Settore bancario: il Consiglio approva un piano d'azione per i crediti deteriorati

Consiglio dell'UE
  • 11.7.2017
  • 12:25
  • Comunicato stampa
  • 456/17
  • Economia e finanza
11.7.2017
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L'11 luglio 2017 il Consiglio ha approvato un piano d'azione per affrontare la questione dei crediti deteriorati nel settore bancario.

Ha delineato una combinazione di azioni politiche per contribuire a ridurre gli stock di crediti deteriorati, che restano a livelli elevati nell'UE, e a prevenirne l'insorgenza in futuro.

"I crediti deteriorati costituiscono un problema del settore bancario per il quale sono state finora definite soluzioni per lo più a livello nazionale", ha affermato Toomas Tõniste, ministro delle finanze dell'Estonia, che esercita attualmente la presidenza del Consiglio. "Dobbiamo liberare queste risorse, rendere il nostro sistema finanziario più resiliente e prevenire l'insorgenza di problemi legati ai crediti deteriorati in futuro".

I crediti deteriorati sono crediti bancari oggetto di restituzione tardiva o suscettibili di non essere ripagati senza la vendita delle garanzie reali.

La crisi finanziaria e le conseguenti recessioni hanno determinato la presenza, nelle banche di alcuni Stati membri, di livelli particolarmente elevati di crediti deteriorati che possono causare ricadute transfrontaliere negative e incidere sulla percezione del mercato del settore bancario europeo. Elevati livelli di crediti deteriorati possono rallentare fortemente gli investimenti, e quindi l'economia.

Per contro, la risoluzione della questione dei crediti deteriorati può contribuire a ridurre la frammentazione finanziaria e facilitare i flussi di capitali all'interno del mercato unico.

Sulla base di una relazione degli esperti, il Consiglio ha sottolineato che occorre intervenire sui seguenti aspetti:

- vigilanza bancaria

- riforma dei quadri in materia di insolvenza e di recupero dei crediti

- sviluppo di mercati secondari per i crediti deteriorati ("attività deteriorate")

- ristrutturazione del settore bancario

Stando alla relazione elaborata da un sottogruppo del Comitato per i servizi finanziari del Consiglio, alla fine del 2016 i crediti deteriorati ammontavano a quasi 1 000 miliardi di EUR, pari all'incirca al 6,7% del PIL dell'UE e al 5,1% dei crediti bancari complessivi,

con tuttavia notevoli variazioni all'interno dell'UE, dall'1% al 46%. In alcuni paesi i crediti deteriorati sono concentrati nel settore immobiliare, in altri sono disseminati in tutti i comparti economici.

Livelli costantemente elevati di crediti deteriorati costituiscono un problema, in quanto:

- rappresentano un freno alla redditività delle banche a causa dei costi amministrativi e dei costi di finanziamento più elevati per le banche. Il fabbisogno di dotazione esaurisce la base di capitale delle banche

- mettono a rischio la solidità delle banche che presentano elevate percentuali di crediti deteriorati

- immobilizzano capitale per sostenere attività improduttive, andando così a gravare sulla trasmissione della politica monetaria e sul finanziamento dell'economia

È sulle banche che ricade principalmente la responsabilità di ristrutturare i propri modelli societari e di risolvere i problemi relativi ai crediti deteriorati. Tuttavia, data la loro attuale entità, gli stock di crediti deteriorati in alcuni Stati membri potrebbero non diminuire ad un ritmo sufficiente, nonostante la ripresa economica.Il Consiglio ha convenuto che le misure volte a far fronte a questo problema andrebbero a vantaggio dell'UE nel suo complesso. Occorrerebbe rafforzare gli incentivi a favore delle banche per far fronte in modo proattivo alla questione dei crediti deteriorati, evitando nel contempo gli effetti destabilizzanti delle vendite di emergenza. Le misure dovrebbero sia affrontare la questione degli attuali stock di crediti deteriorati sia prevenire l'ulteriore accumulazione di crediti deteriorati in futuro.

Le conclusioni sono state adottate in una sessione del Consiglio "Economia e finanza".

Il Consiglio ha convenuto di ritornare periodicamente sulla questione per fare il punto sull'evoluzione dei crediti deteriorati in Europa e sulle azioni intraprese.