Le misure restrittive (o "sanzioni") sono uno strumento essenziale della politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE. Sono utilizzate dall'UE nell'ambito di un approccio politico integrato e globale comprendente il dialogo politico, sforzi complementari e il ricorso ad altri strumenti a disposizione.

Obiettivi fondamentali nell'adozione delle sanzioni

  • salvaguardare i valori, gli interessi fondamentali e la sicurezza dell'UE
  • preservare la pace
  • consolidare e sostenere la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e i principi del diritto internazionale
  • prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale

Le sanzioni intendono indurre un cambiamento nella politica o nella condotta del soggetto cui sono dirette, al fine di promuovere gli obiettivi della PESC. Possono essere dirette a:

  • governi di paesi terzi a causa delle loro politiche
  • entità (società) che forniscono gli strumenti per l'attuazione delle politiche in questione
  • gruppi o organizzazioni quali i gruppi terroristici
  • individui che sostengono le politiche in questione, sono coinvolti in attività terroristiche, ecc.

Sono elaborate in modo tale da ridurre al minimo le conseguenze negative per chi non è responsabile delle politiche o azioni che hanno portato all'adozione delle sanzioni. In particolare l'UE si adopera per ridurre al minimo gli effetti sulla popolazione civile locale e sulle attività legali svolte nel paese in questione o con esso.

Tutte le misure restrittive adottate dall'UE sono pienamente conformi agli obblighi derivanti dal diritto internazionale, anche in materia di diritti umani e libertà fondamentali.

Orientamenti sulle misure restrittive

Nel 2004 il comitato politico e di sicurezza ha convenuto alcuni principi di base per quanto riguarda:

  • il ricorso alle sanzioni
  • la loro attuazione
  • le modalità di misurazione e di controllo del loro impatto

Questi principi di base figurano negli "orientamenti sull'attuazione e la valutazione delle misure restrittive" adottati inizialmente dal Consiglio nel 2003 e riveduti e aggiornati nel 2005, 2009 e 2012.