Codice frontiere Schengen: il Consiglio adotta un regolamento per rafforzare le verifiche alle frontiere esterne

Consiglio dell'UE
  • 7.3.2017
  • 10:40
  • Comunicato stampa
  • 113/17
  • Affari interni
7.3.2017
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Veronica Huertas Cerdeira
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Il 7 marzo 2017 il Consiglio ha adottato un regolamento che modifica il codice frontiere Schengen al fine di rafforzare le verifiche nelle banche dati pertinenti alle frontiere esterne.

"Il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne è un importante strumento per contrastare la minaccia terroristica in Europa e per migliorare la sicurezza dei nostri cittadini. Le verifiche sistematiche alle frontiere esterne consentiranno di far fronte a potenziali rischi per la sicurezza interna, tra cui quello rappresentato dai combattenti terroristi stranieri di ritorno nel paese d'origine."

Carmelo Abela, ministro maltese dell'interno e della sicurezza nazionale

La modifica obbliga gli Stati membri ad effettuare verifiche sistematiche nelle banche dati pertinenti per tutte le persone, inclusi i beneficiari del diritto di libera circolazione ai sensi del diritto dell'UE (per esempio cittadini dell'Unione e loro familiari che non sono cittadini dell'Unione) quando attraversano le frontiere esterne. La banche dati utilizzate per le verifiche comprendono il sistema d'informazione Schengen (SIS) e la banca dati dell'Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti (SLTD). Le verifiche consentiranno inoltre agli Stati membri di accertare che tali persone non rappresentino una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica. Tale obbligo si applica a tutte le frontiere esterne (frontiere aeree, marittime e terrestri), sia all'ingresso che all'uscita.

Tuttavia, qualora la consultazione sistematica delle banche dati rischi di avere un impatto sproporzionato sui flussi di traffico alle frontiere marittime o terrestri, gli Stati membri possono limitarsi a eseguire verifiche mirate nelle banche dati, purché ciò non comporti rischi connessi con la sicurezza interna, l'ordine pubblico o le relazioni internazionali degli Stati membri, oppure una minaccia per la salute pubblica.

Per quanto riguarda le frontiere aeree, gli Stati membri possono effettuare verifiche mirate nelle banche dati soltanto per un periodo transitorio di 6 mesi a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento. Tale periodo può essere prorogato fino a un massimo di 18 mesi in casi eccezionali e specifici, qualora vi siano difficoltà infrastrutturali che richiedono un periodo di tempo più lungo per realizzare i necessari adeguamenti.

Prossime tappe

Il Consiglio e il Parlamento europeo devono ora firmare il regolamento adottato. Il testo firmato sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.

Informazioni generali

Questo regolamento, finalizzato a modificare il codice frontiere Schengen, è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2015. Esso rappresenta una risposta all'aumento delle minacce terroristiche e all'invito rivolto dal Consiglio, nelle sue conclusioni del 9 e 20 novembre 2015, a una revisione mirata del codice frontiere Schengen nel contesto della risposta ai combattenti terroristi stranieri.

Gli Stati membri sono già tenuti ad effettuare, all'ingresso, verifiche sistematiche sui cittadini di paesi terzi in tutte le banche dati per motivi di ordine pubblico e sicurezza interna; all'uscita, invece, le attuali disposizioni non prevedono che tali verifiche siano effettuate in tutte le banche dati. Inoltre, le persone che beneficiano del diritto di libera circolazione sono sottoposte ad una semplice verifica della loro identità. La modifica allineerà gli obblighi di effettuare verifiche sistematiche all'ingresso e all'uscita nei confronti sia dei cittadini di paesi terzi sia delle persone che beneficiano del diritto di libera circolazione.

La modifica prevede un maggiore ricorso al sistema d'informazione Schengen, alla banca dati dell'Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti e a banche dati nazionali, al fine di migliorare la sicurezza dell'UE e dei suoi cittadini.