EUNAVFOR MED: L'UE conviene di avviare la fase attiva dell'operazione contro i trafficanti di esseri umani e di cambiarne il nome in "operazione Sophia"

Consiglio dell'UE
  • 28.9.2015
  • 19:45
  • Comunicato stampa
  • 678/15
  • Sicurezza e difesa
28.9.2015
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Virginie Battu
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A seguito degli orientamenti politici forniti dai ministri della difesa e degli esteri nelle riunioni informali del 3 e 5 settembre, gli ambasciatori dell'UE in sede di comitato politico e di sicurezza hanno convenuto di avviare la prima parte della seconda fase dell'operazione a partire dal 7 ottobre 2015 e hanno approvato le corrispondenti regole di ingaggio.

L'operazione navale dell'UE contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo potrà procedere, nel rispetto del diritto internazionale, a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in alto mare di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri umani.

Il comitato politico e di sicurezza ha inoltre convenuto che il nome di EUNAVFOR MED debba essere cambiato in "Sophia", dal nome dato alla bambina nata sulla nave dell'operazione che ha salvato la madre il 22 agosto 2015 al largo delle coste libiche.

"Con la decisione odierna l'operazione navale dell'UE passa dalla fase di raccolta di informazioni alla fase attiva e operativa contro i trafficanti di esseri umani in alto mare.  L'Unione europea ha dimostrato la sua capacità di agire rapidamente e in maniera congiunta.  Siamo uniti anche negli sforzi diplomatici per trovare una soluzione politica alle crisi in Siria e in Libia e, in partenariato con i paesi di origine e di transito dei flussi migratori, per sostenere lo sviluppo sociale ed economico di tali paesi."

Federica Mogherini, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Il nuovo nome dell'operazione sarà adottato formalmente dal Consiglio al più presto.

La decisione del comitato politico e di sicurezza di avviare la prima parte della fase 2 dell'operazione fa seguito alla valutazione del Consiglio del 14 settembre in base alla quale sono state soddisfatte le condizioni per passare a questa fase.

Il comandante dell'operazione, l'ammiraglio di divisione Credendino, ha giudicato possibile la transizione dal momento che gli Stati membri hanno fornito le risorse necessarie per questa fase più attiva nella conferenza sulla costituzione della forza del 16 settembre 2015.

L'operazione è volta a smantellare il modello di attività delle reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo e ad evitare ulteriori perdite di vite umane in mare. Fa parte di un più ampio approccio globale dell'UE alla migrazione che affronta sia i sintomi che le cause profonde come i conflitti, la povertà, i cambiamenti climatici e le persecuzioni.