L'UE e il Regno Unito dopo il referendum del 23 giugno 2016

Sulla scorta dell'esito del referendum del 23 giugno 2016 nel Regno Unito, l'UE affronterà le implicazioni politiche e pratiche della "Brexit".

2017

21 marzo

Il presidente Tusk convoca un Consiglio europeo sulla Brexit per il 29 aprile 2017

Il Consiglio europeo, nel formato UE 27 (senza il Regno Unito), adotterà gli orientamenti per i negoziati sulla Brexit. "Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere affinché la procedura di divorzio sia la meno dolorosa possibile per l'UE," ha dichiarato il presidente Tusk.

La convocazione del presidente Tusk giunge in risposta all'annuncio di Londra dell'intenzione di invocare l'articolo 50 il 29 marzo 2017.

2016

15 dicembre

Procedura di negoziato

Nella riunione informale del dicembre 2016, i 27 leader convengono la seguente procedura per i prossimi negoziati sulla Brexit:

  1. Il Regno Unito invoca l'articolo 50 notificando al Consiglio europeo la propria intenzione di uscire dall'UE.
  2. I 27 leader dell'UE adottano "orientamenti", compresi principi e posizioni generali, per i negoziati. Essi aggiorneranno tali orientamenti nel corso dei negoziati, se necessario.
  3. Previa raccomandazione della Commissione, il Consiglio "Affari generali" autorizza l'apertura dei negoziati.
  4. Il Consiglio adotta direttive di negoziato sulla sostanza e sulle modalità istituzionali particolareggiate che possono essere modificate e integrate in tutto l'arco dei negoziati.
  5. Il Consiglio nominerà la Commissione come negoziatore dell'Unione che negozierà a nome dei 27. La Commissione nomina Michel Barnier come capo negoziatore. Riferirà ai leader e al Consiglio per tutta la durata dei negoziati e informerà anche il Parlamento europeo "periodicamente e con precisione".
  6. Il Consiglio e i suoi organi preparatori garantiranno che i negoziati siano condotti conformemente agli orientamenti forniti dall'UE a 27 e forniranno una guida alla Commissione.

"Abbiamo adottato la struttura organizzativa in cui il Consiglio europeo mantiene il controllo politico del processo e la Commissione ha la funzione di negoziatore dell'Unione", ha dichiarato il presidente Tusk al termine della riunione.

15 dicembre

Riunione informale dei 27 capi di Stato o di governo dell'UE

I 27 leader e i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione rilasciano una dichiarazione in cui indicano di essere pronti a avviare i negoziati con il Regno Unito non appena quest'ultimo avrà presentato la notifica a norma dell'articolo 50.

"Accogliamo con favore l'intenzione del Regno Unito di procedere in tal senso entro la fine di marzo 2017, in modo da poter iniziare ad affrontare le incertezze derivanti dalla prospettiva del suo recesso", si legge nella dichiarazione.

Ribadiscono inoltre il loro impegno a favore dei principi concordati nel giugno 2016, tra cui:

  • nessun negoziato senza notifica
  • equilibrio di diritti e obblighi
  • nessun accesso al mercato unico europeo senza l'accettazione delle quattro libertà dell'UE

29 novembre

Tusk risponde alle preoccupazioni dei parlamentari del Regno Unito in merito allo status dei cittadini dell’UE e del Regno Unito

Il presidente Donald Tusk ha risposto ai deputati britannici in merito alle loro preoccupazioni riguardo allo status dei cittadini dell'UE nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito che vivono e lavorano in Europa.

"Nella vostra lettera mi invitate a 'risolvere la questione una volta per tutte' in occasione del Consiglio europeo di dicembre. Ciò significherebbe, in effetti, avviare i negoziati già in dicembre. L’UE è pronta, ma ciò può accadere solo a condizione che l’art. 50 sia stato attivato. (...) la decisione sull'attivazione dell'art. 50 spetta unicamente al Regno Unito, cosa che rispettiamo a pieno."

"Proprio come voi, vorrei evitare una situazione in cui i cittadini diventino 'moneta di scambio' nel processo negoziale. Affinché ciò non accada, avremo bisogno di soluzioni precise e globali che, anziché espressioni accattivanti, offrano ai cittadini un’autentica garanzia di sicurezza."

13 ottobre

Tusk: "hard Brexit" o "no Brexit"

"L'unica vera alternativa a una "hard Brexit" è nessuna Brexit, anche se oggi quasi nessuno crede in tale possibilità", ha dichiarato Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, intervenendo al Centro di politica europea a Bruxelles.

Tusk ha affermato che il compito principale durante i negoziati per la Brexit sarà quello di tutelare gli interessi dell'UE e di ciascuno dei suoi 27 Stati membri. Ha inoltre sottolineato che l'accesso al mercato unico europeo implica l'accettazione delle quattro libertà dell'UE: libertà di circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi.

2 ottobre

Il 2 ottobre 2016, al congresso di Birmingham, il primo ministro britannico Theresa May ha dichiarato che il Regno Unito avvierà formalmente il processo negoziale in vista dell'uscita dall'UE entro fine marzo 2017.

Il presidente Donald Tusk ha immediatamente espresso il proprio compiacimento per questo annuncio. "Porta una benvenuta chiarezza sull'avvio dei negoziati per la Brexit. Una volta che l'articolo 50 sarà stato attivato, l'UE a 27 si impegnerà per tutelare i suoi interessi", ha twittato.

8 settembre

Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, si reca a Londra per uno scambio di pareri con il primo ministro britannico Theresa May.

"Ho espresso al primo ministro May la mia convinzione che avviare rapidamente i negoziati sia nell'interesse di tutti, per ridurre e quindi porre fine all'incertezza," dichiara dopo l'incontro.

29 giugno

Riunione informale di 27 capi di Stato o di governo dell'UE

"Siamo determinati a rimanere uniti e a lavorare nel quadro dell'UE per affrontare le sfide ventunesimo secolo e trovare soluzioni nell'interesse delle nostre nazioni e dei nostri popoli." dicono i 27 leader nella loro dichiarazione comune al termine della riunione informale del 29 giugno. Chiedono inoltre al governo del Regno Unito di notificare al Consiglio europeo l'intenzione di recedere dall'UE il più rapidamente possibile.

I 27 leader si incontreranno nuovamente nel settembre 2016 per proseguire le discussioni sul futuro dell'UE.

28 giugno

Consiglio europeo, 28 giugno 2016

Il Consiglio europeo si concentra sull'esito del referendum del Regno Unito. Il primo ministro David Cameron espone la situazione del Regno Unito dopo il referendum. Il suo intervento è seguito da un primo scambio di opinioni.

"I leader convengono che ora occorre tempo affinché la situazione nel Regno Unito si assesti. Tuttavia, si aspettano anche che le intenzioni del governo del Regno Unito siano specificate al più presto" ha affermato il presidente Tusk alla conferenza stampa dopo la riunione.

24 giugno

Dichiarazione alla stampa del presidente Donald Tusk sui risultati del referendum nel Regno Unito

"Siamo preparati per questo scenario negativo. Non ci sarà un vuoto giuridico", ha dichiarato il presidente Donald Tusk a seguito dei risultati ufficiali del referendum nel Regno Unito.

24 giugno

Dichiarazione congiunta dei leader dell'UE e della presidenza dei Paesi Bassi sull'esito del referendum nel Regno Unito

"Nell'ambito di un processo libero e democratico il popolo britannico ha espresso il desiderio di lasciare l'Unione europea. Pur rammaricandoci di questa decisione, la rispettiamo", dichiarano il presidente Tusk, il presidente Juncker, il presidente Schulz e il primo ministro dei Paesi Bassi Rutte nella loro dichiarazione congiunta.

E aggiungono "Come era stato concordato, la "Nuova intesa per il Regno Unito nell'Unione europea", raggiunta al Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio 2016, non entrerà in vigore, cesserà di esistere e non sarà rinegoziata".

23 giugno

Referendum nel Regno Unito

Il 23 giugno 2016 i cittadini del Regno Unito votano a favore dell'uscita dall'UE. Il voto si tiene in seguito a intensi negoziati su un'intesa che rafforzerebbe lo status speciale del Regno Unito nell'UE.