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Il 10 dicembre l'Unione europea e i suoi Stati membri celebrano la Giornata dei diritti umani

Nel 2000 il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio hanno pubblicato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

un documento che sancisce i diritti e le libertà fondamentali riconosciuti dall'Unione europea.

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009, i diritti, le libertà e i principi enunciati nella Carta sono diventati giuridicamente vincolanti per l'UE e per gli Stati membri in sede di attuazione del diritto dell'UE.

Il trattato prevede inoltre che l'Unione europea aderisca alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Il trattato di Lisbona stabilisce l'obbligo di:

  • rispettare i diritti fondamentali all'interno dell'Unione europea
  • promuovere e consolidare i diritti umani nell'azione esterna dell'UE

Il Consiglio assicura che, nell'elaborazione della legislazione e delle azioni dell'UE, si tenga conto dei diritti fondamentali. Si adopera inoltre per la promozione dei diritti umani nelle relazioni con i paesi terzi e le istituzioni internazionali, nonché nella negoziazione di accordi internazionali.

I diritti umani nell'UE

La tutela dei diritti fondamentali è una questione orizzontale che riguarda tutti i settori di attività dell'UE. Ciò significa che tutti gli organi del Consiglio devono prendere in considerazione tali diritti nel loro lavoro, a prescindere dal loro livello o dai temi di loro competenza.

Oltre a ciò, tutte le questioni direttamente connesse ai diritti fondamentali sono trattate da un organo specializzato, il Gruppo "Diritti fondamentali, diritti dei cittadini e libera circolazione delle persone" (FREMP).

I principali settori di intervento del Consiglio in materia di diritti fondamentali includono:

  • l'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
  • l'adesione dell'UE alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

Attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Riforma della protezione dei dati

In base alla legislazione dell'UE, la protezione dei dati personali è un diritto fondamentale. Nell'aprile 2016 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato un pacchetto legislativo inteso a riformare e modernizzare la protezione dei dati personali.

Ove necessario, l'UE adotta atti legislativi volti a garantire la protezione dei diritti sanciti dalla Carta. Ciò vale per questioni quali il diritto a un processo equo e la protezione dei dati personali.

Inoltre, nel 2011 il Consiglio ha adottato conclusioni che definiscono il suo ruolo per garantire l'attuazione effettiva della Carta dell'UE. Dette conclusioni stabiliscono la necessità di un'azione del Consiglio in vari settori, incluso in relazione a tre punti principali.

1. Relazione annuale della Commissione sull'applicazione della Carta

Ogni primavera la Commissione presenta una relazione annuale sull'applicazione della Carta grazie alla quale il Consiglio ha la possibilità di organizzare un dibattito annuale su di essa.

Dopo uno scambio di opinioni, il Consiglio adotta conclusioni sulla relazione della Commissione,

che nel 2017 si sono incentrate su diverse questioni, tra cui l'asilo e la migrazione, i diritti del minore, il razzismo e la xenofobia nonché la violenza contro le donne.

2. Cooperazione con l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali

Il Consiglio mantiene una stretta cooperazione con l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali, assicurando, tra l'altro:

  • l'adozione della base giuridica e del quadro pluriennale dell'Agenzia
  • il seguito da dare alla relazione annuale e ad altri studi e relazioni dell'Agenzia pertinenti per i lavori del Consiglio

Nel 2016 il seguito dato alla relazione annuale è stato integrato nelle conclusioni del Consiglio sull'applicazione della Carta nel 2015.

3. I diritti fondamentali nella procedura legislativa

Tutti gli organi preparatori del Consiglio devono assicurare il rispetto dei diritti fondamentali in tutti i testi che discutono. Per maggiore facilità, il gruppo FREMP ha elaborato, in collaborazione con il Servizio giuridico del Consiglio, una serie di orientamenti per il controllo di compatibilità con i diritti fondamentali. Tali orientamenti sono stati aggiornati da ultimo nel 2014.

Adesione dell'UE alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

Adottata nel 1950, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo è stata ratificata dai 47 paesi membri del Consiglio d'Europa. Tutti e 28 gli Stati membri dell'UE sono parti della Convenzione.

Al fine di garantire che l'UE e il diritto dell'UE siano soggetti alle stesse norme degli Stati membri, il trattato di Lisbona sancisce l'obbligo per l'Unione europea di aderire alla Convenzione.

L'adesione completerebbe la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE e rafforzerebbe i valori fondamentali. Migliorerebbe inoltre l'efficacia del diritto dell'UE e la coerenza della protezione dei diritti fondamentali in Europa.

Il 18 dicembre 2014 la Corte di giustizia dell'UE ha espresso un parere negativo in merito alla compatibilità del progetto di accordo con i trattati UE. È in discussione una nuova soluzione che consente di soddisfare l'obbligo di adesione stabilito dal trattato e tiene conto di tutti i rilievi mossi dalla Corte nel suo parere.

I diritti umani al di fuori dell'UE

Il rispetto dei diritti umani è un elemento fondamentale di tutte le relazioni dell'UE con i paesi terzi e le istituzioni internazionali.

Ad esempio, tutti i trattati e gli accordi firmati dall'UE devono essere conformi ai diritti umani definiti dalla Carta dell'UE. Ciò significa che tutti gli organi del Consiglio che si occupano di affari esteri devono integrare i diritti umani nelle loro attività.

In aggiunta, la promozione dei diritti umani è anche di per sé una priorità. Il piano d'azione sui diritti umani e la democrazia, adottato nel luglio 2015 per il periodo 2015-2019, costituisce il riferimento orientativo per i lavori dell'UE in questo settore.

Il 16 ottobre 2017 il Consiglio ha adottato conclusioni sulla revisione intermedia del piano d'azione per i diritti umani e la democrazia.

Un organo specializzato del Consiglio, il Gruppo "Diritti umani" (COHOM), si concentra sugli affari internazionali direttamente connessi ai diritti umani.

Fra i principali aspetti del lavoro del Consiglio in materia di diritti fondamentali sono inclusi:

  • la fissazione delle priorità dell'UE nelle sedi ONU competenti in materia di diritti umani
  • l'adozione di orientamenti tematici per sostenere l'azione esterna dell'UE
  • l'avvio di dialoghi sui diritti umani con i paesi terzi
  • l'adozione di una relazione annuale sui diritti umani e la democrazia

Fissazione delle priorità dell'UE nelle sedi ONU

Il Consiglio approva anche le priorità dell'UE in sede di Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Il 17 luglio 2017 il Consiglio ha adottato le priorità dell'UE per la 72ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tra cui diversi punti in materia di diritti umani.

Il Consiglio è incaricato di definire le priorità strategiche dell'Unione europea nelle sedi ONU competenti in materia di diritti umani. A tal fine, una volta all'anno adotta conclusioni che definiscono le principali linee d'azione dell'UE per i mesi successivi. Tra i punti individuati per il 2017:

  • promuovere un ambiente favorevole e sicuro per le ONG per i diritti umani e i difensori dei diritti umani
  • garantire che la drammatica situazione umanitaria e dei diritti umani in Siria riceva la massima attenzione
  • evidenziare le gravi violazioni dei diritti umani connesse al conflitto nell'Ucraina orientale
  • esprimere opposizione alle esecuzioni e sostegno per l'abolizione della pena di morte
  • ribadire fermamente il divieto assoluto della tortura in qualsiasi circostanza
  • condannare gli abusi dei diritti umani commessi nei confronti di donne e minori da gruppi terroristici, inclusi Da'esh e Boko Haram
  • promuovere la libertà di religione o di credo e i principi di uguaglianza e non discriminazione
  • tutelare i diritti di richiedenti asilo, rifugiati, migranti e di tutti gli sfollati

Adozione di orientamenti tematici

Il Consiglio, inoltre, elabora e adotta orientamenti tematici che sostengono l'azione esterna dell'UE e forniscono ai funzionari dell'UE informazioni pratiche su come contribuire a promuovere diritti specifici.

Avvio di dialoghi sui diritti umani

L'Unione europea, tramite il suo servizio per l'azione esterna, svolge dialoghi regolari in materia di diritti umani con i paesi terzi. Ogni dialogo è stabilito conformemente alle linee direttrici dell'UE per i dialoghi in materia di diritti umani, adottate dal Consiglio nel 2001 e aggiornate l'ultima volta nel 2008.

Sulla base delle suddette linee direttrici, qualsiasi decisione di avviare un dialogo richiede prima una valutazione della situazione dei diritti umani nel paese interessato. Tale valutazione è effettuata dal Gruppo "Diritti umani", in coordinamento con altri gruppi pertinenti.

Dopo la definizione degli obiettivi da raggiungere e una serie di colloqui esplorativi con il paese, il Consiglio adotta una decisione definitiva sull'avvio del dialogo mediante l'adozione di conclusioni.

Relazione: diritti umani e democrazia

Tutti i lavori e i risultati ottenuti dall'UE nella promozione dei diritti umani attraverso la sua azione esterna sono descritti nella relazione sui diritti umani e la democrazia che il Consiglio adotta una volta all'anno.

Il 16 ottobre 2017 ha adottato anche la relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2016: