Riunione informale dei capi di Stato o di governo, 23 settembre 2015 - Dichiarazione

Consiglio europeo
  • 24.9.2015
  • 01:30
  • Dichiarazione e osservazioni
  • 673/15
  • Giustizia
  • Affari interni
  • Affari esteri e relazioni internazionali
24.9.2015
Contatti stampa

Preben Aamann
Portavoce del presidente del Consiglio europeo
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Nell'incontro di stasera ci siamo occupati della crisi senza precedenti in materia di migrazione e rifugiati che stiamo vivendo. Abbiamo deciso una serie di priorità immediate e abbiamo avuto una discussione approfondita su come conseguire soluzioni sostenibili nel lungo periodo. Abbiamo riconosciuto tutti che non esistono soluzioni facili e che questa sfida può essere gestita soltanto lavorando insieme, in uno spirito di solidarietà e di responsabilità. Nel frattempo dobbiamo tutti sostenere, applicare e attuare le norme esistenti, compreso il regolamento Dublino e l'acquis di Schengen. 

Invitiamo le istituzioni dell'UE e i nostri governi ad agire rapidamente sulle azioni prioritarie proposte dalla Commissione. Vogliamo decisioni operative sulle questioni più urgenti prima del Consiglio europeo di ottobre, secondo i seguenti orientamenti: 

  • far fronte alle urgenti esigenze dei rifugiati nella regione aiutando l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Programma alimentare mondiale e altre agenzie con almeno un ulteriore miliardo di euro;
  • assistere il Libano, la Giordania, la Turchia e altri paesi nell'affrontare la crisi dei rifugiati siriani, anche aumentando sostanzialmente il Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana ("Fondo Madad");
  • intensificare il dialogo con la Turchia a tutti i livelli, anche in occasione della prossima visita del presidente turco (5 ottobre), al fine di rafforzare la nostra cooperazione in materia di contenimento e gestione dei flussi migratori;
  • assistere i paesi dei Balcani occidentali nella gestione dei flussi di rifugiati, anche attraverso gli strumenti di preadesione, nonché garantire una rapida e solida preparazione della conferenza sulla rotta dei Balcani occidentali (8 ottobre);
  • aumentare il finanziamento del Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa attraverso ulteriori contributi degli Stati membri e assicurare una preparazione ottimale del vertice della Valletta (11-12 novembre) al fine di conseguire i più ampi progressi;
  • affrontare la drammatica situazione alle nostre frontiere esterne e rafforzarvi i controlli, anche attraverso risorse aggiuntive per Frontex, EASO e Europol nonché con personale e attrezzature forniti dagli Stati membri;
  • dar seguito alle richieste degli Stati membri in prima linea di ricevere l'assistenza delle istituzioni, delle agenzie e di altri Stati membri per garantire l'identificazione, la registrazione e il rilevamento delle impronte digitali dei migranti (Punti di crisi), e nel contempo assicurare la ricollocazione e i rimpatri, al più tardi entro novembre 2015;
  • rafforzare il finanziamento del Fondo di emergenza Asilo, migrazione e integrazione e del Fondo Sicurezza interna - Frontiere.

In ordine alla Siria, chiediamo un rinnovato sforzo internazionale a guida ONU per porre fine alla guerra che ha causato tanto sofferenze e costretto circa 12 milioni di persone a lasciare le loro case; l'UE si impegna a fare la propria parte a tale riguardo, come pure per la formazione di un governo di unità nazionale in Libia. 

Gli orientamenti concordati in data odierna devono essere integrati con il recepimento e l'attuazione, da parte degli Stati membri, delle norme del sistema comune di asilo. In tale contesto è importante creare le condizioni che consentano a tutti gli Stati membri di partecipare pienamente al sistema di Dublino. 

Esortiamo le istituzioni, le agenzie e gli Stati membri ad accelerare i lavori su tutti gli aspetti della crisi migratoria. La Commissione presenterà proposte di mobilitazione del bilancio dell'UE a sostegno di tali orientamenti. Gli Stati membri le integreranno con i loro contributi. 

Torneremo sulla sfida della migrazione nel Consiglio europeo di ottobre.