L'UE si sta adoperando per rendere più equa la mobilità dei lavoratori in Europa, eliminando gli ostacoli che si frappongono ad essa.

L'UE sostiene la mobilità aiutando le persone in cerca di occupazione e i datori di lavoro in Europa a mettersi in contatto, ovunque si trovino. Intende inoltre garantire che i lavoratori mobili dell'UE non siano soggetti ad abusi, nonché contribuire a coordinare la lotta contro il lavoro sommerso.

Mobilità dei lavoratori nell'UE

  • 6,9 milioni di cittadini UE vivono e lavorano all'estero in un altro paese UE
  • sono oltre 1,1 milioni i lavoratori transfrontalieri o frontalieri, ossia i cittadini UE che lavorano in un paese dell'Unione diverso da quello in cui risiedono

Portata della politica

1. Riforma di EURES, la rete europea dei servizi pubblici per l'impiego

La riforma intende aumentare il numero di posti di lavoro disponibili sul portale internet EURES e facilitarne il reperimento. Intende altresì migliorare l'assistenza nella ricerca di posti di lavoro e nelle assunzioni in tutta Europa, nonché garantire la migliore corrispondenza tra datori di lavoro e persone in cerca di occupazione.

A seguito di un accordo con il Parlamento europeo, il 2 dicembre 2015 il Comitato dei rappresentanti permanenti ha approvato le nuove norme.

2. Creazione di una piattaforma europea contro il lavoro sommerso

Riunendo la Commissione e le autorità nazionali preposte alla lotta contro il lavoro sommerso, la nuova piattaforma consente uno scambio di informazioni e migliori pratiche. Nel tempo, la piattaforma continuerà a promuovere la formazione per il personale dei vari paesi e le ispezioni transfrontaliere congiunte.

La decisione relativa all'istituzione della piattaforma è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea l'11 marzo 2016. La piattaforma è stata ufficialmente avviata nel maggio 2016.

3. Migliore applicazione delle norme UE in materia di distacco dei lavoratori

La direttiva concernente l'applicazione della legislazione relativa al distacco dei lavoratori intende rafforzare i diritti dei lavoratori distaccati, rendere più agevole la fornitura transfrontaliera di servizi e lottare contro il dumping sociale. Il suo obiettivo è migliorare l'applicazione delle norme esistenti, senza modificarle.

Il 13 maggio 2014 il Consiglio ha adottato la direttiva, che è successivamente entrata in vigore. Gli Stati membri hanno ora tempo fino al 18 giugno 2016 per recepire la direttiva negli ordinamenti nazionali.