CONSIGLIO EUROPEO DI HELSINKI

10 E 11 DICEMBRE 1999

INTRODUZIONE

1. Il Consiglio europeo si è riunito a Helsinki il 10 e 11 dicembre 1999. Ha adottato la dichiarazione per il millennio. Ha adottato una serie di decisioni che segnano una nuova fase del processo di allargamento. Sono inoltre state prese iniziative per assicurare che l'Unione stessa abbia istituzioni efficaci e rinnovate, una rafforzata politica comune in materia di sicurezza e di difesa ed un'economia competitiva, generatrice di occupazione e sostenibile.

2. All'inizio dei lavori, il Consiglio europeo e il Presidente del Parlamento europeo, signora Nicole Fontaine, hanno proceduto ad uno scambio di idee sui principali temi in discussione, in particolare l'allargamento, la riforma istituzionale e l'occupazione.

I. PREPARAZIONE DELL'ALLARGAMENTO

Il processo di allargamento

3. Il Consiglio europeo conferma l'importanza del processo di allargamento avviato a Lussemburgo nel dicembre 1997 ai fini della stabilità e della prosperità dell'intero continente europeo. Occorre sostenere un processo di allargamento efficace e credibile.

4. Il Consiglio europeo ribadisce il carattere inclusivo del processo di adesione che comprende ora 13 Stati candidati in un quadro unico. Gli Stati candidati stanno partecipando al processo di adesione con pari opportunità. Essi debbono condividere i valori e gli obiettivi dell'Unione europea quali sono sanciti dai trattati. Al riguardo il Consiglio europeo sottolinea il principio della composizione pacifica delle controversie in conformità della Carta delle Nazioni Unite e sollecita gli Stati candidati a compiere tutti gli sforzi per comporre ogni controversia ancora insoluta in materia di confini ed altre questioni connesse. In caso contrario, essi dovrebbero sottoporre entro un ragionevole lasso di tempo simili controversie alla Corte internazionale di giustizia. Il Consiglio europeo riesaminerà la situazione di ogni controversia insoluta, in particolare per quanto riguarda le ripercussioni sul processo di adesione e allo scopo di promuoverne la composizione attraverso la Corte internazionale di giustizia, al più tardi entro la fine del 2004. Inoltre il Consiglio europeo ricorda che l'apertura di negoziati è subordinata al rispetto dei criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen e che il rispetto di tutti i criteri di Copenaghen costituisce la base per l'adesione all'Unione.

5. L'Unione ha assunto il fermo impegno politico di adoperarsi al massimo per portare a termine la Conferenza intergovernativa sulla riforma istituzionale entro il dicembre 2000, a cui seguirà la ratifica. Dopo la ratifica dei risultati della Conferenza l'Unione dovrebbe essere in grado di accogliere nuovi Stati membri a partire dalla fine del 2002, non appena essi avranno dimostrato la loro capacità di assumere gli obblighi inerenti all'adesione e dopo che il processo di negoziato sarà stato concluso con successo.

6. La Commissione ha proceduto ad una nuova valutazione approfondita dei progressi compiuti dagli Stati candidati dalla quale emerge che sono stati realizzati progressi per soddisfare i criteri relativi all'adesione. Nel contempo, date le difficoltà che si riscontrano in alcuni settori, gli Stati candidati sono incoraggiati a portare avanti e intensificare i loro sforzi per soddisfare tali criteri. Si constata che alcuni candidati non saranno in grado di soddisfare tutti i criteri di Copenaghen a medio termine. La Commissione intende riferire all'inizio del 2000 al Consiglio in merito ai progressi compiuti da alcuni Stati candidati nell'adempimento dei criteri economici di Copenaghen. Le prossime relazioni periodiche sui progressi compiuti saranno presentate in tempo utile per il Consiglio europeo del dicembre 2000.

7. Il Consiglio europeo rammenta l'importanza di elevati standard di sicurezza nucleare nell'Europa centrale e orientale. Chiede al Consiglio di esaminare come affrontare il problema della sicurezza nucleare nel quadro del processo di allargamento conformemente alle pertinenti conclusioni del Consiglio.

8. Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei sostanziali lavori intrapresi e dei progressi compiuti nei negoziati di adesione con Cipro, Ungheria, Polonia, Estonia, Repubblica ceca e Slovenia.

9. a) Il Consiglio europeo si compiace dell'avvio, il 3 dicembre a New York, dei colloqui per una soluzione globale del problema cipriota ed esprime il suo fermo sostegno agli sforzi del Segretario Generale delle Nazioni Unite volti a concludere positivamente tale processo.

b) Il Consiglio europeo sottolinea che una soluzione politica faciliterà l'adesione di Cipro all'Unione europea. Se, al termine dei negoziati di adesione, non sarà stata trovata una soluzione, il Consiglio deciderà in merito all'adesione senza che il raggiungimento di una soluzione costituisca una condizione preliminare. Nel far ciò il Consiglio terrà conto di tutti i fattori rilevanti.

10. Risoluto ad apportare un positivo contributo alla sicurezza e alla stabilità nel continente europeo e in base ai recenti sviluppi nonché alle relazioni della Commissione, il Consiglio europeo ha deciso di convocare conferenze intergovernative bilaterali nel febbraio 2000 per avviare negoziati con Romania, Slovacchia, Lettonia, Lituania, Bulgaria e Malta sulle condizioni per la loro adesione all'Unione e sui conseguenti adeguamenti del trattato.

11. In sede di negoziati ciascuno Stato candidato sarà giudicato in base ai propri meriti. Tale principio si applicherà sia per l'avvio dei vari capitoli di negoziato che per lo svolgimento dei negoziati stessi. Per mantenere l'impulso nei negoziati occorrerebbe evitare procedure complicate. Gli Stati candidati che sono stati ora ammessi al processo di negoziato dovranno avere la possibilità, qualora abbiano compiuto sufficienti progressi nei loro preparativi, di raggiungere entro un ragionevole lasso di tempo gli Stati che già partecipano ai negoziati. I progressi nei negoziati devono andare di pari passo con quelli compiuti nell'integrazione dell'acquis nella legislazione e nell'effettiva attuazione e esecuzione dello stesso.

12. Il Consiglio europeo si compiace dei recenti sviluppi positivi verificatisi in Turchia come rilevato nella relazione della Commissione sui progressi compiuti, nonché dell'intenzione di tale paese di proseguire le riforme per conformarsi ai criteri di Copenaghen. La Turchia è uno Stato candidato destinato ad aderire all'Unione in base agli stessi criteri applicati agli altri Stati candidati. Avvalendosi dell'attuale strategia europea, la Turchia, come altri Stati candidati, beneficerà di una strategia di preadesione volta a incentivare e sostenere le sue riforme. Tale strategia includerà un dialogo politico rafforzato, imperniato soprattutto sui progressi realizzati verso il soddisfacimento dei criteri politici per l'adesione, con particolare riferimento alla questione dei diritti dell'uomo e alle questioni di cui al paragrafo 4 e al paragrafo 9, lettera a). La Turchia avrà inoltre l'opportunità di partecipare alle agenzie e ai programmi comunitari nonché alle riunioni tra gli Stati candidati e l'Unione che si terranno nel contesto del processo di adesione. Sulla base delle precedenti conclusioni del Consiglio europeo, sarà elaborato un partenariato per l'adesione che definirà le priorità sulle quali occorre incentrare i preparativi per l'adesione tenuto conto dei criteri politici ed economici e degli obblighi di uno Stato membro, partenariato che si accompagnerà a un programma nazionale per l'adozione dell'acquis. Saranno istituiti adeguati meccanismi di sorveglianza. Al fine di intensificare i lavori per armonizzare la legislazione e la prassi turche con l'acquis, la Commissione è invitata a preparare un processo di esame analitico dell'acquis. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare un quadro unico per il coordinamento di tutte le fonti di assistenza finanziaria dell'Unione Europea per la preadesione.

13. Il futuro della Conferenza europea sarà riesaminato in base all'evoluzione della situazione e alle decisioni sul processo di adesione adottate a Helsinki. La futura Presidenza francese ha annunciato che intende convocare una riunione della Conferenza nel secondo semestre del 2000.

La Conferenza intergovernativa sulle riforme istituzionali

14. Il Consiglio europeo si compiace della relazione della Presidenza sui temi sollevati in relazione alla Conferenza intergovernativa, che illustra le principali opzioni che si presenteranno a quest'ultima.

15. Si prenderanno adeguate iniziative per consentire che la Conferenza intergovernativa sia convocata ufficialmente all'inizio di febbraio. La Conferenza dovrà portare a termine i lavori e concordare le necessarie modifiche dei trattati entro il dicembre 2000.

16. Conformemente alle conclusioni di Colonia e alla luce della relazione della Presidenza, la Conferenza esaminerà le dimensioni e la composizione della Commissione, la ponderazione dei voti in sede di Consiglio e l'eventuale estensione delle votazioni a maggioranza qualificata in sede di Consiglio, nonché le altre modifiche del trattato relative alle istituzioni europee, che dovessero rivelarsi necessarie in connessione con le questioni summenzionate e nel corso dell'attuazione del trattato di Amsterdam. La Presidenza subentrante riferirà al Consiglio europeo sui progressi realizzati in sede di Conferenza e potrà proporre ulteriori punti da includere nell'ordine del giorno di quest'ultima.

17. La responsabilità politica generale della Conferenza spetterà ai Ministri che sono membri del Consiglio "Affari generali". I lavori preparatori saranno svolti da un gruppo composto da un rappresentante del Governo di ciascuno Stato membro. Il rappresentante della Commissione parteciperà a livello politico e nella fase preparatoria. Il Segretariato generale del Consiglio fornirà alla Conferenza i servizi a livello di segretariato.

18. Il Parlamento europeo sarà strettamente associato e contribuirà ai lavori della Conferenza. Alle riunioni del Gruppo preparatorio potranno assistere due osservatori del Parlamento europeo. Ciascuna sessione della Conferenza a livello ministeriale sarà preceduta da uno scambio di vedute con il Presidente del Parlamento europeo, assistito da due rappresentanti di questa istituzione. Le riunioni a livello di Capi di Stato e di governo che trattano della CIG saranno precedute da uno scambio di vedute con il Presidente del Parlamento europeo.

19. La Presidenza adotterà le misure necessarie per garantire che i paesi candidati siano regolarmente informati, nell'ambito degli attuali consessi, in merito all'andamento delle discussioni ed abbiano la possibilità di esprimere il loro punto di vista sulle questioni dibattute. Anche lo Spazio economico europeo sarà tenuto informato.

Istituzioni efficienti

20. È necessario apportare modifiche sostanziali ai metodi di lavoro del Consiglio, da attuare progressivamente fin da ora in modo che al momento dell'allargamento il Consiglio possa agevolmente accogliere un numero maggiore di membri. Il Consiglio europeo approva le raccomandazioni operative che figurano nell'allegato III. Il Consiglio, la Presidenza e il Segretario Generale/Alto Rappresentante avranno la responsabilità di assicurare che tali raccomandazioni siano rispettate e applicate in pratica senza mettere in causa le modalità e la programmazione già predisposte dalla Presidenza subentrante.

21. Il Consiglio europeo rammenta l'impegno che ha assunto di appoggiare la riforma dell'amministrazione della Commissione, soprattutto per quanto riguarda la gestione finanziaria e del personale, per potenziarne l'efficienza, la trasparenza e la responsabilizzazione e assicurare così una pubblica amministrazione ai massimi livelli. La Commissione presenterà un programma globale delle riforme amministrative all'inizio del 2000. Il Consiglio europeo chiede che tali riforme amministrative siano attuate rapidamente.

Trasparenza

22. La trasparenza delle istituzioni europee costituisce un elemento importante per ravvicinare l'Unione ai cittadini e migliorare l'efficienza delle medesime. Sotto la Presidenza finlandese, sono stati registrati dei progressi, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai documenti e la comunicazione tempestiva tramite le moderne tecnologie dell'informazione. Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione di presentare nel gennaio 2000 la proposta sui principi generali che disciplinano il diritto di accesso ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Sussidiarietà e "legiferare meglio"

23. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione la relazione della Commissione dal titolo "Legiferare meglio" che conferma la priorità riservata ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità nonché l'applicazione integrale del pertinente protocollo del trattato.

Attività di lotta contro le frodi

24. L'istituzione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) costituisce un nuovo importante passo nella lotta contro le frodi. La Commissione presenterà entro il giugno 2000 una comunicazione intesa a sviluppare ulteriormente una strategia globale per tutelare gli interessi finanziari della Comunità.

II. POLITICA EUROPEA COMUNE IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

25. Il Consiglio europeo adotta le due relazioni della Presidenza sullo stato di avanzamento dei lavori (vedasi allegato IV) sullo sviluppo della capacità di gestione militare e non militare delle crisi da parte dell'Unione europea nel quadro di una rafforzata politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa.

26. L'Unione contribuirà alla sicurezza e alla pace internazionali conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite. L'Unione riconosce al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

27. Il Consiglio europeo sottolinea la propria determinazione a sviluppare una capacità decisionale autonoma e, ove non sia impegnata la NATO nel suo complesso, a lanciare e condurre operazioni militari dirette dall'UE in risposta a crisi internazionali. Questo processo eviterà sovrapposizioni inutili e non implicherà la creazione di un esercito europeo.

28. Basandosi sugli orientamenti definiti dal Consiglio europeo di Colonia e sulle relazioni della Presidenza, il Consiglio europeo ha convenuto in particolare quanto segue:

- entro il 2003 gli Stati membri devono essere in grado, grazie ad una cooperazione volontaria alle operazioni dirette dall'UE, di schierare nell'arco di 60 giorni e mantenere per almeno un anno forze militari fino a 50.000-60.000 uomini capaci di svolgere l'insieme dei compiti di Petersberg;

- nell'ambito del Consiglio saranno istituiti nuovi organi e strutture politiche e militari per consentire all'Unione di garantire la necessaria guida politica e direzione strategica di tali operazioni, nel rispetto del quadro istituzionale unico;

- saranno elaborate modalità per la piena consultazione, cooperazione e trasparenza tra l'UE e la NATO, tenendo conto delle esigenze di tutti gli Stati membri dell'UE;

- saranno definite disposizioni appropriate atte a consentire, nel rispetto dell'autonomia decisionale dell'Unione, ai membri europei della NATO, non appartenenti all'UE e agli altri Stati interessati, di contribuire alla gestione militare delle crisi da parte dell'UE;

- sarà creato un meccanismo di gestione non militare delle crisi per coordinare e rendere più efficienti i vari mezzi e le varie risorse civili, parallelamente a quelle militari, a disposizione dell'Unione e degli Stati membri.

29. Il Consiglio europeo invita la futura Presidenza, unitamente al Segretario Generale/Alto Rappresentante, a proseguire prioritariamente, nell'ambito del Consiglio "Affari generali", i lavori sull'insieme degli aspetti delle relazioni, compresi la prevenzione dei conflitti e un comitato per la gestione civile delle crisi. La futura Presidenza è invitata a elaborare una prima relazione di avanzamento per il Consiglio europeo di Lisbona e una relazione globale, da presentare al Consiglio europeo di Feira, contenente le raccomandazioni e le proposte adeguate, nonché un'indicazione della necessità o meno di un'eventuale modifica del trattato. Il Consiglio "Affari generali" è invitato ad avviare l'attuazione di tali decisioni, istituendo nell'ambito del Consiglio a decorrere dal marzo 2000 gli organi e le strutture interinali convenuti, conformemente alle attuali disposizioni del trattato.

III. ECONOMIA CONCORRENZIALE, SOSTENIBILE E GENERATRICE DI OCCUPAZIONE

Coordinamento delle politiche per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro

30. La ripresa economica dell'Unione ha acquistato slancio e si sta generalizzando sempre più. È basata su fondamenta solide: le condizioni per gli investimenti sono favorevoli, l'inflazione si mantiene bassa e le finanze pubbliche sono migliorate. Si creano nuovi posti di lavoro e la disoccupazione, pur ad un livello elevato inaccettabile, sta diminuendo. Questa congiuntura favorevole è sostenuta dall'introduzione positiva dell'euro e dovrebbe continuare ad essere appoggiata dagli sforzi compiuti dagli Stati membri in termini di risanamento delle finanze pubbliche e di riforme economiche, in particolare la liberalizzazione e la riforma fiscale, nonché da una evoluzione dei salari compatibile con la stabilità dei prezzi e la creazione di posti di lavoro.

31. I mutamenti demografici esigeranno politiche per l'invecchiamento attivo ed una maggiore efficacia nei settori pubblico e privato per gestire gli oneri economici derivanti da tali mutamenti. L'attuale processo di globalizzazione accentua la concorrenza e la necessità di favorire l'innovazione e le riforme strutturali. L'Unione e gli Stati membri devono promuovere attivamente l'utilizzazione più diffusa delle nuove tecnologie e lo sviluppo della società dell'informazione per sostenere la competitività, l'occupazione e la coesione sociale. Il nesso tra lo sviluppo economico e quello sociale sottolinea l'importanza di garantire l'esistenza di adeguate reti di sicurezza sociale.

32. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la relazione del Consiglio sul coordinamento delle politiche economiche e sottolinea la sua fondamentale importanza per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche, strutturali e dell’occupazione onde sfruttare appieno il potenziale del mercato unico e della moneta unica. Bisogna insistere sull'efficace applicazione e semplificazione delle procedure e delle disposizioni esistenti e su un attento monitoraggio dell'attuazione delle politiche. Gli indirizzi di massima per le politiche economiche forniscono il quadro per la definizione di obiettivi e orientamenti strategici globali. La sinergia tra questi orientamenti, gli orientamenti in materia di occupazione e il monitoraggio delle riforme strutturali dovrebbe essere ulteriormente rafforzata sotto la guida politica del Consiglio europeo. Pur garantendo la coerenza tra le varie composizioni del Consiglio dovrebbe essere rafforzato il ruolo del Consiglio ECOFIN nel coordinamento della politica economica. Dovrebbe essere sviluppata ulteriormente la cooperazione nell'ambito dell'Euro 11 per quanto riguarda le comuni responsabilità in materia di moneta unica, nel rispetto delle conclusioni del Consiglio europeo di Lussemburgo del dicembre 1997.

33. La riunione straordinaria del Consiglio europeo che si terrà a Lisbona il 23 e 24 marzo 2000 costituirà l'occasione per approfondire maggiormente queste questioni esaminando gli obiettivi delle procedure e degli strumenti esistenti al fine di rafforzare l'occupazione, la riforma economica e la coesione sociale nel quadro di un'economia basata sul possesso delle conoscenze.

Pacchetto fiscale

34. Tutti i cittadini residenti in uno Stato membro dell'Unione europea dovrebbero pagare l'imposta dovuta su tutti i loro redditi da risparmio.

35. Nell'analizzare il miglior modo di applicare questo principio in Europa il Consiglio europeo ha convenuto che un Gruppo ad alto livello esamini specificamente le modalità per applicare con la massima efficacia questo principio e stabilisca se, come punto di partenza per tale esame, il documento presentato dalla Presidenza e dalla Commissione il 7 dicembre 1999 offra una base per fare avanzare i lavori.

36. Detto Gruppo dovrà inoltre esaminare le proposte avanzate dal Regno Unito, incluso lo scambio di informazioni.

37. Nell'effettuare tale esame, esso terrà conto di tutte le decisioni del Consiglio, compresi gli approcci esposti nel documento del 29 novembre 1999.

38. Il Gruppo presenterà una relazione al Consiglio contenente possibili soluzioni globali su tali questioni nonché sul codice di comportamento e sulla direttiva concernente interessi e diritti; il Consiglio riferirà al Consiglio europeo al più tardi nel giugno 2000.

Occupazione

39. Nel quadro del processo di Lussemburgo è in corso da due anni, negli Stati membri, il recepimento degli orientamenti in materia di occupazione attraverso piani d'azione nazionali. I risultati positivi di tale processo sono manifesti. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la proposta della Commissione relativa agli orientamenti in materia di occupazione per il 2000 e le raccomandazioni formulate all'attenzione dei singoli Stati membri, che sostengono gli sforzi compiuti per affrontare le sfide in materia di occupazione nell'ambito dei piani d'azione nazionali. Il Consiglio europeo approva i risultati della riunione congiunta del Consiglio (ECOFIN, Lavoro e Affari sociali) sui suddetti orientamenti e raccomandazioni. In tale processo è particolarmente importante rafforzare la partecipazione delle parti sociali e del Parlamento europeo, che per la prima volta è stato formalmente consultato sugli orientamenti in materia di occupazione.

40. Nell'intraprendere la riforma del mercato del lavoro gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione, nell'ambito dei loro piani d'azione nazionali, ai regimi fiscali e previdenziali, all'occupazione nel settore dei servizi, all'organizzazione del lavoro, all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e alle pari opportunità per uomini e donne.

41. Si sono compiuti progressi nell'elaborazione e nell'utilizzazione degli indicatori di efficienza dell'occupazione e dati connessi. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri e la Commissione ad intensificare i lavori in questo settore.

Mercato interno, competitività, innovazione e società dell'informazione

42. Un mercato interno operante in modo ottimale è d'importanza vitale per la competitività delle imprese europee, nonché per la crescita e l'occupazione. Il migliore funzionamento dei mercati dei prodotti, dei servizi e dei capitali è un elemento chiave del processo di riforma economica globale. La comunicazione della Commissione sulla strategia per il mercato interno europeo è accolta favorevolmente quale contributo importante a tal fine, e la Commissione e il Consiglio sono invitati a sviluppare e a chiarire il ruolo, gli obiettivi e le misure di una politica globale per l'Unione europea in materia di competitività, nell'ambito del coordinamento delle politiche economiche.

43. L'efficace utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione è essenziale nell'ambito della concorrenza globale. Il Consiglio europeo di Colonia ha assegnato all'Europa l'obiettivo di svolgere un ruolo guida nella società dell'informazione, il che richiede ulteriori investimenti in materia di ricerca, di innovazione e di istruzione. Occorre insistere particolarmente sulla necessità di soddisfare le crescenti esigenze della società dell'informazione nei confronti del mercato del lavoro.

 

44. Perché il mercato elettronico funzioni correttamente sono necessari un mercato delle telecomunicazioni aperto e competitivo e una legislazione che sostenga il commercio elettronico tenendo conto degli interessi sia delle imprese che dei consumatori. Il Consiglio europeo rileva i progressi recentemente compiuti nell'elaborare una normativa sul commercio elettronico ed esorta il Consiglio a portare a termine i lavori incompiuti in questo settore. La Commissione è invitata a elaborare senza indugio proposte riguardo alle necessarie modifiche da apportare alla normativa comunitaria sulle telecomunicazioni a seguito degli sviluppi intervenuti a livello tecnico e del mercato.

45. Il Consiglio europeo si compiace dell'iniziativa "e-Europe" lanciata dalla Commissione per far sì che l'Europa diventi realmente una società dell'informazione accessibile a tutti. Il Consiglio europeo invita la Commissione, unitamente al Consiglio, a predisporre il piano d'azione "e-Europe", a presentare uno stato dei lavori alla riunione straordinaria del Consiglio europeo che si terrà a Lisbona il 23 e 24 marzo 2000 e a portare a compimento il piano d'azione entro il giugno 2000.

Ambiente e sviluppo sostenibile

46. Sono state concordate le strategie per integrare la dimensione ambientale nei settori agricolo, dei trasporti e dell'energia. Lavori su strategie analoghe sono stati avviati a livello di Consiglio "Mercato interno", "Sviluppo" e "Industria", che hanno già elaborato relazioni iniziali, nonché a livello di Consiglio "Affari generali", "ECOFIN" e "Pesca". Il Consiglio è invitato a concludere tutti i suoi lavori e a presentare al Consiglio europeo del giugno 2001 strategie globali, compreso eventualmente un calendario per ulteriori misure e una serie di indicatori per i settori in questione.

47. L'elaborazione di strategie settoriali dovrebbe essere seguita dalla loro immediata attuazione. Si dovrà procedere periodicamente alla valutazione, al seguito e al monitoraggio delle strategie, in modo da poterle adeguare e approfondire. La Commissione e il Consiglio sono invitati a sviluppare strumenti adeguati e dati applicabili a tal fine.

48. Devono proseguire i preparativi concernenti le politiche e le misure, compresi il diritto interno e la normativa comunitaria, onde creare i presupposti per la ratifica del protocollo di Kyoto prima del 2002 sia da parte della Comunità europea che da parte degli Stati membri. Il Consiglio europeo esorta tutte le Parti della convenzione a ratificarla entro il 2002 affinché possa entrare in vigore. L'integrazione degli aspetti ambientali e dello sviluppo sostenibile nella definizione e nell'attuazione delle politiche rappresenta un elemento centrale per ottemperare agli impegni assunti dalla Comunità nel quadro del protocollo di Kyoto. Sarà fatto il possibile affinché la conferenza dell'Aia raggiunga decisioni coerenti e credibili.

49. Il Consiglio europeo prende atto della valutazione complessiva del quinto programma d'azione in materia ambientale e della relazione concernente gli indicatori ambientali e gli indicatori di integrazione presentate dalla Commissione e invita quest'ultima a elaborare entro la fine del 2000 una proposta per il sesto programma d'azione in materia ambientale.

50. La Commissione è invitata a elaborare una proposta di strategia a lungo termine per il coordinamento delle politiche ai fini di uno sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale ed ecologico, destinata ad essere presentata al Consiglio europeo nel giugno 2001. Tale strategia costituirà altresì il contributo della Comunità al riesame decennale del processo di Rio, previsto nel 2002.

IV. ALTRE POLITICHE INTERNE AVENTI UN IMPATTO DIRETTO SUI CITTADINI

Sanità pubblica e sicurezza dei prodotti alimentari

51. Il Consiglio europeo rammenta la necessità di assicurare nella definizione di tutte le politiche comunitarie un livello elevato di tutela della salute dell'uomo. Occorre dedicare particolare attenzione a garantire prodotti alimentari sani e di elevata qualità a tutti i cittadini, migliorando le norme di qualità e rafforzando i sistemi di controllo lungo tutta la catena alimentare, dall'azienda agricola ai consumatori. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a esaminare urgentemente il futuro libro bianco della Commissione in materia di sicurezza dei prodotti alimentari, che prevede anche l'eventuale istituzione di un'agenzia indipendente per i prodotti alimentari e il sostegno alle misure nazionali in materia di sicurezza dei prodotti alimentari, nonché la comunicazione della Commissione sul principio precauzionale. La prossima Presidenza presenterà al Consiglio europeo di Feira una relazione sui progressi già compiuti.

Lotta contro la criminalità organizzata e la droga

52. Il Consiglio europeo ha preso atto della relazione sulla realizzazione e la valutazione del piano d'azione contro la criminalità organizzata adottato nella riunione di Amsterdam del 1997. Alla luce delle conclusioni di Tampere, invita il Consiglio ad assicurare il seguito del suddetto piano d'azione mediante una strategia UE per la prevenzione e la lotta contro la criminalità organizzata.

53. Il Consiglio europeo prende atto della strategia dell'Unione europea in materia di droga per il periodo 2000-2004. Invita le istituzioni e gli organi interessati da detta strategia a provvedere rapidamente alla sua attuazione e a riferire in merito ai primi risultati entro la fine del 2002.

 

V. RELAZIONI ESTERNE

54. Un nuovo slancio è stato impresso alla politica estera e di sicurezza comune dell'Unione con l'arrivo del Sig. Javier Solana in qualità di Segretario Generale/Alto Rappresentante. Nuove possibilità di azione sono offerte dalle strategie comuni che conferiranno un massimo di coerenza, valore aggiunto ed efficacia all'azione esterna dell'Unione, compreso l'appropriato ricorso alle disposizioni del trattato di Amsterdam sulla maggioranza qualificata nelle votazioni sulle materie relative all'attuazione della politica estera e di sicurezza comune. Il Consiglio europeo invita il Consiglio, in base al contributo del Segretario Generale/Alto Rappresentante e della Commissione, a intraprendere i passi necessari per assicurare un'utilizzazione ottimale di tutti i vari strumenti a disposizione dell'Unione per una sua azione esterna più incisiva e globale.

Cecenia

55. Il Consiglio europeo ha adottato, il 10 dicembre 1999, una dichiarazione a parte sulla Cecenia (si veda l'allegato II).

Strategie comuni

56. Il Consiglio europeo ha deciso una strategia comune dell'Unione europea sull'Ucraina (si veda l'allegato V). Il Consiglio europeo sottolinea così l'importanza attribuita all'affermarsi di un'Ucraina democratica, stabile, aperta ed economicamente prospera quale attore di primo piano nella nuova Europa. La strategia comune tiene conto delle aspirazioni europee dell'Ucraina e della sua scelta pro-europea.

57. Il Consiglio europeo ha intrapreso il riesame generale delle strategie comuni dell'Unione. Ha ricordato che nella sua dichiarazione sulla Cecenia ha deciso che si dovrebbe rivedere l'attuazione della strategia comune sulla Russia. Ha preso atto dello stato di preparazione avanzato della strategia comune sul Bacino Mediterraneo e sulla necessità di proseguire i lavori relativi alla strategia comune sui Balcani occidentali. Incoraggia il Consiglio a proseguire la preparazione e a sviluppare il concetto di strategie comuni nonché gli elementi, segnatamente tematici, e i tempi delle ulteriori strategie comuni.

Stabilità per l'Europa sudorientale

58. L'Unione è risoluta a svolgere un ruolo di primo piano nel promuovere la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo economico dell'Europa sudorientale, in stretta intesa con i paesi della regione e con altri sotto l'egida del Patto di stabilità. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la relazione congiunta della Presidenza e della Commissione che indica i settori chiave per i futuri lavori. Invita il Segretario Generale/Alto Rappresentante, unitamente alla Commissione, a presentare al Consiglio per un ulteriore esame urgente, un'analisi politica ed economica delle future prospettive della regione. Il Consiglio europeo rileva inoltre l'esigenza di un quadro normativo unico per l'assistenza finanziaria che contribuisca ad un'azione più efficace sul campo e alla cooperazione nella regione. Il Consiglio europeo esprime la propria gratitudine per il lavoro svolto dal Sig. Bodo Hombach.

59. La prospettiva degli accordi di stabilizzazione e associazione dovrebbe consentire di sviluppare relazioni più strette tra tutti i paesi della regione in tutti i settori. Il sostegno dell'Unione dipenderà dall'impegno esplicito e netto dei paesi dell'Europa sudorientale a cooperare al fine di realizzare le priorità politiche comuni. Il Consiglio europeo rileva che è molto importante migliorare le relazioni ed eliminare gli ostacoli commerciali e le barriere che si frappongono alla circolazione delle persone tra i paesi interessati. Rammenta che è importante una rapida azione per rendere agibile il Danubio.

60. L'Unione desidera contribuire alla democratizzazione della Repubblica federale di Jugoslavia (RFJ) nell'ambito degli sforzi miranti a stabilizzare l'Europa sudorientale. Intensificherà il dialogo con le forze democratiche serbe e il governo democraticamente eletto del Montenegro. L'Unione esplorerà ulteriori possibilità per sostenere il programma di riforme politiche ed economiche del Montenegro.

61. L'Unione è impegnata nel ripristino e nella ricostruzione del Kosovo. Il Consiglio europeo si compiace del programma di ricostruzione e ripresa per il Kosovo nonché dell'impegno assunto dall'Unione di destinare 500 milioni di euro a decorrere dal 2000 all'opera di ricostruzione, in aggiunta ai contributi nazionali degli Stati membri. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1244 dovrà essere pienamente applicata in ogni suo aspetto da tutte le parti interessate. Il fatto di non rispettare il mandato dell'UNMIK e non cooperare con la KFOR avrà gravi conseguenze per quanto attiene all'impegno dell'UE nel Kosovo. Al riguardo il Consiglio europeo esprime gratitudine per l'operato del Signor Bernard Kouchner.

Dimensione nordica

62. Il Consiglio europeo si compiace delle conclusioni della Conferenza dei Ministri degli esteri sulla dimensione nordica svoltasi a Helsinki l'11 e 12 novembre 1999, nonché dell'intenzione della futura Presidenza svedese di organizzare un seguito ad alto livello. Il Consiglio europeo invita la Commissione a predisporre, d'intesa con il Consiglio e in consultazione con i paesi partner, un piano d'azione per la dimensione nordica nelle politiche esterne e transfrontaliere dell'Unione europea, da presentare per approvazione al Consiglio europeo di Feira nel giugno 2000.

Messico

63. Il Consiglio europeo si compiace della conclusione dei negoziati su un accordo di libero scambio con il Messico.

Diritti umani

64. Il Consiglio europeo prende atto della relazione della Presidenza sui diritti dell'uomo e si compiace del seguito riservato alle misure proposte nella dichiarazione dell'Unione europea del 10 dicembre 1998. Il Consiglio europeo invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri a portare avanti tali misure attivamente e a sviluppare ulteriormente le dimensioni e il contenuto della relazione annuale sui diritti dell'uomo e del forum di discussione annuale sui diritti dell'uomo e a esaminare l'esigenza di rafforzare l'analisi e la valutazione nel settore dei diritti umani. In questo contesto è promosso un dialogo costante con la società civile sul tema dei diritti dell'uomo.

65. Il Consiglio europeo ribadisce quanto è importante che ogni individuo possa godere in ugual modo dei diritti dell'uomo. Occorre prestare particolare attenzione al miglioramento della situazione dei gruppi che non sono maggioritari in nessuno Stato, compresi i Rom. L'Unione europea si è impegnata ad adoperarsi ai fini del raggiungimento di questo obiettivo congiuntamente al Consiglio d'Europa e all'OSCE.

Processo di pace in Medio Oriente

66. Il Consiglio europeo si compiace del rinnovato impulso per una pace giusta, globale e durevole nel Medio Oriente e ribadisce il pieno sostegno dell'Unione al riguardo.

67. Il Consiglio europeo si compiace in modo particolare della decisione coraggiosa del Presidente Assad e del Primo Ministro Barak di riprendere i negoziati sul capitolo siriano a Washington a metà dicembre. Si aspetta che Israele e Siria giungano rapidamente ad un accordo che dovrebbe aprire la strada alla ripresa dei negoziati e anche ad una soluzione del capitolo libanese.

68. Il Consiglio europeo rileva l'importanza dei provvedimenti sinora adottati da Israele e dai Palestinesi per attuare l'accordo di Sharm El-Sheikh. Il tempestivo adempimento di tutti gli obblighi assunti dalle parti dell'accordo dovrebbe garantire progressi costanti in tal senso. Il Consiglio europeo invita le due parti ad astenersi da qualsiasi iniziativa unilaterale.

69. Tutte le parti del capitolo multilaterale del processo di pace sono invitate a impegnarsi per una rapida e completa ripresa delle attività in tale settore. Progressi paralleli su tutti i capitoli favorirebbero gli interessi di tutti nella fase attuale del processo di pace.

OMC

70. Il Consiglio europeo si rammarica per il fallimento della Conferenza ministeriale dell'OMC di Seattle. Ribadisce il proprio impegno all'attuale sistema commerciale multilaterale e a un ciclo globale dei negoziati multilaterali sul commercio. Approva le conclusioni del Consiglio "Affari generali " del 3 dicembre 1999.

Macao

71. Alla vigilia della transizione a Macao, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza che annette alla stabilità e alla prosperità di Macao quale regione amministrativa speciale (RAS) della Cina, nonché al mantenimento della sua identità specifica e dei diritti e delle libertà della sua popolazione, come stabilito nella dichiarazione congiunta sino-portoghese del 1987 e nella legge costitutiva della RAS, la cui piena attuazione costituisce la migliore garanzia per l'avvenire di Macao.

VI. IRLANDA DEL NORD

72. Il Consiglio europeo accoglie con favore il trasferimento di poteri all'Irlanda del nord e la creazione delle istituzioni anglo-irlandesi e nord-sud previste nell'accordo del Venerdì santo, riconoscendo che tali sviluppi rappresentano un progresso molto significativo verso la piena attuazione dell'accordo. Il Consiglio europeo si congratula con i partiti politici, i governi del Regno Unito e irlandese e il Senatore George Mitchell per questo progresso. Il Consiglio europeo ribadisce il suo appoggio politico e concreto all'Irlanda del Nord e alla cooperazione tra nord e sud.

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ALLEGATI DELLE

conclusioni della presidenza

 

CONSIGLIO EUROPEO DI HELSINKI

10 E 11 DICEMBRE 1999

 

ALLEGATI

 

 

Allegato I Dichiarazione per il Millennio

 

Allegato II Dichiarazione sulla Cecenia

 

Allegato III Un Consiglio efficiente per un'Unione allargata - Linee direttrici per una riforma e raccomandazioni operative

 

Allegato IV Relazioni della Presidenza

– rafforzamento della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa

– gestione non militare delle crisi da parte dell'Unione europea

 

Allegato V Strategia comune dell'Unione europea sull'Ucraina

 

Allegato VI Elenco dei documenti presentati al Consiglio europeo di Helsinki

 

 

ALLEGATO I

 

DICHIARAZIONE PER IL MILLENNIO

 

La ricerca della pace e della prosperità è stata la forza propulsiva dell'integrazione europea. In cinquant'anni abbiamo compiuto un lungo cammino in direzione di questi obiettivi. Viviamo in un'Unione in cui i cittadini e le attività economiche possono liberamente circolare e stabilirsi senza tener conto delle frontiere nazionali. Persone di tutte le estrazioni beneficiano del Mercato unico, dell'Unione economica e monetaria e delle politiche comuni che favoriscono nel contempo la competitività e l'integrazione sociale.

L'Unione europea è fondata sulla democrazia e sullo Stato di diritto. I cittadini dell'Unione sono uniti da valori comuni quali la libertà, la tolleranza, l'uguaglianza, la solidarietà e la diversità culturale.

L'Unione europea è una costruzione di carattere unico, senza modelli nella storia. Soltanto insieme, attraverso l'Unione, a noi e ai nostri paesi sarà possibile affrontare le sfide del futuro.

* * *

Alle soglie del nuovo secolo e del terzo millennio l'Unione dovrebbe concentrarsi su azioni centrali per la sicurezza e il benessere dei suoi popoli.

L'Europa sta affrontando le realtà della società dell'informazione e della globalizzazione. È necessario prendere provvedimenti in relazione all'invecchiamento della popolazione e rispondere alle aspettative dei giovani. Svilupperemo le nostre risorse umane mediante la formazione permanente e l'innovazione e promuoveremo un'economia europea dinamica e aperta, basata sul sapere, per garantire la crescita e ridurre su base permanente la disoccupazione.

L'Europa è intensamente consapevole dell'esigenza di lottare contro il degrado dell'ambiente a livello locale e mondiale. Opereremo insieme per realizzare lo sviluppo sostenibile e garantire una migliore qualità di vita alle future generazioni.

I cittadini si aspettano di essere protetti contro la criminalità e di essere in grado di esercitare i loro diritti giuridici dappertutto nell'Unione. Faremo dell'Unione un autentico spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

L'Unione condivide la crescente responsabilità globale di promuovere il benessere, prevenire i conflitti e assicurare la pace. Potenzieremo la stabilità e la prosperità in Europa allargando l'Unione e cooperando con i paesi partner. Opereremo per un'economia internazionale più aperta e stabile che abbia altresì un impatto positivo sulle popolazioni delle parti meno favorite del pianeta. Creeremo capacità dell'Unione in ambito militare e civile al fine di gestire le crisi internazionali e di offrire assistenza umanitaria a coloro che ne hanno bisogno.

* * *

Soltanto un'Unione aperta, democratica e efficiente può assolvere questi impegni.

All'Unione occorrono la fiducia e l'attivo coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni civili. Essa necessita altresì del pieno sostegno degli Stati membri nella promozione dell'interesse comune.

Dobbiamo infondere nuova linfa all'idea di un'Europa per tutti - un'idea alla quale ogni nuova generazione deve imprimere il proprio sigillo.

 

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ALLEGATO II

 

DICHIARAZIONE SULLA CECENIA

1. Il Consiglio europeo condanna quali assolutamente inaccettabili gli intensi bombardamenti delle città cecene, la minaccia che incombe sui residenti di Grozny e l'ultimatum lanciato dai comandi militari russi, nonché il trattamento degli sfollati interni.

2. Il Consiglio europeo non mette in questione il diritto della Russia di salvaguardare la propria integrità territoriale né di combattere il terrorismo. Tuttavia, in nessuna circostanza, la lotta contro il terrorismo può giustificare il fatto che città vengano distrutte, svuotate dei loro abitanti, e che un'intera popolazione sia considerata terrorista.

3. Questo comportamento è in contraddizione con i principi basilari del diritto umanitario, con gli impegni assunti dalla Russia nell'ambito dell'OSCE e con i suoi obblighi quale membro del Consiglio d'Europa. Questa guerra allarga la spaccatura fra il popolo ceceno e il resto della Russia, e minaccia di destabilizzare l'intera regione. Soltanto una soluzione politica può porre fine a questa crisi. Il Consiglio europeo è profondamente preoccupato per la minaccia che il persistente conflitto fa gravare sulla stabilità della regione del Caucaso e per la sua possibile estensione dalla Cecenia alla Georgia, con effetti sulla sua integrità territoriale.

4. Il Consiglio europeo esorta le autorità russe a:

- non dar seguito all'ultimatum contro le popolazioni civili di Grozny;

- sospendere il bombardamento e l'uso sproporzionato e indiscriminato della forza contro la popolazione cecena;

- consentire la sicura consegna di aiuti umanitari e garantire la sicurezza degli organismi internazionali di soccorso;

- iniziare immediatamente il dialogo politico con le autorità cecene elette.

5. Il Consiglio europeo ha invitato le autorità cecene a rispettare le norme e i principi del diritto umanitario, a condannare il terrorismo e a cercare di riallacciare un dialogo politico.

6. Il Consiglio europeo si attende che la Russia onori ed attui integralmente gli impegni assunti ad Istanbul e rivolge particolare attenzione alla prossima visita del Presidente in esercizio dell'OSCE nella regione. Il Consiglio europeo esorta la Russia ad approfittare di tale visita per un dialogo con i dirigenti eletti del Caucaso settentrionale, compresa la Cecenia. Un ufficio in loco del Gruppo di assistenza OSCE in Cecenia dovrebbe essere aperto prossimamente a Nazran, in Inguscezia.

 

 

7. Tenuto conto di ciò, il Consiglio europeo decide di trarre le conseguenze da tale situazione:

- per l'attuazione della strategia comune dell'Unione europea sulla Russia, che dovrebbe essere riveduta;

- per l'accordo di partenariato e cooperazione, di cui dovrebbero essere sospese alcune disposizioni e di cui dovrebbero essere applicate rigorosamente le disposizioni in materia commerciale;

- per il programma TACIS, con l'invito all'autorità di bilancio ad esaminare il trasferimento di alcuni fondi da TACIS all'assistenza umanitaria. I finanziamenti nel bilancio per l'esercizio 2000 dovrebbero essere limitati ai settori prioritari, fra cui i diritti dell'uomo, lo stato di diritto, il sostegno alla società civile e la sicurezza nucleare.

Esso invita la Presidenza, unitamente al Segretario Generale/Alto rappresentante, a notificare urgentemente tale decisione e i contenuti della presente dichiarazione alle autorità russe al più alto livello.

Esso invita l'OSCE e il Consiglio d'Europa a riesaminare, nell'ambito delle rispettive competenze, le modalità della loro cooperazione con la Russia.

 

8. La Russia è uno dei partner principali dell'Unione europea. L'Unione ha costantemente espresso la sua disponibilità ad accompagnare la Russia nella sua transizione verso uno Stato moderno e democratico. Affinché il partenariato strategico possa essere sviluppato, la Russia deve tuttavia rispettare i suoi obblighi. L'Unione europea non desidera che la Russia si isoli dall'Europa.

 

 

 

 

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ALLEGATO III

 

 

 

 

UN CONSIGLIO

EFFICIENTE PER

UN'UNIONE ALLARGATA

 

 

LINEE DIRETTRICI PER UNA RIFORMA

E

RACCOMANDAZIONI OPERATIVE

LINEE DIRETTRICI PER UNA RIFORMA

 

Riformare il funzionamento del Consiglio è una componente importante del più ampio processo di riforma istituzionale volto a predisporre l'Unione all'allargamento. L'ampiezza dei futuri allargamenti insieme all'ampliamento del campo d'azione dell'Unione rischia di rallentare, o addirittura, a termine, di paralizzare l'attività del Consiglio. Tale rischio, già percepibile ora, rappresenta una minaccia per il buon funzionamento dell'Unione, visto il ruolo centrale che il Consiglio svolge nel processo decisionale. Di qui l'esigenza di un esame globale dei metodi di lavoro del Consiglio, come illustrato nella relazione sottoposta dal Segretario generale nel marzo 1999 .

Il Consiglio deve avere una visione d'insieme delle politiche dell'Unione. A tale scopo, è essenziale disporre, all'interno del sistema, di una struttura unica di coordinamento in grado di orientare l'azione dell'Unione conformemente alla volontà dei suoi responsabili politici. Tale asse privilegiato ha inizio al livello degli Stati membri, con un coordinamento e un arbitrato interservizi efficaci, e si prolunga con il Coreper, il Consiglio "Affari Generali" e, in ultima analisi, il Consiglio europeo. È dal rafforzamento dell'efficacia di tale struttura, paragonabile ad una colonna vertebrale del sistema, che dipenderà in larga misura la capacità del Consiglio di far fronte alle sfide che lo attendono. Per preservare la capacità del Consiglio di agire risolutamente occorre pertanto prendere iniziative a tutti i livelli.

Il Consiglio europeo deve continuare a costituire una sede efficace della leadership politica provvedendo a infondere il necessario impulso allo sviluppo dell'Unione e a definire gli orientamenti politici generali. Esso deve mantenere l'attuale flessibilità di preparazione, l'ambito ristretto delle riunioni e l'impatto pratico delle conclusioni della Presidenza.

La responsabilità centrale del Consiglio "Affari generali" per le questioni orizzontali di carattere generale, incluso il coordinamento globale delle politiche, implica che esso dovrà occuparsi di un calendario sempre più complesso di lavori esterni e interni, riguardo ai grandi fascicoli pluridisciplinari e interpilastro. Affrontare efficacemente tutti gli aspetti dei lavori attraverso una migliore gestione del calendario dei lavori e un'adeguata rappresentanza degli Stati membri è essenziale affinché il Consiglio "Affari generali" continui a svolgere il suo ruolo teso ad assicurare il coordinamento e la coerenza generali delle politiche e a preparare le sessioni del Consiglio europeo.

Vista la diversificazione delle attività dell'Unione e l'ampliamento dei settori contemplati dai trattati, è importante prevenire la frammentazione delle attività e del processo decisionale dell'Unione limitando il numero delle formazioni del Consiglio nonché evitando le attività artificiali di carattere riempitivo. Ciò contribuirà a focalizzare l'azione dell'Unione e a migliorare il coordinamento e la coerenza globali delle politiche da parte degli organi preparatori del Consiglio.

Devono essere seguite prassi legislative efficaci. Ciò significa assicurare che si faccia ricorso agli adeguati strumenti legislativi, che i testi abbiano un'alta qualità redazionale e siano giuridicamente inattaccabili, che la procedura di codecisione, sempre più applicata, funzioni correttamente e efficacemente e che i lavori legislativi del Consiglio siano più trasparenti e aperti alla valutazione pubblica.

Mentre il coordinamento interno negli Stati membri è, e deve restare, di esclusiva competenza di ciascun governo, un coordinamento efficiente ha influssi diretti sul funzionamento e la coerenza del Consiglio. Rappresenta pertanto un comune e autentico interesse degli Stati membri cercare di far sì che la loro organizzazione interna consenta al Consiglio di deliberare più efficacemente.

Un processo decisionale efficace del Consiglio richiede lavori preparatori da condurre il più razionalmente possibile e tenendo conto al massimo della relazione costi/efficacia, assicurando nel contempo la coerenza politica globale. Ciò implica pianificare tutte le attività programmabili, definire chiaramente il ruolo del COREPER e dei Gruppi del Consiglio e applicare migliori metodi di lavoro destinati a garantire l'uso ottimale dell'infrastruttura e delle risorse. Già attualmente occorre sfruttare pienamente il limitato tempo disponibile nelle riunioni, e tanto più lo si dovrà fare in un'Unione allargata. Senza un'adeguata preparazione a monte e una maggiore disciplina nei dibattiti in seduta plenaria a tutti i livelli le discussioni rischiano di perdere ogni efficacia. Nelle riunioni le delegazioni dovrebbero poter reagire e negoziare su opzioni chiare, su progetti di soluzioni riguardanti difficoltà note o problemi chiaramente posti. Pertanto è della massima importanza che si presentino documenti perspicui e ben strutturati. La Presidenza dovrebbe avere i mezzi di assicurare appropriati metodi di lavoro, nel contesto della sua particolare responsabilità di gestione e conduzione delle discussioni.

La Presidenza deve mantenere la responsabilità politica generale della gestione degli affari del Consiglio. Nel corso degli anni l'onere al riguardo è aumentato notevolmente e continuerà su questa via con gli allargamenti dell'Unione. Va perciò fatto un uso ottimale delle varie forme di sostegno disponibile, come la Presidenza entrante, la Troika e il Segretariato generale, per alleviare i compiti della Presidenza. Il crescente numero dei membri del Consiglio, con l'aumento delle responsabilità della Presidenza, richiederà altresì un più deciso e aperto sostegno del Consiglio e della Presidenza da parte del Segretariato generale.

Infine problemi pratici come quello della configurazione delle sale, della traduzione, dell'interpretazione e della documentazione sono cruciali per il corretto funzionamento del Consiglio. Occorre ricercare nuove soluzioni originali e pragmatiche al riguardo, pur nel rispetto dei principi basilari, se si vuole mantenere l'efficacia dell'istituzione.

Le seguenti raccomandazioni operative saranno per lo più applicate quanto prima possibile. Alcune richiederanno modalità dettagliate per essere applicate a medio termine in connessione con l'allargamento. Esse sono altresì volte a da dar seguito alla richiesta del Consiglio europeo di Colonia di predisporre proposte specifiche per migliorare il funzionamento del Consiglio in vista dell'allargamento. È imperativo che tali raccomandazioni siano applicate con mezzi efficaci attraverso il regolamento interno  del Consiglio e si accompagnino alle misure pratiche già applicate dalla Presidenza e dal Segretario Generale, al cui consolidamento si dovrà procedere nei prossimi anni. L'impatto combinato di dette misure dovrebbe assicurare che il Consiglio sia adeguatamente preparato a accogliere i nuovi membri nel prossimo futuro riducendo al minimo i disagi.

 

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RACCOMANDAZIONI OPERATIVE

 

A. IL CONSIGLIO EUROPEO E IL CONSIGLIO "AFFARI GENERALI"

1. La principale missione del Consiglio europeo deve continuare a consistere nell'imprimere all'Unione l'impulso necessario al suo sviluppo e nel definirne gli orientamenti politici generali. Uno dei mezzi per contribuire a meglio adempiere a tali compiti è rendere più concise le conclusioni della Presidenza (al massimo 15 pagine ), incentrandole sulle decisioni politiche prese circa le questioni realmente discusse nel corso della sessione.

2. Il Consiglio "Affari generali" deve essere in grado di affrontare efficacemente le questioni orizzontali interne, incluso il coordinamento politico globale. L'ordine del giorno del Consiglio "Affari generali" deve essere di conseguenza suddiviso in due parti chiaramente distinte: gli Stati membri assicurano una rappresentanza adeguata a livello ministeriale in entrambe le parti della sessione.

3. Il Consiglio "Affari generali" è responsabile del coordinamento generale dei lavori di preparazione del Consiglio europeo.

 

B. RELAZIONI ESTERNE 

Ruolo del Segretario Generale/Alto Rappresentante

4. Fatte salve le condizioni fissate nell'articolo 3 del trattato UE, perché il Consiglio e la Commissione assicurino la coerenza delle relazioni esterne, e in conformità delle rispettive competenze ai sensi dei trattati, la Presidenza, il Segretario Generale/Alto Rappresentante e il Commissario per le relazioni esterne coopereranno strettamente per garantire la generale continuità e coerenza dell'azione dell'Unione nelle relazioni esterne.

5. Ai sensi dei trattati, il Segretario Generale/Alto Rappresentante

i) assiste la Presidenza nel coordinamento dei lavori del Consiglio per garantire coerenza circa i vari aspetti delle relazioni esterne dell'Unione,

ii) contribuisce alla preparazione delle decisioni politiche e alla formulazione delle opzioni del Consiglio su questioni di politica estera e di sicurezza, affinché si concentri costantemente sulle principali questioni politiche che richiedono decisioni operative o orientamenti politici,

iii) contribuisce all'attuazione delle decisioni di politica estera e di sicurezza in stretto coordinamento con la Commissione, gli Stati membri e altre autorità responsabili dell'effettiva applicazione in loco.

6. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante può ricevere specifici mandati dal Consiglio.

Riunioni/contatti regolari con i paesi terzi

7. Visto il crescente onere amministrativo dell'organizzazione di riunioni a livello ministeriale con i paesi terzi, in particolare per gli accordi di cooperazione e associazione, una gestione più efficace di tali riunioni si potrebbe conseguire

i) pianificando sistematicamente le riunioni ministeriali con i paesi terzi durante la Presidenza in corso e nelle due successive, in sintonia con la rotazione, per rendere possibile un'appropriata distribuzione degli oneri amministrativi e assicurare un'adeguata preparazione;

ii) cercando il consenso dei paesi terzi sull'inclusione di disposizioni a titolo degli accordi di cooperazione e di associazione esistenti o futuri

- che, per quanto riguarda il calendario delle riunioni, non specifichino una determinata periodicità, ma consentano di convocare riunioni ministeriali se giustificate da un nutrito numero di questioni da affrontare, dopo la necessaria preparazione,

- che, per quanto concerne il livello di rappresentanza, prevedano che il Consiglio sia rappresentato di norma a livello ministeriale dalla Presidenza, con l'assistenza del Segretario Generale/Alto Rappresentante, e della Presidenza entrante. Altri membri del Consiglio possono designare rappresentanti a livello ufficiale;

iii) assicurando che, per quanto riguarda le riunioni del dialogo politico, la Presidenza e l'Alto Rappresentante facciano un ricorso quanto più efficace alle due possibilità offerte dal trattato per la conduzione di siffatte riunioni (ossia la Presidenza, assistita dal Segretario Generale/Alto Rappresentante o l'Alto Rappresentante a richiesta della Presidenza a nome del Consiglio) per agevolare le decisioni dell'Unione in materia di dialogo politico, in piena associazione con la Commissione.

Ottimizzazione della rete diplomatica

8. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante è invitato a elaborare una relazione per il Consiglio che esamini i modi e i mezzi atti a utilizzare le reti delle ambasciate degli Stati membri e le delegazioni della Commissione attraverso il mondo per rafforzare la realizzazione dell'azione dell'Unione e essere assistito nell'esercizio delle sue funzioni.

C. FORMAZIONI DEL CONSIGLIO

 

9. Al fine di migliorare la coerenza e l'uniformità dei lavori del Consiglio viene ridotto il numero di formazioni del Consiglio. Il Consiglio "Affari generali" adotta le iniziative necessarie per conseguire quanto prima questo obiettivo, operando la fusione di alcune formazioni del Consiglio, trattando determinate questioni in altre formazioni pertinenti del Consiglio e ricorrendo al massimo ad un sistema di riunioni concatenate all'atto della convocazione di formazioni del Consiglio strettamente legate tra loro.

10. Nel convocare le sessioni del Consiglio si presta particolare attenzione alla gestione e all'organizzazione dell'ordine del giorno per consentire agli Stati membri di essere rappresentati in ciascuna formazione del Consiglio come essi ritengono opportuno in base alla propria organizzazione interna. La Presidenza provvede ad assicurare di norma un unico Presidente per ciascuna formazione del Consiglio

11. Fatto salvo l'articolo 1, paragrafo 1 del regolamento interno del Consiglio, le formazioni e le sessioni del Consiglio sono convocate soltanto quando l'ordine del giorno è corposo (ad esempio quando si devono prendere decisioni o dare orientamenti politici) o quando esistono scadenze obiettive che lo impongono. La mancanza di detti criteri implicherà l'impossibilità di convocare la formazione o la sessione del Consiglio in questione.

*12. Nessuna nuova formazione del Consiglio può essere convocata se non lo decide il Consiglio "Affari generali".

13. Non sono più convocate sessioni congiunte di differenti formazioni del Consiglio, salvo in circostanze eccezionali.

14. Ciascuno Stato membro terrà sotto permanente esame le procedure di coordinamento interno sulle questioni relative all'UE, affinché esse siano adatte a garantire l'ottimale funzionamento del Consiglio. Sulla base di un contributo di ciascuno Stato membro contenente una descrizione pratica delle procedure di coordinamento interno sulle questioni relative all'UE, sarà compilata entro il dicembre 2000 una sintesi dei sistemi di coordinamento di diversi Stati membri.

D. IL RUOLO LEGISLATIVO DEL CONSIGLIO

Ricorso appropriato agli strumenti legislativi e migliore qualità redazionale

*15. Le delegazioni si assicurano che le modifiche di testo proposte siano accuratamente stilate, anche durante la prima lettura del testo da parte del gruppo di lavoro.

*16. Il Consiglio si astiene dall'adottare risoluzioni, dichiarazioni o altri atti atipici quando si occupa di questioni legislative.

Migliori procedure di codificazione

17. Per accelerare i lavori sulla codificazione dei testi legislativi e aumentare la legislazione disponibile in una forma codificata e più perspicua

i) una scadenza rigorosa di trenta giorni è imposta in seno al Consiglio per le osservazioni delle delegazioni sulle proposte. Al Parlamento europeo dovrebbe essere chiesto di approvare le scadenze procedurali per la formulazione di un parere sulle proposte codificate;

ii) il Consiglio cercherà di conseguire quanto prima un ulteriore accordo interistituzionale con il Parlamento europeo e la Commissione sul ricorso a un metodo accelerato per la tecnica di "rifusione" (ossia utilizzare l'opportunità offerta da una modifica di un atto di base per una codificazione completa), purché restino impregiudicati i principi e lo spirito della tecnica di codificazione (ossia codificazione senza sostanziali modifiche dei testi pubblicati).

Rendere la procedura di codecisione più efficace

18. La Presidenza tiene debito conto, come parte integrante della sua programmazione, delle esigenze di fissare le riunioni di conciliazione e di preparazione, tenendo conto delle scadenze applicabili alle procedure di codecisione. Devono essere avviati contatti con il Parlamento europeo nelle fasi della prima e seconda lettura allo scopo di pervenire quanto prima a una conclusione positiva della procedura.

19. La Presidenza e il Segretariato generale sono invitati a proporre entro la fine del 2000 ulteriori cambiamenti nei metodi di lavoro del Consiglio per quanto riguarda gli atti adottati in codecisione, alla luce dell'esperienza acquisita nell'attuazione della dichiarazione congiunta del 4 maggio 1999.

E. RIUNIONI MINISTERIALI INFORMALI

20. Scopo delle riunioni informali dei ministri è permettere uno scambio di vedute, quanto più libero possibile, su temi di portata generale. Tali riunioni non sono sessioni del Consiglio, né possono sostituire le normali attività del Consiglio. Esse sono soggette alle seguenti regole:

i) durante una Presidenza si possono tenere al massimo 5 riunioni informali dei ministri;

ii) non è redatto alcun ordine del giorno ufficiale;

iii) la presenza di assistenti è limitata ad un massimo di due per ministro;

iv) le discussioni non devono in nessun caso richiedere la preparazione di documenti del Consiglio, né prima né dopo la riunione;

v) le riunioni non possono comportare conclusioni o decisioni formali. Eventuali comunicati stampa lo devono specificare con estrema chiarezza.

F. COREPER

21. Essendo il COREPER responsabile della preparazione finale e della presentazione al Consiglio dell'insieme dei punti dell'ordine del giorno , esso è di conseguenza responsabile dell'assemblaggio di tutti i lavori preparatori intrapresi dai diversi organi verticali sia per i fascicoli pluridisciplinari che per quelli interpilastro. Per assolvere efficacemente tale ruolo:

i) la Presidenza, assistita dal Segretariato generale, deve garantire un'efficace programmazione di tutti i fascicoli pluridisciplinari e interpilastro;

ii) l'insieme delle valutazioni, delle analisi o dei contributi degli altri organi deve essere disponibile per la riunione del COREPER di preparazione alla sessione del Consiglio in cui deve essere adottata una decisione finale ;

iii) di norma, si prepara per il Consiglio un unico documento della Presidenza o del Segretariato, comprensivo di tutti i contributi e aspetti del fascicolo;

iv) i Gruppi "Antici", "Mertens" o "Amici della Presidenza" possono essere invitati per coadiuvare il COREPER nell'assolvimento di tale compito.

*22. I lavori preparatori del COREPER relativi ad un punto legislativo dell'ordine del giorno del Consiglio devono essere completati entro la fine della settimana antecedente quella che precede la sessione del Consiglio. Il mancato rispetto di questa regola comporterà di norma lo stralcio automatico di siffatti punti dall'ordine del giorno del Consiglio, a meno che considerazioni di urgenza non richiedano diversamente.

*23. Per i fascicoli in cui si siano svolti consistenti lavori di preparazione in altre sedi, il COREPER deve comunque poter verificare il rispetto dei principi e delle norme seguenti:

i) principio di legalità rispetto al diritto comunitario, compresi i principi di sussidiarietà, proporzionalità e motivazione degli atti;

ii) poteri delle istituzioni dell'Unione;

iii) disposizioni di bilancio;

iv) norme procedurali, di trasparenza e di qualità redazionale della normativa;

v) coerenza con le altre politiche e azioni dell'Unione.

24. La Presidenza può convocare a breve scadenza riunioni ad hoc del COREPER per discutere materie specifiche urgenti.

G. LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

*25. La futura Presidenza assiste la Presidenza, pur salvaguardando appieno i poteri e la responsabilità politica complessiva della Presidenza riguardo alla gestione dei lavori del Consiglio conformemente ai trattati e al regolamento interno del Consiglio. La futura Presidenza, che agisce seguendo le istruzioni della Presidenza, sostituisce quest'ultima come e quando richiesto, la sgrava, se necessario, di alcuni oneri amministrativi e assicura la continuità dei lavori del Consiglio. La Presidenza in carica e la futura Presidenza prendono tutte le misure necessarie per assicurare un'armoniosa transizione da una Presidenza a quella successiva.

H. TRASPARENZA

Accesso ai documenti

*26. Le procedure per l'accesso del pubblico ai documenti del Consiglio dovrebbero essere semplificate ed automatizzate ricorrendo, nei limiti del possibile, alla moderna tecnologia, incluso Internet, fatti salvi i principi generali che disciplinano il diritto di accesso ai documenti, che devono essere decisi in conformità dell'articolo 255 del trattato.

Migliorare la trasparenza dei lavori del Consiglio quando delibera in qualità di legislatore

*27. Ogni sei mesi, i Consigli "Affari generali" ed ECOFIN tengono ciascuno un dibattito pubblico sul programma di lavoro della Presidenza.

*28. Almeno un dibattito pubblico del Consiglio dovrebbe riguardare importanti proposte legislative. Il COREPER decide in merito ai dibattiti pubblici a maggioranza qualificata.

29. Per assicurare dibattiti pubblici più interessanti, le discussioni sono organizzate come segue:

i) le delegazioni sono invitate, in tempo utile per il Consiglio, a comunicare alla Presidenza e al Segretariato le loro vedute sulla proposta o sul punto che sarà oggetto del dibattito pubblico;

ii) la Presidenza, sulla base delle dichiarazioni scritte, redige una nota di una pagina contenente un breve questionario;

iii) la nota è distribuita alle delegazioni prima dell'avvio della sessione e costituirà la base sui cui sarà condotto il dibattito pubblico.

I. POLITICA DELL'INFORMAZIONE

30. Si esortano il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione ad adottare le misure necessarie per unificare, per quanto possibile, gli sforzi prodigati per fornire informazioni generali coordinate sull'Unione, in particolare ottimizzando il ricorso alle risorse già esistenti; in tale contesto, potrebbe essere utile esaminare la fattibilità dell'istituzione a Bruxelles di un centro comune d'informazione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione destinato ad accogliere i visitatori delle istituzioni e a coordinare le pubblicazioni riguardanti le questioni dell'UE rivolte al grande pubblico.

31. Si invita la Commissione a vagliare la questione generale della politica dell'infor-mazione dell'Unione, incluso il miglioramento del coordinamento con gli uffici di informazione degli Stati membri e dei collegamenti con gli uffici di informazione nazionali.

J. ORGANIZZAZIONE E SVOLGIMENTO DELLE SESSIONI

Programmazione dei lavori del Consiglio

32. Ciascuna Presidenza programma, in collaborazione con la Commissione, il Segretariato generale e la Presidenza successiva, tutte le attività legislative nonché tutti gli altri aspetti dei lavori del Consiglio indipendenti dagli ultimi sviluppi politici.

*33. Sette mesi prima dell'inizio di ciascuna Presidenza, il futuro Presidente del Consiglio comunica le date previste per tutte le sessioni del Consiglio in cui risulti necessario intraprendere lavori legislativi o adottare decisioni politiche operative. Il programma definitivo della Presidenza può prevedere ulteriori sessioni del Consiglio, sempreché giustificate da esigenze operative. Se una sessione già programmata non appare più giustificabile, essa è soppressa.

*34. Il programma della Presidenza, sotto forma di ordini del giorno provvisori del Consiglio, di carattere indicativo, contenenti le decisioni operative e i lavori legislativi, è messo a punto al più tardi una settimana prima dell'inizio della Presidenza.

Gruppi di lavoro

35. Se lo considera opportuno, la Presidenza può invitare le delegazioni a presentare per iscritto osservazioni e posizioni preliminari entro una determinata scadenza, prima che il Gruppo intraprenda i lavori su una nuova proposta. Sulla base dei contributi scritti, viene redatto un documento di lavoro che espone nell'ordine le principali questioni emerse onde orientare e strutturare il dibattito iniziale in sede di Gruppo.

36. Il Segretariato generale aggiorna periodicamente l'elenco di tutti gli organi preparatori del Consiglio a seguito delle decisioni con cui il COREPER o il Consiglio li hanno istituiti.

37. Il Consiglio e il COREPER si astengono dall'istituire nuovi gruppi ad alto livello.

*38. Tutte le riunioni di Gruppo preparatorie di un punto legislativo per il COREPER devono concludersi almeno 5 giorni prima della riunione del COREPER in causa. Il mancato rispetto di questa regola comporterà di norma il rinvio automatico del punto alla successiva riunione del COREPER, a meno che considerazioni di urgenza non richiedano diversamente.

Ordini del giorno e documenti

39. Fatto salvo l'articolo 2 del regolamento interno del Consiglio, la Presidenza e il Segretariato provvedono affinché i punti che richiedono decisioni od orientamento politico siano semplicemente proposti per l'iscrizione nell'ordine del giorno provvisorio del Consiglio.

40. Le discussioni in sede di Consiglio si basano su chiari orientamenti, opzioni o proposte di soluzione preparati dal COREPER per le questioni chiave in esame.

Svolgimento delle riunioni

41. Le discussioni in sede di Consiglio e di COREPER mirano soprattutto a dare risposta alle opzioni o soluzioni presentate nel documento della Presidenza o del Segretariato. Argomenti o posizioni ben noti dovrebbero essere elaborati in dichiarazioni scritte.

42. I giri d'orizzonte dovrebbero essere in linea di massima proibiti e utilizzati solo in circostanze eccezionali su questioni specifiche, prevedendo un tempo limitato per gli interventi stabilito dalla Presidenza.

43. Qualora vi siano buone possibilità di proporre la ripresentazione di un compromesso nella medesima giornata, la Presidenza convoca un gruppo a margine della riunione del COREPER o della sessione del Consiglio. Qualora, nel corso di un dibattito in seno al Consiglio o al COREPER, emerga un compromesso, la decisione concordata è formalizzata parallelamente alla riunione o sessione.

*44. Le decisioni possono essere adottate esclusivamente nelle sessioni formali del Consiglio. Il Segretariato generale verifica l'esistenza di un quorum sufficiente all'adozione della decisione. Durante le sessioni formali (comprensive di conclavi ministeriali), la Presidenza prevede più sessioni ristrette e super-ristrette al fine di discutere argomenti politicamente delicati o "classificati", anziché trattare tali materie durante il pranzo.

*45. La Presidenza può, tra l'altro:

i) stabilire in anticipo il tempo da dedicare ai punti dell'ordine del giorno in sede di COREPER o di Consiglio, qualora non sussista la necessità obiettiva di pervenire ad una decisione;

ii) organizzare il tempo riservato alla discussione di un punto particolare;

iii) determinare il numero dei partecipanti per delegazione presenti in sala di riunione (ossia se tenere riunioni ristrette o super ristrette);

iv) ricorrere alle mozioni d'ordine, quando è necessario, per assicurare che siano rispettate le condizioni imposte relative allo svolgimento di un dibattito.

K. IL SEGRETARIATO GENERALE E IL CONTESTO MATERIALE

Ruolo del Segretariato generale

46. Il ruolo di sostegno del Segretariato generale, quale consulente del Consiglio e della Presidenza, deve essere rafforzato mediante una stretta e continua associazione alla programmazione, al coordinamento e garantendo la coerenza dei lavori del Consiglio. In particolare, esso è invitato a svolgere un ruolo più attivo sotto la guida e la responsabilità della Presidenza, per assisterla nel suo ruolo di "buoni uffici", e per ricercare soluzioni di compromesso.

47. I documenti elaborati dal Segretariato generale e usati come base per negoziati in sede di Consiglio e negli organi preparatori devono essere concisi e stabilire chiaramente le questioni che devono essere trattate, incluse, se necessario, le opzioni o le soluzioni di compromesso. Si dovrebbero evitare i lunghi resoconti che descrivono le posizioni delle delegazioni.

*48. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante deve avere piena competenza in materia di gestione del bilancio del Consiglio.

Organizzazione del Segretariato generale

49. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante è invitato a prendere le iniziative necessarie per adeguare rapidamente il Segretariato generale alle esigenze di cambiamento del Consiglio e in particolare:

i) adeguando le sue strutture alle esigenze funzionali del Consiglio, in particolare riorganizzando il lavoro nelle maggiori unità amministrative;

ii) rafforzando la verifica interna per garantire che le risorse umane e materiali a disposizione del Segretariato generale siano quanto più possibile adeguate ai bisogni del Consiglio;

iii) varando una politica del personale dinamica e flessibile destinata a motivare maggiormente il personale. Occorrerà di conseguenza assicurare una adeguata formazione professionale del personale, in modo che il Segretariato possa assolvere efficacemente un ruolo rafforzato di sostegno. Nell'ambito di tale formazione si dovrebbe prevedere la possibilità di scambi a breve termine con le amministrazioni nazionali.

50. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante è invitato a riesaminare i metodi di lavoro del Consiglio e del Segretariato generale per aumentare l'efficienza attraverso l'uso ottimale delle moderne tecnologie, inclusa una migliore utilizzazione dei mezzi informatici ed elettronici, adeguando le procedure ed il ciclo di produzione e di trasmissione dei documenti e orientando la formazione del personale secondo le esigenze della modernizzazione.

Aspetti materiali dei lavori del Consiglio

51. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante è invitato a procedere ad un esame dettagliato dei mezzi tecnici e metodologici disponibili per accrescere le capacità di traduzione e di interpretazione a disposizione del Consiglio.

52. Alla luce del suddetto studio si dovrebbe esaminare come, a livello preparatorio, si possa assicurare la necessaria efficienza del Consiglio, pur rispettando le disposizioni relative ai principi di parità e di non discriminazione tra le lingue ufficiali dell'Unione .

Esigenze immobiliari e configurazione delle sale di riunione

53. Pur tenendo debitamente informato il Consiglio, il Segretario Generale/Alto Rappresentante deve avere la piena responsabilità della valutazione delle esigenze immobiliari di un Consiglio sostanzialmente allargato nonché della maniera in cui tali esigenze possano essere soddisfatte per poter presentare a tempo debito al Consiglio proposte particolareggiate alla luce di tale valutazione.

54. Per permettere deliberazioni e negoziati efficaci dopo l'allargamento, sarà essenziale ridurre il numero dei partecipanti presenti nelle sale di riunione e al tavolo principale. Per le sessioni del Consiglio europeo ogni delegazione disporrà soltanto di due posti al tavolo. Per le riunioni degli organi preparatori del Consiglio (Comitati e Gruppi), ogni delegazione disporrà di un posto al tavolo, a meno che non sia stipulato altrimenti. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante è invitato a studiare la configurazione appropriata delle sale di riunione per le sessioni del Consiglio e a fare le opportune proposte: nello studio si tiene conto dei vari vincoli legati ai lavori nelle varie composizioni del Consiglio.

 

I. RIESAME

 

55. Il Segretario Generale/Alto Rappresentante valuta l'attuazione delle presenti raccomandazioni e, se necessario, presenta entro il luglio 2001 ulteriori proposte pratiche di miglioramento dei metodi di lavoro del Consiglio.

 

 

 

 

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ALLEGATO IV

 

RELAZIONI DELLA PRESIDENZA AL CONSIGLIO EUROPEO DI HELSINKI SUL "RAFFORZAMENTO DELLA POLITICA EUROPEA COMUNE IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA" E SULLA "GESTIONE NON MILITARE

DELLE CRISI DA PARTE DELL'UNIONE EUROPEA"

 

La Presidenza ha risposto in via prioritaria al mandato conferitole dal Consiglio europeo di Colonia di rafforzare la politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa proseguendo i lavori sugli aspetti militari e non militari della gestione delle crisi. Detti lavori si sono basati sulle disposizioni del trattato sull'Unione europea e sui principi orientativi convenuti a Colonia, che sono stati riaffermati dagli Stati membri.

Ne sono risultate due distinte relazioni al Consiglio europeo sullo stato di avanzamento dei lavori, che sono concepite come complementari. Le relazioni propongono misure concrete e forniscono orientamenti per i futuri lavori al fine di adottare, entro il 2000, le decisioni necessarie per gli obiettivi fissati a Colonia. Durante la Presidenza portoghese si esaminerà la questione della necessità o meno di un'eventuale modifica del trattato.

Per assumere le loro responsabilità nell'intero ambito della prevenzione dei conflitti e delle attività di gestione delle crisi definite nel trattato sull'Unione europea, i cosiddetti "compiti di Petersberg", gli Stati membri hanno deciso di sviluppare capacità militari più efficaci e di istituire nuove strutture politiche e militari per tali compiti. Al riguardo, l'Unione si prefigge di conseguire una capacità autonoma di prendere decisioni e, in assenza di un impegno dell'intera NATO, di lanciare e condurre operazioni militari dirette dall'UE in risposta a crisi internazionali.

Anche per assumere tali responsabilità, l'Unione migliorerà e renderà più efficace l'uso delle risorse destinate alla gestione civile delle crisi, in cui l'Unione e gli Stati membri hanno già notevole esperienza. Sarà prestata particolare attenzione alla capacità di reazione rapida.

Tutte queste misure saranno adottate a sostegno della Politica estera e di sicurezza comune e rafforzeranno ed amplieranno il ruolo globale esterno dell'Unione. Con il potenziamento e la concertazione degli strumenti militari e civili di risposta alle crisi, l'Unione sarà in grado di avvalersi dell'intera gamma di strumenti che includono l'attività diplomatica, l'assistenza umanitaria e le misure economiche nonché le operazioni civili di mantenimento dell'ordine e le operazioni militari di gestione delle crisi.

La NATO resta il fondamento della difesa collettiva dei suoi membri e continuerà a svolgere un ruolo importante nella gestione delle crisi.

Lo sviluppo della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa avverrà senza pregiudicare gli impegni a norma dell'articolo 5 del trattato di Washington e dell'articolo V del trattato di Bruxelles, che saranno salvaguardati per gli Stati membri parti di tali trattati, e lascerà impregiudicato il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri.

 

Saranno prese ulteriori iniziative per garantire pienamente la consultazione reciproca, la cooperazione e la trasparenza fra l'UE e la NATO.

L'Unione contribuirà alla sicurezza e alla pace internazionali conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite. L'Unione riconosce al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. Attenendosi agli obiettivi e ai principi della Carta sulla sicurezza europea dell'OSCE, l'Unione coopererà con l'ONU, l'OSCE, il Consiglio d'Europa e altre organizzazioni internazionali in modo sinergico per quanto concerne la promozione della stabilità, il tempestivo allarme, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la ricostruzione postbellica.

 

 

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ALLEGATO 1 DELL'ALLEGATO IV

 

RELAZIONE DELLA PRESIDENZA AL CONSIGLIO EUROPEO DI HELSINKI

SULLO STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI RELATIVI

AL RAFFORZAMENTO DELLA POLITICA EUROPEA COMUNE IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

 

Introduzione

Ricordando i principi orientativi convenuti a Colonia, l'Unione europea dovrebbe poter assumere le sue responsabilità nell'intero ambito della prevenzione dei conflitti e delle attività di gestione delle crisi definite nel trattato sull'Unione europea, i cosiddetti "compiti di Petersberg".

L'Unione europea dovrebbe avere la capacità autonoma di prendere decisioni e, ove non sia impegnata la NATO nel suo complesso, di lanciare e condurre operazioni militari dirette dall'UE in risposta a crisi internazionali a sostegno della Politica estera e di sicurezza comune (PESC). L'azione dell'Unione sarà condotta in conformità dei principi della Carta delle Nazioni Unite e dei principi e degli obiettivi della Carta sulla sicurezza europea dell'OSCE. L'Unione riconosce al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

A tal fine è stato convenuto quanto segue:

Sarà definito un obiettivo primario europeo comune per le capacità militari prontamente schierabili e saranno rapidamente elaborati obiettivi per capacità collettive nei settori del comando e del controllo, delle informazioni e del trasporto strategico, da conseguire attraverso l'impegno coordinato nazionale e multinazionale, su base volontaria, per svolgere l'intera gamma dei compiti di Petersberg.

Nell'ambito del Consiglio saranno istituiti nuovi organi politici e militari per consentire all'Unione di prendere decisioni sulle operazioni di Petersberg dirette dall'UE e per garantire, sotto l'autorità del Consiglio, il necessario controllo politico e la necessaria direzione strategica di tali operazioni.

Saranno convenuti i principi per la cooperazione con i paesi terzi europei membri della NATO e gli altri partner europei nella gestione militare delle crisi sotto la guida dell'UE, fatta salva l'autonomia dei processi decisionali dell'UE.

La determinazione a svolgere i compiti di Petersberg esigerà dagli Stati membri il miglioramento delle capacità militari nazionali e multinazionali, che contemporaneamente rafforzeranno, all'occorrenza, le capacità della NATO e aumenteranno l'efficacia del partenariato per la pace (PFP) nel promuovere la sicurezza europea.

Nel presentare la presente relazione la Presidenza ha preso atto del fatto che la Danimarca ha ricordato il protocollo n. 5 sulla posizione della Danimarca.

 

Capacità militari nell'ambito dei compiti di Petersberg

Gli Stati membri rammentano l'impegno assunto a Colonia e la loro determinazione a dotare l'UE di capacità adeguate, senza inutili duplicazioni, atte a consentirle di affrontare l'insieme dei compiti di Petersberg a sostegno della PESC. Tali capacità permetteranno agli Stati membri di condurre azioni efficaci sotto la guida dell'UE nonché di svolgere pienamente, per quelli direttamente coinvolti, il loro ruolo nelle operazioni NATO o dirette dalla NATO. Si svilupperanno capacità militari europee più efficaci a partire da quelle già esistenti a livello nazionale, binazionale e multinazionale, che verranno accorpate per operazioni di gestione delle crisi sotto la guida dell'UE svolte con o senza ricorso ai mezzi e alle capacità della NATO. Particolare attenzione verrà dedicata alle capacità necessarie a garantire prestazioni efficaci nella gestione delle crisi, ossia la schierabilità, la sostenibilità, l'interoperabilità, la flessibilità, la mobilità e la capacità di sopravvivenza, di comando e di controllo, tenendo conto dei risultati dell'inventario elaborato dall'UEO in merito ai mezzi e alle capacità disponibili e alle relative implicazioni per le operazioni dirette dall'UE.

Per sviluppare le capacità europee, gli Stati membri hanno fissato essi stessi un obiettivo primario, vale a dire che entro il 2003, grazie ad una cooperazione volontaria, saranno in grado di schierare rapidamente e mantenere forze capaci di svolgere l'insieme dei compiti di Petersberg conformemente al trattato di Amsterdam, compresi i più ambiziosi, in operazioni a livello di corpi d'armata (fino a 15 brigate, ossia 60.000 effettivi). Tali forze dovranno essere militarmente autonome e provviste delle opportune capacità di comando, controllo e informazione, nonché della logistica, di altre unità di supporto bellico e, all'occorrenza, anche di elementi di supporto aereo e navale. Gli Stati membri dovranno essere in grado di organizzare uno schieramento completo a questo livello nell'arco di 60 giorni, e in tale contesto dovranno poter fornire formazioni più ridotte, disposte a mobilitarsi in tempi brevissimi per situazioni di rapido intervento. Gli Stati membri devono poter sostenere questo schieramento per almeno un anno, il che richiederà un ulteriore fondo comune di unità schierabili (e di elementi di sostegno) con disponibilità in tempi meno rapidi per sostituire le forze iniziali.

Gli Stati membri hanno inoltre deciso di sviluppare rapidamente obiettivi di capacità collettive nei settori del controllo e del comando, delle informazioni e dei trasporti strategici, settori individuati nell'audit dell'UEO. A tale riguardo essi si rallegrano delle decisioni già annunciate da alcuni Stati membri in questo senso:

- sviluppare e coordinare capacità militari di controllo e di tempestivo allarme;

- aprire gli attuali Stati maggiori nazionali interforze ad ufficiali provenienti da altri Stati membri;

- rafforzare le capacità di reazione rapida delle attuali forze europee multinazionali;

- organizzare l'istituzione di un comando europeo di trasporto aereo;

- aumentare il numero di truppe rapidamente schierabili;

- potenziare la capacità di evacuazione strategica via mare.

 

Il Consiglio "Affari generali" con la partecipazione dei Ministri della difesa, elaborerà gli obiettivi inerenti alle priorità e alle capacità. Esso svilupperà un sistema di consultazione grazie al quale tali obiettivi potranno essere raggiunti e salvaguardati; detto sistema permetterà a ciascuno Stato membro di definire il contributo nazionale corrispondente al suo impegno e alla sua volontà politica nei riguardi degli obiettivi sopramenzionati, valutando periodicamente i progressi compiuti. Inoltre, gli Stati membri faranno uso delle attuali procedure di programmazione della difesa, comprese eventualmente quelle disponibili nell'ambito della NATO, nonché del processo di programmazione e revisione del partenariato per la pace (PFP). Tali obiettivi, oltre a quelli derivanti, per i paesi interessati, dall'iniziativa sulle capacità di difesa della NATO, si rafforzeranno reciprocamente.

I membri europei della NATO che non sono Stati membri dell'UE e gli altri paesi candidati all'adesione all'Unione europea saranno invitati a contribuire al miglioramento delle capacità militari europee. Ciò rafforzerà l'efficacia delle operazioni militari poste sotto la guida dell'UE e, per i paesi interessati, contribuirà direttamente all'efficienza e alla vitalità del pilastro europeo in seno alla NATO.

Gli Stati membri accolgono con favore i recenti progressi realizzati nella ristrutturazione delle industrie europee del settore della difesa, che costituiscono un decisivo passo avanti nel rafforzamento della base europea di difesa industriale e tecnologica. Tali sviluppi richiedono maggiori sforzi tesi ad ulteriori progressi per quanto riguarda l'armonizzazione delle esigenze in campo militare nonché la pianificazione e l'approvvigionamento degli armamenti, che verranno ritenuti appropriati dagli Stati membri.

Processi decisionali

Il Consiglio decide della politica relativa al coinvolgimento dell'Unione in tutte le fasi e per tutti gli aspetti della gestione delle crisi, comprese le decisioni di espletare i compiti di Petersberg in conformità all'articolo 23 del trattato UE. Le decisioni prese all'interno del quadro istituzionale unico rispetteranno le competenze della Comunità europea e garantiranno coerenza tra i pilastri conformemente all'articolo 3 del trattato UE.

Tutti gli Stati membri possono partecipare a pieno titolo e a condizioni di parità a tutte le decisioni e deliberazioni del Consiglio e dei suoi organi in merito alle operazioni dirette dall'UE. Il coinvolgimento di mezzi nazionali da parte degli Stati membri in tali operazioni si basa sulla loro decisione sovrana. Gli Stati membri partecipano al Comitato ad hoc dei contributori conformemente alle disposizioni di cui al punto 24.

I Ministri della difesa saranno coinvolti nella politica europea comune in materia di sicurezza e difesa (PECSD): quando il Consiglio "Affari generali" discuterà questioni inerenti alla PECSD, i Ministri della difesa potranno eventualmente partecipare per fornire gli opportuni orientamenti in merito.

 

In seno al Consiglio verranno istituiti i seguenti nuovi organi politici e militari permanenti:

a) - Un Comitato politico e di sicurezza (CPS) permanente, con sede a Bruxelles, composto di rappresentanti nazionali a livello di alti funzionari/ambasciatori. Il CPS tratterà tutte le questioni relative alla PESC, compresa la PECSD, conformemente alle disposizioni del trattato UE e fatta salva la competenza comunitaria. In caso di operazioni di gestione militare delle crisi, il CPS assicurerà, sotto l'autorità del Consiglio, il controllo politico e la direzione strategica dell'operazione. Saranno adottate a tal fine procedure opportune che consentano un processo decisionale efficace in situazioni di emergenza. Il CPS fornirà inoltre orientamenti al Comitato militare.

b) - Il Comitato militare (CM), composto dei Capi di Stato maggiore della difesa rappresentati dai loro delegati militari. Il CM si riunirà a livello dei Capi di Stato maggiore della difesa se e quando necessario; esso offrirà consulenze militari e formulerà raccomandazioni al CPS, oltre ad assicurare la direzione militare dello Stato maggiore. Il presidente del CM parteciperà alle riunioni del Consiglio quando si dovranno prendere decisioni con implicazioni in materia di difesa.

c) - Lo Stato maggiore (SM), in seno alle strutture del Consiglio, fornirà consulenza e sostegno in campo militare alla PECSD, compresa l'esecuzione delle operazioni di gestione militare delle crisi sotto la guida dell'UE. Lo Stato maggiore assicurerà il tempestivo allarme, la valutazione della situazione e la pianificazione strategica nell'ambito dei compiti di Petersberg, compresa l'identificazione delle forze europee nazionali e multinazionali.

Come misura provvisoria, i seguenti organi saranno istituiti in seno al Consiglio a partire dal marzo 2000:

a) - Nel pieno rispetto delle disposizioni del trattato, il Consiglio istituirà un comitato permanente politico e di sicurezza ad interim a livello di Alti Funzionari/Ambasciatori, volto a portare avanti, sotto la guida del Comitato politico, l'impulso dato dal Consiglio europeo di Helsinki, attraverso raccomandazioni sul futuro funzionamento della PECSD e a trattare la gestione corrente delle questioni PESC in stretto contatto con il Segretario generale/Alto rappresentante.

b) - Un organo ad interim di rappresentanti militari dei Capi di Stato maggiore della difesa degli Stati membri verrà istituito per fornire eventuali consulenze militari al comitato politico e di sicurezza ad interim.

c) - Il Segretariato generale del Consiglio verrà rafforzato da esperti militari distaccati dagli Stati membri che forniranno assistenza nei lavori in materia di PECSD e costituiranno il nucleo del futuro Stato maggiore.

Il Segretario generale/Alto rappresentante (SG/AR), nell'assistere il Consiglio, apporta un contributo fondamentale nel rendere efficiente e coerente la PESC e nello sviluppare la politica comune in materia di sicurezza e di difesa. Conformemente al trattato UE, l'SG/AR contribuirà alla formulazione, preparazione e attuazione delle decisioni politiche.

Nel periodo interinale, l'SG/AR, Segretario generale dell'UEO, potrà valersi appieno dei mezzi dell'UEO per assistere il Consiglio ai sensi dell'articolo 17 del trattato UE.

Consultazione e cooperazione con i paesi non membri dell'UE e con la NATO

L'Unione assicurerà il dialogo necessario e le attività di consultazione e cooperazione con la NATO e con gli Stati della NATO non membri dell'UE, con gli altri candidati all'adesione all'UE e con altri possibili partner nella gestione delle crisi sotto la guida dell'UE, nel pieno rispetto dell'autonomia decisionale dell'UE e del quadro istituzionale unico dell'Unione.

Si creeranno strutture appropriate con i membri europei della NATO che non sono membri dell'UE e con altri paesi che sono candidati all'adesione all'Unione europea, al fine di instaurare un dialogo e diffondere le informazioni su temi riguardanti la sicurezza, la politica di difesa e la gestione delle crisi. In caso di crisi, tali strutture forniranno una base consultiva finché il Consiglio non abbia adottato una decisione.

Nel caso in cui il Consiglio decida di lanciare un'operazione, i membri della NATO che non sono membri dell'UE parteciperanno, se lo desiderano, qualora l'operazione richieda il ricorso a mezzi e capacità della NATO. Su decisione del Consiglio essi verranno invitati a partecipare ad operazioni per le quali l'UE non ricorre a mezzi della NATO.

Gli altri paesi candidati all'adesione all'UE potranno essere parimenti invitati dal Consiglio a partecipare ad operazioni dirette dall'UE, una volta che il Consiglio abbia deciso di lanciare una siffatta operazione.

La Russia, l'Ucraina e altri Stati europei impegnati nel dialogo politico con l'Unione ed altri Stati interessati potranno essere invitati a prendere parte ad operazioni dirette dall'UE.

Tutti gli Stati che hanno confermato la loro partecipazione ad un'operazione diretta dall'UE dispiegando importanti forze militari fruiranno degli stessi diritti e avranno gli stessi obblighi degli Stati membri dell'UE partecipanti all'operazione nella conduzione quotidiana di quest'ultima.

Nel caso di un'operazione diretta dall'UE sarà istituito un comitato ad hoc dei contributori per la conduzione quotidiana dell'operazione stessa. Tutti gli Stati membri dell'UE hanno diritto a presenziare al comitato ad hoc, a prescindere dal fatto che essi partecipino o meno all'operazione, mentre soltanto gli Stati contribuenti intervengono nella conduzione quotidiana dell'operazione.

La decisione di porre termine ad un'operazione è adottata dal Consiglio previa consultazione tra gli Stati partecipanti in seno al comitato dei contributori.

Saranno elaborate le modalità per la piena consultazione, cooperazione e trasparenza tra l'UE e la NATO. Inizialmente le relazioni saranno sviluppate su base informale mediante contatti tra il Segretario Generale/Alto Rappresentante per la PESC e il Segretario Generale della NATO.

 

Compiti della Presidenza portoghese

La Presidenza portoghese è invitata, unitamente al Segretario Generale/Alto Rappresentante, a proseguire nell'ambito del Consiglio "Affari generali" i lavori per il rafforzamento della politica europea comune in materia di sicurezza e difesa. La Presidenza portoghese è altresì invitata a riferire al Consiglio europeo di Feira in merito ai progressi compiuti, in particolare, sui seguenti punti:

a) - raccomandazioni sullo sviluppo istituzionale dei nuovi organi politici e militari permanenti connessi alla PECSD all'interno dell'UE, tenendo conto del documento "Organi militari nell'ambito dell'Unione europea e pianificazione e conduzione delle operazioni dirette dall'UE" e di altri contributi;

b) - proposte sulle opportune disposizioni che il Consiglio dovrà definire in merito a modalità di consultazione e/o partecipazione volte a consentire ai paesi terzi interessati di contribuire alla gestione militare delle crisi da parte dell'Unione europea;

c) - proposte concernenti i principi di consultazione con la NATO su questioni militari e raccomandazioni sulla definizione di modalità per le relazioni UE/NATO, onde consentire di cooperare ad un'adeguata risposta militare ad una crisi, come stabilito a Washington e a Colonia;

d) - indicazione della necessità o meno di un'eventuale modifica del trattato.

 

 

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ALLEGATO 2 dell'ALLEGATO IV

 

Relazione della Presidenza sulla gestione non militare delle crisi

da parte dell'Unione europea

 

Il Consiglio europeo di Colonia ha incaricato la Presidenza di approfondire i lavori su tutti gli aspetti della sicurezza, al fine di perfezionare e coordinare meglio gli strumenti non militari di risposta alle crisi dell'Unione e degli Stati membri. L'importanza di questo compito è stato tra l'altra evidenziata dagli avvenimenti occorsi in Kosovo. In quest'ottica gli organi del Consiglio hanno svolto discussioni approfondite.

Sono stati avviati i lavori per censire tutte le risorse a disposizione degli Stati membri e dell'Unione e si dispone ora degli elenchi di strumenti a cui possono ricorrere l'Unione e gli Stati membri, riportati rispettivamente nel doc. 11044/99 REV 1 e nel doc. 12323/99.

Dagli elenchi emerge chiaramente che gli Stati membri, l'Unione o entrambi hanno maturato un'esperienza notevole e dispongono di congrue risorse in vari settori quali ad esempio, la polizia civile, l'assistenza umanitaria, la riabilitazione amministrativa e giuridica, i servizi di ricerca e salvataggio, l'osservazione elettorale e il monitoraggio della situazione dei diritti dell'uomo, ecc. Il lavoro di inventario dovrebbe proseguire con i necessari aggiornamenti che mettano in luce lacune e punti di forza.

Per far fronte più rapidamente e con maggior incisività all'insorgere di situazioni di crisi l'Unione ha bisogno di potenziare la capacità di risposta e l'efficacia dei suoi strumenti e risorse e la loro sinergia.

Occorre pertanto elaborare un piano d'azione in cui si tracci la via da seguire e si indichino le iniziative che l'Unione dovrà intraprendere al fine di sviluppare una capacità di reazione rapida nel settore della gestione delle crisi con strumenti non militari.

PIANO D'AZIONE

A. L'Unione dovrebbe prefiggersi di:

- rafforzare la sinergia e la capacità di risposta delle risorse nazionali, collettive e delle ONG al fine di evitare i doppioni e migliorare le prestazioni, preservando al tempo stesso la facoltà di ciascun contribuente di decidere in merito allo spiegamento di mezzi e capacità in una particolare crisi o attraverso un particolare canale;

- intensificare e facilitare il contributo e l'attività dell'UE in seno ad altre organizzazioni quali le Nazioni Unite e l'OSCE, ogniqualvolta una di esse abbia il ruolo di capofila in una particolare crisi, nonché le azioni autonome dell'Unione europea;

- assicurare la coerenza tra più pilastri.

 

B. A tal fine:

Gli Stati membri e l'Unione dovrebbero sviluppare una capacità di reazione rapida definendo il quadro e le modalità d'intervento, nonché individuando preliminarmente personale, mezzi e risorse finanziarie che possono essere utilizzati in risposta ad una richiesta di un'organizzazione con funzioni guida, quali le Nazioni Unite o l'OSCE o, se del caso, in azioni autonome dell'UE.

Occorrerebbe elaborare un inventario delle risorse nazionali e collettive atto a fornire una visione globale delle risorse che possono essere dispiegate nel contesto di tale meccanismo di reazione rapida. In questo esercizio gli Stati membri e le istituzioni dell'UE potrebbero, se lo desiderano, porre in evidenza i settori nei quali ritengono di avere una competenza riconosciuta.

Dovrebbe essere costituita una base di dati per conservare e condividere le informazioni sui mezzi, le capacità e le conoscenze preliminarmente individuati in tutti i settori pertinenti alla gestione non militare delle crisi. Disponibilità e qualità dei mezzi in questione dovrebbero essere definite chiaramente.

Dovrebbe essere effettuato uno studio che, tenendo conto delle esperienze acquisite, determini obiettivi concreti per la risposta collettiva non militare degli Stati membri dell'UE alle crisi internazionali (ad es. capacità di dispiegare in breve tempo, e mantenere per un certo periodo un determinato contingente di polizia civile quale contributo alle missioni di polizia civile; capacità di dispiegare una forza combinata di ricerca e salvataggio comprendente sino a 200 persone nell'arco delle 24 ore). I lavori dovranno essere proseguiti dalla Presidenza portoghese assieme al Segretario Generale/Alto Rappresentante.

L'inventario, il progetto di base di dati e lo studio dovrebbero fornire un contributo all'identificazione di punti di relativa forza e debolezza e promuovere standard di formazione migliori, condivisione di esperienze e migliori pratiche, nonché progetti bilaterali o multilaterali tra gli Stati membri (ad esempio abbinamento del servizio di elicottero di uno Stato membro con un'unità medica specializzata di un altro).

Presso il Segretariato del Consiglio dovrebbe essere istituito un meccanismo di coordinamento pienamente interattivo con i servizi della Commissione, che sarebbe incaricato della gestione del progetto di base di dati e delle diverse iniziative relative alle capacità. In crisi particolari, a seconda del ruolo dell'UE, potrebbe essere costituito un centro ad hoc inteso a garantire la sinergia dei contributi degli Stati membri dell'UE. Dovrebbe trattarsi di una struttura snella, efficiente e non burocratica, tale da consentire una stretta interazione con la Commissione (segnatamente ECHO).

Nel contesto della messa a punto di una capacità di reazione rapida sarà preso in considerazione con urgenza lo sviluppo di capacità di polizia civile.

Occorrerebbe istituire meccanismi di finanziamento rapido quali, ad esempio, il fondo di reazione rapida della Commissione, che consentano di erogare più celermente finanziamenti a sostegno delle attività dell'UE, contribuire alle operazioni condotte da altre organizzazioni internazionali e finanziare, ove opportuno, le attività delle ONG.

 

PROCESSI DECISIONALI E ATTUAZIONE

L'Unione dovrebbe mettere a punto un'impostazione globale per il dispiegamento di strumenti non militari nazionali e collettivi nei tempi richiesti dalla specifica situazione sul terreno.

Per il coordinamento degli strumenti civili di gestione delle crisi sarà istituito il meccanismo di coordinamento per la gestione civile delle crisi. Tale meccanismo, che abbraccerà più pilastri, fornirà pareri a sostegno della gestione delle crisi. Il processo decisionale e l'attuazione concernenti gli strumenti non militari di risposta alle crisi nell'ambito del primo pilastro restano di competenza delle istituzioni del trattato CE e soggette alle procedure ivi previste.

Per sviluppare il meccanismo di coordinamento per la gestione civile delle crisi ci si potrà avvalere, a titolo provvisorio, dell'esperienza in questo settore degli Stati membri.

Se del caso l'Unione definirà orientamenti generali per assicurare la coerenza tra più pilastri e determinare i mezzi di cui si dovrebbe disporre. In tale contesto potrebbero essere definite le modalità di meccanismi di finanziamento rapido che permettano una risposta tempestiva alle situazioni di crisi.

 

 

 

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ALLEGATO V

 

STRATEGIA COMUNE 1999/877/PESC DEL CONSIGLIO EUROPEO

dell'11 dicembre 1999

sull'Ucraina

 

IL CONSIGLIO EUROPEO,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 13, paragrafo 2,

considerando che tra le Comunità europee, i loro Stati membri e l'Ucraina è entrato in vigore il 1°  marzo 1998 l'accordo di partenariato e cooperazione (APC),

HA ADOTTATO LA PRESENTE STRATEGIA COMUNE:

 

PARTE I

VISIONE DELL'UE CIRCA IL PARTENARIATO CON L'UCRAINA

 

1. Il partenariato strategico tra l'Unione europea e l'Ucraina, basato su valori condivisi e interessi comuni, è un fattore vitale per la promozione della pace, della stabilità e della prosperità in Europa. La libertà, l'indipendenza e la stabilità dell'Ucraina si situano tra i maggiori risultati della nuova Europa libera dalle antiche linee divisorie. La configurazione geografica nonché le dimensioni, le risorse della sua popolazione nonché la posizione lungo gli assi nord-sud ed est-ovest mettono l'Ucraina in una posizione unica in Europa e fanno di essa un protagonista determinante nella regione.

2. Oggi l'Ucraina gode di eccellenti relazioni con tutti i suoi vicini e ha intrapreso importanti iniziative per il consolidamento della nazione e della propria democrazia. Il fatto che fin dall'indipendenza l'Ucraina sia stata fonte di stabilità per la regione, nonostante le difficoltà e le diversità al suo interno, costituisce un risultato encomiabile. L'UE si compiace che l'Ucraina si impegni in profondità nella stabilizzazione della sua regione e favorisce il rafforzamento del ruolo dell'Ucraina nelle sedi di cooperazione regionali. L'UE plaude anche all'impegno dell'Ucraina per il disarmo nucleare nonché alla sua cooperazione per il mantenimento della pace e della sicurezza europee e internazionali, in particolare attraverso l'Organizzazione sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e le Nazioni Unite.

3. Il partenariato strategico tra l'UE e l'Ucraina è stato continuamente rafforzato dall'indipendenza dell'Ucraina. In questo contesto, l'accordo di partenariato e di cooperazione è un risultato significativo. L'Ucraina è stato il primo dei nuovi Stati indipendenti a firmare tale accordo, sottolineando così il desiderio dell'UE e dell'Ucraina di rafforzare la cooperazione. Attraverso l'assistenza macrofinanziaria, il programma TACIS e i programmi bilaterali, l'Unione europea ha fornito a tale paese un valido sostegno al processo di transizione e di riforma.

4. A seguito dell'attuale processo di allargamento, i futuri Stati membri dell'UE condivideranno una frontiera esterna con l'Ucraina. L'allargamento dell'Unione potenzierà ulteriormente il dinamismo economico e la stabilità politica della regione aumentando così le possibilità di cooperazione con tale paese.

5. L'Unione europea si prefigge i seguenti obiettivi strategici per quanto riguarda l'Ucraina:

- contribuire a far emergere in Ucraina una democrazia stabile, aperta e pluralistica, che si fondi sullo Stato di diritto e a sua volta sorregga un'economia di mercato stabile e funzionante da cui traggano beneficio tutti i suoi cittadini;

- cooperare con l'Ucraina al mantenimento della stabilità e della sicurezza in Europa e nel resto del mondo al fine di trovare risposte efficaci alle sfide comuni che il continente deve affrontare;

- aumentare la cooperazione economica, politica e culturale con l'Ucraina nonché la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni.

6. L'UE riconosce le aspirazioni europee dell'Ucraina e si compiace della sua scelta pro-europea. L'UE prosegue nel suo fermo impegno a lavorare con l'Ucraina a livello nazionale, regionale e locale per apportarle un valido sostegno nella sua trasformazione politica ed economica, che a sua volta faciliterà l'ulteriore ravvicinamento all'UE di questo paese. L'UE e i suoi Stati membri si offrono di condividere con l'Ucraina il vasto bagaglio di esperienze da essi acquisito nell'erigere strutture politiche, economiche, sociali e amministrative moderne, sempre riconoscendo appieno che è l'Ucraina stessa il principale artefice del suo futuro.

7. Il Consiglio europeo adotta pertanto la presente strategia comune per rafforzare il partenariato strategico tra l'UE e l'Ucraina. È convinzione del Consiglio europeo che un'Ucraina che si affermi, stabile e sicura, rientri negli interessi dell'UE. La base giuridica della relazione tra l'UE e l'Ucraina è l'accordo di partenariato e di cooperazione (APC): la piena attuazione di tale accordo è un requisito preliminare per una integrazione riuscita dell'Ucraina nell'economia europea che contribuirà inoltre a confermare l'identità europea di tale paese.

8. L'UE e i suoi Stati membri svilupperanno il coordinamento, la coerenza e la complementarità di tutti gli aspetti della loro politica nei confronti dell'Ucraina. L'Unione, la Comunità e i suoi Stati membri coopereranno inoltre con le organizzazioni regionali e internazionali e all'interno di esse, nonché con i partner che perseguono gli stessi obiettivi, per realizzare gli obiettivi fissati dall'APC e dalla presente strategia comune. Le posizioni assunte dalla Comunità e dai suoi Stati membri in tutte le sedi pertinenti si conformeranno alla presente strategia comune. Il Consiglio europeo invita l'Ucraina a operare con l'UE sulla base della presente strategia comune a vantaggio di entrambi.

PARTE II

OBIETTIVI PRINCIPALI

Il Consiglio europeo ha individuato i seguenti obiettivi principali:

I. Sostegno al processo di transizione democratica ed economica in Ucraina

II. Garanzia della stabilità e della sicurezza e risposta alle sfide comuni sul continente europeo

III. Sostegno a una cooperazione rafforzata tra l'UE e l'Ucraina nel quadro dell'allargamento dell'UE

  1. Sostegno al processo di transizione democratica ed economica in Ucraina

È interesse comune dell'UE e dell'Ucraina accelerare il processo di transizione democratica ed economica in Ucraina. Il successo del processo di trasformazione in Ucraina porterà prosperità non solo a tale paese ma all'intera regione. Perché ciò avvenga , devono essere realizzate riforme volte al consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto nonché una riforma economica e sociale in vista dell'instaurazione di un'economia di mercato funzionante.

L'UE propone di rafforzare la cooperazione con l'Ucraina nei seguenti settori prioritari:

I. i) Consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Ucraina

9. L'UE accoglie con favore i risultati conseguiti dall'Ucraina nel gettare le basi di un sistema democratico, in particolare nell'istituzione di un sistema multipartitico e nell'adozione di una costituzione parlamentare. L'UE prende atto dei risultati conseguiti dall'Ucraina nel mantenimento della sua unità nonostante l'eterogeneità del paese.

10. L'UE sostiene gli sforzi dell'Ucraina ai fini del consolidamento della democrazia e del buon governo, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto. L'Unione considera lo Stato di diritto una condizione preliminare per lo sviluppo di un'economia di mercato funzionante che offra opportunità e benefici a tutti i cittadini ucraini. Sostiene l'impegno dell'Ucraina per riformare l'ordinamento giuridico interno nel quadro dell'APC. Organi giudiziari indipendenti e funzionanti, forze di polizia professionali e lo sviluppo di un'amministrazione pubblica qualificata e meritocratica a livello nazionale, regionale e locale, sono tutti aspetti essenziali per l'applicazione efficace delle decisioni governative. L'UE incoraggiare l'Ucraina ad intensificare gli sforzi affinché le sue istituzioni pubbliche siano più efficaci, trasparenti e democratiche, assicurando nel contempo la libertà di stampa. Questi sono i presupposti per uno sviluppo economico e sociale e contribuiscono alla costruzione di una società civile moderna.

11. L'UE annette importanza allo sviluppo della società civile e di un ambiente imprenditoriale competitivo e favorevole agli investimenti in Ucraina e incoraggia la creazione di legami più stretti tra i popoli e le organizzazioni non governative dell'Unione e dell'Ucraina. L'UE accoglie con favore l'approvazione da parte dell'Ucraina di un memorandum d'intesa con l'OSCE e raccomanda vivamente all'Ucraina di collaborare strettamente con il coordinatore di progetto dell'OSCE in Ucraina. L'UE sostiene l'impegno dell'Ucraina a favore della tutela e della promozione dei diritti delle minoranze e la invita a continuare il suo buon operato in questo settore, anche cooperando con l'Alto Commissario per le minoranze nazionali.

12. L'UE annette particolare importanza ad una stretta cooperazione con l'Ucraina nel quadro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE. In tale contesto esorta l'Ucraina a rispettare gli impegni assunti e ad adeguare la sua legislazione per soddisfare le norme e gli standard del Consiglio d'Europa, in particolare quelli sottoscritti dall'Ucraina al momento dell'adesione al Consiglio d'Europa nel 1995. L'UE prende atto dei risultati della missione di controllo delle elezioni dell'Ufficio dell'OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo (ODIHR) sullo svolgimento delle elezioni presidenziali del 1999 in Ucraina, dai quali risulta il mancato rispetto di vari impegni OSCE, e invita l'Ucraina a tener conto delle raccomandazioni avanzate dalla missione di controllo dell'OSCE nella sua relazione per le future elezioni.

I. ii) Sostegno al processo di transizione economica in Ucraina

13. L'UE si impegna a sostenere gli sforzi dell'Ucraina volti a creare un ambiente favorevole all'attività economica e sosterrà l'Ucraina nelle sue riforme economiche e sociali.

14. L'UE incoraggia l'Ucraina a istituire politiche macroeconomiche che perseguano la stabilità dei prezzi, finanze pubbliche solide e una bilancia corrente sostenibile. Per avanzare ulteriormente verso la stabilità dei prezzi è importante che la banca centrale possa operare libera da interferenze politiche. La regolamentazione prudenziale per la vigilanza sul settore finanziario deve essere rafforzata. Occorre migliorare il sistema di riscossione delle imposte e si dovrebbero evitare condoni ed esenzioni fiscali ad hoc per settori specifici dell'economia.

15. L'UE incoraggia vivamente l'Ucraina ad intensificare gli sforzi volti alla creazione di un'economia di mercato funzionante attraverso riforme strutturali, economiche ed amministrative di maggiore impatto, nel contesto di un programma di riforma globale convenuto con il Fondo monetario internazionale. Questo dovrebbe includere l'istituzione e l'applicazione di diritti di proprietà chiari, ulteriori privatizzazioni, l'ulteriore liberalizzazione dei prezzi, l'aumento delle tariffe pubbliche per energia e acqua ed affitti a livelli di recupero totale dei costi, la ristrutturazione delle imprese, e la promozione della crescita delle piccole e medie imprese. Occorre accelerare globalmente il ritmo di realizzazione di tali riforme. Per quanto concerne le riforme settoriali, meritano particolare attenzione i settori dell'agricoltura, dell'energia e dei trasporti.

16. È necessario avviare un processo di riforma fondiaria al fine di agevolare, tra l'altro, l'affitto a lungo termine di terreni come garanzia a fronte di prestiti, aprendo la via a maggiori investimenti nel settore agricolo.

17. Anche la capacità di attrazione e la tutela degli investimenti nazionali e esteri svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'Ucraina. In tale contesto l'UE nota che le accuse di corruzione e di malgoverno stanno danneggiando la reputazione economica dell'Ucraina. L'Unione sosterrà l'Ucraina nel mettere a punto e adottare le politiche economiche necessarie per incrementare l'investimento nazionale ed estero e soddisfare i requisiti fissati dagli organismi di prestito internazionali.

18. Tenuto conto degli obblighi del servizio del debito che gravano pesantemente sull'Ucraina, la ripresa economica richiederà il coinvolgimento costante di creditori privati. Occorre collaborare per trovare soluzioni ai problemi del servizio del debito dell'Ucraina.

19. L'UE è pienamente consapevole del fatto che le riforme economiche dell'Ucraina devono essere fatte in un contesto esterno difficile. L'assistenza macrofinanziaria dell'UE sarà realizzata nel modo appropriato, secondo le procedure e i criteri stabiliti, al fine di sostenere la stabilizzazione macroeconomica e una riforma strutturale globale, coerentemente con i programmi del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. L'UE manterrà la sua disponibilità a sostenere le riforme economiche in Ucraina in questa situazione. L'assistenza macrofinanziaria dell'UE aiuta l'Ucraina ad aprire la sua economia, a migliorare l'adeguamento economico, a potenziare la concorrenza, ad integrare ulteriormente l'economia ucraina nell'economia europea e mondiale.

20. L'UE sosterrà l'Ucraina attraverso la promozione del progressivo ravvicinamento della sua legislazione a quella dell'UE, soprattutto in settori quali la politica della concorrenza, le norme e la certificazione, i diritti di proprietà intellettuale, la protezione dei dati, le procedure doganali e l'ambiente.

21. Nell'attuazione di un programma che instaura un'economia di mercato funzionante, occorre creare un sistema di sicurezza sociale opportunamente mirato, al fine di tener conto degli aspetti sociali della transizione a un'economia di mercato.

II. Mantenimento della stabilità e della sicurezza e risposta a sfide comuni sul continente europeo

È nell'interesse comune dell'UE e dell'Ucraina il mantenimento della stabilità e della sicurezza in un'Europa libera e democratica. La situazione geopolitica dell'Ucraina, paese situato lungo gli assi nord-sud e est-ovest, le conferisce una posizione unica in Europa. L'UE riconosce l'importanza regionale dell'Ucraina. In tale contesto l'UE propone di rafforzare la cooperazione con l'Ucraina annettendo particolare importanza alla sicurezza nucleare e al rafforzamento del dialogo politico, come previsto nel quadro dell'APC, al fine di renderla più coerente e operativa.

L'UE desidera approfondire la cooperazione con l'Ucraina al fine di trovare risposte efficaci alle sfide comuni che il continente deve affrontare sulle seguenti questioni:

II. i) Cooperazione per rafforzare la stabilità e la sicurezza in Europa

22. L'UE sostiene gli sforzi dell'Ucraina volti a promuovere la cooperazione e la stabilità nella regione, incluso nell'ambito dell'organizzazione per la Cooperazione economica del mar Nero, del Consiglio degli Stati del Mar Baltico e della Georgia, dell'Ucraina, dell'Uzbekistan, dell'Azerbaigian e della Moldavia. L'UE accoglie con favore il positivo sviluppo delle relazioni dell'Ucraina con tutti i paesi vicini e ritiene sia nel suo interesse mantenerle forti e stabili. L'UE prende inoltre atto del contributo fornito dall'Ucraina alla stabilità europea quale osservatore nell'ambito del patto di stabilità per l'Europa sudorientale.

23. È nell'interesse comune dell'UE e dell'Ucraina mantenere la stabilità e la sicurezza in un'Europa libera e democratica. Per rispondere congiuntamente ed efficacemente alle sfide europee e mondiali in materia di sicurezza sono necessari meccanismi rafforzati di consultazione tra l'UE e l'Ucraina nel quadro dell'APC, del Consiglio d'Europa e delle Nazioni Unite, nonché una forte cooperazione tra l'OSCE e l'Ucraina.

24. L'UE si felicita con l'Ucraina per la sua elezione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (2000/1). Questo fatto rafforza l'esigenza per l'UE di approfondire e ampliare ulteriormente il dialogo politico a livello amministrativo e ministeriale, bilaterale e attraverso i meccanismi dell'UE. L'adozione della Carta della sicurezza europea accrescerà la cooperazione tra gli Stati membri dell'OSCE.

25. L'UE promuove e sostiene il dialogo sulle questioni generali e specifiche relative alla gestione delle crisi e al rafforzamento della sicurezza sviluppato negli ultimi dieci anni tra l'Unione dell'Europa occidentale e l'Ucraina, nonché l'intensificazione della cooperazione pratica in questo settore, in particolare attraverso l'attuazione del piano d'azione recentemente concordato tra l'Unione dell'Europa occidentale e l'Ucraina.

26. L'UE è inoltre interessata al rafforzamento della cooperazione con l'Ucraina nel settore del controllo delle esportazioni e della non proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori, e incoraggia l'Ucraina a rispettare i sui obblighi ai sensi della convenzione sulle armi chimiche.

27. Inoltre l'UE incoraggia l'Ucraina a conseguire gli obiettivi della convenzione sul divieto d'impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione nonché a sviluppare una strategia per la lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere.

II. ii) Cooperazione nel settore dell'ambiente, dell'energia e della sicurezza nucleare

28. L'UE cercherà di accrescere la stabilità europea e di collaborare con l'Ucraina nei settori dell'energia e della sicurezza nucleare, sostenendo una riforma globale del settore energetico, tra l'altro attraverso una cooperazione costante con l'Ucraina nell'attuazione del piano di ripresa finanziaria per il settore energetico, inclusi la liberalizzazione dei prezzi, il miglioramento dell'esazione e la privatizzazione delle società di distribuzione. In tale contesto l'UE promuoverà in Ucraina un uso dell'energia efficiente e responsabile dal punto di vista ambientale nonché il rafforzamento di nuove istituzioni e autorità in materia energetica e della loro capacità decisionale.

29. La sicurezza nucleare e lo smantellamento dell'impianto nucleare di Cernobyl rappresentano questioni prioritarie nelle relazioni UE-Ucraina. L'UE incoraggia lo sviluppo in Ucraina di un'autorità indipendente di regolamentazione in campo nucleare e invita l'Ucraina a rispettare il suo impegno ad attuare il memorandum d'intesa G7/Ucraina del 1995 sulla chiusura di Cernobyl. Come contropartita l'UE sosterrà l'Ucraina finanziando impianti sostitutivi generatori di energia in Ucraina.

30. L'UE è anche interessata a potenziare la cooperazione con l'Ucraina in settori quali la protezione radiologica, la gestione dei rifiuti, la decontaminazione e lo smantellamento di impianti nucleari, e negli studi riguardanti la tecnologia della fusione. Gli accordi di cooperazione nei settori della sicurezza nucleare e della fusione termonucleare recentemente firmati tra l'Euratom e l'Ucraina faciliteranno questa cooperazione.

31. Inoltre, l'UE incoraggia l'Ucraina ad adottare misure energiche nel settore della tutela dell'ambiente. In questo ambito, la protezione della salute pubblica contro l'inquinamento dell'acqua potabile, dell'aria e del suolo e l'uso sostenibile e responsabile delle risorse naturali nonché la limitazione dell'inquinamento transfrontaliero dell'aria e dell'acqua costituiscono aspetti prioritari.

III. Sostegno a una cooperazione rafforzata tra l'UE e l'Ucraina nell'ambito dell'allargamento dell'UE

A seguito del processo di allargamento in corso, alcuni futuri Stati membri dell'UE avranno una frontiera esterna in comune con l'Ucraina. L'UE desidera contribuire al comune beneficio dell'Unione e dell'Ucraina in questo processo. Al riguardo, l'UE propone di rafforzare la cooperazione con l'Ucraina, prestando particolare attenzione alla cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni. L'UE incoraggia inoltre la partecipazione dell'Ucraina alle strutture regionali, europee e mondiali.

L'UE potrebbe rafforzare la cooperazione con l'Ucraina nei seguenti settori:

III. i) Sostegno all'integrazione dell'Ucraina nell'economia europea e mondiale

32. L'Unione sostiene l'Ucraina e la sollecita a raddoppiare gli sforzi tesi a rispettare i requisiti per l'adesione all'Organizzazione mondiale del commercio. L'Unione incoraggia l'Ucraina a sfruttare appieno le possibilità offerte dall'APC atte a facilitare gli scambi e gli investimenti nei due sensi. L'Unione esaminerà anche le circostanze che, in aggiunta all'adesione all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), possono consentire la futura creazione di una zona di libero scambio tra l'UE e l'Ucraina, come previsto dall'APC.

33. Per facilitare un clima favorevole agli investimenti in Ucraina, l'UE incoraggia l'Ucraina a negoziare e a ratificare ulteriori accordi bilaterali con gli Stati membri dell'UE per la protezione degli investimenti al fine di stimolare gli investimenti stranieri diretti. L'UE incoraggia inoltre le autorità locali, regionali e nazionali dell'Ucraina a ricorrere alle opportunità offerte dalla nuova legge sulle concessioni pubbliche per attirare gli investimenti nell'infrastruttura e nei servizi pubblici.

III. ii) Cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni

34. È nell'interesse comune dell'UE e dell'Ucraina sviluppare la cooperazione per combattere l'immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani. E' altresì nell'interesse comune dell'UE e dell'Ucraina sviluppare la collaborazione nel settore della sicurezza delle frontiere e della lotta contro i flagelli comuni della criminalità organizzata, incluso il riciclaggio di denaro, del traffico illecito di armi e di droga.

35. In vista dell'attuale processo di allargamento dell'UE, l'UE cercherà di intensificare il dialogo con l'Ucraina sull'adeguamento della politica di questo paese in materia di visti su quella dell'UE, con l'introduzione di requisiti per i visti conformi alle disposizioni della CE e di documenti di viaggio che offrano sufficienti garanzie contro la contraffazione.

III. iii) Cooperazione regionale e transfrontaliera con i paesi vicini

36. L'UE incoraggia lo sviluppo e il rafforzamento delle iniziative di cooperazione regionale e transfrontaliera che coinvolgono l'Ucraina e i paesi vicini. In questo contesto, l'UE metterà maggior enfasi sulle questioni relative alla gestione delle frontiere.

37. Per quanto riguarda lo sviluppo delle reti di infrastrutture, specialmente nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni, dell'energia elettrica e delle condotte energetiche, l'UE, attraverso TACIS, presta particolare attenzione alle iniziative regionali, quali INOGATE (Interstate Oil and Gas Transport to Europe) e TRACECA (Corridoio di trasporto Europa/Caucaso/Asia) nella prospettiva di migliorare la cooperazione economica nella regione. L'UE esplorerà la possibilità di interventi per collegare i sistemi di trasporto ucraini (strada e ferrovia) con le reti transeuropee e cercherà di trattare le questioni connesse con i trasporti in modo soddisfacente per entrambe le parti. Nel farlo, si presterà particolare attenzione al rafforzamento del coordinamento con altri donatori e con istituzioni finanziarie internazionali, e si provvederà a stimolare il coinvolgimento del settore privato, cruciale per il successo di queste iniziative.

STRUMENTI E MEZZI

Disposizioni generali

38. La presente strategia comune è attuata secondo le procedure applicabili previste dai trattati. Il Consiglio e la Commissione, a norma degli articoli 3 e 13 del trattato sull'Unione europea, assicurano l'unitarietà, la coerenza e l'efficacia delle iniziative che l'Unione intraprende per attuare la presente strategia comune.

39. L'UE si adopererà per realizzare gli obiettivi della presente strategia comune facendo adeguato ricorso a tutti i pertinenti strumenti e mezzi di cui l'Unione, la Comunità e gli Stati membri dispongono.

40. A norma degli articoli 18 e 26 del trattato sull'Unione europea, il Segretario Generale del Consiglio, Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (PESC), assiste il Consiglio e la Presidenza nell'attuazione della presente strategia comune nel quadro degli obblighi derivanti dai trattati e per quanto attiene agli obiettivi e alle iniziative che rientrano nell'ambito della PESC. A norma degli articoli 18 e 27 del trattato sull'Unione europea, la Commissione è pienamente associata.

Consiglio, Commissione e Stati membri

41. Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri:

- riesaminano, in base alle rispettive competenze e capacità, le azioni, i programmi, gli strumenti e le politiche esistenti al fine di assicurarne la coerenza con la presente strategia comune sulla base degli obiettivi principali di cui alla parte II e tenendo in debito conto le iniziative specifiche di cui alla parte III;

- sfruttano integralmente e opportunamente gli strumenti e i mezzi esistenti, in particolare l'APC, oltre a tutti i programmi pertinenti dell'UE e degli Stati membri, nonché redigono e tengono aggiornato, a tal fine, un inventario indicativo delle risorse dell'Unione, della Comunità e degli Stati membri mediante le quali sarà attuata la presente strategia comune.

Coordinamento

42. Un particolare impegno è rivolto dagli Stati membri al coordinamento delle iniziative nei confronti dell'Ucraina, anche nell'ambito di organizzazioni regionali e internazionali quali il Consiglio d'Europa, l'ONU, l'OSCE, l'OCSE e gli istituti finanziari internazionali (IFI), compreso il coordinamento con la Comunità nei casi di sua competenza.

43. Va inoltre consolidato il coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione, anche tramite consultazioni periodiche tra i rispettivi rappresentanti in Ucraina.

44. Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri si adoperano per una cooperazione più efficace con le organizzazioni regionali e internazionali e cercheranno di realizzare gli obiettivi della strategia insieme ad altri paesi che perseguono gli stessi scopi.

45. L'UE inviterà i paesi candidati, impegnati nel processo di adesione avviato con il Consiglio europeo di Lussemburgo nel dicembre 1997, ad associarsi alle iniziative che rientrano nella presente strategia comune.

Attuazione e riesame

46. Il Consiglio

- assicura che ogni Presidenza presenti al Consiglio, nell'ambito del suo programma generale, un piano operativo per l'attuazione della presente strategia comune, che si ispiri agli obiettivi principali di cui alla Parte II e tenga in debito conto le iniziative specifiche di cui alla Parte III;

- riesamina e valuta le iniziative lanciate dall'UE sulla base della presente strategia e riferisce al Consiglio europeo, almeno annualmente, sui progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi in essa previsti;

- riesamina la situazione esistente in Ucraina e l'andamento della cooperazione dell'Ucraina nell'attuazione della presente strategia, anche mediante rapporti periodici dei capimissione, e inserisce una valutazione al riguardo nella relazione destinata al Consiglio europeo;

- se necessario, raccomanda al Consiglio europeo modifiche delle Parti II e III della presente strategia.

47. La Commissione, nell'ambito delle sue competenze, contribuirà a tale attuazione e riesame.

Cooperazione con l'Ucraina

48. L'UE e i suoi Stati membri lavoreranno a stretto contatto con l'Ucraina per attuare la strategia comune, in particolare attraverso l'APC e le sue istituzioni.

Iniziative specifiche

49. L'UE persegue le iniziative specifiche elencate nella Parte III della presente strategia comune, che si basano sui principali obiettivi individuati nella Parte II. Queste iniziative sono adattate, ove necessario, e non precludono eventuali nuove iniziative nel corso dell'attuazione della presente strategia comune. Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze e funzioni, sostengono e operano per il raggiungimento di tali iniziative specifiche.

PARTE III

INIZIATIVE SPECIFICHE

Verranno perseguite le seguenti iniziative specifiche, ferma restando la possibilità di introdurne altre nuove.

Consolidamento della democrazia, dello stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Ucraina

50. L'UE si adopererà per promuovere la democrazia, il buon governo, il rispetto dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto in Ucraina:

- sostenendo gli sforzi che compie questo paese per rispettare i suoi obblighi internazionali in materia di diritti democratici e dell'uomo in base alle conclusioni di Dublino, soprattutto riguardo all'abolizione della pena capitale, alla promozione delle regole di buon governo e ad un sistema giuridico efficace e trasparente, nonché all'autonomia locale democratica, tra l'altro in cooperazione con il Consiglio d'Europa e l'OSCE;

- instaurando un dialogo regolare tra la figura del mediatore degli Stati membri dell'UE e dell'Ucraina al fine di rafforzare il ruolo di questo istituto in Ucraina stessa;

- incoraggiando l'Ucraina a firmare, ratificare e attuare i pertinenti strumenti internazionali nel settore dei diritti dell'uomo, in particolare il secondo protocollo facoltativo al patto internazionale delle Nazioni Unite relativo ai diritti civili e politici, il sesto protocollo addizionale alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell' uomo e delle libertà fondamentali e la convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati;

- rafforzando la cooperazione tra i giornalisti e le autorità per contribuire allo sviluppo di mezzi d'informazione liberi. La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, vaglierà la possibilità di assistere la televisione ucraina a predisporre il collegamento ad un canale di informazione quale Euronews. I lavori inizieranno entro giugno 2000.

Sostegno al processo di transizione economico in Ucraina

51. L'UE aiuterà l'Ucraina a proseguire il processo di riforma dell'economia rendendo più incisiva la consulenza in materia di politica economica, anche mediante un idoneo dialogo ad alto livello, nel quadro dell'APC, allo scopo di incentivare lo sviluppo di un'economia di mercato moderna e liberale.

52. L'UE è pronta a fornire assistenza tecnica per il processo di riforma economica e sociale dell'Ucraina, purché quest'ultima provveda a stabilire le condizioni necessarie alla sua realizzazione. L'UE verificherà se è possibile assistere tecnicamente l'Ucraina al fine di:

- contribuire allo sviluppo di un quadro legislativo, istituzionale e regolamentare trasparente e stabile, destinato a promuovere una più vasta attività economica e maggiori investimenti nazionali ed esteri. Riguardo a questa iniziativa la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e altri organi competenti, predisporrà una relazione entro dicembre 2000;

- promuovere il graduale ravvicinamento della normativa ucraina a quella dell'UE e la sua applicazione, soprattutto in materia di politica della concorrenza, servizi finanziari, norme e certificazioni, politica fiscale, occupazione e diritti di proprietà intellettuale. A tal fine la Commissione è invitata a presentare le opportune proposte entro giugno 2000;

- sostenere lo sviluppo del sistema sanitario, con particolare accento sulla sensibilizzazione e l'informazione sanitaria pubblica nell'ottica di diminuire la diffusione delle malattie infettive. Riguardo a questa iniziativa la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e altri organi competenti, predisporrà una relazione entro giugno 2001.

53. Gli Stati membri valuteranno i mezzi da utilizzare per prestare assistenza all'Ucraina al fine di:

- sostenere lo sviluppo di un sistema di sicurezza sociale ben mirato, per quanto riguarda soprattutto i regimi di assistenza sociale e di pensione;

- sostenere il dialogo sociale, l'adesione alle norme dell'OIL e la relativa attuazione, in particolare le sette norme fondamentali di lavoro. Per quanto riguarda la ratifica e l'attuazione della normativa nel settore dell'occupazione si presterà un'attenzione speciale alla parità di genere.

Cooperazione per rafforzare la stabilità e la sicurezza in Europa

54. L'UE valuterà in che modo si possa rendere più costante, flessibile e sostanziale la cooperazione con l'Ucraina per la stabilità e la sicurezza in Europa, e aumentarne le caratteristiche di operatività ed efficacia, nel quadro del dialogo politico esistente, istituito dall'APC. A tal fine essa:

- verifica se sia possibile tenere regolarmente con l'Ucraina sessioni di dialogo tra esperti a livello di Troika in margine ai gruppi di lavoro della PESC sul disarmo, la non proliferazione, l'esportazione di armi non convenzionali, nell'ottica di organizzare le prime riunioni nel corso dell'anno 2000/primo semestre 2000. Il dialogo nell'ambito di questi gruppi si prefiggerà di instaurare la cooperazione tra l'UE e l'Ucraina nei settori seguenti: non proliferazione delle armi di distruzione di massa, comprese armi chimiche, armi portatili e armi leggere, in base all'azione comune sulle armi portatili (1999/34/PESC);

- valuta la possibilità di intensificare il dialogo tra l'UE e l'Ucraina per promuovere la responsabilità e la trasparenza nei trasferimenti di armi convenzionali, ricorrendo integralmente, ove occorra, al codice di condotta dell'UE;

- esamina le possibilità di una cooperazione più stretta per la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi, tra l'altro nel quadro delle organizzazioni internazionali competenti, quali le Nazioni Unite e l'OSCE, e per la ricerca di una soluzione politica dei conflitti nella regione. Riunioni periodiche tra l'Ucraina e la Troika del gruppo di lavoro OSCE dovrebbero servire a raggiungere lo scopo. Uno degli obiettivi dovrebbe consistere nel lavorare con l'Ucraina per mettere a punto iniziative congiunte di politica estera in materia di prevenzione dei conflitti e gestione delle crisi, con particolare riguardo a determinati paesi e regioni terzi adiacenti all'Ucraina.

55. L'UE, a decorrere dal 2000, avvierà le iniziative specifiche seguenti per rafforzare la sicurezza e la stabilità in Europa:

- esaminare in che modo sia possibile agevolare la partecipazione dell'Ucraina nel momento in cui l'UE si avvarrà dell'Unione dell'Europa occidentale per missioni che rientrano nei compiti di Petersberg;

- valutare i mezzi per prestare assistenza all'Ucraina nel compito di rispettare gli obblighi derivanti dalla convenzione sul divieto d'impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione;

- valutare i mezzi con cui avviare una cooperazione tra l'UE e l'Ucraina in materia di prevenzione del traffico di armi portatili, fattore di instabilità per l'Ucraina stessa e altri Stati della regione. Dopo aver delineato ed analizzato la situazione e i bisogni della regione l'UE potrebbe mettere a punto un'azione comune su questo tema al fine di:

(1) rafforzare la capacità di controllo delle forze di polizia e/o dei servizi doganali locali;

(2) proporre lo studio di questo tipo di criminalità in corsi di formazione;

(3) sviluppare lo scambio di informazioni tra l'UE e gli Stati membri dell'Europol per una migliore analisi delle attività criminose connesse alle armi portatili.

Cooperazione nel settore dell'ambiente, dell'energia e della sicurezza nucleare

56. La Comunità è pronta a sostenere le iniziative della speciale Task Force istituita per affiancare le autorità ucraine nella riforma del settore energetico.

57. Il sostegno della Comunità al piano d'azione del G7 prevede una partecipazione finanziaria per migliorare a breve termine la sicurezza della centrale di Cernobyl, nel quadro del "Nuclear Safety Account", gestito dalla Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo prima di chiudere, disattivare, prendere in esame le conseguenze sociali della chiusura, contribuire al Programma di realizzazione della struttura di protezione (Shelter Implementation Plan) e partecipare al finanziamento di impianti sostitutivi, in linea con gli impegni precedenti destinati a compensare le carenze nell'approvvigionamento energetico dell'Ucraina, a condizione che siano completate in modo soddisfacente le debite procedure cautelari, compresa la definizione di una posizione comune sulla condizionalità del prestito e la formulazione dell'accordo sul prestito stesso e relative garanzie, e a condizione che l'Ucraina rispetti l'impegno di attuare il memorandum d'intesa del 1995.

58. L'UE si adopererà per affiancare l'Ucraina nello sforzo di ridurre l'impatto negativo arrecato dalla situazione ambientale di questo paese sulla salute, in particolare riguardo alla potabilità dell'acqua, al trattamento delle acque reflue, alla raccolta e al trattamento dei rifiuti nonché all'inquinamento atmosferico. L'UE sosterrà la riforma istituzionale degli enti erogatori di servizi pubblici competenti per l'ambiente, altri progetti di assistenza tecnica e investimenti ambientali.

59. La prossima conferenza "Ambiente per l'Europa", che si terrà nel settembre 2002 a Kiev, offrirà l'occasione per una maggiore sensibilizzazione in Ucraina sulle questioni ambientali. Gli Stati membri e la Commissione vaglieranno la possibilità di prestare assistenza/supporto tecnico al Ministero per la protezione ambientale e la sicurezza nucleare nell'organizzazione e preparazione dell'evento.

Sostegno per l'integrazione dell'Ucraina nell'economia europea e mondiale

60. L'UE conferma la sua disponibilità nel mantenere e, se del caso, potenziare il suo sostegno allo sforzo intrapreso dall'Ucraina per soddisfare le condizioni di adesione all'OMC. Si presterà un'attenzione particolare alla rimozione degli ostacoli al commercio e agli investimenti in Ucraina, eliminando in una prima fase le misure in materia commerciale incompatibili con l'APC e l'OMC.

61. L'UE esaminerà i fattori che potrebbero, a prescindere dall'adesione all'OMC, agevolare in futuro la creazione di una zona di libero scambio UE-Ucraina, come previsto all'articolo 4 dell'APC. Lo studio congiunto di fattibilità economica sulla zona di libero scambio, che è in corso, fornirà al riguardo elementi importanti di valutazione.

62. La Commissione valuterà le possibilità di approfondire il dialogo con l'Ucraina in materia di investimenti nel quadro della sottocommissione dell'APC per il commercio e gli investimenti e riferirà al Consiglio entro giugno 2000.

Cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni

63. Tenuto conto dell'attuale processo di allargamento dell'Unione e vista la posizione geografica dell'Ucraina, regione di transito importante del flusso transnazionale di un'ampia gamma di attività illegali, l'UE e l'Ucraina sono particolarmente interessate a potenziare la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni. L'UE propone di concentrare l'azione sugli aspetti seguenti:

- valutazione dell'entità dell'immigrazione clandestina attraverso l'Ucraina. Gli Stati membri in associazione con la Commissione , compiranno un'analisi dei punti di forza, dei punti deboli, delle possibilità e delle minacce relativamente agli esistenti meccanismi di contrasto di questi fenomeni entro la fine del 2000; laddove siano individuate debolezze l'UE esaminerà le soluzioni per porvi rimedio;

- miglioramento della cooperazione riguardo alla riammissione dei propri cittadini, degli apolidi e dei cittadini di paesi terzi, anche mediante la conclusione di accordi di riammissione;

- sostegno alla piena applicazione della convenzione di Ginevra, compreso il diritto d'asilo e il rispetto del principio di non-refoulement;

- instaurazione di un dialogo regolare tra le autorità giudiziarie degli Stati membri e dell'Ucraina in materia civile e penale, incoraggiando altresì l'Ucraina a firmare, ratificare e attuare le convenzioni fondamentali, quali la convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale;

- offerta all'Ucraina di un aiuto concreto nell'attuazione della legislazione nazionale in materia di riciclaggio non appena emanata;

- creazione di una cooperazione tra i servizi incaricati dell'applicazione della legge degli Stati membri dell'UE, l'Europol e le autorità competenti dell'Ucraina.

64. A Kiev sarà istituita una rete informale che collegherà ambasciate degli Stati membri dell'UE, la Commissione e rappresentanti delle pertinenti organizzazioni internazionali al fine di migliorare lo scambio e l'analisi delle informazioni nel settore della giustizia e degli affari interni. Nel quadro dell'APC sarà instaurato un dialogo tra gli Stati membri, la Commissione, compresi gli ufficiali di collegamento a Kiev, e gli organi ucraini competenti mediante il quale analizzare con maggior precisione le condizioni dell'Ucraina in questo settore. Entro la fine del 2000 sarà sottoposta al Consiglio una relazione.

Cooperazione regionale e transfrontaliera con i paesi vicini

65. L'UE cercherà di incoraggiare lo sviluppo e il rafforzamento delle iniziative di cooperazione regionale e transfrontaliera tra l'Ucraina e i paesi vicini, con i seguenti mezzi:

- uso mirato dei programmi esistenti di cooperazione transfrontaliera, regionali e tra Stati. In questo contesto particolare attenzione sarà prestata alle questioni relative alla gestione delle frontiere, inclusa la modernizzazione tecnica dei valichi di frontiera tra l'Ucraina e l'Ungheria, la Polonia, la Romania e la Slovacchia;

- ulteriore sviluppo dei programmi Tacis volti a potenziare lo sviluppo delle reti infrastrutturali, quali INOGATE e TRACECA al fine di migliorare la cooperazione economica nella regione.

Cooperazione nei settori della cultura e dei programmi di gemellaggio e di scambio

66. L'UE sosterrà la promozione di relazioni più strette tra le istituzioni pubbliche, la società civile e le ONG dell'Unione e dell'Ucraina, mediante:

- la promozione di programmi di scambio, nei settori scientifico e dell'istruzione, tra scuole, università e istituti di ricerca, attribuendo anche la debita attenzione al Centro di scienza e tecnologia in Ucraina;

- la promozione di programmi di gemellaggio tra le amministrazioni nazionali, regionali e locali oltre che tra associazioni professionali, organizzazioni sindacali, ONG e mass-media.

La Commissione e gli Stati membri coordineranno i rispettivi programmi. La Commissione esaminerà la possibilità di utilizzare i programmi comunitari a tal fine (Tacis, Tempus e Democracy). Saranno altresì utilizzati gli strumenti bilaterali degli Stati membri.

Sulla scorta di un inventario degli strumenti esistenti (che la Commissione dovrà redigere in collegamento con il Segretariato generale del Consiglio) e di una missione di identificazione in Ucraina, la Commissione sottoporrà una relazione al Consiglio entro giugno 2000 e, successivamente, presenterà, se necessario, proposte di azione.

PARTE IV

Durata

67. La presente strategia comune si applica a decorrere dalla data della sua pubblicazione per un periodo iniziale di quattro anni. Essa può essere prorogata, riveduta e, se del caso, adeguata dal Consiglio europeo su raccomandazione del Consiglio.

Pubblicazione

68. La presente strategia comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

Fatto a Helsinki, addì 11 dicembre 1999

Per il Consiglio europeo

Il Presidente

 

 

 

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Dichiarazione del Consiglio europeo

relativa alla strategia comune sull'Ucraina

 

Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata nell'adottare le azioni comuni, le posizioni comuni e tutte le altre decisioni che rientrano nell'ambito di applicazione del titolo V del trattato sull'Unione europea (Politica estera e di sicurezza comune), in base alla strategia comune.

Gli atti che non rientrano nell'ambito di applicazione del titolo V del trattato sull'Unione europea continuano ad essere adottati secondo le procedure decisionali appropriate previste dalle pertinenti disposizioni dei trattati, compresi il trattato che istituisce la Comunità europea e il titolo VI del trattato sull'Unione europea.

 

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ALLEGATO VI

DOCUMENTI PRESENTATI AL CONSIGLIO EUROPEO DI HELSINKI

· Documento globale della Commissione sull'allargamento

(12053/1/99 REV 1)

· Relazione sulla Conferenza europea

(13764/99)

· Istituzioni efficienti dopo l'allargamento: Relazione della Presidenza sulle ipotesi per la Conferenza intergovernativa

(16636/99)

· Un Consiglio efficiente per un'Unione allargata: Linee direttrici per una riforma e raccomandazioni operative

(13863/99)

· Relazioni della Presidenza sul rafforzamento della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa e sulla gestione non militare delle crisi da parte dell'Unione europea

(13619/1/99 REV 1)

· Relazione della Presidenza sull'attuazione della strategia comune sulla Russia

(13860/99)

· Strategia comune sull'Ucraina

(13523/1/99 REV 1)

· Patto di stabilità per l'Europa sudorientale: Relazione sull'azione dell'UE a sostegno del patto di stabilità e dell'Europa sudorientale

(13814/99)

· Relazione della Presidenza "Rafforzamento dell'azione dell'Unione europea in materia di diritti dell'uomo"

(13557/99)

· Relazione del Consiglio (ECOFIN) sul coordinamento della politica economica: esame degli strumenti e dell'esperienza acquisita nella terza fase dell'UEM

(13123/1/99 REV 1)

· Relazione del Consiglio (ECOFIN) sulla cooperazione rafforzata in materia di politica fiscale

(13140/1/99 REV 1)

· Relazione del Consiglio (ECOFIN) sulle attività di lotta contro le frodi

(13329/1/99 REV 1)

· Relazione comune sull'occupazione

(13607/99 + ADD 1)

· Relazione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche dell'occupazione nel 2000

(13606/99)

· Raccomandazione della Commissione per la presentazione di raccomandazioni del Consiglio riguardanti l'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri

(10994/99)

· Raccomandazioni del Consiglio riguardanti l'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri

(13608/99)

· Comunicazione della Commissione "Proposta di orientamenti per le politiche di occupazione degli Stati membri nel 2000"

(10992/99)

· Relazione del Consiglio: Strategia per l'integrazione degli aspetti ambientali e dello sviluppo sostenibile nella politica energetica

(13773/99)

· Relazione del Consiglio su trasporti e ambiente

(11717/99)

· Relazione del Consiglio: Integrazione degli aspetti ambientali e dello sviluppo sostenibile nella politica del mercato interno

(13622/99)

· Relazione del Consiglio: Integrazione dello sviluppo sostenibile nella politica industriale dell'Unione europea

(13549/1/99 REV 1)

· Relazione del Consiglio: Strategia per l'integrazione degli aspetti ambientali e dello sviluppo sostenibile nella politica agricola comune, definita dal Consiglio "Agricoltura"

(13078/99)

· Integrazione della dimensione ambientale nelle politiche di sviluppo della Comunità

(13644/99)

· Relazione della Commissione sull'integrazione degli aspetti ambientali e dello sviluppo sostenibile nelle politiche comunitarie

(13572/99)

· Relazione coordinata della Commissione sugli indicatori ambientali

(13573/99)

· Comunicazione della Commissione relativa alla valutazione complessiva del quinto programma d'azione in materia ambientale

(13598/99)

· Relazione della Commissione "Legiferare meglio 1999", compresa la sussidiarietà"

(13725/99)

· Relazione sulla realizzazione e valutazione del piano d'azione contro la criminalità organizzata

(9917/3/99 REV 3 + REV 4 (s))

· Piano d'azione dell'Unione europea sulla criminalità organizzata russa - Principi fondamentali

(13009/1/99 REV 1)

· Strategia dell'Unione europea in materia di droga (2000-2004)

(12555/3/99 REV 3)

· Relazione della Commissione concernente la salvaguardia delle strutture sportive esistenti e del ruolo sociale dello sport in ambito comunitario

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