Conclusioni del Consiglio sul processo di pace in Medio Oriente

Consiglio dell'UE
  • 18.1.2016
  • 18:30
  • Comunicato stampa
  • 14/16
  • Affari esteri e relazioni internazionali
18.1.2016
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Virginie Battu
Addetto stampa
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1.       Il Consiglio nutre profonda preoccupazione per le gravi perdite di vite umane verificatesi negli ultimi mesi in Israele e nel territorio palestinese a causa della perdurante spirale di violenza. L'UE condanna con fermezza gli attentati terroristici e le violenze perpetrati da tutte le parti e in qualsiasi circostanza, compresi i decessi di minori. Invita i leader politici a collaborare mediante azioni visibili per contribuire alla calma e affrontare le cause profonde delle tensioni. L'UE rammenta la particolare importanza dei luoghi santi e invita a mantenere lo status quo introdotto nel 1967 per il Monte del Tempio/Haram al-Sharif, in linea con le precedenti intese e con riguardo al ruolo speciale della Giordania.

2.       L'UE esorta tutte le parti ad astenersi da azioni che possano aggravare la situazione mediante istigazione alla violenza o provocazioni e invita le parti a condannare gli attacchi al loro verificarsi e ad attenersi rigorosamente ai principi di necessità e proporzionalità nell'uso della forza. Si congratula con entrambe le parti per aver mantenuto il coordinamento della sicurezza alla luce di una situazione estremamente difficile. L'UE si compiace per i progressi compiuti nelle indagini sui fatti di Duma e invita Israele a fare in modo che tutti i coloni responsabili delle violenze siano chiamati a rendere conto delle proprie azioni. L'UE invita inoltre entrambe le parti a lottare in maniera congiunta e con risolutezza contro l'istigazione e l'incitamento all'odio, ad esempio istituendo un meccanismo di consultazione in materia di istigazione secondo le linee stabilite negli impegni assunti in precedenza.

3.       L'UE è convinta che solo con il ripristino di un orizzonte politico e la ripresa del dialogo sarà possibile fermare le violenze. Da sole, le misure di sicurezza non possono arrestare la spirale di violenza. Occorre affrontare le cause profonde del conflitto. L'UE ribadisce il proprio sostegno agli inviti rivolti dal Quartetto affinché siano adottate significative misure di trasformazione, in linea con la transizione prevista dagli accordi precedenti, al fine di ripristinare la fiducia. L'UE esorta entrambe le parti ad attuare tali misure alla prima occasione possibile. Un cambiamento radicale della politica di Israele riguardo al territorio palestinese occupato, in particolare il settore C, aumenterà in misura significativa le opportunità economiche, responsabilizzerà le istituzioni palestinesi e rafforzerà la stabilità e la sicurezza sia per gli israeliani che per i palestinesi.

4.       L'UE è unita nell'impegno volto a realizzare una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, in base ai parametri di cui alle conclusioni del Consiglio di luglio 2014, che risponda ai bisogni di sicurezza israeliani e palestinesi e alle aspirazioni dei palestinesi alla statualità e alla sovranità, ponga fine all'occupazione iniziata nel 1967 e risolva tutte le questioni inerenti allo status permanente allo scopo di porre termine al conflitto. È fortemente contraria a qualsiasi azione che comprometta la fattibilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati ed esorta entrambe le parti a dar prova, nei programmi e nei fatti, di un autentico impegno per questa soluzione al fine di ricostruire la fiducia e avviare un percorso per la ripresa di negoziati significativi. A tale scopo l'UE continuerà a seguire da vicino gli sviluppi sul terreno e le loro implicazioni più ampie e prenderà in esame ulteriori azioni per salvaguardare la fattibilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, fattibilità che è costantemente minacciata da nuovi eventi in loco.

5.       Garantire una pace giusta e duratura e porre fine a tutte le rivendicazioni richiederà un aumento dello sforzo internazionale comune. L'UE, anche tramite l'azione del suo rappresentante speciale, collaborerà attivamente con tutte le parti interessate (ivi compresi i partner del Quartetto, in particolare gli Stati Uniti) nella regione e in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al fine di conseguire un rinnovato approccio multilaterale al processo di pace. Rammentando lo spirito di dialogo e cooperazione a cui era improntata la conferenza di Madrid di 25 anni fa, la creazione di un gruppo di sostegno internazionale e un'ulteriore conferenza internazionale costituiscono strade possibili per contribuire a tale obiettivo. L'UE ricorda la propria volontà di impegnarsi ulteriormente in un dialogo con i partner regionali in base all'iniziativa di pace araba, che presenta elementi chiave per la risoluzione del conflitto arabo-israeliano nonché l'opportunità per costruire un quadro di sicurezza regionale.

6.       L'UE ricorda che il rispetto del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani da parte degli attori statali e non statali, inclusa la responsabilità, rappresenta un punto chiave per la pace e la sicurezza nella regione. L'UE esorta a tutelare i minori, anche garantendo il diritto all'istruzione in un ambiente scolastico sicuro e protetto. Il Consiglio richiama l'attenzione sull'importanza di non ostacolare il lavoro della società civile sia in Israele che nel territorio palestinese occupato e segue con preoccupazione le recenti evoluzioni a questo proposito.

7.       Rammentando che gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale, ostacolano la pace e minacciano di rendere impossibile la soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, l'UE ribadisce la sua ferma opposizione alla politica in materia di insediamenti e alle azioni intraprese in questo contesto da Israele, come la costruzione della barriera di separazione al di là della linea del 1967, le demolizioni e le confische - anche di progetti finanziati dall'UE - gli sfratti, i trasferimenti forzati anche di beduini, gli avamposti illegali e le restrizioni riguardo alla circolazione e all'accesso. Invita Israele a porre fine a tutte le attività di insediamento e a smantellare gli avamposti costruiti dopo il marzo 2001, in linea con obblighi precedenti. Le attività di insediamento a Gerusalemme est mettono gravemente a rischio la possibilità che Gerusalemme funga da futura capitale di entrambi gli Stati.

8.      L'UE e i suoi Stati membri sono impegnati a garantire l'attuazione continuativa, piena ed efficace della legislazione vigente dell'UE e degli accordi bilaterali applicabili ai prodotti degli insediamenti. L'UE esprime il proprio impegno a garantire che - in linea con il diritto internazionale - tutti gli accordi tra lo Stato di Israele e l'UE debbano indicare inequivocabilmente ed esplicitamente la loro inapplicabilità ai territori occupati da Israele nel 1967. Non si tratta di un boicottaggio di Israele, a cui l'UE si oppone con fermezza.

9.       L'UE sollecita tutte le fazioni palestinesi a impegnarsi in buona fede nel processo di riconciliazione, che rappresenta un elemento importante per giungere a una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati.   L'UE continuerà a sostenere le aspirazioni dei palestinesi alla statualità. È essenziale che non vadano persi i risultati positivi ottenuti in passato e le istituzioni palestinesi devono continuare a crescere in termini di solidità, trasparenza, responsabilità e democraticità. L'UE invita il governo ad adoperarsi affinché si tengano elezioni vere e democratiche per tutti i palestinesi. Istituzioni forti, inclusive e democratiche, basate sul rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani, sono essenziali in vista dell'istituzione di uno Stato palestinese sostenibile e sovrano. A tale scopo, l'UE sollecita tutte le fazioni palestinesi a trovare un terreno comune e a collaborare per affrontare le esigenze della popolazione palestinese.

10.     L'UE chiede a tutte le parti di adottare iniziative rapide per consentire un cambiamento radicale della situazione politica, economica e di sicurezza nella striscia di Gaza, inclusa la revoca della chiusura dei valichi e una loro totale apertura, tenendo conto nel contempo delle preoccupazioni legittime di Israele in materia di sicurezza. I recenti lanci di razzi da parte di gruppi militanti sono inaccettabili e sottolineano ancora una volta il rischio di escalation. Tutte le parti interessate devono impegnarsi a favore della non violenza e della pace. L'UE invita le parti palestinesi a fare della ricostruzione di Gaza una priorità nazionale fondamentale, in particolare per quanto riguarda la sanità, l'energia e l'accesso all'acqua. L’Autorità palestinese deve riprendere appieno le sue funzioni di governo nella striscia di Gaza, in quanto questa costituisce parte integrante di un futuro Stato palestinese. L'UE si rallegra delle iniziative adottate da Israele per allentare alcune restrizioni a Gaza. Tuttavia, al fine di consentire il processo di ricostruzione e la prestazione dei servizi di base, è necessario eliminare le restrizioni alla circolazione di persone, servizi e beni, in particolare quelli designati come "prodotti a duplice uso". L'UE invita tutte le parti, attori statali e non statali, a garantire l'accesso umanitario senza restrizioni a Gaza, come previsto dal diritto internazionale umanitario, alle organizzazioni umanitarie nazionali, locali e internazionali, compresi gli organismi dell’UE e gli Stati membri. L'UE mantiene la propria disponibilità a dialogare con le parti e i soggetti interessati in vista di una soluzione della situazione e invita la comunità internazionale a tenere tempestivamente fede ai propri impegni.

11.     L'UE ribadisce l'offerta a entrambe le parti, in caso di un accordo di pace definitivo, di un pacchetto di sostegno politico, economico e in materia di sicurezza e di un partenariato privilegiato speciale con l’Unione europea, che offrano vantaggi sostanziali alle due parti. L'UE sottolinea che il futuro sviluppo delle relazioni tra l'UE ed entrambi i partner israeliano e palestinese dipenderà anche dal loro impegno a favore di una pace durevole basata sulla coesistenza di due Stati.