La crescente instabilità nel vicinato meridionale dell'UE ha fatto aumentare il numero di persone che cercano di raggiungere l'Unione europea. L'UE e i suoi Stati membri stanno intensificando gli sforzi per definire una politica migratoria europea efficace, umanitaria e sicura.

Cronistoria

7.12.2016

Accordo su verifiche sistematiche alle frontiere esterne

Il 7 dicembre 2016 il Comitato dei rappresentanti permanenti ha approvato un testo di compromesso concordato con il Parlamento relativo a una modifica del codice frontiere Schengen mirante a rafforzare le verifiche alle frontiere esterne.

 

7.12.2016

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera avvia la riserva di reazione rapida

La riserva di reazione rapida è composta da 1 500 funzionari che gli Stati membri dell'UE e i paesi associati Schengen si sono impegnati a inviare.

13.10.2016

Consiglio "Giustizia e affari interni"

6.10.2016

Avvio dell'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera

L'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera è ufficialmente inaugurata il 6 ottobre 2016.

14.9.2016

Guardia costiera e di frontiera europea: approvazione definitiva

Il Consiglio europeo svolge un ruolo importante in questo settore, in quanto fissa le priorità strategiche. Sulla base di tali priorità il Consiglio dell'UE stabilisce determinate linee di azione e predispone i mandati di negoziato con i paesi terzi. Adotta inoltre atti legislativi e verifica la definizione e l'attuazione di programmi specifici.

Negli ultimi mesi, il Consiglio e il Consiglio europeo hanno contribuito a elaborare una forte risposta in diversi settori. La presidenza del Consiglio, inoltre, ha attivato i dispositivi integrati dell'UE per la risposta politica alle crisi (IPCR), che forniscono strumenti per intensificare il sostegno alla risposta del Consiglio in caso di crisi, a livello sia politico che operativo, con la Commissione, il SEAE e le agenzie competenti.

Prevenire i flussi migratori illegali

Per dare una risposta alle cause profonde dei flussi migratori sono necessari un approccio di ampio respiro e una stretta cooperazione con i paesi di origine e di transito. L'azione del Consiglio in questo ambito mira ad affrontare i motivi che portano le persone a fuggire, tra cui i conflitti, l'instabilità politica ed economica, le violazioni dei diritti umani e la povertà.

Far fronte alle esigenze umanitarie urgenti

L'UE sostiene le misure di risposta alle urgenti esigenze dei rifugiati siriani assistendo le agenzie dell'ONU, il Libano, la Giordania e la Turchia. Fornisce anche aiuti umanitari ai migranti sulla rotta dei Balcani occidentali.

Mappa interattiva del vertice di La Valletta sulla migrazione
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Salvare vite in mare e lottare contro le reti criminali

Nell'ottobre 2014 il Consiglio ha accolto con favore l'avvio dell'operazione Triton, finanziata dall'UE, che sostiene le operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale. Una seconda operazione, Poseidon, pattuglia il Mediterraneo orientale dal 2006.

L'UE cerca anche di lottare contro le reti criminali che sfruttano i migranti vulnerabili. Per contribuire a questo obiettivo, nel maggio 2015 il Consiglio ha istituito una missione militare dell'UE, EUNAVFOR MED operazione Sophia. Sempre nel maggio 2015 il Consiglio ha convenuto di rafforzare la missione civile EUCAP Sahel Niger per offrire sostegno nella prevenzione della migrazione irregolare e nel contrasto dei reati connessi.

Rafforzare le frontiere esterne dell'UE

Un controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE è fondamentale per la gestione dei flussi migratori all'interno dell'UE. Per conseguire tale obiettivo sono in corso in sede di Consiglio discussioni sulla futura gestione delle frontiere esterne dell'UE, incluso il ricorso a nuove tecnologie per i controlli alle frontiere.

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è ufficialmente inaugurata nell'ottobre 2016. L'Agenzia monitorerà da vicino le frontiere esterne dell'UE e collaborerà con gli Stati membri per individuare rapidamente e affrontare le potenziali minacce per la sicurezza alle frontiere esterne dell'UE. L'Agenzia vara nel dicembre 2016 la riserva di reazione rapida che, formata da 1500 agenti, sarà dispiegata entro cinque giorni lavorativi in una situazione di crisi.

Ricollocazione e reinsediamento

Ricollocazione: trasferimento di persone che hanno chiesto protezione internazionale dallo Stato membro incaricato di esaminarne la domanda a un altro Stato membro.

Reinsediamento: trasferimento da un paese terzo in uno Stato membro dell'UE di sfollati di paesi terzi in evidente bisogno di protezione internazionale.

Rafforzare la solidarietà e la responsabilità interne

Il continuo aumento dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo evidenzia la necessità di fornire assistenza agli Stati membri sottoposti a forti pressioni migratorie. Nell'ultimo anno, il Consiglio ha approvato la ricollocazione di 160 000 persone bisognose di protezione internazionale, dall'Italia e dalla Grecia verso altri Stati membri.

L'UE è inoltre intervenuta per aiutare gli Stati membri ad adempiere alle loro responsabilità nel registrare i migranti. Nell'ambito di tale intervento, nel giugno 2015 il Consiglio europeo ha approvato la creazione di strutture ("punti di crisi") negli Stati membri in prima linea al fine di garantire la registrazione dei migranti.

Offrire canali legali

L'UE mira inoltre a migliorare la gestione dei flussi di migranti regolari e richiedenti asilo. I lavori del Consiglio in questo settore includono:

  • un accordo sul reinsediamento di 20 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale
  • una proposta su un programma volontario di ammissione umanitaria

Rimpatrio e riammissione dei migranti irregolari

Una politica migratoria efficace deve includere anche il rimpatrio nei rispettivi paesi di origine delle persone che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE. A tale scopo l'UE:

  • lavora per definire i paesi che possono essere considerati sicuri
  • negozia e conclude accordi di riammissione con paesi terzi
  • elabora schede in materia di rimpatrio e di riammissione per alcuni paesi terzi pertinenti specifici