Cronistoria - Storia della PAC
Come si è evoluta la politica agricola comune dell'UE nel corso degli anni? Di seguito sono riportate alcune tappe fondamentali della storia della PAC.
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2021
Un politica più equa, più verde e più orientata ai risultati
La riforma della PAC post-2020 mira a introdurre un nuovo approccio strategico, che consenta agli Stati membri di elaborare autonomamente piani strategici basati sulle loro esigenze e in linea con gli obiettivi a livello dell'UE. Ciò significa che le misure a livello nazionale possono essere maggiormente mirate alle specificità locali senza compromettere la complessiva natura "comune" della politica.
In un contesto di crescente preoccupazione pubblica per i cambiamenti climatici e le sfide ambientali, la nuova PAC pone un'attenzione particolare sui requisiti ecologici. Come in precedenza, i finanziamenti sono subordinati al rispetto delle normative dell'UE in materia di ambiente e clima. La riforma introduce anche diversi premi per pratiche più rispettose dell'ambiente, sia nel quadro dei pagamenti diretti (con un nuovo tipo di sostegno per le misure verdi, i "regimi ecologici") che nell'ambito dello sviluppo rurale.
Inoltre, le aziende agricole di piccole dimensioni e i giovani agricoltori sono considerati destinatari prioritari dei pagamenti diretti. Per la prima volta, la PAC comprende anche un impegno a tutelare i diritti dei lavoratori.
Quali sono le novità della politica agricola comune dell'UE? -
2013
La prima riforma nel quadro della procedura legislativa ordinaria
Il nuovo millennio comporta nuove sfide per la PAC, che non solo deve garantire una società prospera e adeguatamente nutrita, ma deve anche rispondere a nuove sfide quali i cambiamenti climatici, il benessere degli animali, la sicurezza alimentare e l'uso sostenibile delle risorse naturali.
La riforma del 2013 cerca di affrontare queste esigenze includendo i seguenti elementi:
- un inverdimento dei pagamenti per rendere l'agricoltura più sostenibile
- una distribuzione più equa del sostegno, con cui si limita la dotazione per le grandi aziende agricole
- un sostegno aggiuntivo per le aziende agricole di piccole dimensioni, attraverso un sostegno al reddito più mirato
- incentivi per i giovani affinché intraprendano una carriera nel settore agricolo
La riforma determina inoltre un aumento della spesa destinata a progetti di sviluppo rurale.
Per la prima volta la riforma della PAC è realizzata mediante la procedura legislativa ordinaria, introdotta dal trattato di Lisbona, in base alla quale il Consiglio co-legifera su un piano di parità con il Parlamento europeo.
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1999
Si aggiunge lo sviluppo rurale
Dopo quasi 40 anni il bilancio della PAC ammonta ancora a quasi il 50% del bilancio totale dell'UE, ma il settore agricolo offre meno possibilità di creare posti di lavoro rispetto ad altri settori in crescita, in particolare quello dei servizi.
In tale contesto, e in previsione del successivo allargamento del 2004, il programma "Agenda 2000" porta alla creazione di un secondo pilastro della PAC dedicato allo sviluppo rurale.
L'Agenda 2000 offre un approccio più olistico all'agricoltura e allo sviluppo rurale, finalizzato a migliorare la competitività dell'agricoltura, reperire fonti di reddito alternative nelle zone rurali e rafforzare la coesione sociale in tali zone.
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1992
Le riforme MacSharry: dal sostegno al mercato al sostegno ai produttori
Nel 1992 viene adottata la prima riforma su vasta scala della PAC, il cui obiettivo è ridurre il bilancio complessivo e abbandonare i prezzi garantiti illimitati. La politica passa da un sistema di sostegno del mercato a un sostegno diretto al reddito degli agricoltori e introduce nuovi obblighi per gli agricoltori in materia di protezione dell'ambiente e incentivi per migliorare la qualità dei prodotti alimentari.
Per la prima volta sono introdotti pagamenti diretti agli agricoltori, sulla base della superficie coltivata o del numero di capi di bestiame posseduti.
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1984
Gestione dell'offerta, allineamento della produzione alle esigenze del mercato
Nel corso degli anni '70 e all'inizio degli anni '80 la produzione agricola comincia a superare la domanda, determinando eccedenze, descritte come "montagne di burro" e "laghi di vino". Di conseguenza i prodotti alimentari vengono distrutti o venduti sul mercato mondiale a prezzi molto più bassi.
Per evitare un calo eccessivo del reddito degli agricoltori, nel 1984 l'UE introduce un sistema di quote per prodotti come il latte per limitare la sovrapproduzione e gestire l'approvvigionamento. Ciascun agricoltore riceve una quota che rappresenta il quantitativo di prodotti alimentari che può produrre. In caso di superamento della la quota sono previsti dei prelievi.
Contemporaneamente si riscontrano crescenti pressioni da parte di attori esterni, che accusano le Comunità europee di eccessivo protezionismo e chiedono la liberalizzazione del mercato.
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1970
Il piano Mansholt: ammodernamento
Con il passare degli anni la produttività e la disponibilità alimentare aumentano, ma il reddito degli agricoltori rimane stagnante malgrado il sostegno ricevuto grazie alla politica.
Considerata la situazione, il commissario europeo per l'Agricoltura Sicco Mansholt presume che gli squilibri di mercato possano derivare dalla sovrapproduzione e dal sostegno ai prezzi.
Propone pertanto un ammodernamento su vasta scala del settore agricolo nel tentativo di migliorare il tenore di vita degli agricoltori ed evitare distorsioni del mercato.
Il piano Mansholt, la prima riforma della PAC, mira a:
- ottimizzare le superfici coltivate
- fondere le aziende agricole per creare unità di maggiori dimensioni
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1962
Nascita della PAC
Dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale, l'Europa compie passi decisivi verso un futuro pacifico e unito.
Per ripristinare il tessuto sociale ed economico, i sei paesi fondatori dell'allora Comunità europea avviano colloqui per un approccio comune all'agricoltura. Nell'economia europea del dopoguerra il settore agricolo svolgeva un ruolo significativo, ma era caratterizzato da:
- scarsa produzione alimentare, in parte a causa della guerra
- reddito degli agricoltori molto inferiore a quello di altri settori
- necessità di facilitare l'accesso ai prodotti alimentari e di aumentare la produttività
- politiche agricole nazionali non armonizzate, con conseguenti differenze nelle condizioni di concorrenza
Nel 1962 la PAC è introdotta con i seguenti obiettivi:
- aumentare la produttività dell'agricoltura
- assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori
- garantire la sicurezza degli approvvigionamenti
- stabilizzare i mercati
- creare una catena di approvvigionamento sicura e a prezzi ragionevoli
- armonizzare le regole di concorrenza in tutti i paesi
Per raggiungere questi obiettivi è istituito un sistema economico di sostegno dei prezzi e del mercato. Questo meccanismo fornisce agli agricoltori un prezzo garantito per i loro prodotti, introduce tariffe sui prodotti esterni e assicura l'intervento dello Stato in caso di calo dei prezzi di mercato. Gli agricoltori ricevono sostegno in funzione dei loro livelli totali di produzione.
Ultima modifica: 29 gennaio 2025