• Consiglio dell'UE
  • Comunicato stampa
  • 23 ottobre 2017
  • 00:55

Distacco dei lavoratori: il Consiglio raggiunge un accordo

Lavoratori distaccati nell'Unione europea

Il Consiglio ha raggiunto un accordo sulla propria posizione (orientamento generale) in merito alla direttiva relativa al distacco dei lavoratori. La nuova proposta modifica alcuni elementi della direttiva originaria adottata nel 1996.

Il presidente del Consiglio Jevgeni Ossinovski, ministro estone della sanità e del lavoro, ha dichiarato: "Mi compiaccio del fatto che il Consiglio abbia concordato la sua posizione su una questione tanto importante e delicata. E sono particolarmente lieto del fatto che, dopo lunghi negoziati, vi sia stato un ampio sostegno per il nostro compromesso. Il testo definitivo rappresenta un equilibrio delicato. Da una parte è fondamentale garantire che i nostri lavoratori siano trattati equamente. Le persone che fanno lo stesso lavoro nello stesso luogo devono godere delle stesse condizioni lavorative e salariali. Dall'altra parte non dobbiamo creare ostacoli inutili alla libera circolazione dei servizi, ad esempio nel settore dei trasporti, che per sua natura è mobile."

L'obiettivo della direttiva è agevolare la prestazione di servizi in tutta l'UE rispettando al contempo la concorrenza leale e i diritti dei lavoratori assunti in uno Stato membro e inviati dal datore di lavoro in un altro Stato membro a fini lavorativi (lavoratori distaccati). La direttiva garantirà una retribuzione equa e condizioni di parità tra le imprese che distaccano i lavoratori e le imprese locali nel paese ospitante.

La nuova direttiva prevede:

  • la retribuzione dei lavoratori distaccati in conformità della legislazione e delle prassi dello Stato membro ospitante
  • distacchi a lungo termine della durata di 12 mesi che possono essere prorogati di 6 mesi (per un totale di 18 mesi) sulla base di una notifica motivata del prestatore di servizi
  • l'applicazione di contratti collettivi di applicazione generale ai lavoratori distaccati in tutti i settori
  • la parità di trattamento tra i lavoratori tramite agenzia interinale e i lavoratori locali
  • per quanto concerne il settore dei trasporti, le disposizioni della direttiva di modifica si applicheranno a partire dalla data di entrata in vigore della futura legislazione settoriale
  • un periodo di recepimento di tre anni, più un ulteriore anno prima dell'applicazione della direttiva

Tutte le norme in materia di retribuzione che si applicano ai lavoratori locali si dovranno applicare anche ai lavoratori distaccati. La retribuzione non comprenderà solo le tariffe minime salariali, ma anche altri elementi quali bonus e indennità.

La piattaforma contro il lavoro non dichiarato sarà utilizzata per combattere frodi e abusi e migliorare lo scambio di informazioni e la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri.

Informazioni generali

La revisione della direttiva del 1996 era necessaria al fine di adattare la legislazione alle nuove condizioni economiche e del mercato del lavoro, nonché di codificare la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. In questo modo si accrescerà la chiarezza della legislazione dell'UE.

La direttiva riveduta si concentra su questioni disciplinate dal quadro normativo dell'UE definito dalla direttiva originaria del 1996. La direttiva riveduta relativa al distacco dei lavoratori e la direttiva di applicazione, pertanto, si integrano e si rafforzano reciprocamente.

Nel 2014 il distacco dei lavoratori ha interessato 1,9 milioni di lavoratori europei. Anche se rappresenta solo lo 0,7% dell'occupazione totale dell'UE, è di considerevole importanza nella prestazione transfrontaliera di servizi nel mercato interno, soprattutto nel settore dell'edilizia e in alcuni settori di servizi alle persone e alle imprese. Ai sensi delle norme vigenti, le imprese che distaccano i lavoratori devono rispettare una serie di diritti di base del paese ospitante in materia di occupazione, comprese le tariffe minime salariali.

Prossime tappe

Grazie a questo accordo il Consiglio può avviare negoziati con il Parlamento europeo.

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Assen Indjiev
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