CONSIGLIO EUROPEO DI CORFU'

24 - 25 GIUGNO 1994

 

CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

 

INTRODUZIONE

La firma dei trattati di adesione apposta a Corfù e la partecipazione dei Capi di Stato e di Governo di Austria, Svezia, Finlandia e Norvegia ai lavori del Consiglio europeo rappresentano un'altra importante pietra miliare nella storia dell'integrazione europea.

I paesi in via di adesione entreranno a far parte di un'Unione europea che si trova di fronte ad un rapido sviluppo dopo l'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea e alle molteplici richieste ad essa rivolte, affinché svolga un ruolo sempre più importante nel promuovere la sicurezza e la prosperità nel nostro continente e al di là di esso. Tra breve devono essere avviati i lavori preparatori per un'altra Conferenza intergovernativa che renda l'Unione europea più idonea ad affrontare le sfide del ventunesimo secolo, comprese quelle poste dall'allargamento dell'Unione a est e a sud.

Il popolo austriaco ha già confermato la volontà del suo Governo di partecipare a questo sforzo straordinario, in cui Stati indipendenti e sovrani decidono liberamente di esercitare insieme alcune delle loro competenze, nel pieno rispetto della storia, della cultura e delle tradizioni di ciascun paese. Il Consiglio europeo esprime l'auspicio che identica sia la decisione delle popolazioni degli altri paesi candidati all'adesione.

I nuovi Stati membri potranno esercitare la loro influenza in questi sforzi, sia per quanto riguarda la strategia a brevissima scadenza sia per quanto si riferisce alle scelte strategiche da operarsi a lungo termine. In proposito il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione l'ulteriore slancio impresso da questi paesi che sono all'avanguardia nelle attività volte a promuovere la protezione ambientale e sociale, la trasparenza e l'apertura a livello di governo, settori considerati fondamentali da gran parte dei cittadini dell'Unione nella recente campagna elettorale per il Parlamento europeo e riecheggiati dal Presidente dello stesso nel suo intervento al Consiglio europeo.

Il Consiglio europeo, dal canto suo, sottolinea che lo spirito di apertura e la sussidiarietà costituiscono concetti essenziali che richiedono un'ulteriore elaborazione. L'Unione deve costruirsi con l'appoggio dei cittadini.

Le elezioni europee hanno anche messo in risalto che l'Unione europea verrà giudicata dai suoi cittadini sulla base del contributo che essa darà alla lotta contro la disoccupazione e alla promozione della sicurezza interna ed esterna dell'Unione europea.

°

° °

 

La firma dell'accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia in occasione del Consiglio europeo di Corfù costituisce un avvenimento importante nel contesto degli sforzi volti a promuovere la pace, la stabilità e la prosperità in questo continente. Con questo accordo la Russia e l'Unione europea, entrambe con grandi responsabilità in questi settori, saranno in grado di intensificare la loro cooperazione in moltissimi campi a reciproco vantaggio dei loro popoli.

°

° °

Negli ultimi sei mesi sono state attuate le nuove disposizioni istituzionali del trattato sull'Unione europea, inclusa la creazione del Comitato delle Regioni. D'ora in poi questo comitato provvederà affinché, nelle procedure decisionali dell'Unione, si tenga pienamente conto degli interessi delle regioni.

°

° °

Il Consiglio europeo ha ascoltato una dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sui principali temi discussi dal Consiglio europeo e sulla necessità di una costruttiva cooperazione tra le istituzioni, in particolare tra il Consiglio ed il Parlamento europeo. Analogamente al sig. KLEPSCH, il Consiglio europeo ha espresso soddisfazione per i progressi realizzati in questo senso nell'espletamento delle nuove procedure contemplate dal trattato.

°

° °

I. LIBRO BIANCO

Nel dicembre 1993 il Consiglio europeo ha adottato a Bruxelles un programma di azione in base al Libro bianco della Commissione su una strategia a medio termine per la crescita, la competitività e l'occupazione, in cui ha rilevato che premesse fondamentali per conseguire il successo nell'attuazione del programma sono un'economia sana ed aperta nonché un'economia imperniata sulla solidarietà.

 

Si stanno confermando ora i segnali di una ripresa economica e si sta verificando nuovamente una crescita economica non inflazionistica. Il Consiglio europeo ritiene di fondamentale importanza che il migliorarsi della congiuntura economica non induca a rallentare gli sforzi volti a promuovere l'adeguamento strutturale in Europa, ma serva anzi ad accelerare le riforme essenziali, soprattutto nel settore dell'occupazione in cui la situazione è ancora estremamente preoccupante.

L'esito positivo dell'Uruguay Round conformemente alle direttive stabilite dal Consiglio europeo ha creato, nella politica commerciale internazionale, un clima atto a fornire un efficace appoggio alla ripresa economica e alla creazione di posti di lavoro. Il Consiglio europeo invita le istituzioni comunitarie e gli Stati membri a compiere gli sforzi necessari per espletare la ratifica in tempo debito onde garantirne l'entrata in vigore anteriormente al 1°  gennaio 1995. L'Unione europea svolgerà un ruolo attivo nel compiere gli sforzi tesi a far si che la nuova Organizzazione mondiale del commercio possa espletare con efficacia il suo compito di assicurare il rispetto delle norme stabilite insieme e favorire i progressi nel combattere condizioni commerciali sleali. In questo contesto dovranno discussi anche i temi ambientali e sociali.

Sulla scorta di una relazione del Presidente della Commissione il Consiglio europeo ha proceduto ad un dibattito approfondito sui vari elementi del programma d'azione deciso nel Consiglio europeo di Bruxelles.

Il Consiglio europeo pone in particolare l'accento sui seguenti punti, che dovrebbero imprimere un nuovo impulso alle successive discussioni sul Libro bianco.

i. Incentivazione, negli Stati membri, di riforme intese a migliorare l'efficienza dei regimi occupazionali.

ii. Misure specifiche intese a massimizzare lo sfruttamento del potenziale occupazionale delle piccole e medie imprese.

iii. Rafforzamento del coordinamento della politica in materia di ricerca.

iv. Rapida attuazione di progetti transeuropei altamente prioritari nei settori dei trasporti e dell'energia.

v. Pieno sfruttamento delle possibilità e delle opportunità offerte dalla società dell'informazione.

vi. Incoraggiamento del nuovo modello di sviluppo sostenibile, compresa la dimensione ambientale.

 

1. Per migliorare la situazione occupazionale

Un clima macroeconomico sano è la conditio sine qua non per combattere efficacemente la disoccupazione (cfr. punto 5).

La ripresa della crescita economica di per sé non basterà a risolvere il problema della disoccupazione, che richiede riforme strutturali sia a livello degli Stati membri che dell'Unione.

Il Consiglio europeo ritiene che gli aumenti di produttività fino alla fine di questo secolo vadano riservati essenzialmente agli investimenti ed ai posti di lavoro. Tale obiettivo dovrebbe essere conseguito in uno spirito di solidarietà e tenendo particolarmente conto dei membri più deboli nella nostra società. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di massimizzare il potenziale di risorse umane.

In base ad una relazione della Commissione il Consiglio europeo ha passato in rassegna le iniziative in corso negli Stati membri in conformità degli obiettivi generali stabiliti nel dicembre 1993. Il Consiglio europeo ha preso atto dei progressi realizzati in questi settori, ma ritiene che gli sforzi finora compiuti, per quanto notevoli, siano ancora ben lungi dal livello richiesto. Per vincere la battaglia intrapresa per la creazione di posti di lavoro, incoraggia gli Stati membri a compiere ulteriori passi al fine di realizzare gli obiettivi stabiliti in dicembre. In particolare :

- per quanto riguarda l'istruzione e la formazione professionale il Consiglio europeo concorda con la raccomandazione della Commissione sulla necessità di un'impostazione più sistematica ed esauriente in molti Stati membri, in particolare per quanto riguarda la formazione permanente. A livello comunitario il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione l'accordo di principio del Consiglio sui due nuovi programmi di istruzione e di formazione professionale (Leonardo e Socrates) ed invita il Consiglio ed il Parlamento europeo a deliberare definitivamente su tale programma entro la fine dell'anno ;

- per quanto riguarda le misure intese ad incentivare l'occupazione, il Consiglio europeo prende atto della raccomandazione della Commissione di ridurre i costi del lavoro non salariali, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori meno qualificati. In quest'ambito il Consiglio europeo sottolinea la necessità di portare avanti ulteriori iniziative conformi all'obiettivo del consolidamento del bilancio.

Il Consiglio europeo prende pertanto atto della discussione sulle questioni riguardanti la tassa sull'energia e sulle emissioni di CO2 e sottolinea la necessità di garantire che i costi in materia di ambiente siano meglio distribuiti nel contesto economico globale.

 

- per quanto attiene alla promozione di strategie economicamente sane per l'organizzazione del lavoro, il Consiglio europeo prende atto della necessità di rimuovere gli ostacoli al lavoro a tempo parziale ed in generale di promuovere nuove forme di organizzazione del lavoro.

- per quanto riguarda l'incremento della nuova occupazione per soddisfare le nuove esigenze connesse con la qualità della vita e la tutela dell'ambiente, il Consiglio europeo prende atto che sono state avviate numerose azioni ma che rimangono ancora da sfruttare molti dei nuovi settori di crescita occupazionale, individuati nel Libro bianco. Il Consiglio europeo rileva l'importanza dello studio che la Commissione deve predisporre in proposito prima del prossimo Consiglio europeo.

- per quanto riguarda i giovani, il Consiglio europeo ritiene necessario dare ulteriore rilievo ai giovani che versano nelle più gravi difficoltà. Esso attribuisce grande importanza a che sia garantito, per quanto possibile, ai giovani un rapido inserimento professionale al termine degli studi ; in tale contesto accoglie favorevolmente il programma di avviamento dei giovani proposto dalla Commissione.

Per sostenere questi sforzi il Consiglio europeo invita il Consiglio "Affari sociali", il Consiglio ECOFIN e la Commissione, sulla base delle informazioni raccolte da quest'ultima, a verificare costantemente i progressi compiuti in questo settore. Il Consiglio riferirà al Consiglio europeo di Essen in merito alle esperienze nazionali che hanno avuto effetti positivi sull'occupazione, analizzando i motivi di questo successo, e metterà a punto opportune raccomandazioni per adeguare le attuali strategie.

Nei lavori del Consiglio dovrebbe essere conferita particolare priorità agli sforzi intesi a promuovere l'occupazione giovanile ed a combattere la disoccupazione di lunga durata.

Infine il Consiglio europeo invita la Commissione a rinnovare gli sforzi per garantire il necessario dialogo sociale, sfruttando pienamente le nuove possibilità offerte dal trattato sull'Unione europea e in particolare le disposizioni del protocollo allegato al medesimo.

 

2. Mercato interno, competitività e piccole e medie imprese

Il funzionamento regolare del mercato interno è il presupposto essenziale per un'economia competitiva e dinamica. E' necessario quindi ovviare ai ritardi nel recepimento nazionale di talune importanti direttive in materia di appalti pubblici, assicurazioni, proprietà intellettuale e diritto delle società. I principi basilari del mercato unico dovrebbero inoltre essere applicati ai settori che attualmente vi rientrano solo parzialmente, quali l'energia e le telecomunicazioni, garantendo nel contempo il rispetto delle esigenze del servizio pubblico e delle città e delle zone rurali in questi settori.

Il mercato unico si applica tenendo debitamente conto dei problemi ambientali.In questo contesto deve essere garantita la salvaguardia delle importanti misure nazionali in materia di tutela ambientale.

Il mercato unico rappresenta un elemento fondamentale della costruzione comunitaria ma non è un fine in sé stesso, come già rilevato nelle conclusioni del Consiglio europeo di Rodi del 1988. Esso deve essere funzionale al benessere della collettività, conformemente alla tradizione di progresso sociale radicata nella storia dell'Europa. La politica dell'Unione, parallelamente alle politiche degli Stati membri, deve potenziare l'affermazione della dimensione sociale. Secondo gli Stati membri interessati il recente accordo raggiunto in sede di Consiglio, ai sensi delle disposizioni del protocollo sociale in merito all'informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle imprese multinazionali, costituisce un progresso significativo verso il conseguimento di tale obiettivo. Ulteriori progressi sulla medesima base, comprese le azioni volte ad evitare l'esclusione sociale, costituiscono un elemento essenziale in una società in rapida trasformazione. Il Consiglio europeo ha inoltre accolto con soddisfazione gli accordi recentemente raggiunti in sede di Consiglio sulla tutela dei giovani lavoratori e la creazione dell'Agenzia per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

 

Le piccole e medie imprese contribuiscono in misura fondamentale alla crescita e alla creazione di posti di lavoro e dovrebbero poter beneficiare maggiormente di tutte le opportunità offerte dal mercato unico. Il Consiglio europeo ha espresso compiacimento per il fatto che il Consiglio abbia attuato gli orientamenti da esso delineati in materia di abbuoni di interesse a favore delle PMI e che la Commissione abbia deciso di destinare per il periodo 1994-1999 un miliardo di ecu ad un programma di azione comunitario inteso a sostenere le piccole e medie imprese nel processo di adeguamento al mercato interno e al nuovo ambiente competitivo. Esso ha altresì preso atto con interesse della

recente iniziativa della Commissione per un programma integrato a favore delle piccole e medie imprese, che comprende un'azione intesa a snellire la normativa ed a ridurre gli oneri amministrativi di tali imprese, nonché delle iniziative del Primo Ministro portoghese in merito alla dimensione locale del mercato interno nonché delle iniziative intraprese dall'Irlanda nei settori del partenariato sociale e dello sviluppo locale. Il Consiglio europeo reputa che le azioni destinate a promuovere lo sviluppo locale offrano un notevole potenziale per il rafforzamento del tessuto economico e sociale dell'Unione europea e per la creazione di nuovi posti di lavoro. Esse costituiscono un elemento essenziale del nuovo modello di sviluppo cui si fa riferimento nel Libro bianco e contribuiranno a preservare la diversità culturale nell'Unione. Il Consiglio europeo prende atto che la Commissione, nel contesto della relazione sulle nuove fonti potenziali di occupazione, che sarà presentata al Consiglio europeo di Essen, intende stilare un elenco particolareggiato delle varie azioni a livello comunitario intese a favorire lo sviluppo locale e le iniziative locali in materia di occupazione, in particolare quelle concernenti le microimprese e le industrie artigianali. Questo elenco sarà corredato delle proposte considerate necessarie per potenziare la coerenza e l'efficacia di tali azioni.

Nel campo della ricerca scientifica e tecnologica il Consiglio europeo si attende che la recente decisione relativa all'ambizioso programma quadro per il 1994-1999, cui sono stati assegnati rilevanti finanziamenti, sia seguita senza indugio dalla sollecita adozione di programmi settoriali specifici. In tale contesto il settore dell'informazione e la biotecnologia sono di particolare rilevanza. Il Consiglio europeo invita inoltre il Consiglio ad attuare un coordinamento più sistematico delle politiche comunitarie e nazionali di ricerca e raccomanda alla Commissione di intraprendere le iniziative utili per incoraggiare tale coordinamento.

 

Il Consiglio europeo si è detto infine convinto che l'eliminazione degli inutili oneri legali e amministrativi gravanti sul mondo degli affari e la semplificazione delle normative comunitarie e nazionali rappresentino aspetti importanti per il miglioramento della capacità competitiva dell'economia europea. Esso accoglie con favore il fatto che la Commissione continui ad adoperarsi per snellire l'attuale legislazione comunitaria e intenda approfondire la valutazione in termini di costi/benefici delle nuove proposte normative. La Commissione prevede inoltre di avviare un processo di analisi delle incidenze delle attuali normative, comunitarie e nazionali, sull'occupazione e la competitività. Con riferimento a questi ultimi aspetti, il Consiglio europeo si compiace che la Commissione abbia costituito un gruppo di esperti indipendenti che la assisterà in questo compito e annette grande importanza ai lavori di tale gruppo.

Per quanto riguarda la sussidiarietà il Consiglio si compiace del progresso sinora compiuto dalla Commissione nel dar seguito alla relazione del dicembre 1993 e prende atto dell'impegno della Commissione di riferire globalmente in materia al Consiglio europeo di Essen.

3. Reti transeuropee per i trasporti, l'energia e i progetti in materia ambientale

Il mercato unico apporterà ai cittadini e alle aziende tutti gli effetti positivi previsti solo se potrà avvalersi di efficaci reti transeuropee per i trasporti e l'energia. Il Consiglio europeo ha preso atto con soddisfazione dei risultati finora raggiunti dal Gruppo presieduto dal Signor CHRISTOPHERSEN, conformemente al mandato del dicembre scorso.

In base alla relazione del Gruppo il Consiglio europeo ha approvato un primo elenco di priorità che comprende 11 progetti fondamentali nel settore dei trasporti, figurante nell'allegato I. Per quanto riguarda il settore energetico il Consiglio europeo ha preso atto dei progetti elencati nell'Allegato II e ha chiesto al Gruppo "Christophersen" di proseguire i lavori esaminando in particolare la loro validità dal punto di vista economico. Gli Stati membri interessati sono invitati ad adoperarsi per assicurare che tutti i progetti in materia di trasporto, la cui preparazione si trovi ad un livello sufficientemente avanzato, vengano avviati immediatamente e che gli altri siano messi in cantiere per quanto possibile durante il 1996 al più tardi, accelerando le procedure amministrative, regolamentari e giuridiche. Il Consiglio europeo invita la Commissione ad adottare ogni iniziativa utile al riguardo compresa, se del caso, l'organizzazione di seminari sui progetti volti a coordinare le attività di tutte le parti interessate.

Il Consiglio europeo annette inoltre rilevanza agli altri importanti progetti nel settore dei trasporti, figuranti nella relazione intermedia.

 

Il Consiglio europeo invita il Gruppo "CHRISTOPHERSEN" e i rappresentanti dei nuovi Stati in via di adesione a continuare i lavori in base al mandato proposto nella relazione del Gruppo medesimo, valutando ulteriormente l'estensione delle reti transeuropee ai paesi vicini (in particolare i paesi dell'Europa centrale ed orientale e il bacino del Mediterraneo) e ad approntare una relazione definitiva per il Consiglio europeo di Essen. Invita inoltre il Gruppo "CHRISTOPHERSEN" ad esaminare la questione di reti pertinenti nel settore dell'ambiente.

Quanto al finanziamento delle reti, il Consiglio europeo conferma che, se necessario, saranno adottate misure volte a garantire che i progetti prioritari non incontrino ostacoli finanziari tali da metterne in pericolo la loro realizzazione. Esso ha preso atto delle conclusioni del Consiglio ECOFIN e degli studi compiuti dalla Commissione. La questione del finanziamento sarà ancora esaminata dal Gruppo "CHRISTOPHERSEN" e dal Consiglio ECOFIN fino al Consiglio europeo di Essen, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ogni progetto, del ruolo di punta svolto dai finanziamenti privati e dell'uso assennato delle risorse comunitarie esistenti.

Il Consiglio sarà informato nel caso in cui la realizzazione di taluni progetti risulti compromessa da ragioni finanziarie connesse ad una redditività insufficiente derivante, ad esempio, dalla durata degli investimenti o da vincoli ambientali. Il Consiglio, di concerto con la Commissione e la BEI, analizzerà immediatamente le opportune soluzioni, entro i limiti delle prospettive finanziarie.

4. La società dell'informazione

Il Consiglio europeo ha preso atto della relazione del Gruppo, composto da esponenti di spicco dell'industria, degli operatori e degli utenti, che ha esaminato i vari aspetti della questione sotto la presidenza del Signor BANGEMANN. Il Consiglio europeo e ritiene che la rivoluzione tecnologica senza precedenti cui si assiste nel settore dell'informazione apra importanti possibilità in materia di progresso economico, occupazione e qualità della vita e rappresenti, al tempo stesso, una sfida di grande importanza. Spetta in primo luogo al settore privato raccogliere questa sfida, valutando la posta in gioco e adottando le iniziative necessarie, segnatamente riguardo al finanziamento. Il Consiglio europeo, come la Commissione, ritiene che la Comunità e gli Stati membri abbiano comunque un ruolo importante nel sostenere questo sviluppo, imprimendo un impulso politico, istituendo un quadro normativo preciso e stabile (in particolare riguardo all'accesso ai mercati, alla compatibilità tra reti,ai diritti della proprietà intellettuale, alla tutela dei dati e al diritto d'autore) e svolgendo una funzione esemplare nei settori posti sotto la loro egida. In linea di massima il Consiglio europeo accetta i settori di applicazione individuati dal Gruppo (telelavoro, formazione a distanza, reti di università e centri di ricerca, servizi telematici per le PMI, gestione del traffico stradale, controllo del traffico aereo, reti sanitarie, gare d'appalto informatizzate, reti amministrative e autostrade dell'informazione urbane). Il Consiglio europeo ha inoltre sottolineato l'importanza degli aspetti culturali e linguistici nella società dell'informazione.

Il Consiglio europeo, prendendo atto dei risultati del Gruppo "BANGEMANN", ritiene che l'importanza e la complessità delle questioni sollevate dalla nuova società dell'informazione giustifichino la creazione di uno strumento di coordinamento permanente per garantire che le varie parti interessate, del settore pubblico e privato, lavorino nella stessa direzione. Questo strumento di coordinamento, da istituire al più presto, dovrebbe basarsi sulla nomina in ciascun Stato membro di un responsabile a livello ministeriale incaricato di coordinare tutti gli aspetti del settore (politici, finanziari e normativi) allo scopo, tra l'altro, di assicurare un'impostazione coordinata in sede di Consiglio. La Commissione opererà in modo analogo.

A livello della Comunità il necessario quadro normativo deve essere elaborato al più presto. Il Consiglio europeo invita il Consiglio ed il Parlamento europeo ad adottare, entro la fine dell'anno, misure nei settori già contemplati dalla proposte esistenti. Invita inoltre la Commissione ad elaborare al più presto un programma riguardante le rimanenti misure necessarie a livello comunitario.

Il Consiglio europeo valuterà i progressi compiuti in occasione della riunione di Essen.

 

5. Il quadro macroeconomico

Per quanto riguarda le principali tendenze economiche il Consiglio europeo constata innanzi tutto che gli Stati membri hanno in linea di massima seguito gli orientamenti indicati dal Consiglio europeo del dicembre 1993. L'inflazione, che sta per essere sconfitta, il ritorno alla stabilità dei tassi di cambio e l'incipiente riduzione del disavanzo pubblico contribuiscono a gettare solide basi per la crescita futura e favoriscono la convergenza delle attività economiche verso i criteri stabiliti nel trattato di Maastricht per la fase finale dell'UEM. E' necessario persistere in questa direzione per consolidare il calo dei tassi di interesse a breve termine e invertire la recente tendenza al rialzo dei tassi di interesse a lungo termine ; questi passi sono infatti essenziali per promuovere gli investimenti e creare nuovi posti di lavoro.

Per tutti questi motivi il Consiglio europeo conferma gli orientamenti di politica economica che il Consiglio ECOFIN ha presentato nella sua relazione conformemente all'articolo 103 del trattato CE. Esso invita il Consiglio a finalizzare gli orientamenti alla luce delle conclusioni di questo Consiglio europeo con riferimento all'attuazione del Libro bianco nel suo complesso.

 

II. POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE

 

RELAZIONI CON I PAESI MEDITERRANEI

 

Il Consiglio europeo conferma l'importanza che annette agli stretti vincoli esistenti con i partner mediterranei ed auspica che venga loro dato un ulteriore impulso affinché l'area mediterranea possa divenire una zona di cooperazione in grado di assicurare pace, sicurezza, stabilità e benessere.

Il Consiglio europeo si compiace dei progressi effettuati nei negoziati in corso con Israele per la conclusione di un nuovo accordo di portata più ampia rispetto agli accordi del 1975, che preveda relazioni più strette tra le due parti sulla base della reciprocità e dell'interesse comune. Esso ritiene che questo nuovo accordo debba essere integrato da un accordo separato sulla cooperazione scientifica e tecnologica. Chiede pertanto al Consiglio e alla Commissione di adoprarsi affinché questi due accordi possano essere conclusi prima della fine dell'anno.

Il Consiglio europeo ritiene che questi nuovi legami contrattuali saranno rafforzati dallo sviluppo della cooperazione regionale tra Israele e la parte palestinese.

Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei progressi compiuti nei negoziati con il Marocco e la Tunisia su nuovi accordi di partenariato. Esso chiede al Consiglio e alla Commissione di adoprarsi affinché i negoziati siano conclusi prima della fine dell'anno.

Il Consiglio europeo si rallegra anche per l'accordo relativo all'apertura di conversazioni esplorative tra la Commissione e le autorità dell'Egitto su un nuovo accordo di partenariato.

Il Consiglio europeo esprime il desiderio dell'Unione europea di sviluppare le relazioni di cooperazione esistenti con i paesi del Mashreq, adattandole alla situazione specifica di ciascun paese.

Il Consiglio europeo segue molto attentamente la situazione in Algeria. Esso condanna tutti gli atti di terrorismo e le violazioni dei diritti dell'uomo nei confronti dei cittadini sia algerini che stranieri.

 

Il Consiglio europeo incoraggia la prosecuzione rigorosa del dialogo nazionale e il processo di riforma strutturale indispensabile alla liberalizzazione dell'economia algerina e ad una sua migliore integrazione nell'economia mondiale. Il Consiglio europeo prende atto con approvazione della recente decisione ECOFIN di considerare favorevolmente una proposta per un'ulteriore assistenza dell'ordine di 200 milioni di ecu, a condizione che l'Algeria prosegua l'attuazione del suo programma FMI e fatta salva la posizione del Fondo garanzia prestiti. Considerata la particolare importanza di tale questione, il Consiglio europeo invita il Consiglio ECOFIN ad esaminare al più presto una proposta della Commissione.

Il Consiglio europeo auspica che la situazione interna in Algeria migliori in modo che anche le relazioni con l'Algeria possano svilupparsi nell'ambito di questa nuova impostazione fondata sul partenariato.

Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza per tutti i partner mediterranei di esaminare congiuntamente i problemi politici, economici e sociali le cui soluzioni possono essere più efficacemente ricercate nel contesto della cooperazione regionale. Il Consiglio europeo ha incaricato il Consiglio di valutare, di concerto con la Commissione, la politica globale dell'UE nella regione mediterranea e le eventuali iniziative intese a rafforzare tale politica a breve e medio termine, tenendo conto della possibilità di convocare una conferenza cui parteciperebbero l'Unione europea ed i suoi partner mediterranei.

Tale valutazione dovrebbe preparare le basi per le decisioni del Consiglio europeo di Essen.

B. PAESI CANDIDATI ALL'ADESIONE

Il Consiglio europeo si congratula per i notevoli progressi compiuti per quanto riguarda le domande di adesione di Cipro e di Malta all'Unione europea e ritiene che una fase essenziale del processo di preparazione possa considerarsi conclusa.

Il Consiglio europeo chiede che il Consiglio e la Commissione si adoperino al massimo affinché i negoziati con Malta e Cipro per la conclusione del quarto protocollo finanziario, inteso in particolare a sostenere gli sforzi di Malta e Cipro per l'integrazione nell'Unione europea, siano portati rapidamente a termine.

Il Consiglio europeo rileva che la prossima fase per l'allargamento dell'Unione includerà pertanto Cipro e Malta.

 

Il Consiglio europeo, nel rammentare le importanti decisioni del Consiglio del 4 ottobre 1993, 18 aprile 1994, 13 giugno 1994, riafferma che qualsiasi soluzione del problema di Cipro deve rispettare la sovranità, l'indipendenza, l'integrità territoriale e l'unità del paese conformemente alle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e agli accordi ad alto livello.

Il Consiglio europeo si congratula del fatto che gli accordi europei con l'Ungheria e la Polonia siano ora in vigore e che abbiano già avuto luogo le prime riunioni del Consiglio di associazione a livello ministeriale con questi paesi.

Il Consiglio europeo prende nota con soddisfazione del fatto che l'Ungheria e la Polonia hanno presentato rispettivamente il 31 marzo e il 4 aprile 1994 la domanda per diventare membri dell'Unione europea. In proposito, ricorda le decisioni del Consiglio di trasmettere alla Commissione le due domande affinché possa preparare i suoi pareri a tale riguardo.

Per quanto riguarda la Turchia, il Consiglio europeo prende atto della convocazione del Consiglio di associazione CE-Turchia in cui sarà trattata in particolare la questione del completamento dell'Unione doganale prevista dall'Accordo di associazione del 1964.

C. PROCESSO DI PACE IN MEDIO ORIENTE

 

Il Consiglio europeo accoglie calorosamente l'accordo del Cairo tra Israele e l'OLP, del 4 maggio 1994, quale importante passo verso la piena attuazione della dichiarazione di principi. Rende omaggio alla determinazione di entrambe le parti di giungere ad una pace equa, duratura e completa nella regione. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione il contributo già dato dagli Stati membri dell'Unione europea alla Temporanea Presenza Internazionale ad Hebron.

Il Consiglio europeo auspica l'instaurazione dell'Autorità palestinese nella striscia di Gaza e a Gerico, che dovrebbe condurre ad una rapida estensione delle sue responsabilità al resto dei territori occupati. Ricordando l'adozione, da parte del Consiglio del 19 aprile, di un'azione comune a sostegno del processo di pace nel Medio oriente, il Consiglio europeo accoglie con favore la creazione di una forza di polizia palestinese e ribadisce l'intenzione dell'Unione di fornire un'ulteriore assistenza per portare il processo di pace ad una conclusione positiva.

D. EUROPA CENTRALE ED ORIENTALE

 

Nella riunione di Copenaghen del giugno 1993 il Consiglio europeo ha deciso che i paesi associati dell'Europa centrale ed orientale che lo desiderino possono diventare membri dell'Unione europea non appena saranno in grado di soddisfare gli obblighi che ne derivano.

Gli accordi europei e le decisioni adottate a Copenaghen costituiscono il quadro per approfondire le relazioni e creare il contesto che consentirà di soddisfare dette condizioni. L'ulteriore applicazione di tali accordi e decisioni costituisce una condizione essenziale per l'adesione : è ora necessario sfruttarne tutto il potenziale al fine di preparare l'adesione. Il Consiglio europeo ricorda l'importanza delle decisioni adottate dal Consiglio del 7 marzo 1994 sul dialogo politico che dovrebbe essere pienamente ed efficacemente attuato in via prioritaria.

Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare, prima della riunione del Consiglio "Affari generali" del 18 luglio 1994, proposte concrete per l'ulteriore applicazione degli accordi europei e delle decisioni adottate dal Consiglio europeo a Copenaghen. Il Consiglio europeo invita inoltre la Presidenza e la Commissione a riferirgli, per la prossima riunione, in merito ai progressi compiuti su questa base per quanto riguarda il processo di ravvicinamento dopo il Consiglio europeo di Copenaghen, nonché la strategia da adottare nella prospettiva della preparazione all'adesione.

Essa sarà favorita dallo sviluppo di relazioni di buon vicinato che formerà oggetto del Patto di stabilità.

Le condizioni istituzionali che consentono di preservare il corretto funzionamento dell'Unione debbono essere create in occasione della Conferenza intergovernativa del 1996 che deve pertanto aver luogo prima dell'inizio dei negoziati di adesione.

L'Unione ed i suoi Stati membri proseguiranno i contatti con la Slovenia al fine di instaurare le migliori condizioni per una cooperazione accresciuta con tale paese. Nel frattempo, il Consiglio proseguirà l'esame di un progetto di mandato relativo ad un accordo europeo.

Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente il fatto che i negoziati con gli Stati baltici per la creazione di zone di libero scambio si stiano avviando alla fase conclusiva e riafferma che l'obiettivo dell'Unione rimane la conclusione di accordi di associazione europea con tali paesi, che li aiuterà a prepararsi alla successiva adesione all'Unione.

Il Consiglio europeo si aspetta che, conformemente agli impegni assunti in precedenza, la Russia completi il ritiro delle sue truppe dalla Lettonia e dall'Estonia entro il 31 agosto 1994.

Il Consiglio europeo annette importanza agli sforzi compiuti dagli Stati Baltici per attuare un quadro giuridico e regolamentare conforme, tra l'altro, alle raccomandazioni dell'Alto Commissario della CSCE e del Consiglio d'Europa. Prende atto con preoccupazione dell'adozione da parte del Parlamento lettone di una legge in materia di cittadinanza, incompatibile con le suddette raccomandazioni e spera che tale progetto di legge sia riesaminato.

E. PATTO DI STABILITÀ

Il Consiglio europeo si compiace dell'adozione, da parte della conferenza inaugurale di Parigi, dei documenti conclusivi per l'avvio del processo che porterà alla conclusione del patto di stabilità in Europa.

Il Consiglio europeo invita i paesi interessati ad attuare ora pienamente gli impegni da essi assunti in seno alla conferenza inaugurale ed auspica la rapida convocazione di tavole rotonde. Dal canto suo l'Unione ribadisce la propria volontà di mobilitare strumenti economici e finanziari come contributo al successo di tale azione.

F. RUANDA

Il Consiglio europeo manifesta orrore di fronte al genocidio che si sta verificando in Ruanda. I responsabili dovrebbero essere consegnati alla giustizia. Il Consiglio europeo rivolge un appello urgente a tutte le Parti in conflitto affinché cessi l'uccisione arbitraria di civili e affinché si torni al tavolo dei negoziati per operare a favore della pace e della sicurezza per tutti, sulla base dell'accordo di Arusha.

In particolare, accoglie favorevolmente l'adozione della risoluzione del Consiglio di sicurezza n°  929 che autorizza l'instaurazione di un'operazione temporanea, nell'attesa dell'arrivo dell'UNAMIR rafforzata, per proteggere le persone sfollate, i profughi e i civili in pericolo in Ruanda. Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione della decisione dell'Unione dell'Europa occidentale del 21 giugno 1994 intesa ad appoggiare gli sforzi dei suoi Stati membri che hanno espresso la volontà di contribuire a tale operazione garantendo il coordinamento dei loro contributi.

Il Consiglio europeo esprime apprezzamento ai paesi africani che si sono assunti l'onere di accogliere tanti profughi e stanno contribuendo alla soluzione politica del conflitto. L'Unione europea, da parte sua, manterrà e potenzierà il proprio aiuto umanitario.

 

G. SUDAFRICA

 

Il Consiglio europeo plaude al modo in cui il Sudafrica si è risolutamente impegnato verso una transizione democratica, mediante la moderazione e la riconciliazione nazionale. Accoglie favorevolmente l'inizio del reinserimento del paese nella sua regione e nella più ampia comunità mondiale e si impegna altresì a sostenere il governo di questo nuovo Sudafrica, in quanto esso interpreta le esigenze e le aspirazioni legittime di tutto il suo popolo che ora rappresenta.

Il Consiglio europeo ribadisce la sua intenzione di stabilire relazioni contrattuali tra l'Unione europea e il Sudafrica al fine di promuovere lo sviluppo economico, le relazioni commerciali ed il dialogo politico con il Sudafrica.

Il Consiglio europeo incoraggerà inoltre la stabilizzazione politica e la crescita economica della regione dell'Africa australe nel suo insieme. In questo contesto il Consiglio europeo ricorda la decisione di tenere a Berlino, il 5 e 6 settembre 1994, una Conferenza ministeriale con gli Stati membri del CSAA e il Sudafrica.

Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente i progressi sostanziali conseguiti nel processo di pace in Mozambico che, tra l'altro, ha reso possibile fissare il 27 e 28 ottobre 1994 quale data per le elezioni generali. Invita il Consiglio ad esaminare ulteriori possibilità atte a sostenere il processo di pace, in particolare nel campo dell'assistenza elettorale.

Il Consiglio europeo esorta il Governo del Mozambico e la RENAMO a mantenere il loro impegno nel processo di riconciliazione nazionale.

H. RELAZIONI CON GLI STATI ACP

Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza che attribuisce alla cooperazione con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico che si trovano confrontati a sfide di portata senza precedenti. Si impegna a coadiuvarli nei loro sforzi di riforma economica e politica. La revisione intermedia di Lomé IV, che dovrebbe condurre entro il 1°  marzo 1995 al riesame di talune disposizioni dell'Accordo nonché alla definizione del prossimo protocollo finanziario, dovrebbe costituire l'occasione per ribadire l'impegno dell'Unione europea in favore dei paesi ACP.

I. UCRAINA

Il Consiglio europeo plaude alla firma dell'accordo di partenariato e di cooperazione con l'Ucraina, che contribuirà ad aprire la strada allo sviluppo di un rapporto completo e fruttuoso di cooperazione tra l'Ucraina e l'Unione europea.

Il Consiglio europeo riafferma l'appoggio dell'Unione all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina, al consolidamento delle istituzioni democratiche ed al completamento delle riforme economiche orientate verso l'economia di mercato. Il Consiglio europeo sottolinea in tale contesto che il successo dipenderà ampiamente da un'intensa volontà e dalla capacità delle autorità ucraine di continuare il processo di riforme economiche e politiche.

Il Consiglio europeo si rallegra di quanto già realizzato dall'Ucraina per una piena attuazione degli accordi di disarmo nucleare e convenzionale e lancia un appello all'Ucraina affinché ratifichi tempestivamente il trattato di non proliferazione come Stato non dotato di armi nucleari.

Il Consiglio europeo invita il Consiglio a proseguire i suoi lavori per l'elaborazione di una politica globale nei confronti dell'Ucraina. Nel tracciare una siffatta politica, avvalendosi dell'intera gamma di strumenti disponibili nell'ambito del trattato sull'Unione europea, ivi comprese eventuali azioni comuni, il Consiglio dovrebbe seguire i seguenti orientamenti generali :

- continuo appoggio al consolidamento delle istituzioni democratiche, per il rispetto dei diritti dell'uomo e per il completamento delle riforme economiche orientate verso l'economia di mercato ;

- promozione di rapporti di buon vicinato fra l'Ucraina ed i paesi vicini ;

 

- cooperazione con l'Ucraina nei consessi multinazionali, a sostegno della stabilità regionale ed internazionale e della composizione pacifica delle controversie ;

- appoggio alla piena attuazione degli accordi di disarmo nucleare e convenzionale ;

- accettazione da parte dell'Ucraina di standard di sicurezza nucleare accettati a livello internazionale, nell'ambito di una politica energetica globale.

Il Consiglio europeo esprime la sua preoccupazione per il problema globale della sicurezza nucleare in Ucraina. Il Consiglio europeo raccomanda in particolare che la centrale nucleare di Cernobyl sia chiusa definitivamente e il più presto possibile. Tale chiusura dovrebbe essere realizzata attraverso una combinazione delle seguenti azioni :

- la chiusura immediata e definitiva dei reattori 1 e 2 di Cernobyl, accompagnata il più presto possibile dalla chiusura del reattore 3, fermo restando che essa sarà compensata mediante la realizzazione e il miglioramento, fino ad adeguate norme di sicurezza, dei tre reattori in costruzione a Zaporoje, Rovno e Khmelnitosky ;

- un'immediata riforma strutturale del settore energetico in Ucraina, che comporta una effettiva tariffazione e una politica dei prezzi, nonché misure atte a promuovere il risparmio di energia e lo sviluppo di fonti alternative di energia ;

- uno sforzo immediato e determinato per rafforzare e migliorare la costruzione e gli standard operativi di sicurezza nel settore nucleare allo scopo di pervenire a standard corrispondenti a quelli applicati nell'Unione europea. Il conseguimento di tale obiettivo dovrebbe essere controllato da ispettori indipendenti ;

- la ratifica della convenzione di Vienna sulla responsabilità nucleare.

L'Unione europea desidera concludere un accordo con l'Ucraina su questa serie di azioni nel settore della sicurezza nucleare ed è disposta a fornire un aiuto sostanziale nell'ambito di un piano globale da discutere con i suoi partner nel prossimo vertice del G 7. Questo piano comporterà uno sforzo finanziario da parte della comunità internazionale, comprese le istituzioni finanziarie internazionali. Da parte sua, l'Unione europea è disposta ad emettere prestiti EURATOM per 400 milioni di ecu e inoltre a fornire 100 milioni di ecu nel corso di tre anni, all'interno del programma TACIS per questo piano.

 

Infine, l'Unione europea auspica fermamente che nel prossimo vertice del G 7 a Napoli sia raggiunto un accordo per proporre all'Ucraina uno sforzo congiunto per consolidare il processo di riforma, in particolare nel settore della sicurezza nucleare.

J. COREA DEL NORD

Il Consiglio europeo nutre profonde preoccupazioni per il fatto che la Repubblica democratica popolare di Corea non ha permesso agli ispettori AIEA di completare le indispensabili attività di controllo, impedendo così di valutare se abbia avuto luogo un impiego di plutonio non conforme alla sua destinazione pacifica. Il persistere della Repubblica democratica popolare di Corea nel non attenersi alle disposizioni dell'accordo relativo al controllo di sicurezza fra la Repubblica democratica popolare di Corea e l'AIEA è contrario ai suoi obblighi internazionali.

L'Unione europea considera la proliferazione nucleare una grave minaccia alla pace ed alla sicurezza internazionali e ricorda il suo impegno di lunga data per gli obiettivi del trattato di non proliferazione. Il Consiglio europeo rinnova il suo appello alla Repubblica democratica popolare di Corea affinché riconosca e si assuma le sue responsabilità internazionali e ribadisce che se i suoi timori circa le attività nucleari di tale paese venissero pacati, si amplierebbero grandemente le prospettive di miglioramento delle sue relazioni con esso. Il Consiglio esprime la speranza che la continuazione degli scambi con la Corea del Nord porti rapidamente ad una soluzione soddisfacente.

K. AMERICA LATINA

Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza che attribuisce alle relazioni con i paesi latino-americani e con i loro raggruppamenti regionali. Esso esprime soddisfazione per i progressi realizzati nel campo della democrazia e del rispetto dei diritti dell'uomo, della pace e del disarmo, delle riforme economiche e dell'integrazione regionale.

In questo contesto il Consiglio europeo plaude all'adesione del Messico all'OCSE ed esprime il desiderio di rafforzare le sue relazioni politiche ed economiche con questo paese. Conferma inoltre l'intenzione dell'Unione europea di rafforzare le sue relazioni con Mercosur. Invita il Consiglio e la Commissione di esaminare ulteriormente questi problemi.

 

L. ORIENTAMENTI PER UN'AZIONE COMUNE IN MERITO ALLA PREPARAZIONE DELLA CONFERENZA DEL 1995 DELLE PARTI DEL TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE DELLE ARMI NUCLEARI

Il Consiglio europeo, ricordando il proprio fermo e totale impegno a favore dell'obiettivo della non proliferazione nucleare affermato nella dichiarazione del 1990 adottata dal Consiglio europeo di Dublino, la relazione sulla politica estera e di sicurezza comune sottoposta al Consiglio europeo di Lisbona del 1992, nonché la relazione presentata al Consiglio europeo di Edimburgo del 1992 sullo sviluppo della politica estera e di sicurezza comune nel settore della sicurezza, conviene che un'azione comune sia adottata per quanto riguarda la preparazione della Conferenza del 1995 delle Parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP).

L'azione comune dovrebbe essere preparata secondo le seguenti linee :

- la base dell'azione comune è il consenso tra le parti a che il TNP venga esteso indefinitamente e incondizionatamente ;

- devono essere effettuati sforzi comuni per promuovere questo obiettivo tra gli Stati parti del trattato che eventualmente non condividano questa convinzione ;

- l'obiettivo di universalità del TNP richiede sforzi comuni per convincere gli Stati che non sono ancora parti del TNP ad accedervi, se possibile anteriormente al 1995, e per assistere gli Stati disposti ad accedervi accelerando la loro adesione ;

- per aumentare le prospettive di risultati positivi della conferenza TNP 1995, vanno prese iniziative nel senso di

= promuovere la partecipazione alle due sessioni PREPCOM restanti che si svolgeranno rispettivamente a Ginevra e New York e alla conferenza stessa del 1995 ;

= ampliare il consenso in merito all'obiettivo di un'estensione indefinita ed incondizionata del TNP.

 

M. EX IUGOSLAVIA

Il Consiglio europeo è profondamente preoccupato per il persistere del conflitto nell'ex Iugoslavia e particolarmente in Bosnia ed Erzegovina.

A Ginevra, il 13 maggio scorso, l'Unione europea, la Russia e gli Stati Uniti hanno manifestato la loro determinazione a operare insieme per conseguire una rapida e duratura soluzione del conflitto bosniaco mediante negoziati. I lavori del Gruppo di contatto hanno raggiunto una fase critica. Il Consiglio europeo si aspetta che le parti mostrino la necessaria volontà politica per pervenire ad una soluzione del conflitto il più presto possibile.

Il Consiglio europeo esorta le parti bosniache a basarsi sull'accordo di cessate il fuoco dell'8 giugno 1994. Si tratta, tuttavia, soltanto di un primo passo verso la cessazione completa delle ostilità che è una condizione essenziale per progredire nei negoziati. Il Consiglio europeo è impegnato nel senso di una soluzione che preservi la Bosnia e l'Erzegovina come una singola Unione all'interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti, pur prevedendo disposizioni costituzionali che stabiliscano le relazioni tra i croati bosniaci e i serbi bosniaci in base a un accordo territoriale che destini il 51 % del territorio ai croati bosniaci e il 49 % ai serbi bosniaci.

Il Consiglio europeo saluta i progressi compiuti verso una riconciliazione tra bosniaci e croati bosniaci in base agli accordi per la costituzione di una Federazione croato-bosniaca. L'Unione europea ha risposto positivamente all'invito di provvedere all'amministrazione di Mostar per un periodo fino a due anni. Il Consiglio europeo si compiace per la disponibilità dell'UEO a contribuire con un elemento di polizia a tale amministrazione. Il Consiglio europeo invita le parti interessate ad approvare il memorandum d'intesa aprendo in tal modo senza indugio la strada alla firma. La tempestiva istituzione dell'amministrazione dell'UE costituisce un importante passo in direzione di una stabilizzazione della situazione in Bosnia. In questo contesto il Consiglio europeo riafferma che l'Unione europea è disposta a dare il suo contributo al ripristino della normalità, al ritorno dei rifugiati e alla ricostruzione nella Bosnia-Erzegovina, nel contesto degli sforzi della comunità internazionale.

Il Consiglio europeo esprime il proprio disappunto per la cancellazione della riunione di Plitvice tra il Governo croato e i Serbi di Krajina. Il Consiglio invita a riprendere quanto prima detti colloqui ed esorta i Serbi a mostrare la necessaria flessibilità per raggiungere una soluzione nell'UNPA, conformemente al piano d'azione dell'Unione europea.

 

III. COOPERAZIONE NEL SETTORE DELLA GIUSTIZIA E DEGLI AFFARI INTERNI

1. Razzismo e xenofobia

Il Consiglio europeo condanna il persistere di manifestazioni di intolleranza, razzismo e xenofobia ed afferma la propria determinazione ad intensificare la lotta contro tali fenomeni.

Esso accoglie con favore l'iniziativa franco-tedesca contro il razzismo e la xenofobia in cui è proposto in particolare di :

= istituire una commissione consultiva composta di personalità eminenti incaricate di fare raccomandazioni in merito alla cooperazione tra governi e tra le varie parti sociali per incoraggiare la tolleranza e la comprensione per gli stranieri ;

= sviluppare una strategia globale a livello dell'Unione con l'obiettivo di combattere gli atti di violenza razzista e xenofoba ;

= organizzare azioni di formazione per funzionari nei settori della pubblica amministrazione più interessati da tali fenomeni.

Il Consiglio europeo invita il Consiglio "Affari generali" a esaminare il mandato, la composizione e lo status della commissione consultiva proposta dall'iniziativa franco-tedesca e a presentare una relazione al Consiglio europeo di Essen circa i risultati provvisori dei lavori di tale commissione. Ha invitato i Ministri della Giustizia e degli Interni a riferirgli, al prossimo Consiglio europeo di Essen, in merito ai lavori svolti. Infine, chiede che gli attuali lavori in questo settore nell'ambito dei Consigli "Istruzione" e "Affari sociali" vengano accelerati alla luce dell'iniziativa franco-tedesca.

Infine, il Consiglio europeo ha approvato un calendario e un piano di lavoro particolareggiati per l'adozione da parte del Consiglio europeo di fine giugno 1995 di una strategia globale dell'Unione (allegato III).

 

2. Attuazione del piano prioritario

Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei progressi compiuti nell'attuazione del piano prioritario d'azione elaborato a Bruxelles nel dicembre 1993, inclusa la presentazione da parte della Commissione del nuovo piano antidroga, che propone un importante nuovo quadro per la prevenzione della dipendenza dagli stupefacenti, la riduzione del traffico di droga e un'azione a livello internazionale. Esso

 

si aspetta che tali lavori vengano accelerati in modo che il Consiglio di Essen sia in grado di registrare l'adozione di misure concrete in tutti i settori contemplati dal programma d'azione (EUROPOL, strategia globale di lotta contro la droga, elenco comune dei visti, cooperazione giudiziaria, asilo, coordinamento con la politica estera e di sicurezza comune).

Il Consiglio ha sottolineato in generale l'importanza di operare nel contesto della cooperazione in materia di giustizia e affari interni per far fronte alle minacce rappresentate dalla criminalità organizzata (incluso il terrorismo) e dalla droga. Ha invitato il Consiglio "Giustizia e Affari interni" a completare i suoi lavori per l'elaborazione della convenzione che istituisce Europol all'inizio di ottobre e ha convenuto che le materie deferite ad Europol siano estese per includere quale prossima priorità la criminalità organizzata. Il Consiglio europeo ha invitato la Presidenza tedesca a organizzare una conferenza con gli Stati dell'Europa centrale e orientale sulla droga e la criminalità organizzata. Il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio "Giustizia e Affari interni" a raggiungere un accordo per far fronte agli aspetti criminali delle frodi e a riferire in merito nella riunione di Essen di dicembre.

Nel contesto della preparazione dei vari strumenti che permettono di organizzare sistemi informatizzati, occorre dedicare particolare attenzione al problema della protezione dei dati, segnatamente riguardo ai seguenti aspetti : diritto di accesso per le persone interessate al sistema, diritto di ricorso per i cittadini e istituzione di un' autorità comune di vigilanza. Il Consiglio europeo chiede agli organi competenti di continuare a dare priorità a tali temi e auspica che una relazione sui progressi compiuti gli sia sottoposta nel dicembre 1994.

 

IV. PREPARAZIONE DELLA CONFERENZA INTERGOVERNATIVA DEL 1996

Il Consiglio europeo, a seguito dell'accordo di Ioannina, istituisce un Gruppo di riflessione per la preparazione della Conferenza intergovernativa del 1996, formato da rappresentanti dei Ministri degli Esteri degli Stati membri e del Presidente della Commissione. Sarà presieduta da una persona nominata dal Governo spagnolo e inizierà i lavori nel giugno 1995. Due rappresentanti del Parlamento europeo parteciperanno ai lavori del Gruppo di riflessione. Il Gruppo avrà anche scambi di opinioni con altre istituzioni e organi dell'Unione europea.

Le Istituzioni sono invitate a elaborare, prima dell'inizio dei lavori del Gruppo di riflessione, relazioni sul funzionamento del trattato dell'Unione europea che forniranno un contributo ai lavori del Gruppo.

Il Gruppo di riflessione esaminerà ed elaborerà idee concernenti le disposizioni del trattato dell'Unione europea per il quale sono previsti una revisione ed altri eventuali miglioramenti in uno spirito di democrazia e di apertura, in base alla valutazione del funzionamento del trattato espressa nelle suddette relazioni. Esso elaborerà altresì opinioni nella prospettiva del futuro ampliamento dell'Unione in merito alle questioni istituzionali indicate nelle conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles e nell'accordo di Ioannina (ponderazione dei voti, soglia per le decisioni a maggioranza qualificata, numero dei membri della Commissione e qualsiasi altra misura ritenuta necessaria per facilitare il lavoro delle Istituzioni e garantirne l'efficacia ed operatività nella prospettiva dell'ampliamento).

Il Segretario Generale del Consiglio appronterà le disposizioni necessarie per il segretariato del Gruppo di riflessione, d'accordo con il presidente di quest'ultimo.

Il Gruppo di riflessione presenterà la sua relazione in tempo utile per il Consiglio europeo della fine del 1995. La procedura stabilita nel trattato per quanto riguarda la revisione si applicherà alla fase successiva.

 

°

° °

Il Consiglio europeo ha preso atto dell'intenzione della prossima Presidenza tedesca di procedere a contatti bilaterali con le delegazioni al fine di elaborare una decisione sulla designazione del futuro Presidente della Commissione nel corso di un Consiglio europeo straordinario da tenersi a Bruxelles il 15 luglio.

ALLEGATO I

ELENCO DEI PROGETTI DI TRASPORTO ALTAMENTE PRIORITARI

ADOTTATI DAL CONSIGLIO EUROPEO

Progetti Paesi interessati

- Treno ad alta velocità/Trasporto combinato Nord-Sud I/A/D

Asse Brennero Verona-Monaco-

-Norimberga-Erfurt-Halle/Lipsia-Berlino

- Treno ad alta velocità Parigi-Bruxelles-Colonia-Amsterdam-Londra

Sono comprese le sezioni seguenti del progetto

Belgio : frontiera F/B-Bruxelles-Liegi-frontiera B/D B

Bruxelles-frontiera B/NL

Regno Unito : Londra-accesso al tunnel UK

Paesi Bassi : frontiera B/NL-Rotterdam-Amsterdam NL

Germania : Aquisgrana ()-Colonia-Reno/Meno D

- Treno ad alta velocità Sud

Madrid-Barcellona-Perpignan-Montpellier E/F

Madrid-Vitoria-Dax E/F

- Treno ad alta velocità Est

Sono comprese le seguenti sezioni del progetto ()

Parigi-Metz-Strasburgo-Appenweier-Karlsruhe F

con collegamenti per Metz-Saarbrücken-Mannheim F/D

e Metz-Lussemburgo F/L

- Linea Betuwe : Trasporto combinato/Ferrovia tradizionale NL/D

Rotterdam-frontiera NL/D-Reno/Ruhr (1)

- Treno ad alta velocità/Trasporto combinato Francia-Italia F/I

Lione-Torino

- Autostrada Patrasso-frontiera Grecia/Bulgaria GR

unitamente al corridoio autostradale Ovest-Est : Via Egnatia

Igoumenitsa-Salonicco-Alexandroupolis-Ormenio/Kipi

- Autostrada Lisbona-Valladolid P/E

- Collegamento ferroviario Cork-Dublino-Belfast-Larne-Stranraer IRL/UK

- Aeroporto della Malpensa (Milano) I

- Collegamento fisso rotaia/strada tra Danimarca e Svezia

(Collegamento fisso Øresund) DK/S

comprese vie di accesso

ALLEGATO II

 

ELENCO DEI PROGETTI ENERGETICI

CUI IL CONSIGLIO EUROPEO

HA CONFERITO STATUS PRIORITARIO

 

Francia-Italia : interconnessione elettrica

Italia-Grecia : interconnessione elettrica (cavo)

Danimarca : connessione elettrica tra le parti Est ed Ovest (cavo)

(non ammissibile al beneficio dei Fondi strutturali)

Portogallo : rete per il gas naturale

Grecia : rete per il gas naturale

Spagna-Portogallo : interconnessioni per il gas naturale ()

Spagna-Portogallo : interconnessioni elettriche

Algeria-Marocco-Unione europea : gasdotto

°

° °

Russia-Belorussia-Polonia-Unione europea : gasdotto ()

ALLEGATO III

 

Attuazione dell'iniziativa franco-tedesca

contro il razzismo e la xenofobia

 

Calendario e programma di lavoro

 

18/19 luglio : Mandato particolareggiato, composizione e status della commissione consultiva dovranno essere decisi dal Consiglio "Affari generali". Questa commissione dovrebbe avere essenzialmente il compito di fare raccomandazioni, che si adattino per quanto possibile alle situazioni nazionali e locali, in materia di cooperazione tra i governi e le varie istituzioni in seno alla società a favore della tolleranza e dell'intesa con gli stranieri.

luglio - Lavori nell'ambito degli organi preparatori del Consiglio

fine novembre : "GAI" nei settori di sua competenza, in base all'iniziativa comune franco-tedesca, alle conclusioni del Consiglio del 29 e 30 novembre 1993 e al documento di lavoro della Presidenza greca ().

28-29 novembre : Relazione intermedia della commissione consultiva al Consiglio "Affari generali" sull'esito di questi lavori.

 

30 novembre : Relazione del Consiglio "GAI" sui progressi compiuti e su altre misure concrete ritenute appropriate, risultanti dai lavori avviati in questo periodo.

9-10 dicembre : Presentazione al Consiglio europeo di Essen delle relazioni dei Consigli "Affari generali" e "GAI".

marzo 1995 : Esame da parte del Consiglio "GAI" dell'esito dei lavori svolti nel quadro del Titolo VI.

aprile-maggio 1995 : Definizione, da parte del Consiglio "Affari generali", di una strategia globale dell'Unione finalizzata a combattere gli atti di violenza di origine razzista e xenofoba, in base

- alla relazione finale della Commissione consultiva

- alle opinioni espresse dal Consiglio nelle sue varie composizioni specializzate.

giugno 1995 : Adozione da parte del Consiglio europeo del progetto di strategia globale dell'Unione.