CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

 

CONSIGLIO EUROPEO DI STOCCOLMA

23 E 24 MARZO 2001

1. Il Consiglio europeo si è riunito a Stoccolma il 23 e 24 marzo per la prima riunione annuale di primavera dedicata ai problemi economici e sociali. All'inizio dei lavori si è avuto uno scambio di opinioni con la Presidente del Parlamento europeo, Sig.ra Nicole Fontaine, sui principali argomenti in discussione.

PARTE I

I. LE PRIORITÀ DI STOCCOLMA - PIENA OCCUPAZIONE IN UN'UNIONE COMPETITIVA

2. Il Consiglio europeo di Stoccolma ha incentrato i suoi lavori sui modi per modernizzare il modello europeo e conseguire l'obiettivo strategico dell'Unione deciso a Lisbona per il prossimo decennio: diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. C'è stato pieno consenso sul fatto che la riforma economica, la politica sociale e quella dell'occupazione si rafforzano reciprocamente. Occorre attuare rapidamente le decisioni prese e dare nuovo impulso ai settori nei quali i progressi sono stati lenti. È stata messa in rilievo l'importanza del metodo di coordinamento aperto come strumento per compiere progressi, tenendo nella debita considerazione i principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

3. Il Consiglio europeo di Stoccolma:

· ha affrontato il tema della sfida demografica rappresentata dall'invecchiamento della popolazione, con una quota sempre più ridotta di persone in età lavorativa;

· ha discusso le modalità per creare nuovi e migliori posti di lavoro, accelerare la riforma economica, modernizzare il modello sociale europeo e sfruttare al meglio le nuove tecnologie;

· ha delineato un orientamento strategico per gli indirizzi di massima per le politiche economiche, al fine di realizzare una crescita sostenuta e condizioni macroeconomiche stabili;

· ha convenuto di migliorare le procedure affinché la riunione di primavera del Consiglio europeo diventi il punto di riferimento per il riesame annuale dei problemi economici e sociali. In questo contesto, il Consiglio europeo di Göteborg del mese di giugno terrà conto, in tale riesame, dell'obiettivo generalmente riconosciuto della sostenibilità;

· ha convenuto di elaborare le modalità per coinvolgere attivamente i paesi candidati negli obiettivi e nelle procedure della strategia di Lisbona.

II. CONTESTO GENERALE

Prospettive economiche

4. I risultati economici dell'Unione sono migliorati considerevolmente negli ultimi anni. Al quarto anno di ripresa, l'Unione ha avuto nel 2000 una crescita economica del 3,5% circa e sono stati creati 2,5 milioni di posti di lavoro, oltre due terzi dei quali sono occupati da donne. La disoccupazione è scesa al livello minimo dal 1991. Questo dimostra che gli sforzi di riforma nell'Unione stanno dando risultati. L'allargamento creerà nuove opportunità di crescita e occupazione tanto nei paesi candidati quanto negli Stati membri.

5. L'ambiente economico internazionale è recentemente diventato meno favorevole. Tuttavia i fondamentali dell'economia nell'Unione rimangono sani. E' stata mantenuta la stabilità dei prezzi e sono state ripristinate finanze pubbliche solide. Pertanto, l'Unione è in grado di fare maggiore affidamento sulle proprie forze. Con l'attuazione determinata di riforme e un insieme equilibrato di misure macroeconomiche dovrebbe essere possibile continuare a mantenere una crescita media dell'ordine del 3% a medio termine. Questo è indispensabile per realizzare gli obiettivi sull'occupazione definiti a Lisbona e far fronte alle sfide demografiche che ci attendono. Ma non è il caso di riposare sugli allori.

6. Fra 282 giorni saranno introdotte banconote e monete in euro. I vantaggi dell'Unione monetaria saranno più visibili: un simbolo importante per una maggiore integrazione economica. Il Consiglio europeo invita i governi, le banche e le imprese a ultimare i preparativi per garantire la migliore transizione possibile alla nuova valuta.

La sfida demografica

7. Il numero di donne e uomini pensionati aumenterà rapidamente, mentre la percentuale di popolazione in età lavorativa inizierà a diminuire entro il 2010. Questo creerà pressioni considerevoli sui sistemi previdenziali, in particolare sulle pensioni e sui sistemi di assistenza sanitaria e di assistenza agli anziani. L'Unione e gli Stati membri si stanno adoperando attraverso la definizione di nuove impostazioni nei settori politici indicati più avanti. Il prossimo decennio offre l'opportunità di affrontare la sfida demografica aumentando i tassi di occupazione, riducendo il debito pubblico e adeguando i sistemi di protezione sociale, inclusi i regimi pensionistici.

III. NUOVI E MIGLIORI POSTI DI LAVORO

Verso la piena occupazione

8. L'Unione e gli Stati membri esprimono totale adesione all'obiettivo della piena occupazione, che considerano un importante mezzo per raccogliere la sfida dell'invecchiamento della popolazione. Gli obiettivi di tassi medi di occupazione a livello europeo da raggiungere entro il 2010 presuppongono progressi costanti per tutto il periodo. L'aumento dei tassi di occupazione esige politiche occupazionali attive, come previsto nella strategia europea per l'occupazione, la cui attuazione deve essere rafforzata.

9. Il Consiglio europeo:

- ha convenuto di fissare obiettivi intermedi per i tassi di occupazione in tutta l'Unione, per il gennaio 2005, al 67% in generale e al 57% per le donne; invita, di conseguenza, gli Stati membri a considerare l'opportunità di definire nei propri piani nazionali in materia di occupazione obiettivi intermedi per l'occupazione, tenendo in debita considerazione la specifica situazione nazionale e regionale;

- ha convenuto di fissare a livello di Unione un obiettivo di aumento del tasso medio di occupazione nell'UE degli anziani (donne e uomini dai 55 ai 64 anni) fino al 50% entro il 2010;

- esorta il Consiglio e la Commissione a riferire congiuntamente, prima del Consiglio europeo di primavera del 2002, sulle modalità per aumentare la partecipazione della forza lavoro e per promuovere l'invecchiamento attivo. La relazione dovrà prestare particolare attenzione all'esigenza di ridurre le strozzature nel mercato del lavoro, compreso il lavoro sommerso, e i disincentivi nei sistemi fiscali e previdenziali affinché gli uomini e le donne occupino posti di lavoro;

- invita il Consiglio e la Commissione a elaborare, entro il 2002, indicatori per la creazione di servizi di assistenza per i figli e le altre persone a carico e di regimi di prestazioni familiari.

Istruzione, formazione e competenze

10. Migliorare le competenze di base, segnatamente la padronanza delle tecnologie dell'informazione e delle tecniche digitali, è una priorità assoluta per fare dell'Unione l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo. Tale priorità include le politiche in materia di istruzione, l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e il superamento delle attuali carenze nel reperimento di personale scientifico e tecnico. Un'economia basata sulla conoscenza richiede una solida istruzione di base per sostenere ulteriormente la mobilità dei lavoratori e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

11. Il Consiglio e la Commissione presenteranno una relazione al Consiglio europeo di primavera del 2002 contenente un programma di lavoro dettagliato sugli obiettivi dei sistemi di istruzione e di formazione, compresa una valutazione del loro grado di realizzazione nell'ambito del metodo di coordinamento aperto e in una prospettiva mondiale; deve essere prestata particolare attenzione ai modi e ai mezzi per incoraggiare i giovani, soprattutto le donne, a intraprendere studi scientifici e tecnici e per garantire l'assunzione a lungo termine di docenti qualificati in questi settori.

Mobilità dei lavoratori nei nuovi mercati aperti del lavoro a livello europeo

12. La modernizzazione dei mercati del lavoro e la mobilità dei lavoratori devono essere incoraggiate per consentire una maggiore adattabilità ai cambiamenti abbattendo le barriere esistenti.

13. A tal fine:

- la raccomandazione relativa alla mobilità degli studenti, delle persone in fase di formazione, dei giovani che svolgono attività di volontariato, degli insegnanti e dei formatori dovrebbe essere adottata entro il giugno 2001 e gli Stati membri dovrebbero attuare in parallelo il piano di azione per la mobilità;

- la Commissione lavorerà con i governi nazionali e locali, con i servizi per l'occupazione e con altri soggetti interessati per valutare entro la fine dell'anno la fattibilità di un sito unico europeo di informazione sulla mobilità, fornendo segnatamente ai servizi per l'occupazione una base di dati a livello europeo sui posti di lavoro, i curriculum vitae e le opportunità di apprendimento.

14. Inoltre, una discussione approfondita avrà luogo in seno al Consiglio europeo di Laeken nel 2001 sull'immigrazione, la migrazione e l'asilo nell'ambito dei seguiti di Tampere. In tale contesto, dovrebbe essere prestata la debita attenzione alla posizione dei cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente nell'Unione.

15. La Commissione istituirà una task force ad alto livello sulle competenze e sulla mobilità, avvalendosi dell'esperienza delle imprese, del mondo dell'istruzione e delle parti sociali, che esaminerà caratteristiche e difficoltà del mercato europeo del lavoro, prestando una speciale attenzione alla necessità di competenze nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). Su tale base, la Commissione intende presentare, per il Consiglio europeo di primavera del 2002, un piano d'azione per lo sviluppo e l'apertura di nuovi mercati europei del lavoro e proposte specifiche per un regime uniforme, trasparente e flessibile di riconoscimento delle qualifiche e dei periodi di studio nonché sulla trasferibilità delle pensioni integrative, fatta salva la coerenza dei sistemi fiscali degli Stati membri.

IV. ACCELERARE LA RIFORMA ECONOMICA

Pieno utilizzo del potenziale del mercato interno

16. Mercati che funzionano correttamente sono importanti per aumentare i vantaggi dei consumatori e creare un clima imprenditoriale. Il successo delle precedenti riforme, con costi in diminuzione e una migliore scelta e qualità dei prodotti consegnati, rappresenta un forte incentivo per ulteriori progressi. La creazione di un mercato interno dei servizi che funzioni efficacemente è una delle maggiori priorità dell'Europa. In tale contesto, è importante garantire che si tenga debitamente conto della specifica situazione dei servizi d'interesse generale, conformemente agli orientamenti definiti nella dichiarazione approvata dal Consiglio europeo di Nizza, quali il servizio universale, la sicurezza, la continuità e la sicurezza dell'approvvigionamento. Il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione ad applicare detti orientamenti. Inoltre ciò deve andare di pari passo con un contesto inteso a sviluppare mercati transfrontalieri efficienti, sostenuti da un'adeguata capacità di infrastruttura.

17. Tenendo conto di tutti questi fattori, il Consiglio europeo:

- sollecita gli Stati membri a considerare della massima priorità il recepimento delle direttive sul mercato interno nella legislazione nazionale, nell'intento di raggiungere, per il Consiglio europeo di primavera del 2002, un obiettivo intermedio del 98,5% di recepimento;

- si rallegra che la Commissione intenda presentare nel 2002 una proposta volta ad affrontare gli ostacoli individuati nel mercato interno dei servizi basandosi sulla valutazione in corso di tali ostacoli;

- prende atto delle proposte della Commissione sul gas e sull'energia elettrica e invita il Consiglio ad esaminarle quanto prima. Sostiene l'obiettivo della liberalizzazione dei mercati in questi settori tenendo conto del requisito di soddisfare le esigenze degli utenti e della necessità di trasparenza nel mercato mediante gli opportuni strumenti normativi. La questione dei calendari per i mercati dell'energia elettrica e del gas sarà esaminata per attuare quanto prima l'obiettivo della liberalizzazione di questi mercati. Si invita la Commissione a valutare la situazione in questi settori nella relazione al Consiglio europeo di primavera del 2002 per poter compiere passi avanti. La Commissione garantirà che le disposizioni del trattato, in particolare gli articoli 85 e 86, siano completamente rispettate e che l'attuazione di tali decisioni non possa dar luogo a distorsioni di concorrenza. Su tale base, la Commissione garantirà inoltre che le imprese che ancora beneficiano di una situazione di monopolio nel mercato nazionale non si avvantaggino indebitamente di detta situazione;

- ribadisce l'intenzione di creare il Cielo unico europeo e prevede di compiere ulteriori progressi al riguardo prima del Consiglio europeo di Göteborg del mese di giugno;

- prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare, entro il giugno 2001, una proposta globale per rivedere le norme relative all'assegnazione di bande orarie negli aeroporti;

- prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare, entro il dicembre 2001, un secondo pacchetto di misure relative all'apertura dei mercati nazionali dei trasporti di merci e di passeggeri per ferrovia;

- sollecita il Consiglio, basandosi sui lavori già intrapresi per conseguire gli obiettivi definiti nelle conclusioni di Lisbona, a concordare una posizione comune e ad adottare insieme al Parlamento europeo, entro la fine del 2001, la direttiva sui servizi postali.

La Commissione, in collaborazione con tutti gli organi competenti, presenterà una strategia per la semplificazione e la qualità della normativa entro la fine del 2001.

Capitali di rischio e servizi finanziari

18. Un'attuazione rapida del piano d'azione per i servizi finanziari è della massima importanza. Per raggiungere questo obiettivo, occorre accelerare il processo legislativo. La regolamentazione dei mercati dei valori mobiliari deve essere sufficientemente flessibile per poter rispondere all'evoluzione del mercato nel rispetto della trasparenza e della certezza giuridica. Inoltre, gli investimenti e l'innovazione devono essere sostenuti da una maggiore disponibilità di capitali di rischio.

19. Il Consiglio europeo

- approva la risoluzione su una regolamentazione più efficace dei mercati dei valori mobiliari (v. allegato I) e la considera una buona piattaforma per una collaborazione efficace tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo in questo settore;

- chiede la piena applicazione del piano d'azione per i servizi finanziari entro il 2005 e che tutte le parti si adoperino al massimo per realizzare un mercato integrato dei valori mobiliari entro la fine del 2003, dando la precedenza alla normativa sul mercato dei valori mobiliari prevista dal piano, comprese le iniziative caldeggiate nella relazione del Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari;

- appoggia l'obiettivo di creare entro il 2003 un mercato dei capitali di rischio che operi correttamente grazie all'attuazione del piano d'azione per il capitale di rischio.

Promuovere una concorrenza efficace

20. Il livello degli aiuti di Stato nell'Unione europea deve essere ridotto e il sistema reso più trasparente.

21. A tal fine:

- il Consiglio e il Parlamento europeo sono invitati ad adottare entro la fine dell'anno le norme sugli appalti;

- entro il 2003, gli Stati membri dovrebbero dimostrare una tendenza decrescente degli aiuti di Stato rispetto al PIL, tenendo conto dell'esigenza di convogliare aiuti verso obiettivi orizzontali di interesse comune, inclusi gli obiettivi di coesione;

- la Commissione farà in modo che entro il luglio 2001 siano accessibili al pubblico un registro e un quadro di valutazione degli aiuti di Stato e spiegherà in che modo le norme sugli aiuti di Stato saranno applicate alle misure volte a favorire i capitali di rischio per migliorare l'ambiente finanziario delle PMI.

Fiscalità

22. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio di proseguire i lavori sulla scorta delle conclusioni dei Consigli europei di Feira e di Nizza, al fine di raggiungere al più presto, e comunque entro la fine del 2002, un accordo su tutto il pacchetto fiscale, in base al calendario parallelo dei vari punti del pacchetto stesso.

Promuovere l'imprenditorialità

23. L'imprenditorialità è uno dei pilastri della strategia europea per l'occupazione. I piani d'azione nazionali e i programmi quadro dell'Unione, quali il programma pluriennale per l'impresa e l'imprenditorialità, la Carta per le piccole imprese, il microcredito, lo scambio delle migliori pratiche e l'analisi comparativa della politica dell'impresa, sono importanti strumenti che contribuiscono a creare in Europa un clima più favorevole alle imprese. Le imprese e i cittadini richiedono un contesto normativo chiaro, semplice, efficace e che possa funzionare in un mercato globale in rapida mutazione. A tal fine sono necessarie una consultazione sulla regolamentazione proposta, la valutazione dell'impatto dei regolamenti e l'introduzione di sistemi di codificazione, di rifusione e di revisione della normativa europea. Il settore pubblico dovrebbe acquistare maggiore efficacia e ridurre i vincoli amministrativi per accrescere la capacità produttiva e innovativa delle nostre economie e dovrebbe, tra l'altro, ridurre i requisiti statistici alle questioni essenziali del processo di elaborazione delle politiche europee.

24. Si chiede agli Stati membri e alla Commissione di migliorare la qualità, la tempestività e la disponibilità delle informazioni statistiche necessarie per l'analisi comparativa di settori a cui è comunemente riconosciuta un'importanza capitale per la politica imprenditoriale. Inoltre, si invita la Commissione a riflettere sul ricorso agli obiettivi quantitativi nella politica dell'impresa.

V. MODERNIZZARE IL MODELLO SOCIALE EUROPEO

25. Un'Unione dinamica dovrebbe essere composta di Stati sociali attivi. Sistemi previdenziali ben strutturati e funzionanti dovrebbero essere considerati fattori di produzione che offrono sicurezza nel cambiamento. A tal fine è necessario il continuo ammodernamento del modello sociale europeo sulla base dell'Agenda sociale europea adottata a Nizza, che costituisce il quadro delle politiche sociali per il prossimo quinquennio.

Migliorare la qualità del lavoro

26. Ripristinare la piena occupazione non significa concentrarsi soltanto sulla creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche su posti di lavoro migliori. Sarebbe necessario compiere maggiori sforzi per promuovere un buon ambiente di lavoro per tutti, comprese pari opportunità per i portatori di handicap, la parità di genere, un'organizzazione del lavoro efficace e flessibile che consenta di conciliare meglio la vita lavorativa con la vita privata, l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, la partecipazione dei lavoratori e la diversificazione nella vita lavorativa.

27. In tale prospettiva:

- gli Stati membri e il Consiglio, ciascuno secondo le rispettive competenze, definiranno approcci comuni per mantenere e migliorare la qualità del lavoro, da inserire come obiettivo generale nelle linee direttrici sull'occupazione del 2002;

- il Consiglio, di concerto con la Commissione, elaborerà indicatori sulla qualità del lavoro e preciserà ulteriormente gli indicatori quantitativi, per presentare il tutto in tempo utile per il Consiglio europeo di Laeken del 2001;

- il Consiglio, in codecisione con il Parlamento europeo, completerà entro la fine dell'anno i lavori sull'aggiornamento dell'attuale normativa che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, la formazione e la promozione professionali e le condizioni di lavoro;

- il Consiglio, insieme alla Commissione, elaborerà degli indicatori per garantire che non esistano differenze discriminatorie di retribuzione tra uomini e donne.

Promuovere l'inclusione sociale

28. La lotta all'esclusione sociale è della massima importanza per l'Unione. Un lavoro retribuito per le donne e gli uomini offre la migliore salvaguardia contro la povertà e l'esclusione sociale. Tuttavia, chi è inabile al lavoro deve poter fruire di un'efficace protezione sociale e avere una parte attiva nella società. Un mercato del lavoro attivo favorisce l'inclusione sociale, in cui sono combinati il perseguimento di obiettivi sociali e la sostenibilità delle finanze pubbliche. Gli Stati membri dovrebbero considerare prioritaria l'attuazione dei piani d'azione nazionali sulla lotta alla povertà e all'esclusione sociale per progredire sulla base degli obiettivi comuni concordati a Nizza e valutati secondo indicatori decisi in comune.

29. Il Consiglio europeo invita il Consiglio e il Parlamento europeo a decidere, nel corso del 2001, in merito alla proposta di un programma di inclusione sociale e chiede al Consiglio di migliorare il monitoraggio dell'azione in questo settore, decidendo entro la fine dell'anno in merito agli indicatori relativi alla lotta all'esclusione sociale.

Ruolo delle parti sociali nella gestione dei mutamenti

30. L'importanza del contributo e dell'impegno delle parti sociali è stata sottolineata durante lo scambio di opinioni con la Troika, il 22 marzo scorso. L'impegno fermo e attivo delle parti sociali è fondamentale non solo per valutare i progressi compiuti verso l'obiettivo strategico dell'Unione, ma anche per attuare la riforma in corso, il cui successo richiede l'impegno di tutti i datori di lavoro e i lavoratori. Per contribuire a tale obiettivo, il Consiglio europeo ha approvato l'istituzione, quanto prima possibile, dell'Osservatorio europeo per i mutamenti industriali, nell'ambito della Fondazione di Dublino. Il Consiglio europeo sarebbe lieto se i negoziati in corso tra le parti sociali sul lavoro interinale e il telelavoro avessero un esito positivo.

Responsabilità sociale delle imprese

31. Il Consiglio europeo si compiace delle iniziative avviate dalle imprese per promuovere la responsabilità sociale. La Commissione ha annunciato che nel giugno 2001 intende presentare un libro verde sulla responsabilità sociale delle imprese e promuovere un ampio scambio di

opinioni per favorire ulteriori iniziative in questo campo.

Sistemi sicuri e sostenibili di protezione sociale

32. L’invecchiamento della società richiede chiare strategie per garantire l’adeguatezza dei sistemi pensionistici, come pure dei sistemi di assistenza sanitaria e di assistenza agli anziani, mantenendo allo stesso tempo la sostenibilità delle finanze pubbliche e la solidarietà intergenerazionale. Se opportuno, si dovrebbe utilizzare pienamente il potenziale del metodo di coordinamento aperto, specialmente per quanto riguarda le pensioni, tenendo conto del principio di sussidiarietà. Queste strategie saranno agevolate dallo sforzo parallelo di potenziare la partecipazione al mercato del lavoro, la produttività e la mobilità.

33. Sulla scorta dei lavori di carattere tecnico svolti a livello di esperti e tenendo conto di tutti i fattori sopra richiamati, il Consiglio europeo:

- chiede al Consiglio di presentare, in tempo utile per il Consiglio europeo di Göteborg, i risultati dello studio del Comitato per la protezione sociale, che tiene conto dei lavori in corso in sede di Comitato di politica economica sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici;

- prende atto dell’intenzione della Commissione di presentare una comunicazione sulla qualità e la sostenibilità delle pensioni alla luce dei mutamenti demografici. Incarica il Comitato per la protezione sociale e il Comitato di politica economica di preparare una relazione per il Consiglio in vista del Consiglio europeo di primavera del 2002. Entro il dicembre 2001 dovrebbe essere presentata una relazione sullo stato dei lavori;

- invita il Consiglio a convenire, entro la fine del 2001 e in base ai risultati di un riesame delle opzioni, i parametri per ammodernare il regolamento n. 1408/71, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, al fine di consentire al Consiglio e al Parlamento europeo di accelerarne l'adozione.

VI. IMPIEGO DELLE NUOVE TECNOLOGIE

34. La strategia di approccio integrato agli sviluppi economici e sociali include la promozione di nuove tecnologie rafforzando la politica comunitaria di ricerca e sviluppo e compiendo sforzi particolari nel campo delle nuove tecnologie, specie della biotecnologia.

eEurope

35. Il passaggio verso un’economia basata sulla conoscenza è di fondamentale importanza per la competitività e la crescita, ma anche per costruire una società più inclusiva. Malgrado gli effettivi progressi realizzati da Lisbona in poi per quanto riguarda l’accesso e l’uso di Internet da parte di aziende, scuole e privati cittadini, gli europei non ne usano ancora tutto il potenziale in settori chiave come i servizi pubblici, le pubbliche amministrazioni on-line o il commercio elettronico. L’accesso a Internet via etere e i sistemi mobili di comunicazione di terza generazione aumenteranno questo potenziale. Tuttavia, il successo della società della conoscenza dipende anche da un elevato livello di cultura informatica e dalla creazione di condizioni, in settori come la sicurezza delle reti, la protezione e la riservatezza dei dati, che diano fiducia al pubblico nell’uso dei nuovi servizi.

36. A tal fine:

- i pacchetti relativi alle telecomunicazioni dovrebbero essere adottati al più presto quest’anno stesso per offrire al settore un campo d’azione in cui le regole sono applicate in modo armonizzato in tutta l’Unione;

- la Commissione lavorerà insieme al Consiglio per definire un quadro politico di sostegno per le comunicazioni mobili di terza generazione nell’ambito dell’Unione, che includerà l’accordo su un quadro giuridico per la politica in materia di spettro radio e di reti a larga banda. La Commissione è inoltre invitata ad esaminare l'effetto delle licenze di terza generazione sulla competitività europea e sui progressi nel campo delle TIC;

- la Commissione lavorerà insieme al Consiglio per contribuire a creare le condizioni per un’Europa senza fili, assicurando un’azione di ricerca di alto livello per le future tecnologie via etere, incoraggiando il lancio graduale della prossima generazione di Internet (Ipv6) e garantendo l’esistenza delle condizioni adatte alla creazione di un contenuto europeo multilingue per i servizi via etere;

- entro la fine dell’anno sarà adottata la normativa concernente la vendita a distanza di servizi finanziari, l’applicazione dell’IVA al commercio elettronico e l’uso della fatturazione elettronica ai fini dell’IVA;

- il Consiglio adotterà, insieme alla Commissione, le misure necessarie a garantire che il dominio.eu di primo livello sia disponibile per tutti gli utenti quanto prima;

- il Consiglio svilupperà insieme alla Commissione una strategia globale per la sicurezza delle reti elettroniche, comprensiva di azioni concrete di attuazione. Tale strategia dovrebbe essere presentata in tempo per il Consiglio europeo di Göteborg.

37. Inoltre, la Commissione ha manifestato l’intenzione di proporre, entro la fine dell’anno, ulteriori obiettivi per collegare le scuole a Internet, di presentare una comunicazione sulla promozione dei sistemi on-line di risoluzione delle controversie e di sostenere eSchola, un’azione di portata europea volta a promuovere l’uso delle nuove tecnologie e a sviluppare il gemellaggio scolastico on-line. Il Consiglio europeo rileva che gli Stati candidati hanno mostrato interesse per eEurope 2002 e attende che essi presentino al Consiglio europeo di Göteborg il piano d’azione che stabilisce in che modo intendono perseguire questi obiettivi.

Ricerca e innovazione

38. L’Europa deve fare di più per sfruttare le capacità di ricerca, finanziarie e imprenditoriali in modo che le idee europee conquistino per prime il mercato europeo. Il sesto programma quadro di ricerca dovrebbe quindi avvalersi pienamente dei nuovi strumenti, tra gli altri, per promuovere una rete di eccellenza, progetti integrati e attuazione congiunta di programmi nazionali, nell’ambito delle sue priorità specifiche, tenendo anche conto della necessità di rafforzare la coesione e le piccole e medie imprese.

39. A tal fine:

- si invita il Consiglio ad adottare entro il giugno 2002, in codecisione con il Parlamento europeo, il sesto programma quadro di ricerca della Comunità;

- si invita il Consiglio a esaminare una strategia specifica di mobilità all’interno dello spazio europeo della ricerca, sulla base della proposta annunciata dalla Commissione;

- si invita il Consiglio a esaminare in che modo si possano mettere in comune le idee e le esperienze degli Stati membri per potenziare la ricerca e lo sviluppo attraverso incentivi economici;

- si invita la BEI ad aumentare ulteriormente il suo sostegno alle attività di ricerca e sviluppo.

40. La Commissione intende presentare, entro il giugno 2001, il primo quadro europeo di valutazione dell’innovazione. Entro la fine dell’anno essa formulerà proposte volte a promuovere un dialogo più interattivo con il pubblico su temi scientifici e tecnologici, presenterà i primi risultati dell’analisi comparativa della ricerca nell’UE e una mappa dell’eccellenza nella ricerca e rinnoverà il quadro degli aiuti di Stato alla ricerca.

41. Il Consiglio europeo si compiace degli sviluppi concreti dell’iniziativa "Innovazione 2000" della BEI e, in particolare, dell’impegno a estenderla ai paesi candidati.

42. Il Consiglio europeo ricorda l’importanza di avviare senza indugi il programma di navigazione satellitare Galileo. Conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Colonia e di Nizza, si chiede al settore privato di rispondere alla sfida, con un impegno vincolante per la fase di spiegamento, per quanto riguarda la partecipazione al progetto e il suo finanziamento. Il Consiglio europeo prende atto del fatto che il settore privato è pronto ad integrare gli stanziamenti pubblici per la fase di sviluppo. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a definire le disposizioni necessarie al lancio della prossima fase del progetto e a istituire, entro la fine del 2001, una struttura di gestione unica ed efficace, sia essa un’impresa comune ai sensi dell’articolo 171 del trattato, un’agenzia o qualsiasi altro organismo adeguato.

"Tecnologie di frontiera", in particolare biotecnologia

43. La capacità delle imprese europee di fare uso di tecnologie dipenderà, specialmente all’inizio, da fattori come la ricerca, l’imprenditorialità, un quadro normativo che incoraggi l’innovazione e l’assunzione di rischi, compresa la protezione della proprietà industriale su scala comunitaria a costi globalmente competitivi, e la disponibilità di investitori interessati.

44. A tal fine:

- il Consiglio europeo esprime preoccupazione per la mancanza di progressi riguardo al brevetto comunitario e al modello di utilità ed esorta il Consiglio e la Commissione ad accelerare i lavori conformemente alle conclusioni di Lisbona e di Feira;

- la Commissione esaminerà insieme al Consiglio le misure richieste per utilizzare pienamente il potenziale della biotecnologia e rafforzare la competitività di tale settore europeo, in modo da mettersi alla pari con i principali concorrenti garantendo nel contempo che gli sviluppi rispettino la salute e la sicurezza dei consumatori e dell'ambiente e siano coerenti con i valori fondamentali comuni e i principi etici e in piena osservanza del quadro normativo vigente.

VII. INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE

45. Gli indirizzi di massima per le politiche economiche sono al centro del coordinamento della politica economica e offrono un quadro per gli orientamenti politici generali. Il Consiglio europeo condivide le opinioni contenute nel documento sui punti chiave degli indirizzi di massima per le politiche economiche ed esprime soddisfazione per la relazione sul contributo delle finanze pubbliche alla crescita e all’occupazione. Il Consiglio europeo invita il Consiglio ECOFIN e la Commissione a tenere in debito conto le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma nel preparare il progetto di indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2001.

46. Il contesto economico esterno meno favorevole influenzerà la crescita anche nell'Unione. Tuttavia l'economia dell'UE è oggi più forte rispetto al passato. Le politiche di bilancio dovrebbero continuare a puntare all’obiettivo di finanze pubbliche con saldo vicino al pareggio o positivo. Inoltre, esse dovrebbero essere improntate alla necessità di evitare politiche che conducono a oscillazioni eccessive dell’attività economica e a saldi strutturali insostenibili. Ciò sostiene la stabilità dei prezzi, permettendo la realizzazione di condizioni monetarie favorevoli alla crescita economica e alla creazione permanente di posti di lavoro.

47. Il Consiglio dovrebbe riesaminare periodicamente la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, con riguardo anche alle tensioni che saranno probabilmente causate dai mutamenti demografici in prospettiva. Tale riesame dovrebbe essere condotto tanto nell’ambito degli indirizzi di massima quanto nel contesto dei programmi di stabilità e convergenza. Occorre promuovere più elevati tassi di occupazione, specialmente per le donne e per i lavoratori anziani. E' necessario perseguire politiche ambiziose di riduzione del debito per garantire una sostenibilità finanziaria. Le pensioni pubbliche, l’assistenza sanitaria e i programmi di assistenza agli anziani dovrebbero essere riesaminati, e se necessario riformati dagli Stati membri, sostenendo nel contempo la solidarietà intergenerazionale.

48. Anche gli indirizzi che saranno formulati dovrebbero comprendere la promozione dello sviluppo sostenibile.

49. Il Consiglio europeo prende atto della necessità di progredire ulteriormente nell'armonizzazione delle statistiche economiche disponibili.

VIII. DA STOCCOLMA A GÖTEBORG: CONTINUARE A MIGLIORARE IL PROCESSO

50. Lisbona ha integrato con successo le questioni economiche e sociali. La strategia di sviluppo sostenibile, comprendente la dimensione ambientale, che sarà adottata al Consiglio europeo di Göteborg in giugno completerà e svilupperà l'impegno politico nel quadro della strategia di Lisbona. Tutte le dimensioni dello sviluppo sostenibile dovrebbero essere riesaminate nel contesto dell'annuale Consiglio europeo di primavera.

51. Il Consiglio europeo riesaminerà di conseguenza, nella riunione di primavera del 2002:

- i progressi compiuti per integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nella strategia di Lisbona;

- il contributo che il settore della tecnologia ambientale può apportare alla promozione della crescita e dell'occupazione.

52. Il Consiglio europeo chiede alla Commissione di esaminare, nel contesto della valutazione del processo di Lussemburgo, la possibilità di coordinare meglio tale processo con i lavori di preparazione del vertice di primavera. Anche ai fini di uno snellimento delle procedure, il Consiglio europeo approva l'intenzione della Commissione di assicurare che i principali elementi degli altri contributi, compresi quelli risultanti da richieste di resoconti comuni del Consiglio e della Commissione da presentare al Consiglio europeo di primavera, siano integrati nella relazione annuale di sintesi della Commissione. Detta relazione di sintesi, incluso il quadro di valutazione sugli sviluppi dell'Agenda sociale, sarà messa a disposizione al più tardi entro la fine di gennaio e costituirà la base principale per i lavori preparatori del Consiglio. Da parte sua, a fini di coerenza, nel vertice di primavera il Consiglio europeo concentrerà la sua missione di orientamento e impulso politico sulle questioni economiche e sociali.

PARTE II

IX. SITUAZIONE NEL SETTORE AGRICOLO

53. Il Consiglio europeo manifesta preoccupazione per la gravità della situazione in cui si trova il settore agricolo ed esprime solidarietà agli agricoltori e altri operatori delle comunità rurali. Si compiace dell'efficace cooperazione tra le autorità nazionali e ne sottolinea l'importanza ed approva le misure dettagliate che il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri stanno adottando. È determinato a contenere e alla fine ad eradicare l'afta epizootica e la BSE. Gli eventi che si sono verificati dimostrano quanto sia importante una catena alimentare sicura e sostenibile per ristabilire la fiducia dei consumatori. Sollecita i paesi terzi a ritirare le misure adottate, sproporzionate rispetto sia all'estensione del problema che al principio di precauzione. Il Consiglio europeo sottolinea che le misure comunitarie devono rispettare la prospettiva finanziaria.

54. Il Consiglio europeo invita il Consiglio e il Parlamento europeo a far sì che la decisione sull'istituzione di un'Autorità europea per gli alimenti venga presa entro la fine dell'anno in corso.

X. RELAZIONI ESTERNE

Russia

55. La presenza del Presidente Putin a Stoccolma è una dimostrazione dell'importanza del partenariato strategico dell'Unione con la Russia. Questo partenariato dovrebbe essere ulteriormente sviluppato in modo da sfruttare appieno l'accordo di partenariato e cooperazione, conformemente alla strategia comune dell'Unione. Il dialogo nel settore dell'energia sta procedendo. In questo contesto è stato riconosciuto il potenziale della dimensione settentrionale. Il Consiglio europeo esprime compiacimento per la comunicazione della Commissione su Kaliningrad che considera una base utilissima per le consultazioni al riguardo. Decide inoltre di sviluppare il dialogo con la Russia in materia di politica e sicurezza. Con il Presidente Putin è stato discusso il programma di ampie riforme per modernizzare l'economia russa e migliorare le condizioni per il commercio e gli investimenti. L'Unione continuerà ad appoggiare tali riforme, che si avvarranno anche delle nuove opportunità di cooperazione tra l'Unione e la Russia risultanti dall'obiettivo strategico dell'Unione convenuto a Lisbona.

56. Il Consiglio europeo sottolinea che un autentico partenariato dev'essere fondato su valori comuni. Esso ribadisce la sua grave preoccupazione per la situazione in Cecenia e sottolinea la necessità di una soluzione politica del conflitto come questione della massima urgenza.

57. L'adesione all'OMC è essenziale per integrare maggiormente la Russia nell'economia mondiale e promuovere un clima favorevole agli investimenti in tale paese. L'Unione europea sostiene gli sforzi della Russia per soddisfare i requisiti necessari per l'adesione all'OMC e si aspetta che essa si assuma pienamente gli impegni richiesti. L'Unione europea guarda con fiducia alla conferenza ad alto livello su Russia e OMC che si terrà il 30 marzo a Mosca sotto gli auspici della Presidenza e della Commissione.

58. Per promuovere uno sviluppo costante nelle relazioni economiche e commerciali con la Russia, il Consiglio europeo riafferma la necessità di misure appropriate per risolvere urgentemente antiche controversie commerciali, in particolare riguardo al sorvolo della Siberia.

59. Il Consiglio europeo conviene che l'Unione apra un prestito della BEI per progetti ambientali selezionati, in base ai criteri specifici stabiliti dal Consiglio.

60. Il Consiglio europeo si compiace dei notevoli progressi realizzati nella negoziazione dell'accordo su un programma ambientale multilaterale per il nucleare nella Federazione russa e sollecita le parti interessate ad intensificare gli sforzi volti a concludere i lavori su tale accordo per il vertice UE-Russia a metà maggio.

61. Il Consiglio europeo si rallegra del prossimo 300° anniversario di San Pietroburgo, "finestra della Russia sull'Europa". L'Unione intende contribuire ai festeggiamenti, che offriranno un'eccellente occasione per mettere in risalto gli stretti legami, passati e presenti, fra la Russia e gli Stati membri dell'Unione europea.

Organizzazione mondiale del Commercio

62. Un sistema solido e aperto di regole commerciali multilaterali costituisce la base migliore per rafforzare il contributo del commercio estero all'obiettivo strategico dell'Unione. La Comunità dovrebbe continuare a svolgere un ruolo attivo per ottenere consensi sull'avvio di un nuovo ciclo globale di negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'OMC alla 4a Conferenza ministeriale dell'OMC prevista per il novembre 2001 a Doha. Questo nuovo ciclo dovrebbe rispondere agli interessi di tutti i membri dell'OMC, in particolare dei paesi in via di sviluppo, e dovrebbe essere preparato in modo trasparente e coinvolgente, tenendo conto della necessità di un dialogo con la società civile.

Processo di pace in Medio Oriente

63. Il Consiglio europeo, nel ricordare la sua dichiarazione di Berlino nel marzo 1999, ribadisce la determinazione dell'Unione di dare un contributo alla pace, alla stabilità e alla futura prosperità del Medio Oriente. Come iniziativa immediata, per evitare il collasso economico e istituzionale nei territori palestinesi, rivolge un appello urgente ad altri donatori internazionali affinché si uniscano all'Unione europea nell'impegno a versare fondi a sostegno del bilancio palestinese. Allo stesso fine, Israele deve aprire i territori ed effettuare i trasferimenti fiscali dovuti e l'Autorità palestinese deve adottare senza indugio un bilancio di austerità e prendere misure efficaci contro la corruzione e a favore di una maggiore trasparenza democratica.

64. L'Unione collaborerà con le Parti, nonché con gli Stati Uniti ed altri attori internazionali, per cercare una via di uscita che porti alla fine delle violenze e alla ripresa dei negoziati per un accordo nel quadro delle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. A tal fine invita l'Alto rappresentante Javier Solana a restare in stretto contatto con tutte le parti interessate e a riferire di concerto con la Commissione al più tardi al Consiglio europeo di Göteborg su come l'Unione europea possa svolgere un ruolo di maggior rilievo nel promuovere la ripresa del processo di pace.

Balcani occidentali

65. Il Consiglio europeo riafferma l’impegno forte e costante dell’Unione europea per la stabilità e la pace nella regione, che continua ad essere una priorità strategica dell’Unione. Ribadisce con fermezza l’importanza che annette ai principi dell’inviolabilità delle frontiere, dell'integrità territoriale e della sovranità dei paesi della regione.

66. Dopo un incontro con il Presidente Trajkovski, il Consiglio europeo ha adottato una dichiarazione sulla situazione nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (v. allegato III). Invita l’Alto Rappresentante, Javier Solana, a seguire gli sviluppi nella regione, restando in stretto contatto con i leader e, in consultazione con la Commissione, a formulare raccomandazioni al Consiglio.

67. Il Consiglio europeo esprime il suo apprezzamento per la prontezza dimostrata dalle autorità della Repubblica federale di Jugoslavia (RFJ) e della Serbia nel risolvere pacificamente il conflitto nella Serbia meridionale e accoglie con favore l’avvio dei colloqui, nel quadro del piano Covic, volti a raggiungere una composizione negoziata. Il Consiglio europeo conferma che l’UE è disposta a prestare assistenza a questo processo e prende atto in particolare del ruolo svolto da una presenza rafforzata dell’EUMM nella regione. In tale contesto il Consiglio europeo rivolge un appello alle parti affinché prendano concrete misure miranti a rafforzare la fiducia per disinnescare le tensioni nella zona, ad esempio la liberazione di tutti i prigionieri politici albanesi del Kosovo.

68. Il Consiglio europeo invita le autorità del Montenegro, della Repubblica federale di Jugoslavia e della Serbia ad accordarsi su nuove intese costituzionali in un quadro federale, mediante un processo aperto e democratico così da contribuire alla stabilità della regione.

69. Il Consiglio europeo invita il nuovo governo della Bosnia-Erzegovina ad accelerare gli sforzi di riforma affinché tutte le condizioni stabilite nella "tabella di marcia" dell’UE siano soddisfatte entro la metà del 2001. Sottolinea che i cittadini della Bosnia-Erzegovina possono progredire verso l’integrazione europea soltanto nel contesto di uno Stato unificato.

70. Il Consiglio europeo, in base all’esito del vertice di Zagabria che offre a tutti i paesi la prospettiva dell’adesione, rammenta l’importanza della cooperazione regionale, fra l’altro sulle questioni della giustizia e degli affari interni. Rileva in particolare che occorre un’azione concreta per aiutare i Balcani ad affrontare il problema dell’immigrazione illegale in tutta la regione. Il processo di stabilizzazione e associazione resta lo strumento privilegiato per accelerare il cammino di avvicinamento alle strutture europee. A questo riguardo il Consiglio europeo ricorda altresì’ il contributo importante del patto di stabilità nonché di altre iniziative regionali.

71. Il Consiglio plaude ai progressi che si stanno compiendo in tutta la regione perché i singoli siano chiamati a rispondere degli abusi di potere e dei reati perpetrati con la connivenza dei precedenti regimi non democratici. Per ogni paese della regione è essenziale soddisfare le condizioni politiche ed economiche poste dall’Unione, fra le quali si annovera la piena cooperazione con il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (ICTY).

Penisola coreana

72. Il Consiglio europeo è pronto a contribuire ulteriormente alla riduzione della tensione fra le due Coree e ha convenuto di intensificare il ruolo dell'Unione a sostegno della pace, della sicurezza e della libertà nella Penisola coreana. Spera che ci saranno presto risultati, anche grazie a un secondo vertice intercoreano e all'attuazione della dichiarazione comune. Il Presidente del Consiglio europeo visiterà Pyongyang e Seul per colloqui con i Presidenti Kim Jong-il e Kim Dae Jung sull'intera gamma di questioni di interesse per la parte coreana e per l'Unione, conformemente ai quattro punti adottati dal Consiglio il 20 novembre 2000.

Cambiamenti climatici

73. Il Consiglio europeo, ha approvato la dichiarazione sui cambiamenti climatici riportata nell'allegato II.

 

 

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ALLEGATI DELLE CONCLUSIONI
DELLA PRESIDENZA

 

 

CONSIGLIO EUROPEO DI STOCCOLMA

DEL 23 E 24 MARZO 2001

 

ALLEGATI

 

Allegato I Risoluzione del Consiglio europeo su una regolamentazione più efficace dei mercati dei valori mobiliari nell'Unione europea

Allegato II Dichiarazione del Consiglio europeo sui cambiamenti climatici

Allegato III Dichiarazione del Consiglio europeo sull'ex Repubblica jugoslava di Macedonia

Allegato IV Documenti presentati al Consiglio europeo di Stoccolma Pag. 7

 

ALLEGATO I

 

RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO
SU UNA REGOLAMENTAZIONE PIÙ EFFICACE DEI MERCATI
DEI VALORI MOBILIARI NELL'UNIONE EUROPEA

STOCCOLMA, 23 MARZO 2001

 

 

IL CONSIGLIO EUROPEO FA LE SEGUENTI CONSIDERAZIONI:

I mercati finanziari svolgono un ruolo cruciale nell'economia globale dell'Unione europea. La rapida attuazione in via prioritaria del piano d'azione per i servizi finanziari è pertanto della massima importanza. La creazione di un mercato europeo dei valori mobiliari dinamico ed efficiente è un elemento essenziale di tale strategia.

Tutte le parti interessate dovranno compiere ogni sforzo possibile per attuare le fasi chiave affinché entro la fine del 2003 si possa giungere a un mercato dei valori mobiliari integrato, segnatamente tenendo conto delle priorità definite nella relazione del Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari, e si riconosca altresì la necessità di un'ulteriore convergenza delle prassi di vigilanza e delle norme regolamentari.

Per raggiungere ciò il processo legislativo deve essere accelerato. Occorre che la regolamentazione dei mercati dei valori mobiliari sia sufficientemente flessibile per poter rispondere all'evoluzione del mercato e per garantire che l'Unione europea sia competitiva e possa adeguarsi alle nuove prassi di mercato e norme regolamentari, nel rispetto della trasparenza e della certezza giuridica.

Questo può e deve essere raggiunto nel pieno rispetto delle disposizioni del trattato, delle prerogative delle istituzioni interessate e dell'attuale equilibrio istituzionale.

 

IL CONSIGLIO EUROPEO HA PERTANTO DECISO QUANTO SEGUE:

1. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la relazione del Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari. L'impostazione proposta su quattro livelli (principi quadro, modalità di applicazione, cooperazione e applicazione) dovrà essere attuata per rendere il processo di regolamentazione della normativa dell'Unione europea sui valori mobiliari più efficace e trasparente, migliorando così la qualità delle misure legislative proposte. Tale processo dovrà tenere in debito conto il quadro concettuale dei principi generali esposto nella relazione.

2. La Commissione è invitata a far ricorso a consultazioni anticipate, ampie e sistematiche con le istituzioni e tutte le parti interessate nel settore dei valori mobiliari, rafforzando in particolare il dialogo con i consumatori e con gli operatori del mercato.

Si chiede alla Commissione, fatto salvo il suo diritto di iniziativa, di dare al Consiglio e al Parlamento europeo l'opportunità di formulare osservazioni in una fase iniziale, al fine di rendere più efficace il processo, sulla distinzione tra gli elementi essenziali e le disposizioni integrative e tecniche.

3. La separazione fra principi quadro (livello 1) e modalità di applicazione (livello 2) dovrà essere determinata caso per caso in modo chiaro e trasparente. La separazione sarà stabilita dal Parlamento europeo e dal Consiglio in base alle proposte della Commissione. La Commissione è invitata, all'atto della presentazione delle sue proposte, a fornire indicazioni circa il tipo di misure di applicazione previste. Tutte le parti prenderanno quindi conoscenza in anticipo del campo di applicazione e dell'obiettivo precisi delle disposizioni concernenti ciascuno dei livelli. Tutte le istituzioni coinvolte sono tenute a rispettare le condizioni fondamentali dell'impostazione per livelli separati.

Le misure di applicazione del livello 2 dovranno essere utilizzate più frequentemente, per garantire che le disposizioni tecniche possano essere tenute aggiornate all'evoluzione dei mercati e all'evoluzione della sorveglianza. Dovranno essere fissati termini per tutte le fasi dei lavori inerenti al livello 2.

Nel formulare proposte la Commissione è invitata a prendere in considerazione di avvalersi più spesso dei regolamenti ove ciò sia giuridicamente possibile e contribuisca ad accelerare il processo legislativo. Il Consiglio europeo è favorevole alla possibilità contemplata nella procedura di codecisione, di considerare la rapida adozione di atti (procedura accelerata).

4. Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione di istituire immediatamente un Comitato dei valori mobiliari composto da funzionari ad Alto livello degli Stati membri, presieduto dalla Commissione. Il Comitato dei valori mobiliari, agendo in qualità di consulente, dovrà essere consultato su questioni politiche, in particolare, ma non solo, per le misure che la Commissione potrebbe proporre riguardo al livello 1.

5. Fatti salvi specifici atti legislativi proposti dalla Commissione e adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio, il Comitato dei valori mobiliari agirà anche in qualità di Comitato di regolamentazione conformemente alla decisione del 1999 sulla procedura di comitato per assistere la Commissione allorché essa adotta decisioni sulle misure di esecuzione ai sensi dell'articolo 202 del trattato CE.

Il Parlamento europeo dovrà essere regolarmente informato dalla Commissione sui lavori del Comitato dei valori mobiliari, qualora quest'ultimo agisca ai sensi della procedura di regolamentazione, e ricevere tutti i documenti pertinenti. Se il Parlamento europeo stabilisce che il progetto di misure presentato dalla Commissione supera i poteri di esecuzione previsti nella legislazione quadro, la Commissione si impegna a riesaminare urgentemente tali progetti di misure, tenendo nella massima considerazione la posizione del Parlamento europeo e motivando l'iniziativa che intende prendere.

Il Consiglio europeo prende atto che nell'ambito della decisione sulla procedura di comitato del 28 giugno 1999 la Commissione si è impegnata, al fine di giungere ad una soluzione equilibrata dei casi di misure di esecuzione nel settore dei mercati dei valori mobiliari che, alla luce delle discussioni, sono stati riconosciuti come particolarmente sensibili, ad evitare di andare contro le opinioni predominanti che possono emergere nell'ambito del Consiglio riguardo all'opportunità di tali misure. L'impegno non costituisce un precedente.

6. Il Consiglio europeo si rallegra dell'intenzione della Commissione di istituire formalmente un Comitato delle autorità di regolamentazione indipendente come proposto nella relazione del Comitato dei Saggi. Esso sarà presieduto da un rappresentante di un'autorità di vigilanza nazionale e dovrà stabilire le proprie modalità operative e mantenere stretti legami operativi con la Commissione e il Comitato dei valori mobiliari. Agirà come gruppo di consulenza per assistere la Commissione in particolare nell'elaborazione del progetto di modalità di applicazione (livello 2). Ciascuno Stato membro designerà un rappresentante di alto livello tra le autorità competenti nel settore dei valori mobiliari per partecipare alle riunioni del Comitato dell'autorità di regolamentazione.

Il Comitato delle autorità di regolamentazione dovrà procedere a consultazioni estese, aperte e trasparenti, come affermato nella relazione finale del Comitato dei Saggi e dovrà godere della fiducia degli operatori del mercato.

Le autorità nazionali di regolamentazione e il Comitato delle autorità di regolamentazione dovranno inoltre svolgere un ruolo importante nel processo di recepimento (livello 3) garantendo una cooperazione più efficace fra le autorità di vigilanza, effettuando esami tra pari ("peer reviews") e promuovendo le migliori prassi, onde garantire un'attuazione più coerente e tempestiva della normativa comunitaria negli Stati membri.

Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione e degli Stati membri di fare rispettare con maggior vigore la normativa comunitaria (livello 4).

7. Un sistema di sorveglianza interistituzionale dovrà essere istituito per valutare i progressi compiuti nell'attuare queste proposte volte a garantire un sistema di regolamentazione dei mercati dei valori mobiliari più efficace, individuando le strozzature. Relazioni periodiche saranno presentate alle istituzioni come parte del processo di sorveglianza.

8. La nuova struttura regolamentare dovrà essere operativa dall'inizio del 2002 al più tardi e si procederà ad un riesame completo e aperto nel 2004.

 

 

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ALLEGATO II

 

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

 

Il Consiglio europeo, nel riconoscere che i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia globale per il futuro benessere e per il progresso economico, ricorda la necessità di un'efficace azione internazionale per ridurre le emissioni. Riafferma il suo deciso impegno a favore del Protocollo di Kyoto come base di tale azione ed esprime profonda preoccupazione per il fatto che esso viene rimesso in questione. Il Consiglio europeo sollecita tutti i partner del negoziato ad impegnarsi in modo costruttivo per raggiungere un accordo sulle modalità di attuazione del Protocollo di Kyoto e a facilitare il buon esito della ripresa della sesta conferenza delle parti, che creerà le condizioni per la ratifica e l'entrata in vigore di tale Protocollo entro il 2002.

 

 

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ALLEGATO III

 

DICHIARAZIONE SULL'EX REPUBBLICA JUGOSLAVA DI MACEDONIA

Al Presidente Trajkovski e al Governo dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia

- riaffermiamo la nostra solidarietà nell'attuale crisi e li incoraggiamo a continuare a reagire in modo contenuto. Dovrebbe essere fatto ogni sforzo per impedire un'escalation dell'attività militare. Sosteniamo la sovranità e l'integrità territoriale dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e l'inviolabilità delle frontiere, conformemente ai principi dell'OSCE. Siamo determinati a portare avanti i nostri sforzi collettivamente e singolarmente, in stretta cooperazione con la NATO, per aiutare le autorità a far fronte all'attuale situazione. È essenziale rafforzare il controllo della frontiera dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia con il Kosovo. Accogliamo con piacere la consulenza e l'appoggio degli Stati membri anche nel settore della sicurezza;

- sono indispensabili efficaci riforme politiche interne e il consolidamento di un'autentica società multietnica. Siamo pronti ad assistere l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia in questo processo nel quadro dei considerevoli aiuti che l'Unione europea le sta già dando. Si tratta di progetti di gestione delle frontiere; assistenza ai rifugiati; aiuti ai governi locali in tutto il paese, compreso un programma di miglioramento delle infrastrutture a livello municipale; lavori nel campo dei diritti delle minoranze, compresi sostanziali contributi alla nuova università dell'Europa sudorientale di Tetovo; assistenza alla riforma giudiziaria e alla formazione, con particolare accento sui diritti delle minoranze, e assistenza per il prossimo censimento.

Ai capi della comunità etnica albanese nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia chiediamo che continuino a impegnarsi per il processo democratico, la rinuncia alla violenza e il dialogo, e li sollecitiamo ad attenersi all'impegno di portare avanti le loro legittime aspirazioni al consolidamento della società multietnica dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

Ai capi politici albanesi del Kosovo rivolgiamo un appello perché continuino a dissociarsi inequivocabilmente dagli estremisti, a condannare incondizionatamente la violenza e a rispettare il principio dell'inviolabilità delle frontiere, come ha fatto il Governo albanese. Ci compiacciamo di questa ferma presa di posizione.

A tutti coloro che sfidano la legalità internazionale affermiamo che gettano discredito sulla causa del miglioramento delle condizioni del loro popolo, che essi sostengono di promuovere.

L'Unione europea ha deciso al vertice di Zagabria che l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia sarà il primo Stato della regione ad essere legato all'Unione europea mediante l'accordo di stabilizzazione e di associazione che sarà firmato il 9 aprile.

L'Unione europea si compiace dell'adozione della risoluzione 1345 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in cui si riflettono pienamente i suoi obiettivi. Nel momento in cui si stanno aprendo nuove prospettive per la regione, riaffermiamo nettamente che non c'è futuro nella nostra Europa per coloro che seguono la via dell'intolleranza, del nazionalismo e della violenza. L'Unione europea non darà assistenza a chi segue questa strada. Vogliamo sostenere solo coloro che fanno una scelta chiara di pace, democrazia, riconciliazione e cooperazione regionale.

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ALLEGATO IV

 

DOCUMENTI PRESENTATI AL CONSIGLIO EUROPEO DI STOCCOLMA

· Contributo della Commissione - Realizzare il potenziale dell'Unione europea: consolidamento ed estensione della strategia di Lisbona, Volume I + Volume II: indicatori strutturali

(6248/01 + ADD 1)

· Relazione finale del Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari

(6554/01)

· Relazione del Consiglio (ECOFIN) su una regolamentazione più efficace dei mercati dei valori mobiliari nell'Unione europea

(7005/01)

· Comunicazione della Commissione sul contributo delle finanze pubbliche alla crescita e all'occupazione: migliorare la qualità e la sostenibilità

(5260/01)

· Relazione comune del Consiglio (ECOFIN) sul contributo delle finanze pubbliche alla crescita e all'occupazione: migliorare la qualità e la sostenibilità

(6997/01)

· (ECOFIN) Council report on the Annual Report on Structural Reforms - 2001

(6998/01)

· Relazione del Consiglio (ECOFIN) su un elenco ristretto di indicatori strutturali

(6999/01)

· Comunicazione della Commissione: Relazione sul funzionamento dei mercati comunitari dei prodotti e dei capitali

(5301/01)

· Relazione della Commissione sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2000

(6561/01)

· Documento del Consiglio (ECOFIN) sui punti chiave degli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2001

(7001/01)

· Status report by the EIB on the Innovation 2000 initiative one year after: progress and perspectives in implementation

(6556/01)

· Consiglio (Occupazione e politica sociale): conclusioni della Presidenza

(6853/01 + REV 1 (fr)

· Parere del Comitato per l'occupazione sulla comunicazione della Commissione: Realizzare il potenziale dell'Unione europea: consolidamento ed estensione della strategia di Lisbona

(6454/01 + ADD 1)

·

Parere del Comitato per la protezione sociale sulla comunicazione della Commissione: Realizzare il potenziale dell'Unione europea: consolidamento ed estensione della strategia di Lisbona

(6455/01 + ADD 1 + ADD 2)

· Studio preliminare del Comitato per la protezione sociale sulla sicurezza e sostenibilità delle pensioni nel lungo periodo

(6457/01)

· Comunicazione della Commissione: Quadro di valutazione dei progressi compiuti nell'attuazione dell'agenda per la politica sociale

(6452/01)

· Comunicazione della Commissione al Consiglio: "Nuovi mercati europei del lavoro, aperti e accessibili a tutti"

(6453/01)

· Relazione del Consiglio (Istruzione) "Gli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione e di formazione"

(5980/01)

· Conclusioni del Consiglio (Mercato interno, consumatori e turismo): Aspetti di mercato interno del processo di Cardiff concernente la riforma economica:

(6704/01)

· Comunicazione della Commissione: "Una strategia per il mercato interno dei servizi"

(5224/01)

· Relazione intermedia della Commissione: Migliorare e semplificare l'ambiente regolamentare

(7253/01)

· Piano d'azione globale "eEurope 2002": Approvazione dell'elenco di indicatori supplementari di analisi comparativa

(6782/01)

· Comunicazione della Commissione: eEurope: impatto e priorità

(7183/01)

· Commission communication on the Internal market for energy and natural gas

(7218/01)

· Carta europea per le piccole imprese: Relazione annuale di attuazione

(7125/01)

· Primo rapporto della Commissione sui progressi compiuti verso la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca e dell'innovazione

(7254/01)

· Progetto di relazione del Consiglio europeo al Parlamento europeo sui progressi compiuti dall'Unione europea nel 2000

(6879/01 + COR 1)

 

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