CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
CONSIGLIO EUROPEO DI BERLINO
24 E 25 MARZO 1999
PARTE I - AGENDA 2000
3. Scopo dell'Agenda 2000 è dotare l'Unione di politiche più efficaci e dei mezzi finanziari per attuarle con spirito di solidarietà, garantendo nello stesso tempo un rigore di bilancio a livello dell'Unione simile a quello applicato a livello nazionale. Il Consiglio europeo ritiene che le riforme politiche stabilite in queste conclusioni e il quadro finanziario per finanziarle a medio termine mettano l'Unione in grado di affrontare le sfide dei prossimi anni e di effettuare con successo il futuro allargamento.Prospettive finanziarie per l'UE a 15 (Tabella A)
Spese di preadesione
8. Le spese per i tre strumenti preadesione (PHARE, strumento agricolo e strumento strutturale) dovrebbero figurare in sottorubriche distinte nell'ambito di una nuova rubrica 7 delle prospettive finanziarie. Il massimale annuale per le tre sottorubriche dovrebbe mantenersi a livello costante durante tutto il periodo e non superare i seguenti valori:|
Rubrica 7 (strumenti preadesione) (prezzi 1999 in milioni di euro) | |||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
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Strumenti preadesione PHARE str.agricolo str. Strutturale |
3.120
1.560 520 1.040 |
3.120
1.560 520 1.040 |
3.120
1.560 520 1.040 |
3.120
1.560 520 1.040 |
3.120
1.560 520 1.040 |
3.120
1.560 520 1.040 |
3.120
1.560 520 1.040 |
Spese inerenti all'adesione
10. Nelle prospettive finanziarie per l'UE a 15 (tabella A) un importo "disponibile per l'adesione" dovrebbe essere accantonato nell'ambito del massimale per le risorse proprie dal 2002 al 2006, a titolo di importi massimi in stanziamenti per pagamento, per coprire le spese derivanti dalle nuove adesioni durante il periodo considerato. Gli stanziamenti per pagamento disponibili per l'adesione non dovrebbero superare i seguenti valori:|
Disponibili per l'adesione (stanziamenti per pagamento) (prezzi 1999 in milioni di euro) | |||||||||
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2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
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|
Stanziamenti per pagamento |
4.140 |
6.710 |
8.890 |
11.440 |
14.220 |
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|
Agricoltura Altre spese |
1.600 2.540 |
2.030 4.680 |
2.450 6.640 |
2.930 8.510 |
3.400 10.820 |
||||
Quadro finanziario dell'UE a 21 (Tabella B)
11. Un quadro finanziario indicativo per l'UE a 21, quale riportato nella tabella B allegata, dovrebbe corredare le prospettive finanziarie. Esso dovrebbe comprendere le risorse proprie supplementari risultanti dall'adesione di 6 nuovi Stati membri e indicare in una nuova rubrica 8 (allargamento) il costo totale dell'allargamento per ciascuno degli anni tra il 2002 e il 2006, espresso in importi massimi in stanziamenti per impegno per agricoltura, operazioRCRD( 9C 9C HH|pƿ(t HH|pƿtt 8C 7C 7C h ( 8 ` 8 = HH|pƿ(t HH|pƿtt 08C 8C ( h ( ( x׀0Ā;8C h h /TD>2005
2006
Rubrica 8 (Allargamento)
6.450
9.030
11.610
14.200
16.780
Agricoltura
Operazioni strutturali
Politiche interne
Amministrazione
1.600
3.750
730
370
2.030
5.830
760
410
2.450
7.920
790
450
2.930
10.000
820
450
3.400
12.080
850
450
Delimitazione delle spese di adesione e di preadesione
12. Il Consiglio europeo conferma il requisito stabilito nelle conclusioni del Consiglio europeo di Cardiff e cioè che occorre operare una distinzione chiara, nella presentazione e nell'attuazione del futuro quadro finanziario, tra le spese che si riferiscono all'Unione nella sua composizione attuale e quelle riservate ai futuri paesi aderenti, anche nella fase successiva all'allargamento. Il nuovo accordo interistituzionale dovrebbe opportunamente rispecchiare questo requisito nel modo seguente.Linea direttrice agricola
19. Per il momento, la linea direttrice agricola rimarrà invariata. Essa sarà riesaminata, sulla base di una relazione che la Commissione dovrà sottoporre al Consiglio, prima del primo allargamento dell'Unione, al fine di operare gli adeguamenti ritenuti necessari. Nella misura in cui si tratti della copertura della linea direttrice, gli importi riservati nelle prospettive finanziarie allo strumento preadesione nel settore agricolo nel quadro della rubrica 7 e alla frazione dell'importo "disponibile per l'adesione" riguardante la spesa agricola rientreranno nel massimale stabilito per la linea direttrice.Contenuto della riforma della PAC
20. Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo, raggiunto dal Consiglio "Agricoltura" nella sessione di marzo, su una riforma equa e valida della politica agricola comune. Il contenuto di tale riforma consentirà all'agricoltura di essere multifunzionale, sostenibile, competitiva e diffusa su tutto il territorio europeo, comprese le regioni con problemi specifici, di salvaguardare il paesaggio, di preservare l'ambiente naturale e di fornire un contributo fondamentale alla vita rurale, nonché di venire incontro alle preoccupazioni e alle esigenze dei consumatori per quanto riguarda la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari, la protezione dell'ambiente e la salvaguardia del benessere degli animali.Livello globale delle dotazioni per la rubrica 1
21. Il Consiglio europeo ritiene che la riforma possa essere attuata nell'ambito di un quadro finanziario di un livello medio di 40,5 miliardi di euro più 14 miliardi di euro per lo sviluppo rurale e le misure nel settore veterinario e fitosanitario durante il periodo considerato. Tale livello sarebbe maggiormente in linea con gli effettivi livelli di spesa e mira a stabilizzare le spese agricole durante tale periodo. 22. Al fine di raggiungere l'obiettivo della stabilizzazione della spesa agricola in termini reali, il Consiglio europeo ha deciso le seguenti misure:|
Rubrica 1 (Agricoltura) (prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
40920 |
42800 |
43900 |
43770 |
42760 |
41930 |
41660 |
|
Spesa per la PAC (escluso lo sviluppo rurale e le misure di accompagnamento) |
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|
36620 |
38480 |
39570 |
39430 |
38410 |
37570 |
37290 |
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Sviluppo rurale e misure di accompagnamento |
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|
4300 |
4320 |
4330 |
4340 |
4350 |
4360 |
4370 |
L'accordo interistituzionale dovrebbe comprendere una disposizione in virtù della quale tutte le parti rispetteranno il massimale delle prospettive finanziarie per l'agricoltura.
24. Il Consiglio europeo riconosce l'entità degli sforzi in atto per contenere il bilancio ed esercitare il rigore nell'attuare la politica agricola comune decisi nel quadro dell'Agenda 2000. Gli sforzi compiuti, specialmente in termini di riduzione dei prezzi di sostegno, rappresentano il contributo essenziale che la Comunità europea apporta alla stabilizzazione dei mercati agricoli mondiali. Il Consiglio europeo ritiene che le decisioni adottate riguardo alla riforma della PAC nel quadro dell'Agenda 2000 costituiscano elementi essenziali per definire il mandato negoziale della Commissione per i futuri negoziati commerciali multilaterali in ambito OMC.Livello globale delle dotazioni per la rubrica 2
27. Alla luce della priorità costantemente accordata alla coesione sociale ed economica e quale risultato di una concentrazione più mirata della spesa per le azioni strutturali in linea con questo obiettivo del trattato, il Consiglio europeo ritiene che gli importi globali per il fondo strutturale e il fondo di coesione da inserire nella rubrica 2 debbano essere pari ad un totale di 213 miliardi di euro nel periodo considerato, così suddivisi :|
Rubrica 2 (Azioni strutturali) (prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
32045 |
31455 |
30865 |
30285 |
29595 |
29595 |
29170 |
Fondi strutturali
Livello globale delle dotazioni dei fondi strutturali
29. Il Consiglio europeo ritiene che il livello adeguato degli stanziamenti di impegno da inserire nelle prospettive finanziarie per i fondi strutturali, compresi sostegno transitorio, iniziative comunitarie e azioni innovative, debba essere pari a 195 miliardi di euro, così suddivisi:|
Fondi strutturali (prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
||||||
|
29430 |
28840 |
28250 |
27670 |
27080 |
27080 |
26660 |
||||||
L'11,5% dei fondi strutturali sarà assegnato all'obiettivo 2, compreso l'1,4% per il sostegno transitorio (ossia un totale di 22,5 miliardi di euro).
Il 12,3% dei fondi strutturali sarà assegnato all'obiettivo 3 (ossia un totale di 24,05 miliardi di euro)
31. Gli impegni di pagamento in sospeso alla fine dell'attuale periodo dovrebbero essere saldati sulla base di decisioni adottate dall'autorità di bilancio. Il Consiglio europeo prende atto del fatto che la Commissione ha previsto, come ipotesi di lavoro, un tasso del 45%, 25%, 20% e 10% in ciascuno dei primi quattro anni delle nuove prospettive finanziarie.Ammissibilità
Obiettivo 1
32. L'obiettivo 1 promuove lo sviluppo e l'aggiustamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo. Rientreranno nell'obiettivo 1 per il periodo 2000-2006 le seguenti regioni:Obiettivo 2
33. L'obiettivo 2 è destinato a sostenere la riconversione economica e sociale delle zone che devono affrontare problemi strutturali, tra le quali figurano le zone che subiscono mutamenti socioeconomici nei settori industriale e dei servizi, le zone rurali in declino, le aree urbane in difficoltà e le zone depresse che dipendono dalla pesca, definite in base a criteri oggettivi stabiliti nei testi legislativi.Obiettivo 3
38. L'obiettivo 3 offre un sostegno all'adeguamento e all'ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione. Esso si applica al di fuori dell'obiettivo 1. Ciascuno Stato membro riceverà una percentuale delle risorse totali disponibili per l'obiettivo 3 in base alla propria quota della popolazione complessiva dell'Unione considerata per questo obiettivo risultante da ciascun indicatore selezionato sulla base dei criteri oggettivi di cui al punto 45 in appresso.Pesca
40. Le azioni nel settore della pesca al di fuori delle regioni dell'obiettivo 1 avranno il sostegno dello strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP) per un importo pari a 1,1 miliardi di euro per il periodo considerato, di cui 875 milioni dovrebbero provenire dalla rubrica 1.Iniziative comunitarie e azioni innovative
41. Tenendo conto del valore aggiunto che le iniziative comunitarie possono offrire in più rispetto agli obiettivi principali, il numero delle iniziative comunitarie sarà ridotto alle seguenti tre: INTERREG (cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale), EQUAL (cooperazione transnazionale per lottare contro tutte le forme di discriminazione e le ineguaglianze nel mercato del lavoro) e LEADER (sviluppo rurale). Il 5% degli stanziamenti di impegno dei fondi strutturali sarà accantonato per iniziative comunitarie. Almeno il 50% degli stanziamenti sarà assegnato a INTERREG, nel cui ambito occorre attribuire particolare importanza alle attività transfrontaliere, soprattutto nella prospettiva dell'allargamento e per quanto riguarda gli Stati membri che hanno frontiere estese con i paesi candidati, nonché a un maggiore coordinamento con i programmi PHARE, TACIS e MEDA. Nel quadro di EQUAL si terrà conto adeguatamente dell'inserimento sociale e professionale dei richiedenti asilo. È convenuto che i tre nuovi obiettivi principali dovrebbero coprire il campo di applicazione di tutte le iniziative comunitarie esistenti che si sono dimostrate efficaci, ma che non sono più ritenute tali.Sarà inoltre rivolta particolare attenzione alla cooperazione con le regioni ultraperiferiche.
L'1% delle dotazioni dei fondi strutturali sarà accantonato per azioni innovative e assistenza tecnica.
Sostegno transitorio
42. Un adeguato sostegno transitorio per le regioni che non sono più ammissibili all'aiuto costituisce la necessaria contropartita ad una maggiore concentrazione dei fondi strutturali, in modo da non compromettere i risultati garantiti dagli aiuti strutturali nelle regioni dell'ex obiettivo 1, e da sostenere la fine del processo di riconversione nelle zone che non saranno più ammissibili ai sensi dell'obiettivo 2/5 b.Situazioni particolari (2000-2006)
44. a) Per lo sviluppo della regione di Lisbona saranno previsti per l'obiettivo 1 500 milioni di euro con regime speciale di riduzione progressiva.Ripartizioni indicative dell'aiuto tra gli Stati membri
45. Conformemente alle proposte della Commissione, l'assegnazione di risorse agli Stati membri per gli obiettivi 1 e 2 sarà basata, secondo procedure trasparenti, sui seguenti criteri oggettivi: popolazione ammissibile, prosperità regionale, prosperità nazionale e gravità dei problemi strutturali, in particolar modo il livello di disoccupazione. Sarà raggiunto un equilibrio appropriato tra la prosperità regionale e quella nazionale. Per l'obiettivo 3, la ripartizione per Stato membro è principalmente basata sulla popolazione ammissibile, sulla situazione dell'occupazione e sulla gravità dei problemi, quali l'esclusione sociale, i livelli di istruzione e formazione e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, con una ponderazione relativa come indicato dalla Commissione.Tassi di intervento
47. Il Consiglio europeo, tenendo presente che gli attuali tassi di intervento dei fondi strutturali applicati nella pratica si situano spesso al di sotto del limite massimo, conviene che il contributo dei fondi strutturali dovrà rientrare nei seguenti massimali:Gestione amministrativa e finanziaria dei fondi strutturali
49. La gestione amministrativa dei fondi strutturali andrebbe semplificata in modo significativo mettendo in atto il decentramento del processo decisionale e perseguendo il corretto equilibrio tra semplificazione e flessibilità, in modo da garantire che i fondi siano erogati rapidamente ed efficacemente. A tal fine saranno chiarite le responsabilità degli Stati membri, dei loro partner e della Commissione, sarà ridotta la burocrazia e rafforzata la sorveglianza, la valutazione e il controllo, garantendo in tal modo una migliore e sana gestione finanziaria.Fondo di coesione
50. Il Consiglio europeo ritiene che gli obiettivi fondamentali del fondo di coesione, istituito per promuovere la coesione economica e sociale nell'Unione e la solidarietà tra gli Stati membri fornendo un contributo finanziario a progetti nel settore dell'ambiente e delle reti transeuropee, siano tuttora pertinenti. Il Consiglio europeo ritiene che i quattro beneficiari attuali debbano continuare ad essere ammissibili al fondo nel 2000, cioè gli Stati membri con PNL pro capite inferiore al 90% della media dell'Unione che abbiano definito un programma che consenta loro di soddisfare i criteri di convergenza economica.
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Fondo di coesione (prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
2615 |
2615 |
2615 |
2615 |
2515 |
2515 |
2510 |
Completamento del lavoro normativo
57. Il Consiglio europeo ritiene che l'accordo sulle questioni politiche summenzionate implichi un accordo sul contenuto dei seguenti testi normativi connessi con i fondi strutturali e il fondo di coesione:
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Rubrica 3 (Politiche interne) (Prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 | ||||||
|
5900 |
5950 |
6000 |
6050 |
6100 |
6150 |
6200 | ||||||
|
Rubrica 4 (Azioni esterne) (Prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 | ||||||
|
4550 |
4560 |
4570 |
4580 |
4590 |
4600 |
4610 | ||||||
|
Rubrica 5 (Amministrazione) (Prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||||||||
|
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 | ||||||
|
4560 |
4600 |
4700 |
4800 |
4900 |
5000 |
5100 | ||||||
Riserva monetaria
63. La riserva monetaria dovrebbe essere progressivamente soppressa entro il 2002, come segue:
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(prezzi 1999 in milioni di euro) | ||
|
2000 |
2001 |
2002 |
|
500 |
500 |
250 |
Riserva per aiuti di urgenza
64. I fondi della riserva per aiuti di urgenza non dovrebbero superare:
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Riserva per aiuti di urgenza (prezzi 1999 in milioni di euro) | |||||||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 | |||||
|
200 |
200 |
200 |
200 |
200 |
200 |
200 | |||||
Riserva per garanzie di prestiti
66. Tenuto conto dell'importo-obiettivo e del tasso di copertura previsti nel regolamento riveduto "Fondo garanzia prestiti" su cui esiste già un accordo politico (cfr. doc. 13621/98 ADD 5 allegato II), i fondi della riserva per garanzie di prestiti non dovrebbero superare:
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Riserva per garanzie di prestiti (prezzi 1999 in milioni di euro) | ||||||
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
200 |
200 |
200 |
200 |
200 |
200 |
200 |
III. RISORSE PROPRIE E SQUILIBRI DI BILANCIO
Principi alla base del sistema di risorse proprie
67. Il sistema di risorse proprie dell'Unione deve garantire risorse adeguate per il corretto sviluppo delle politiche dell'Unione, ferma restando la necessità di una rigorosa disciplina di bilancio. Deve essere equo, trasparente, economicamente efficiente e semplice. Il perseguimento di altri obiettivi, quali l'autonomia finanziaria, non deve compromettere questi quattro obiettivi generalmente accettati. Il sistema deve basarsi su criteri che rispecchiano in maniera ottimale la capacità contributiva di ciascuno Stato membro.Squilibri di bilancio
68. Sebbene sia accettato che i benefici risultanti dall'appartenenza all'Unione non possono essere misurati solo in termini finanziari, il Consiglio europeo di Fontainebleau ha ammesso che possano verificarsi squilibri di bilancio. Essi debbono, per quanto possibile, essere risolti attraverso una politica di spesa, prevedendo anche la possibilità di un meccanismo correttivo per gli Stati membri che si trovano a dover sostenere un onere di bilancio eccessivo rispetto alla loro prosperità relativa. Il Consiglio europeo riconosce che sugli squilibri di bilancio agiscono, in modo diretto o indiretto, vari fattori, quali il livello globale della spesa, il contenuto delle riforme delle politiche, la composizione della spesa e la struttura delle risorse proprie.Misure da adottare
69. Tenendo conto dei principi indicati, il Consiglio europeo ha deciso la seguente combinazione di misure per migliorare l'equità del quadro finanziario a decorrere dal 2000.Azioni sul fronte della spesa
70. Il Consiglio europeo ha deciso, per quanto concerne il fronte della spesa, alcune misure aventi effetto immediato che garantiranno lo sviluppo delle politiche dell'Unione nel prossimo periodo e faciliteranno l'accoglienza dei nuovi Stati membri. Il massimale delle risorse proprie dell'Unione sarà mantenuto al livello attuale, pari all'1,27% del PNL dell'Unione europea. Con l'adozione di nuove prospettive finanziarie che garantiscano a livello dell'Unione europea una disciplina di bilancio analoga, per rigore, a quella adottata sul piano nazionale e consentano un ritmo di crescita della spesa dell'UE non superiore a quello della spesa pubblica nazionale, il livello di spesa complessiva dell'Unione potrà sin d'ora stabilizzarsi in un quadro consolidato. In particolare una riforma sostanziale, reale e equa della PAC, a vantaggio dei produttori e dei consumatori, con parametri finanziari rigorosi e che conduca a una riduzione progressiva della spesa durante il periodo in considerazione, contribuirà in modo considerevole a raggiungere l'obiettivo di un quadro finanziario più equo.Modifiche della decisione sulle risorse proprie
71. La decisione sulle risorse proprie sarà modificata in modo da poter completare il processo di ratifica consentendone l'entrata in vigore all'inizio del 2002. Al fine di continuare a tenere conto della capacità contributiva dei vari Stati membri e correggere gli aspetti regressivi del sistema attuale per gli Stati membri meno prosperi il tasso massimo di richiamo della risorsa IVA sarà ridotto allo 0,75% nel 2002 e allo 0,50% nel 2004. Le risorse proprie tradizionali saranno mantenute, con un aumento al 25% della percentuale trattenuta dagli Stati membri a titolo di spese di riscossione, a partire dal 2001.TABELLA A: PROSPETTIVE FINANZIARIE DELL'UE A 15
|
Milioni di euro - prezzi 1999 - Stanziamenti per impegni |
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
1. AGRICOLTURA |
40920 |
42800 |
43900 |
43770 |
42760 |
41930 |
41660 |
|
Spese PAC (escluso sviluppo rurale) Sviluppo rurale e misure di accompagnamento |
36620 4300 |
38480 4320 |
39570 4330 |
39430 4340 |
38410 4350 |
37570 4360 |
37290 4370 |
|
2. AZIONI STRUTTURALI |
32045 |
31455 |
30865 |
30285 |
29595 |
29595 |
29170 |
|
Fondi strutturali Fondo di coesione |
29430 2615 |
28840 2615 |
28250 2615 |
27670 2615 |
27080 2515 |
27080 2515 |
26660 2510 |
|
3. POLITICHE INTERNE |
5900 |
5950 |
6000 |
6050 |
6100 |
6150 |
6200 |
|
4. AZIONI ESTERNE |
4550 |
4560 |
4570 |
4580 |
4590 |
4600 |
4610 |
|
5. AMMINISTRAZIONE |
4560 |
4600 |
4700 |
4800 |
4900 |
5000 |
5100 |
|
6. RISERVE |
900 |
900 |
650 |
400 |
400 |
400 |
400 |
|
Riserva monetaria Riserva per aiuti d'urgenza Riserva per garanzie |
500 200 200 |
500 200 200 |
250 200 200 |
0 200 200 |
0 200 200 |
0 200 200 |
0 200 200 |
|
7. AIUTO PREADESIONE |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
|
Agricoltura Strumento strutturale di preadesione PHARE (paesi candidati) |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
|
TOTALE DEGLI STANZIAMENTI PER IMPEGNI |
91995 |
93385 |
93805 |
93005 |
91465 |
90795 |
90260 |
|
TOTALE DEGLI STANZIAMENTI PER PAGAMENTI |
89590 |
91070 |
94130 |
94740 |
91720 |
89910 |
89310 |
|
Stanziamenti per pagamenti in percentuale del PNL |
1,13% |
1,12% |
1,13% |
1,11% |
1,05% |
1,00% |
0,97% |
|
DISPONIBILE PER L'ADESIONE (stanziamenti per pagamenti) |
4.140 |
6.710 |
8.890 |
11.440 |
14.220 | ||
|
Agricoltura Altre spese |
1.600 2.540 |
2.030 4.680 |
2.450 6.640 |
2.930 8.510 |
3.400 10.820 | ||
|
MASSIMALE DEGLI STANZIAMENTI PER PAGAMENTI |
89590 |
91070 |
98270 |
101450 |
100610 |
101350 |
103530 |
|
Massimale degli stanziamenti per pagamenti in percentuale del PNL |
1,13% |
1,12% |
1,18% |
1,19% |
1,15% |
1,13% |
1,13% |
|
Margine |
0,14% |
0,15% |
0,09% |
0,08% |
0,12% |
0,14% |
0,14% |
|
Massimale delle risorse proprie |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
TABELLA B: QUADRO FINANZIARIO DELL'UE A 21
|
Milioni di euro - prezzi 1999 - Stanziamenti per impegni |
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
1. AGRICOLTURA |
40920 |
42800 |
43900 |
43770 |
42760 |
41930 |
41660 |
|
Spese PAC (escluso sviluppo rurale) Sviluppo rurale e misure di accompagnamento |
36620 4300 |
38480 4320 |
39570 4330 |
39430 4340 |
38410 4350 |
37570 4360 |
37290 4370 |
|
2. AZIONI STRUTTURALI |
32045 |
31455 |
30865 |
30285 |
29595 |
29595 |
29170 |
|
Fondi strutturali Fondi di coesione |
29430 2615 |
28840 2615 |
28250 2615 |
27670 2615 |
27080 2515 |
27080 2515 |
26660 2510 |
|
3. POLITICHE INTERNE |
5900 |
5950 |
6000 |
6050 |
6100 |
6150 |
6200 |
|
4. AZIONI ESTERNE |
4550 |
4560 |
4570 |
4580 |
4590 |
4600 |
4610 |
|
5. AMMINISTRAZIONE |
4560 |
4600 |
4700 |
4800 |
4900 |
5000 |
5100 |
|
6. RISERVE |
900 |
900 |
650 |
400 |
400 |
400 |
400 |
|
Riserva monetaria Riserva per aiuti d'urgenza Riserva per garanzie |
500 200 200 |
500 200 200 |
250 200 200 |
0 200 200 |
0 200 200 |
0 200 200 |
0 200 200 |
|
7. AIUTO PREADESIONE |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
3.120 |
|
Agricoltura Strumento strutturale di preadesione PHARE (paesi candidati) |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
520 1.040 1.560 |
|
8. ALLARGAMENTO |
6.450 |
9.030 |
11.610 |
14.200 |
16.780 | ||
|
Agricoltura Azioni strutturali Politiche interne Amministrazione |
1.600 3.750 730 370 |
2.030 5.830 760 410 |
2.450 7.920 790 450 |
2.930 10.000 820 450 |
3.400 12.080 850 450 | ||
|
TOTALE DEGLI STANZIAMENTI PER IMPEGNI |
91995 |
93385 |
100255 |
102035 |
103075 |
104995 |
107040 |
|
TOTALE DEGLI STANZIAMENTI PER PAGAMENTI |
89590 |
91070 |
98270 |
101450 |
100610 |
101350 |
103530 |
|
di cui: allargamento |
4.140 |
6.710 |
8.890 |
11.440 |
14.220 | ||
|
Stanziamenti per pagamenti in percentuale del PNL |
1,13% |
1,12% |
1,14% |
1,15% |
1,11% |
1,09% |
1,09% |
|
Margine |
0,14% |
0,15% |
0,13% |
0,12% |
0,16% |
0,18% |
0,18% |
|
Massimale delle risorse proprie |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
1,27% |
PARTE II - DICHIARAZIONE SULLA NOMINA DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE
Hanno deciso di comune accordo di chiedere al Sig. Romano PRODI di accettare l'importante compito di Presidente della prossima Commissione europea.
Secondo le procedure del trattato di Amsterdam, questa decisione sarà comunicata all'attuale Parlamento europeo affinché l'approvi. Dopo questa approvazione, il Sig. PRODI, in cooperazione con i Governi degli Stati membri, dovrebbe adoprarsi a predisporre al più presto la designazione di una nuova Commissione. I Governi degli Stati membri designeranno, di comune accordo con il Sig. PRODI, le altre persone che intendono nominare membri della Commissione. Dopo le elezioni di giugno, il neoeletto Parlamento europeo dovrebbe approvare sia il Presidente che i membri designati della Commissione. Il neoeletto Parlamento europeo dovrebbe avviare la procedura di nomina della nuova Commissione fin da luglio. Dopo l'approvazione del neoeletto Parlamento europeo, il Presidente e gli altri membri della Commissione saranno nominati, di comune accordo, dai Governi degli Stati membri. Il Consiglio europeo desidera mettere la nuova Commissione in condizione di avviare i lavori al più presto e di continuarli con un mandato pieno a partire dal gennaio 2000 per il prossimo quinquennio.
La nuova Commissione dovrebbe avviare alacremente le riforme necessarie in particolare per il miglioramento della sua organizzazione, amministrazione e controllo finanziario.
A tal fine la prossima Commissione dovrebbe dare urgentemente priorità al varo di un programma di ammodernamento e riforma di vasta portata. In particolare, si dovrebbero sfruttare tutti i mezzi per assicurare che, ogniqualvolta la Commissione gestisca fondi, programmi o progetti comunitari, i suoi servizi abbiano una struttura adeguata a conseguire i migliori standard di integrità ed efficienza amministrative.
PARTE III - DICHIARAZIONI SUL KOSOVO
DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL KOSOVO
Il Consiglio europeo nutre profonda preoccupazione per il fallimento degli sforzi di mediazione intrapresi dall'Ambasciatore Holbrooke e dai tre negoziatori del processo di Rambouillet, gli Ambasciatori Hill, Majoski e Petritsch, con il Presidente della Repubblica federale di Jugoslavia Slobodan Milosevic. Obiettivo comune di tali sforzi era persuadere la Repubblica federale di Jugoslavia ad accettare un cessate il fuoco nel Kosovo e una soluzione politica del conflitto in corso nella regione, al fine di fermare la catastrofe umanitaria nel Kosovo.
Oltre 250.000 kosovari non hanno più casa in seguito alla repressione attuata dalle forze di sicurezza di Belgrado. Nell'ultimo mese 65.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, 25.000 dopo che venerdì scorso sono stati interrotti i colloqui di pace di Parigi. Mentre gli albanesi del Kosovo firmavano gli accordi di Rambouillet, le forze di Belgrado irrompevano nel Kosovo per scatenare una nuova offensiva. Dallo scoppio delle ostilità in Kosovo nel marzo 1998 circa 440.000 persone, ossia più di un quinto della popolazione kosovara, sono fuggite o sono state evacuate. Ogni giorno si registrano nuove vittime. Bersaglio delle ostilità è la popolazione civile.
La comunità internazionale ha fatto il possibile per trovare una soluzione pacifica al conflitto nel Kosovo. A Rambouillet, e più di recente a Parigi, sono stati compiuti sforzi intensi, dopo mesi di preparativi, per negoziare l'autogoverno del Kosovo con un accordo che sia equo per ambo le parti in conflitto e che assicuri un futuro pacifico ai serbi del Kosovo e agli albanesi del Kosovo nonché a tutte le altre comunità nazionali. Il progetto di accordo, firmato dagli albanesi del Kosovo a Parigi, soddisfa a questi requisiti: sulla base della sovranità e integrità territoriale della Jugoslavia assicura al Kosovo un alto grado di autogoverno, garantisce a tutti i cittadini del Kosovo diritti umani individuali conformi ai più elevati standard europei, contempla ampi diritti per tutte le comunità nazionali che vivono nel Kosovo e costituisce la base della necessaria ricostruzione di questa regione dilaniata dalla guerra.
I dirigenti jugoslavi guidati dal Presidente Milosevic hanno costantemente rifiutato di impegnarsi seriamente nella ricerca di una soluzione politica. Hanno presentato al popolo jugoslavo un quadro distorto della situazione e dell'andamento dei negoziati. Inoltre, nelle ultime settimane, la polizia serba e le forze armate federali jugoslave hanno rafforzato massicciamente la loro presenza nel Kosovo, sforando così ulteriormente i tetti stabiliti nell'accordo Holbrooke-Milosevic del 12 ottobre 1998. Infine, le forze di sicurezza jugoslave stanno conducendo operazioni militari contro la popolazione civile kosovara, in violazione delle disposizioni della risoluzione 1199 del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Alle soglie del XXI secolo l'Europa non può tollerare una catastrofe umanitaria al suo interno. Non si può permettere che, nel cuore dell'Europa, la maggioranza della popolazione del Kosovo sia collettivamente privata dei propri diritti e assoggettata a gravi abusi dei diritti umani. Noi, paesi dell'Unione europea, abbiamo l'obbligo morale di assicurare che non si ripetano i comportamenti indiscriminati e violenti riscontrati in modo tangibile nel massacro perpetrato a Racak nel gennaio 1999. Abbiamo il dovere di assicurare il ritorno nelle loro case delle centinaia di migliaia di profughi e sfollati. L'aggressione non deve essere premiata. L'aggressore deve sapere che dovrà pagare un prezzo elevato. È questa la lezione da trarre dal XX secolo.
Né la comunità internazionale tollererà crimini contro l'umanità. Le persone che oggi persistono nel conflitto kosovaro non dovrebbero dimenticare che il mandato del Tribunale dell'Aia comprende anche il Kosovo, e insieme con i loro leader dovranno rendere conto personalmente delle loro azioni.
In definitiva spetta a noi assicurare la pace e la cooperazione nella regione, così che siano garantiti i valori europei fondamentali, ossia il rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze, del diritto internazionale, delle istituzioni democratiche e dell'inviolabilità delle frontiere.
La nostra linea politica non è diretta né contro la popolazione jugoslava o serba né contro la Repubblica federale di Jugoslavia o la Repubblica di Serbia. È diretta contro gli irresponsabili dirigenti jugoslavi guidati dal Presidente Milosevic. È diretta contro le forze di sicurezza che, con cinismo e brutalità, combattono contro una parte del loro stesso popolo. Noi vogliamo porre fine a queste violenze. Il Presidente Milosevic deve fermare l'aggressione serba nel Kosovo e firmare gli accordi di Rambouillet, che prevedono una forza di attuazione a guida NATO per garantire la stabilità.
Si esortano i dirigenti jugoslavi guidati dal Presidente Milosevic a trovare a questo punto il coraggio di mutare radicalmente la propria linea politica. Non è ancora troppo tardi per fermare la repressione interna e accettare gli sforzi di mediazione della comunità internazionale. Il solo obiettivo della comunità internazionale è di trovare per il Kosovo un futuro politico, sulla base della sovranità e integrità territoriale della Repubblica federale di Jugoslavia, che renda giustizia alle preoccupazioni e aspirazioni di tutta la popolazione del Kosovo.
Gli albanesi del Kosovo hanno dato prova del loro impegno per una soluzione politica, firmando gli accordi di Rambouillet. È di importanza vitale che diano ora prova della massima moderazione.
Si sottolinea che non è nostro intento mantenere la Repubblica federale di Jugoslavia nell'isolamento che si è autoimposta in Europa e nel mondo. Si vorrebbe al contrario porre fine all'isolamento della Repubblica federale di Jugoslavia in Europa. Ma perché questo avvenga, Milosevic deve scegliere la via della pace nel Kosovo e la via delle riforme e della democratizzazione, compresa la libertà dei mezzi di comunicazione, in tutta la Jugoslavia.
DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL KOSOVO
Nella dichiarazione di stamani il Consiglio europeo ha illustrato gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale per evitare di dover intervenire militarmente. Ha esortato i dirigenti jugoslavi sotto la guida del Presidente Milosevic a trovare il coraggio in questa circostanza di cambiare radicalmente politica. Ora l’Alleanza Atlantica sta attaccando obiettivi militari della Repubblica federale di Jugoslavia per porre fine alla catastrofe umanitaria nel Kosovo.
La Repubblica federale di Jugoslavia affronta in questo momento le gravi conseguenze - contro le quali era stata ripetutamente messa in guardia - del fatto di non essersi adoperata con la comunità internazionale per una soluzione pacifica della crisi del Kosovo. Il Presidente Milosevic deve assumersi adesso la piena responsabilità di quanto sta accadendo. Sta a lui fermare l’azione militare cessando immediatamente l’aggressione nel Kosovo e accettando gli accordi di Rambouillet.
PARTE IV - ALTRE DICHIARAZIONI
PROCESSO DI PACE IN MEDIO ORIENTE
I capi di Stato e di Governo dell'Unione europea ribadiscono il sostegno di questa a una soluzione negoziata in Medio Oriente, che rispecchi il principio della "Terra per la pace" e garantisca la sicurezza sia collettiva che individuale delle popolazioni israeliana e palestinese. In questo contesto l'Unione europea plaude alla decisione del Consiglio nazionale palestinese e degli organi associati di riaffermare l'abrogazione delle disposizioni della Carta nazionale palestinese che invocavano la distruzione dello Stato di Israele e di ribadire il proprio impegno a riconoscere Israele e vivere in pace con esso. Tuttavia, l'Unione europea continua a nutrire preoccupazione per l'attuale stallo nel processo di pace ed esorta le parti a dare attuazione piena e immediata al memorandum di Wye River.
L'Unione europea invita inoltre le parti a riaffermare l'impegno ad attenersi ai principi fondamentali sanciti nel quadro degli accordi di Madrid e di Oslo e degli accordi successivi, in conformità delle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Esorta le parti a concordare una proroga del periodo transitorio fissato negli accordi di Oslo.
L'Unione europea chiede in particolare che nei prossimi mesi siano prontamente ripresi, a ritmo accelerato, i negoziati sullo status definitivo, così da essere conclusi in tempi brevi anziché protratti all'infinito. L'Unione europea reputa possibile concludere i negoziati entro una scadenza obiettivo di un anno. Essa si è detta disposta ad impegnarsi per agevolare la rapida conclusione dei negoziati.
L'Unione europea esorta ambo le parti ad astenersi da attività che possano pregiudicare l'esito di detti negoziati sullo status definitivo e da qualsiasi iniziativa contraria al diritto internazionale, insediamenti compresi, e a combattere l'istigazione all'odio e la violenza.
L'Unione europea ribadisce il diritto permanente e assoluto dei palestinesi all'autodeterminazione, compresa l'ipotesi di uno Stato palestinese, e auspica che esso possa essere esercitato appieno in tempi brevi. Lancia un appello alle parti affinché perseguano in buona fede una soluzione negoziata in base agli accordi esistenti, lasciando impregiudicato tale diritto, su cui non sia posto alcun veto. È convinzione dell'Unione europea che la creazione di uno Stato palestinese sovrano, pacifico, democratico e vitale in base agli accordi esistenti e per via negoziale offra la migliore garanzia per la sicurezza israeliana e per l'accettazione di Israele quale partner paritario nella regione. L'Unione europea afferma la propria disponibilità a prendere in considerazione a tempo debito il riconoscimento di uno Stato palestinese, conformemente ai principi fondamentali sopra citati.
L'Unione europea chiede inoltre la rapida ripresa dei negoziati sui capitoli siriano e libanese del processo di pace in Medio Oriente ai fini dell'attuazione delle risoluzioni 242, 338 e 425 del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
SUDAFRICA
Il Consiglio europeo ha approvato l'accordo sugli scambi e sulla cooperazione con il Sudafrica, da tempo in negoziazione. Si è rallegrato di questo momento storico e ha incaricato il Consiglio di prendere con urgenza le misure necessarie per l'adozione formale. L'accordo è un importante passo avanti nel consolidamento e rafforzamento della solida partenrship che lega l'Unione europea ed il Sudafrica nei campi politico, economico e commerciale. Il Consiglio europeo ravvisa in quest'accordo storico un simbolo dei forti legami di amicizia e solidarietà fra le popolazioni dell'Europa e dell'Africa Australe.
ALLARGAMENTO
Alla luce dell'esito ottenuto dall'Agenda 2000 il 24/25 marzo, il Consiglio europeo invia un messaggio di rassicurazione ai paesi che negoziano per l'adesione. L'allargamento resta una priorità storica per l'Unione europea. I negoziati di adesione continueranno ciascuno al proprio ritmo e quanto più possibile rapidamente. Invita il Consiglio e la Commissione a garantire che l'andamento dei negoziati proceda di conseguenza.
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