pieno rispetto degli obblighi dell'UE nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Si applicano solo ai procedimenti avviati dopo l'entrata in vigore della normativa.

Controllo degli investimenti esteri diretti

Il 13 settembre la Commissione europea ha proposto un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti (IED). Il relativo regolamento garantirebbe trasparenza e credibilità nei confronti degli investitori e dei governi nazionali.

Secondo la proposta della Commissione, il nuovo quadro giuridico dovrebbe salvaguardare gli interessi fondamentali dell'UE prevedendo, tra l'altro:

  • l'esame degli IED da parte degli Stati membri, con obblighi in materia di trasparenza e parità di trattamento
  • un meccanismo di cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione, che potrebbe essere attivato qualora uno specifico IED in uno o più Stati membri possa compromettere la sicurezza o l'ordine pubblico di un altro
  • l'esame degli IED da parte della Commissione, nel caso in cui gli investimenti esteri diretti negli Stati membri possano incidere su progetti UE di più ampia portata in settori quali ricerca, trasporti e energia

Il regolamento proposto richiede un accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo nel quadro della procedura legislativa ordinaria.

Il Consiglio europeo chiede di agire in modo "vigoroso"

Al Consiglio europeo dell'ottobre 2016 i leader dell'UE hanno ribadito che le pratiche commerciali sleali devono essere contrastate in modo efficiente e vigoroso.

Proposta di ampia revisione degli strumenti di difesa commerciale

Nell'aprile 2013 la Commissione europea ha proposto un'ampia revisione degli strumenti di difesa commerciale dell'UE (TDI).

La modifiche proposte intendono fare in modo che la difesa commerciale dell'UE funzioni meglio per tutte le parti, inclusi sia i produttori che gli importatori dell'UE.

Gli strumenti antidumping e antisovvenzioni saranno più efficienti e meglio adeguati per proteggere i produttori dell'UE dalle pratiche sleali di imprese straniere e da eventuali rischi di ritorsioni. Nel contempo, gli importatori beneficeranno di una maggiore prevedibilità in termini di evoluzione delle aliquote dei dazi, il che faciliterà la pianificazione delle loro attività. L'intero sistema diventerà più trasparente e fruibile.