Osservazioni del presidente Donald Tusk al termine della riunione straordinaria del Consiglio europeo sulle pressioni migratorie nel Mediterraneo

Consiglio europeo
  • 23.4.2015
  • 22:00
  • Dichiarazione e osservazioni
  • 207/15
  • Affari interni
  • Affari esteri e relazioni internazionali
23.4.2015

Buonasera. Oggi abbiamo discusso la drammatica situazione nel Mediterraneo al più alto livello politico. La priorità principale è salvare la vita di persone innocenti. Ma salvare vite non significa solo soccorrere persone in mare. Significa anche fermare i trafficanti di esseri umani e affrontare la questione della migrazione irregolare.

Vorrei essere chiaro. L'Europa non è all'origine di questa tragedia. Ciò non implica però che possiamo essere indifferenti. Ci attende un'estate difficile e dobbiamo essere pronti ad agire. Pertanto, i leader hanno convenuto quattro settori d'intervento prioritari.

In primo luogo, i leader hanno chiesto all'alto rappresentante di proporre interventi che permettano di fermare e distruggere le imbarcazioni dei trafficanti prima che possano essere utilizzate. Ovviamente ciò verrà fatto nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Intensificheremo la cooperazione contro le reti di trafficanti collaborando attraverso Europol e inviando nei paesi terzi funzionari del servizio immigrazione.

In secondo luogo, abbiamo convenuto di triplicare le risorse messe a disposizione di Triton, la nostra missione di frontiera nel Mediterraneo centrale, e di accrescere la sua capacità operativa. La missione continuerà a svolgere il suo mandato e, se necessario, a rispondere alle richieste di soccorso. Sono lieto di annunciare che i leader hanno già promesso un sostegno ben più consistente, compreso un numero molto più elevato di navi, aeromobili ed esperti, e più fondi .

In terzo luogo, dobbiamo limitare i flussi di migrazione irregolare e scoraggiare le persone dal porre a rischio le proprie vite. Ciò implica una migliore cooperazione con i paesi di origine e di transito, in particolare con i paesi intorno alla Libia.

Infine, ci adopereremo maggiormente per la protezione dei rifugiati. L’Unione europea aiuterà gli Stati membri in prima linea che sono sotto pressione e coordinerà il reinsediamento in Europa di un numero superiore di persone su base volontaria e con la possibilità di una ricollocazione di emergenza. Per coloro che non soddisfano i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato, applicheremo un’efficace politica di rimpatrio.

I leader non si illudevano di poter risolvere oggi stesso quest'emergenza umanitaria internazionale. Per questo motivo, abbiamo chiesto alla Commissione, al Consiglio e all'alto rappresentante di intensificare i loro lavori sulla base di quanto abbiamo ora concordato. La questione resta per noi una priorità e il Consiglio europeo la affronterà nuovamente a giugno.

Come osservazione conclusiva, vorrei ribadire che l’Unione europea è totalmente contraria alla pena di morte. Non può essere questa la risposta al traffico di droga. Mi riferisco al sig. Atlaoui, cittadino francese che è stato condannato dalle autorità indonesiane. Grazie.