Obiettivi principali:

  • mobilitare 315 miliardi di EUR di investimenti aggiuntivi nell'arco di tre anni
  • garantire che gli investimenti soddisfino le esigenze dell'economia reale
  • migliorare il contesto d'investimento

Il piano di investimenti per l'Europa mira a mobilitare almeno 315 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati nell'arco di tre anni. I suoi obiettivi sono:

  • incentivare gli investimenti
  • aumentare la competitività
  • sostenere la crescita economica a lungo termine nell'UE

Il piano è stato proposto dalla Commissione europea nel novembre 2014, in seguito all'invito del Consiglio europeo del giugno 2014 ad affrontare il problema dei bassi livelli di investimento nell'UE al fine di stimolare la crescita e l'occupazione.

Piano di investimenti per l'Europa: tre pilastri

Il proposto piano di investimenti per l'Europa consiste di tre parti:

  • istituire un Fondo europeo per gli investimenti strategici
  • garantire che il finanziamento degli investimenti arrivi all'economia reale
  • migliorare il contesto degli investimenti

1. Fondo europeo per gli investimenti strategici

Il Fondo è stato istituito come conto gestito all'interno della Banca europea per gli investimenti (BEI). Utilizza fondi pubblici per mobilitare ulteriori investimenti privati e fornisce la protezione del credito ai finanziamenti concessi dalla BEI e dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI).

Una delle funzioni del Fondo è l'assunzione di parte del rischio sostenuto dalla BEI, che sarà così in grado di investire in progetti più rischiosi. La partecipazione della BEI dovrebbe attirare investimenti privati verso tali progetti.

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) si concentra sugli investimenti in un'ampia gamma di settori, tra i quali le infrastrutture, l'energia, la ricerca e l'innovazione, la banda larga e l'istruzione. È anche pronto a sostenere le piccole e medie imprese (principalmente tramite il Fondo europeo per gli investimenti).

Il Fondo consiste di una garanzia di 16 miliardi di EUR dal bilancio UE e di 5 miliardi di EUR dalla Banca europea per gli investimenti.

La Commissione europea stima che il Fondo - 21 miliardi di EUR - sarà in grado di raggiungere un effetto moltiplicatore complessivo di 1:15 e pertanto di generare fino a 315 miliardi di EUR di investimenti totali. Ciò significa che 1 EUR di fondi pubblici utilizzato dal Fondo ne genererebbe 12 da investitori privati e 3 dalla BEI. L'effetto moltiplicatore esatto sarà diverso per ciascun progetto.

Nuova proposta sul FEIS

Nel settembre 2016 il Consiglio ha cominciato a lavorare su una nuova proposta di regolamento intesa a prorogare la durata del Fondo fino al 31 dicembre 2020, nonché a introdurre una serie di miglioramenti tecnici a livello del Fondo e del polo europeo di consulenza sugli investimenti. Grazie alla proroga il piano di investimenti dovrebbe generare circa 500 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati aggiuntivi. La Commissione europea ha pubblicato la proposta nel settembre 2016. Il Consiglio dovrebbe concordare la sua posizione negoziale sulla proposta entro la fine del 2016.

2. Garantire che il finanziamento degli investimenti arrivi all'economia reale

Per far sì che il finanziamento degli investimenti raggiunga l'economia reale sono stati istituiti il portale dei progetti di investimento europei e un polo europeo di consulenza sugli investimenti.

Il polo fornisce assistenza tecnica e sostegno. Riunisce gli attuali programmi di assistenza tecnica della BEI e fornisce ulteriori servizi di consulenza per i casi che non rientrano nei programmi esistenti.

Il portale dei progetti aiuterà gli investitori potenziali a trovare informazioni relative a ciascun progetto e alle opportunità di investimento.

Il Consiglio sta attualmente lavorando su una proposta volta ad apportare miglioramenti tecnici al polo europeo di consulenza sugli investimenti. La proposta intende agevolare l'erogazione, da parte del polo, di servizi di assistenza tecnica più mirati a livello locale in tutta l'UE. Essa mira inoltre ad agevolare la combinazione dei finanziamenti del FEIS con il sostegno fornito da altre fonti di finanziamento dell'UE, compresi i Fondi strutturali e di investimento europei.

Unione dei mercati dei capitali

L'Unione dei mercati dei capitali è un'iniziativa volta a integrare ulteriormente i mercati dei capitali degli Stati membri dell'UE

3. Migliorare il contesto degli investimenti

Lo scopo è stimolare gli investimenti attraverso il miglioramento del contesto imprenditoriale e l'agevolazione dell'accesso ai finanziamenti, specialmente per le piccole e medie imprese.

L'obiettivo generale è eliminare gli ostacoli agli investimenti e creare una regolamentazione più semplice, più efficace e più prevedibile nell'UE, in particolare nei settori delle infrastrutture, in cui gli investimenti si articolano su vari anni o decenni.

Per contribuire a migliorare le condizioni di finanziamento nell'UE, il piano prevede la creazione di un'unione dei mercati dei capitali volta a ridurre la frammentazione dei mercati finanziari e incrementare l'offerta di capitali per le imprese e i progetti d'investimento.

Al Consiglio

20-21 ottobre 2016: il Consiglio europeo invita il Consiglio a concordare la sua posizione negoziale sulla nuova proposta relativa al FEIS nel dicembre 2016, tenendo conto della valutazione indipendente esterna la cui pubblicazione è prevista a novembre.

Settembre 2016: il Consiglio inizia i lavori sulla proposta della Commissione in merito a un regolamento relativo alla proroga del Fondo europeo per gli investimenti strategici e al potenziamento tecnico del Fondo e del polo europeo di consulenza sugli investimenti.

12 luglio 2016: il Consiglio esamina il lavoro compiuto sull'eliminazione degli ostacoli agli investimenti - il terzo pilastro del piano di investimenti per l'Europa. Il comitato economico e finanziario (CEF) individua tre settori in cui gli Stati membri potrebbero adottare misure: regimi di insolvenza, accesso ai finanziamenti e sinergie transfrontaliere, in particolare nelle industrie di rete. Il Consiglio chiede al CEF di proseguire i lavori in materia e ne discuterà nuovamente in una futura sessione.

25 giugno 2015: il Consiglio adotta il regolamento sul Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) a seguito dell'approvazione del Parlamento europeo il 24 giugno. Il regolamento FEIS entra in vigore a inizio luglio 2015.

28 maggio 2015: il Consiglio e il Parlamento europeo raggiungono un accordo provvisorio sul progetto di regolamento FEIS.

23 aprile 2015: il Consiglio e il Parlamento europeo avviano negoziati sulla versione definitiva del regolamento FEIS.

10 marzo 2015: il Consiglio adotta la sua posizione negoziale (orientamento generale) sul progetto di regolamento.

19 gennaio 2015: il Consiglio inizia i lavori sulla proposta di regolamento FEIS presentata dalla Commissione quello stesso mese.

18 dicembre 2014: il Consiglio europeo dà il proprio sostegno al piano di investimenti per l'Europa.

Definizione dell'agenda politica dell'UE

Nel giugno 2014 il Consiglio europeo ha adottato un'"agenda strategica" di 5 aree prioritarie per l'azione dell'UE

Perché sono necessari maggiori investimenti?

Da svariati anni i livelli di investimento nell'UE sono considerevolmente più bassi rispetto ai livelli pre-crisi registrati nel 2007.

Il basso livello di investimenti è considerato uno dei motivi della lentezza della ripresa economica nell'UE, e in particolare nella zona euro. Inoltre, la costante scarsità di investimenti può avere un impatto negativo sulla crescita a lungo termine e sulla competitività.

Contesto

Il rilancio degli investimenti è uno dei settori strategici prioritari dell'Europa per il periodo 2014-2019, come stabilito nell'agenda strategica dell'UE. È anche una delle priorità della politica economica dell'UE, insieme alle riforme strutturali e alla responsabilità di bilancio.