- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 26 ottobre 2015 00:00
Burundi: l'UE chiede l'apertura di consultazioni nel quadro dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou
Il Consiglio ha approvato un progetto di lettera in cui invita il Burundi a partecipare a consultazioni in conformità alla procedura prevista dall'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-UE in caso di mancato rispetto degli elementi essenziali dell'accordo quali i diritti dell'uomo, i principi democratici e lo Stato di diritto. Le consultazioni sono volte a trovare una soluzione accettabile per le parti, attraverso l'individuazione delle misure da adottare per rimediare al mancato rispetto dell'accordo.
L'alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha dichiarato: "La situazione in Burundi rimane estremamente preoccupante. Le consultazioni devono anche contribuire agli sforzi dell'Unione africana e della regione di avviare un dialogo interno al Burundi per trovare una soluzione consensuale alla crisi che attraversa il paese. È l'unico modo per mantenere la pace e consolidare la democrazia e lo Stato di diritto in Burundi. Giorni fa, ad Addis Abeba, con la dott.ssa Zuma, presidente della Commissione dell'Unione africana, abbiamo deciso di operare in stretta collaborazione per raggiungere tale obiettivo"."
Il commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica ha aggiunto: "L'UE si impegna fermamente - e continuerà a farlo - nei confronti della popolazione burundese in questa crisi che ha già causato più di 120 morti e migliaia di feriti, e ha costretto più di 190 000 persone a rifugiarsi nei paesi vicini. La nostra solidarietà al popolo burundese, reso ancora più fragile dalla crisi, è immutata."
L'apertura di consultazioni nel quadro dell'accordo di Cotonou rientra nell'azione dell'UE a sostegno degli sforzi compiuti dalla comunità internazionale, in particolare quelli della Comunità dell'Africa orientale e dell'Unione africana, al fine di raggiungere una soluzione politica sostenibile attraverso un dialogo interno al Burundi inclusivo, cui dovrebbero poter partecipare tutte le parti, all'interno e all'esterno del paese, impegnate a sostenere un processo politico. È indispensabile che questo dialogo, basato sui principi dell'accordo di pace di Arusha abbia luogo quanto prima, a Kampala o ad Addis Abeba.
La situazione in Burundi si è deteriorata nel periodo che ha preceduto le elezioni legislative e presidenziali nei mesi di giugno e luglio. Prima delle elezioni l'UE aveva intensificato il dialogo politico con il Burundi a norma dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou, con l'obiettivo di contribuire a creare un consenso politico sul processo elettorale e a stabilire condizioni credibili e trasparenti.
L'UE ha ripetutamente esortato tutte le parti ad astenersi da atti di violenza e a condannarli. Il 1º ottobre il Consiglio dell'UE ha adottato restrizioni di viaggio e il congelamento dei beni nei confronti di quattro persone le cui azioni compromettono la democrazia od ostacolano la ricerca di una soluzione politica alla crisi attuale in Burundi. Ciononostante, la mancanza di progressi nella ricerca di una soluzione politica alla crisi ha comportato un'escalation della violenza.
L'articolo 96 dell'accordo di Cotonou prevede che le consultazioni siano avviate entro i 30 giorni successivi all'invito. Si propone che le consultazioni si tengano a Bruxelles, in una data da stabilirsi con le autorità burundesi.
- Lettera alle autorità del Burundi
- Burundi: l'UE adotta sanzioni nei confronti di quattro persone
- Comunicato del gruppo di inviati speciali per la regione dei Grandi Laghi sulla situazione in Burundi del 28 agosto 2015
- Declaration by High Representative Federica Mogherini on behalf of the European Union following the presidential election in Burundi, 23 July 2015
- Council conclusions on Burundi, 22 June 2015
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Ultima modifica: 14 gennaio 2024