Riunione dei capi di Stato o di governo dell'UE con la Turchia, 29.11.2015 - Dichiarazione UE-Turchia

Vertice internazionale
  • 29.11.2015
  • 20:30
  • Bruxelles
  • Dichiarazione e osservazioni
  • 870/15
  • Affari interni
  • Affari esteri e relazioni internazionali
  • Allargamento
29.11.2015
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Jüri Laas
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  1. Oggi i leader dell'Unione europea si sono riuniti a Bruxelles con i loro omologhi turchi. La Turchia è un paese candidato dal 1999 e in fase di negoziato di adesione dal 2005.

  2. La Turchia e l'UE hanno discusso dell'importanza di superare le sfide comuni che si presentano per il futuro. In linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 15 ottobre, hanno convenuto che il processo di adesione deve essere rivitalizzato. Sono impegnate a rinforzare i legami e la solidarietà esistenti e ad adottare azioni orientate ai risultati per preparare il futuro comune. Sono determinate ad affrontare e superare i rischi e le minacce attuali in modo concertato al fine di rafforzare il progetto europeo. Ricordando la dichiarazione finale dell'ultimo G20 di Antalya, nonché la risoluzione 2249 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la Turchia e l'UE ribadiscono che la lotta al terrorismo continua ad essere una priorità.

  3. In questa prospettiva si è deciso che tenere un dialogo ad alto livello, strutturato e più frequente, è di fondamentale importanza per esplorare il vasto potenziale delle relazioni Turchia UE, potenziale che non è stato ancora pienamente realizzato. In questo contesto entrambe le parti hanno convenuto di tenere vertici periodici due volte all'anno, nel formato opportuno. Lo svolgimento di vertici periodici costituirà una piattaforma atta a valutare lo sviluppo delle relazioni Turchia-UE e a discutere le questioni internazionali. Di fronte alle gravi sfide in termini di sicurezza, in particolare la crescente minaccia del terrorismo in tutte le sue forme e le sue manifestazioni, occorre rafforzare le discussioni periodiche e la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, antiterrorismo compreso. In questo contesto le due parti hanno deciso di tenere riunioni periodiche globali di dialogo politico a livello ministeriale/di Alto rappresentante/di Commissario. Queste si andranno ad aggiungere alle riunioni periodiche del Consiglio di associazione. Anche su questioni tematiche cruciali si dovrebbero condurre dialoghi ad alto livello.

  4. Entrambe le parti hanno accolto con favore l'annuncio della convocazione della conferenza intergovernativa il 14 dicembre 2015 per avviare i negoziati sul capitolo 17. Esse hanno inoltre preso atto dell'impegno della Commissione europea ad ultimare, nel primo trimestre 2016, i lavori preparatori per avviare i negoziati su diversi capitoli fatta salva la posizione degli Stati membri. I lavori preparatori potrebbero successivamente iniziare anche su altri capitoli.

  5. L'UE si è rallegrata dell'impegno della Turchia ad accelerare l'adempimento dei parametri di riferimento della tabella di marcia per i visti nei confronti di tutti gli Stati membri partecipanti. La Commissione europea presenterà la seconda relazione sui progressi compiuti dalla Turchia nell'attuazione della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti entro inizio marzo 2016. Entrambe le parti convengono che l'accordo di riammissione UE-Turchia diventi pienamente applicabile da giugno 2016 di modo che la Commissione possa presentare la terza relazione sui progressi nell'autunno 2016 nella prospettiva di completare il processo di liberalizzazione dei visti, vale a dire la soppressione dell'obbligo del visto per i cittadini turchi nello spazio Schengen entro ottobre 2016, una volta soddisfatti i requisiti della tabella di marcia.

  6. L'UE fornirà assistenza umanitaria immediata e continua in Turchia. Estenderà anche in modo significativo il suo sostegno finanziario globale. La Commissione ha creato uno strumento per la Turchia a favore dei rifugiati per coordinare e semplificare le azioni finanziate allo scopo di fornire un sostegno efficace e complementare ai siriani sotto protezione temporanea e alle comunità di accoglienza in Turchia. L'UE è impegnata a mettere a disposizione inizialmente tre miliardi di euro in risorse aggiuntive. La necessità di tale finanziamento e la sua natura saranno riesaminati alla luce degli sviluppi della situazione. Dal momento che la Turchia ospita oltre 2,2 milioni di siriani ed ha speso 8 miliardi di dollari USA, l'UE ha così sottolineato l'importanza della condivisione degli oneri nell'ambito della cooperazione Turchia-UE. Al riguardo, hanno sottolineato il contributo dei regimi e programmi di reinsediamento nazionali e di quelli dell'UE esistenti.

  7. Il 15 ottobre 2015 la Turchia e l'UE hanno deciso di attivare il piano d'azione comune finora stabilito ad referendum al fine di intensificare la loro cooperazione per il sostegno dei siriani sotto protezione temporanea e la gestione della migrazione per contrastare la crisi creata dalla situazione in Siria. Si devono ottenere risultati soprattutto nel contenimento dell'afflusso di migranti irregolari. L'UE e la Turchia hanno convenuto di attuare il piano d'azione comune che porterà ordine nei flussi migratori e contribuirà a contenere la migrazione irregolare. Ne consegue che entrambe le parti, come convenuto e con effetto immediato, intensificheranno la loro cooperazione attiva sui migranti che non hanno bisogno di protezione internazionale, impedendo i viaggi verso la Turchia e l'UE, assicurando l'applicazione delle disposizioni bilaterali di riammissione in vigore e rinviando rapidamente i migranti che non hanno bisogno di protezione internazionale nei rispettivi paesi d'origine. Allo stesso modo, hanno accolto con favore l'intenzione della Turchia di adottare immediatamente misure intese a migliorare ulteriormente la situazione socioeconomica dei siriani sotto protezione temporanea. Entrambe le parti hanno sottolineato l'impegno comune ad adottare interventi decisivi e rapidi per rafforzare la lotta contro le reti criminali dedite al traffico di esseri umani.

  8. Come enunciato nelle conclusioni sull'allargamento del Consiglio europeo di dicembre 2014, la Turchia e l'UE stanno lavorando all'istituzione di un meccanismo di dialogo economico ad alto livello che contribuirà a rafforzare ulteriormente le relazioni economiche e a creare una piattaforma di imprese per raggruppare gli operatori economici. Hanno convenuto di avviarla nel primo trimestre 2016.

  9. Hanno accolto con favore l'istituzione di un dialogo ad alto livello sull'energia e di una cooperazione strategica in materia di energia, che avevano preso avvio ad Ankara il 16 marzo 2015. Uno scambio periodico di informazioni sulla cooperazione in materia di energia a livello globale e regionale va a vantaggio di entrambe le parti. Hanno deciso di tenere la seconda riunione di questo tipo nel primo trimestre 2016.

  10. Hanno preso atto dell'avvio delle fasi preparatorie volte a migliorare l'unione doganale. I negoziati formali potrebbero iniziare verso la fine del 2016, una volta ultimati tali lavori preparatori da entrambe le parti.

  11. Tutti questi elementi dovranno essere portati avanti in parallelo e attentamente seguiti. La Turchia e l'UE sono determinate a far progredire insieme l'ampio spettro dell'agenda in corso per far sì che questo nuovo slancio porti a risultati concreti.