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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 30 giugno 2015 13:30

Emissioni prodotte da impianti di combustione medi: gli Stati membri confermano l'accordo con il Parlamento

Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) del Consiglio ha confermato l'accordo con il Parlamento europeo su una nuova direttiva intesa a limitare le emissioni di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi. Le nuove norme fanno parte del pacchetto legislativo "aria pulita", volto a migliorare la qualità dell'aria nell'UE.

La nuova direttiva fissa i valori limite di emissione per talune sostanze inquinanti, ossia l'anidride solforosa, l'ossido di azoto e le polveri. Tali limiti saranno applicati agli impianti di combustione medi (tra 1 e 50 MW) nuovi ed esistenti

"Per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo dobbiamo contrastare l’inquinamento atmosferico alla fonte. Con questa direttiva completiamo il quadro normativo per le emissioni prodotte dal settore della combustione. Si tratta di un elemento essenziale che mancava e che contribuirà a ridurre in modo significativo i rischi potenziali per la salute umana e l'ambiente", ha dichiarato il ministro lettone Kaspars Gerhards, presidente del Consiglio "Ambiente" sotto la presidenza lettone.

Termini

Rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, il testo concordato introduce regimi differenziati per gli impianti di combustione esistenti in base alle loro dimensioni. L'obiettivo è ridurre i costi per gli impianti più piccoli, pur mantenendo un elevato livello di protezione ambientale.

I limiti saranno applicati agli impianti esistenti più grandi (5-50 MW) a partire dal 2025 e a quelli più piccoli (1-5 MW) a partire dal 2030. I nuovi impianti dovranno rispettare i limiti dopo un periodo di recepimento di due anni a decorrere dall'entrata in vigore. 

Una proroga dei termini per conformarsi alle nuove norme fino al 2030 può essere concessa ad alcuni impianti, in particolare:

  • le reti di riscaldamento a distanza
  • gli impianti di combustione alimentati con biomassa quale combustibile principale
  • gli impianti facenti parte di piccoli sistemi isolati (ad esempio sulle isole)
  • gli impianti specifici collegati a un sistema nazionale di trasporto del gas

Altre modifiche della proposta

Nelle zone che non rispettano i valori limite dell'UE per la qualità dell'aria, gli Stati membri valutano la necessità di applicare limiti più severi ai singoli impianti.

Il testo concordato contiene anche norme per monitorare le emissioni di un altro inquinante: il monossido di carbonio. La Commissione terrà conto dei pertinenti risultati nell'ambito di un futuro riesame.

La Commissione è inoltre chiamata a valutare, nell'ambito del riesame, i vantaggi della fissazione di norme minime di efficienza energetica in linea con le migliori tecniche disponibili.

Colmare una lacuna

Mentre gli impianti di dimensioni sia più piccole che più grandi sono già coperti dalle rispettive direttive dell'UE, le emissioni prodotte dagli impianti di combustione medi non sono ancora disciplinate a livello dell'UE. Le nuove norme mirano a colmare tale lacuna per completare il quadro normativo nel settore della combustione, che è un'importante fonte di talune sostanze inquinanti.

Contesto e prossime tappe

Il 18 dicembre 2013 la Commissione ha presentato la sua proposta al Consiglio e al Parlamento europeo nel quadro del programma "Aria pulita per l'Europa". La presidenza del Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo provvisorio nel corso di un trilogo tenutosi il 23 giugno 2015, ora confermato dal Coreper.   

Il nuovo atto legislativo verrà ora sottoposto al Parlamento europeo per una votazione in prima lettura e poi al Consiglio per l'adozione definitiva.

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Ultima modifica: 14 gennaio 2024