La posizione dell’UE in vista della conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici di Parigi: conclusioni del Consiglio

  • 18.9.2015
  • 14:00
  • Comunicato stampa
  • 657/15.
  • Ambiente
18.9.2015
Contatti stampa

Ana Crespo Parrondo
Addetto stampa
+32 22815612
+32 470884374

Preparazione della 21ª sessione della conferenza delle parti (COP 21) della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e dell'11ª sessione della riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP 11), Parigi 2015

Il Consiglio dell'Unione europea,

1.           SOTTOLINEA l'importanza decisiva della conferenza di Parigi del 2015 come pietra miliare storica per il rafforzamento dell'azione collettiva globale e l'accelerazione della transizione globale verso una società a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici. 

Urgenza e necessità di un'azione globale

2.           RILEVA con preoccupazione i risultati contenuti nella quinta relazione di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC); SOTTOLINEA che il riscaldamento globale è inequivocabile e che è estremamente probabile che l'influenza dell'uomo sia la causa predominante del riscaldamento osservato sin dalla metà del 20° secolo. 

3.           METTE IN RISALTO che, conformemente ai recenti risultati dell'IPCC, per rimanere al di sotto dei 2ºC, le emissioni globali di gas a effetto serra devono stabilizzarsi al più tardi entro il 2020, ridursi entro il 2050 almeno del 50% rispetto al 1990 ed essere inferiori o vicine allo zero entro il 2100; pertanto ACCOGLIE CON FAVORE la dichiarazione dei leader al vertice del G7 di giugno 2015 e SOTTOLINEA che tutte le parti dovrebbero seguire percorsi di trasformazione verso una visione a lungo termine di neutralità climatica e resilienza ai cambiamenti climatici a livello mondiale e sostenibile nella seconda metà del secolo; RICORDA l'obiettivo dell'UE, nel quadro delle riduzioni necessarie secondo l’IPCC da parte dei paesi sviluppati nel loro insieme, di ridurre le emissioni dell'80-95% entro il 2050 rispetto al 1990.

Risultati di Parigi

4.           PONE L'ACCENTO sull'importanza di approvare alla conferenza di Parigi: i) un accordo ambizioso e duraturo giuridicamente vincolante nell'ambito dell'UNFCCC ("accordo di Parigi") e applicabile a tutte le parti che affronti, in modo equilibrato ed economicamente conveniente, aspetti quali mitigazione, adattamento, finanziamenti, sviluppo e trasferimento di tecnologia, creazione di capacità, trasparenza dell'azione nonché sostegno e che contenga ambiziosi impegni di mitigazione stabiliti a livello nazionale; ii) un pacchetto completo di decisioni per consentire l'attuazione dell'accordo di Parigi e delineare accordi provvisori prima della sua entrata in vigore; iii) una decisione sul rafforzamento dell'ambizione in materia di mitigazione globale pre-2020, supportata dal programma d'azione di Lima-Parigi. 

5.           SOTTOLINEA che i risultati di Parigi dovrebbero inviare un segnale forte in materia di finanziamento al fine di sostenere i paesi poveri e vulnerabili e consentire la transizione verso economie resilienti a basse emissioni di gas a effetto serra.  

Ulteriori sviluppi nel 2015

6.           RILEVA la notevole mole di lavoro ancora da realizzare per raggiungere i risultati di Parigi; È PREOCCUPATO per la mancanza di progressi sostanziali sul testo di negoziato fino ad ora; INCORAGGIA i copresidenti del Gruppo ad hoc sulla piattaforma di Durban per un’azione rafforzata a preparare un testo di negoziato riveduto e conciso contenente le opzioni principali sulla base delle opinioni espresse dalle parti, in vista di un proficuo e tempestivo impegno ministeriale prima della conferenza di Parigi. 

Contributi previsti stabiliti a livello nazionale (INDC)

7.           SI COMPIACE della presentazione, ad oggi, dei contributi previsti stabiliti a livello nazionale; SOTTOLINEA che il 6 marzo 2015 l’UE e i suoi Stati membri hanno presentato il loro INDC, che costituisce un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni nazionali di gas a effetto serra almeno del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990; ESORTA tutte le parti che non l'hanno ancora fatto a proporre INDC equi e ambiziosi il più presto possibile nelle prossime settimane; a questo proposito, SI RALLEGRA delle opportunità di dialoghi di facilitazione sul livello dello sforzo aggregato verso l'obiettivo di restare al di sotto dei 2º C, anche attraverso la prossima relazione di sintesi dell'UNFCCC e il forum sugli INDC che si terrà a Rabat, Marocco, il 12 e 13 ottobre 2015. 

Accordo di Parigi

8.           PRENDE ATTO della comunicazione della Commissione intitolata "Il protocollo di Parigi - Piano per la lotta ai cambiamenti climatici mondiali dopo il 2020" quale contributo per formulare una visione da parte dell’UE e dei suoi Stati membri in vista della conferenza di Parigi. 

9.           PROPONE che l’accordo di Parigi giuridicamente vincolante a livello internazionale: 

-        offra una visione a lungo termine della necessaria trasformazione verso economie a basse emissioni e resilienti ai cambiamenti climatici nel corso di questo secolo 

-        consenta la partecipazione di tutte le parti e l'impegno degli attori non statali 

-        abbia la forma di un protocollo al fine di sancire la più forte espressione della volontà politica e garantire prevedibilità e stabilità 

- entri in vigore dopo la ratifica da parte di un numero cospicuo di parti che rappresentino un livello significativo di emissioni in modo da garantire che l'accordo di Parigi sia veramente globale ed efficace         

Mitigazione

10.        PROPONE che l’accordo di Parigi: 

- fissi un obiettivo globale di mitigazione a lungo termine conformemente all'obiettivo di restare al di sotto dei 2º C 

- contenga impegni di mitigazione equi, ambiziosi e quantificabili di tutte le parti, conformemente ai principi dell'UNFCCC applicati in funzione delle diverse situazioni nazionali e dell'evoluzione delle realtà e capacità economiche 

- preveda che tutte le parti devono sottoscrivere, mantenere e attuare tale impegno di mitigazione 

- contenga un dinamico meccanismo quinquennale di ambizione in materia di mitigazione in cui tutte le parti sono tenute a presentare impegni nuovi o aggiornati, che non siano inferiori ai precedenti livelli di impegno, o a ripresentare quelli esistenti 

- contenga procedure semplificate per il rinnovo e l’adeguamento verso l’alto degli impegni di mitigazione 

- includa un regime di conformità che promuove un’attuazione tempestiva ed efficace 

- garantisca flessibilità per i paesi con minime capacità 

            Adattamento

11.        PROPONE che l'adattamento debba costituire la parte centrale di un accordo di Parigi equilibrato che: 

-        impegni tutte le parti in termini di pianificazione, preparazione e risposta agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, di integrazione dell'adattamento nei processi di sviluppo nazionali e di comunicazione delle esperienze al fine di conseguire uno sviluppo sostenibile resiliente ai cambiamenti climatici 

-      inviti tutte le parti a rafforzare il monitoraggio, la comunicazione, la condivisione delle informazioni e la cooperazione allo scopo di accrescere l'efficacia degli interventi di adattamento 

-      contenga un approccio dinamico e iterativo per accrescere costantemente l’efficacia delle misure di adattamento e della loro attuazione 

- contribuisca ad aiutare tutti i paesi, soprattutto quelli più poveri e particolarmente vulnerabili, a conseguire uno sviluppo sostenibile resiliente ai cambiamenti climatici 

- sottolinea che azioni ambiziose sia in materia di mitigazione che di adattamento, inclusa un'efficace riduzione del rischio di catastrofi, sono essenziali per gestire e ridurre il rischio di effetti negativi dei cambiamenti climatici, affrontando anche il rischio di perdite e danni   

12.        RICORDA il documento presentato dall'UE e dai suoi Stati membri riguardo alle imprese dell'Unione europea nella pianificazione dell'adattamento. 

Utilizzo dei mercati

13.        EVIDENZIA che l'accordo di Parigi dovrebbe permettere l'utilizzo internazionale dei mercati, a condizione di applicare norme di contabilizzazione comuni e rigorose che assicurino di mantenere l'integrità ambientale e tutti gli impegni di mitigazione e di evitare la doppia contabilizzazione, e prevedere meccanismi di mercato che promuovano un'azione di mitigazione rafforzata ed efficiente in termini di costi che comporti un contributo netto agli sforzi di mitigazione a livello mondiale e contribuisca allo sviluppo sostenibile. 

            Finanziamenti

14.        RIAFFERMA che l'UE e i suoi Stati membri sono e restano impegnati ad aumentare gradualmente la mobilitazione dei finanziamenti per il clima nel contesto di interventi significativi di mitigazione e di un'attuazione trasparente, al fine di apportare il proprio contributo all'obiettivo dei paesi sviluppati di mobilitare congiuntamente, entro il 2020, 100 miliardi all'anno di dollari USA attingendo ad un ampia varietà di fonti pubbliche e private, bilaterali e multilaterali, incluse le fonti alternative di finanziamento; in tale contesto RICORDA le sue conclusioni del 7 novembre 2014 sui finanziamenti per il clima; RIBADISCE il suo forte sostegno a favore del Fondo verde per il clima e ATTENDE con interesse la rapida assegnazione di finanziamento iniziale; SOTTOLINEA che le disposizioni dell'accordo di Parigi sui finanziamenti per il clima devono essere dinamiche e in grado di adattarsi alle nuove realtà e necessità rispecchiando l'evoluzione delle capacità e delle responsabilità delle parti; FA RIFERIMENTO inoltre alle prossime conclusioni che adotterà sui finanziamenti per il clima.            

Trasparenza e responsabilità

15.        SOTTOLINEA che l'accordo di Parigi deve prevedere un regime rigoroso basato su regole comuni, che comprenda norme sulla trasparenza e la responsabilità applicabili a tutte le parti, pur riconoscendo che la loro applicazione varierà a seconda del tipo di impegno, in funzione delle capacità e delle situazioni nazionali delle parti; METTE IN RISALTO che tale regime dovrebbe prevedere l'uso di parametri comuni, rispettare le più recenti linee guida dell'IPCC e avvalersi dell'esperienza acquisita nell'ambito dell'UNFCCC. 

16.        EVIDENZIA che l'accordo di Parigi dovrebbe prevedere per tutte le parti un quadro contabile e di rendicontazione trasparente per le emissioni e gli assorbimenti riguardanti il settore dell’uso del suolo, che promuova una gestione sostenibile del suolo, sulla base delle decisioni pertinenti già in vigore nell'ambito dell'UNFCCC. 

            Adempimento congiunto

17.        CONFERMA che l’UE e i suoi Stati membri hanno intenzione di adempiere congiuntamente agli impegni assunti ai sensi dell’accordo di Parigi; ACCOGLIE CON FAVORE l’intenzione della Norvegia e dell’Islanda di partecipare a tale adempimento congiunto.  

            Altri aspetti

18.        SOTTOLINEA l'importanza dei seguenti aspetti: diritti umani, parità di genere, approccio attento a una prospettiva di genere, giusta transizione della forza lavoro, posti di lavoro dignitosi, istruzione e sensibilizzazione nonché garanzia della sicurezza alimentare nel contesto dell'azione per il clima. 

Applicazione dell'accordo di Parigi

19.        PROPONE l'adozione di un pacchetto completo di decisioni sostanziali, oltre a un programma di lavoro tecnico, nel corso della conferenza di Parigi per sviluppare ulteriormente norme, modalità e procedure riguardanti, fra l'altro, la trasparenza e la responsabilità per quanto concerne gli impegni di mitigazione, anche per il settore dell'uso del suolo, nonché l'utilizzo internazionale dei mercati, da completare entro il 2017, allo scopo di consentire l'applicazione dell'accordo di Parigi. 

Rafforzamento dell'ambizione globale pre-2020

20.        RIBADISCE che l'UE e i suoi Stati membri stanno già applicando l'emendamento di Doha al protocollo di Kyoto; METTE IN RISALTO la determinazione dell'UE e dei suoi Stati membri a completare il processo di ratifica dell'emendamento di Doha nel terzo trimestre del 2015, e INVITA le altre parti a farlo per garantirne la rapida entrata in vigore; in tale contesto SOTTOLINEA l'esigenza di adottare, in occasione della conferenza di Parigi, le norme di attuazione per il secondo periodo di adempimento del protocollo di Kyoto come concordato a Varsavia e a Lima. 

21.        EVIDENZIA che tutte le parti devono agire per colmare il divario esistente in materia di mitigazione pre-2020; RICORDA i progressi compiuti nell'ambito del Gruppo ad hoc sulla piattaforma di Durban nell'individuare opportunità per rafforzare l’ambizione in materia di mitigazione pre-2020 in settori che presentano un elevato potenziale di mitigazione, in particolare efficienza energetica, energie rinnovabili, REDD+, inquinanti climatici a vita breve, emissioni a monte di metano, HFC, crediti all’esportazione e riforma delle sovvenzioni per i combustibili fossili; SOTTOLINEA l’importanza della cooperazione multilaterale, in particolare attraverso il programma d’azione di Lima-Parigi, volta a individuare e accelerare le azioni in tali settori; al riguardo PONE L'ACCENTO sull'importanza di coinvolgere e cooperare con gli attori non statali; SOTTOLINEA l'importanza di proseguire e intensificare i lavori di rafforzamento dell'ambizione in materia di mitigazione pre-2020 al di là della conferenza di Parigi e di garantire continuità dell'attenzione politica per le opzioni che presentano un elevato potenziale di mitigazione collegando l'esame tecnico delle opzioni in materia di mitigazione a eventi periodici ad alto livello basati sul programma d'azione di Lima-Parigi.  

22.        EVIDENZIA che l'esame delle opportunità che presentano un elevato potenziale di mitigazione continua ad essere rilevante al di là del 2020 e può contribuire al processo volto ad accrescere nel tempo l'ambizione globale nel quadro dell'accordo di Parigi. 

23.        RICONOSCE la necessità di promuovere la costante attuazione delle decisioni esistenti nell'ambito dell’UNFCCC; SI RALLEGRA al riguardo della conclusione dei negoziati REDD+.  

Altri sviluppi

24.        Pur rilevando che l’accordo di Parigi dovrebbe affrontare la questione delle emissioni in tutti i settori oggetto di regolare revisione e che è opportuno che la contabilità e la rendicontazione delle emissioni restino nell’ambito dell'UNFCCC, SOTTOLINEA che l’IMO, l'ICAO e il protocollo di Montreal dovrebbero disciplinare quanto prima, in modo efficace e conforme all'obiettivo di un aumento della temperatura inferiore ai 2º C, le emissioni di gas a effetto serra generate rispettivamente dal trasporto marittimo e aereo internazionale e dalla produzione e dal consumo di HFC. 

25.        ACCOGLIE CON FAVORE i risultati della conferenza di Addis Abeba che rafforza il quadro per finanziare lo sviluppo sostenibile e gli strumenti di attuazione dell'agenda universale 2030 per lo sviluppo sostenibile; ATTENDE CON INTERESSE l'imminente vertice ONU che adotterà l'agenda "Trasformare il nostro mondo: agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile" al fine di affrontare la sfida universale dell'eliminazione della povertà e dello sviluppo sostenibile e confermare l'importanza della lotta ai cambiamenti climatici come elemento chiave per far fronte a tale sfida.


 

[1]          Cfr. ad es. docc. 14790/09 (punto 7) e 14747/14 (punto 2).