Conclusioni del Consiglio sul piano d'azione per affrontare la questione dei crediti deteriorati in Europa

Consiglio dell'UE
  • 11.7.2017
  • 12:20
  • Comunicato stampa
  • 459/17
  • Economia e finanza
11.7.2017
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François Head
Addetto stampa
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"Il Consiglio:

1. RILEVA che la crisi finanziaria e le conseguenti recessioni, unite a fattori strutturali, a volte accompagnati da pratiche di concessione dei crediti inadeguate, hanno determinato la presenza, nelle banche di alcuni Stati membri, di elevate percentuali di crediti deteriorati;

2. RICONOSCE che, per quanto negli ultimi anni non si siano registrate, in buona parte degli Stati membri, percentuali elevate di crediti deteriorati, gli effetti negativi delle elevate percentuali di crediti deteriorati attualmente registrate in un numero significativo di Stati membri possono comportare il rischio di ricadute transfrontaliere in termini di economia globale e di sistema finanziario dell'UE e modificare le percezioni di mercato del settore bancario europeo nel suo insieme, soprattutto nell'ambito dell'unione bancaria;

3. SOTTOLINEA che, sebbene ricada principalmente sulle banche la responsabilità di ristrutturare i propri modelli societari e risolvere tempestivamente i problemi relativi ai crediti deteriorati, ulteriori misure volte a far fronte agli attuali stock di crediti deteriorati e prevenire l'insorgenza e l'accumulazione di crediti deteriorati in futuro andrebbero a vantaggio dell'UE nel suo complesso, contribuendo a rafforzare la crescita e riducendo la frammentazione finanziaria;

4. OSSERVA che, data la loro entità, le elevate percentuali di crediti deteriorati che si registrano attualmente in alcuni Stati membri potrebbero non diminuire ad un ritmo soddisfacente nonostante il clima di ripresa economica e ACCOGLIE CON FAVORE le misure già adottate e i progressi significativi compiuti da alcuni degli Stati membri interessati e dalle istituzioni e gli organismi dell'UE per dare risposta a questa eredità problematica e prevenirne la ricomparsa; PRENDE ATTO che le autorità di vigilanza possono attualmente avvalersi di strumenti specifici, come la possibilità, ove opportuno, di stimare le perdite sostenute o probabili mediante adeguate valutazioni delle attività; SOTTOLINEA che occorre compiere maggiori sforzi per riportare le percentuali di crediti deteriorati a livelli inferiori sostenibili e che bisognerebbe rafforzare gli incentivi per tutti gli enti creditizi dell'UE per far fronte in modo proattivo alla questione dei crediti deteriorati, evitando nel contempo gli effetti destabilizzanti delle vendite di emergenza;

5. SOTTOLINEA che le riforme del quadro normativo effettuate dall'UE a seguito della crisi, compresi i passi compiuti per la creazione dell'unione bancaria, segnano un cambiamento di sistema per proteggere il denaro dei contribuenti, garantire la salvaguardia della stabilità finanziaria nella zona euro e in tutta l'UE e rafforzare i meccanismi di mercato nel settore bancario, per cui sono indispensabili strumenti di risoluzione e in particolare la partecipazione del settore privato. La risposta alla questione dei crediti deteriorati, che potrebbe comportare l'eliminazione degli ostacoli ad un'ulteriore ristrutturazione del settore bancario, dovrebbe essere coerente con tali norme, ivi comprese la direttiva 2014/59/UE (direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche) e le norme in materia di aiuti di Stato;

6. SOTTOLINEA che un approccio globale che riunisca una combinazione di azioni politiche complementari, a livello nazionale e se del caso a livello europeo, è il modo più efficace per far fronte agli attuali stock di crediti deteriorati, nonché all'insorgenza e all'accumulazione di nuovi crediti deteriorati nei bilanci delle banche, in particolare in tutti e quattro i seguenti settori politici: vigilanza, ii) riforme strutturali dei quadri in materia di insolvenza e di recupero dei crediti, iii) sviluppo di mercati secondari di attività deteriorate e iv) promozione della ristrutturazione del sistema bancario;

7. ACCOGLIE pertanto CON FAVORE la relazione sui crediti deteriorati[1] elaborata dal sottogruppo del Comitato per i servizi finanziari e INVITA gli Stati membri e le istituzioni, gli organismi e le agenzie dell'UE a portare avanti i lavori sulle opzioni politiche ivi indicate, sulla base delle presenti conclusioni del Consiglio;

8. In questo contesto, INVITA in particolare:

  • la Commissione a presentare, nell'estate del 2017, un'interpretazione dei poteri di vigilanza attuali stabiliti dalla normativa UE al fine di precisarne l'utilizzabilità per quanto riguarda le politiche di accantonamenti delle banche per i crediti deteriorati a norma dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio e dell'articolo 104 della direttiva 2013/36/UE (CRD IV); alla luce dell'interpretazione della Commissione il Consiglio valuterà, se del caso e dopo un'analisi esaustiva dei pro e dei contro, una possibile modifica dell'articolo 104 della CRD IV nel quadro della revisione in corso del pacchetto CRR/CRD IV, in linea con le opzioni politiche illustrate nella relazione sui crediti deteriorati;

  • la Commissione a prendere in considerazione, nel quadro della revisione in corso del pacchetto CRR/CRD IV, misure di sostegno prudenziali, applicabili ai nuovi crediti concessi, per far fronte a una possibile insufficienza degli accantonamenti; tali misure di sostegno regolamentari potrebbero assumere la forma di deduzioni prudenziali obbligatorie dei crediti deteriorati dai fondi propri, a seguito di una valutazione delle calibrazioni più adeguate in linea con le prassi internazionali;

  • la vigilanza bancaria della BCE, insieme alle autorità nazionali competenti nell'ambito dell'unione bancaria, ad attuare entro la fine del 2018, per quanto riguarda gli enti meno significativi dell'unione bancaria, orientamenti analoghi agli orientamenti per le banche in merito ai crediti deteriorati presentati dal meccanismo di vigilanza unico (SSM) per gli enti significativi, con adeguamenti mirati ove opportuno;

  • l'Autorità bancaria europea (ABE) a presentare, entro l'estate del 2018, orientamenti generali sulla gestione dei crediti deteriorati, coerenti con i suddetti orientamenti e aventi un campo di applicazione esteso a tutte le banche dell'UE nel suo complesso;

  • l'ABE a presentare, entro l'estate del 2018, orientamenti dettagliati in materia di concessione dei crediti, monitoraggio e governance interna delle banche, che potrebbero in particolare affrontare questioni quali la trasparenza e la valutazione della solvibilità del mutuatario; tali orientamenti dovrebbero basarsi, se del caso, su esperienze nazionali in essere;

  • il Comitato europeo per il rischio sistemico a elaborare, entro la fine del 2018, approcci macroprudenziali per prevenire l'insorgere di problemi di crediti deteriorati a livello sistemico, tenendo in debita considerazione gli effetti pro-ciclici delle misure che trattano gli stock di crediti deteriorati e i possibili effetti sulla stabilità finanziaria;

  • l'ABE, in consultazione con l'ESMA, e le autorità competenti ad attuare, entro la fine del 2018, obblighi di informativa rafforzati per tutte le banche per quanto riguarda la qualità degli attivi e i crediti deteriorati;

  • l'ABE a presentare, entro la fine del 2017, orientamenti per le banche sul monitoraggio delle banche dati relative alle esposizioni creditizie (loan tape), specificando le informazioni minime dettagliate richieste alle banche per quanto riguarda le esposizioni creditizie nel portafoglio bancario;

  • l'ABE, la BCE e la Commissione a proporre, entro la fine del 2017, iniziative volte a rafforzare l'infrastruttura dei dati con dati uniformi e standardizzati per i crediti deteriorati e a valutare la creazione di piattaforme per le operazioni in crediti deteriorati al fine di stimolare lo sviluppo di questo mercato secondario;

  • la Commissione a elaborare, entro la fine del 2017, in collaborazione con tutte le istituzioni e tutti gli organismi pertinenti e tenendo conto delle esperienze positive registrate fino a oggi a livello nazionale, uno "schema orientativo" per l'eventuale creazione di società di gestione patrimoniale a livello nazionale, in cui siano definiti principi comuni circa i perimetri pertinenti applicabili agli attivi e alla partecipazione, le soglie relative alla dimensione degli attivi, le norme per la valutazione delle attività, le strutture del capitale adeguate, le caratteristiche operative e in termini di governo societario, a livello sia pubblico che privato; in tale schema dovrebbe altresì essere specificato il modello ammissibile - in linea con il quadro normativo dell'UE, ivi compresi la direttiva 2014/59/UE (BRRD) e il regolamento (UE) n. 806/2014 (SRMR), nonché le norme in materia di aiuti di Stato - per le misure di salvataggio delle attività e il ricorso alle società di gestione patrimoniale;

  • la Commissione a elaborare, entro l'estate del 2018, un approccio europeo per promuovere lo sviluppo di mercati secondari per i crediti deteriorati, in particolare al fine di eliminare gli ostacoli al trasferimento di crediti deteriorati da parte delle banche a soggetti non bancari e alla possibilità per tali soggetti non bancari di detenere crediti deteriorati, salvaguardando nel contempo i diritti dei consumatori, nonché per semplificare e possibilmente armonizzare i requisiti in materia di autorizzazioni per la gestione dei crediti da parte di terzi e adottare, se del caso, iniziative legislative in materia;

  • la Commissione a pubblicare, entro la fine del 2017, i risultati dell'esercizio di valutazione comparata sull'efficienza dei regimi nazionali di esecuzione dei crediti (compresi i regimi di insolvenza) dalla prospettiva di un creditore bancario, fornendo criteri di misurazione comparabili, il più precisi possibile, per tassi, tempi e costi di recupero in tutti gli Stati membri, e a concentrarsi ulteriormente sulle questioni relative all'insolvenza nell'ambito del semestre europeo, tenendo conto delle riforme in corso;

  • gli Stati membri a valutare entro la fine del 2018, basandosi attentamente sull'esercizio di valutazione comparata, la possibilità di svolgere valutazioni inter pares specifiche sui regimi di insolvenza in tutta l'UE, riconoscendo che i sistemi giuridici e i quadri normativi in materia di insolvenza variano notevolmente tra gli Stati membri;

  • la Commissione a vagliare ulteriormente la possibilità di rafforzare la protezione dei creditori garantiti;

9. CONVIENE di ritornare su questo tema con cadenza periodica e inizialmente dopo sei mesi, al fine di fare il punto sull'evoluzione dei crediti deteriorati in Europa, la ristrutturazione del settore bancario in tale contesto e lo sviluppo dei mercati secondari per le operazioni in crediti deteriorati, valutare i progressi compiuti sulla base di un bilancio elaborato dalla Commissione e coordinare la comunicazione sui crediti deteriorati in Europa."


[1] Doc. 9854/17