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Il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sull'attuazione del principio della verifica rurale, che consiste nel garantire che le politiche siano adeguate ai bisogni delle persone che vivono e lavorano nelle zone rurali. Il dibattito si è concentrato sull'opportunità di migliorare il meccanismo di verifica rurale e su come farlo, come anche sulle modalità per realizzare una migliore integrazione dello sviluppo rurale nelle politiche dell'UE.
Un cittadino dell'UE su quattro vive in una zona rurale; al fine di garantire che le zone rurali siano forti e dinamiche, è necessaria una maggiore comprensione delle esigenze delle popolazioni rurali e degli agricoltori come anche delle sfide cui devono far fronte. Caldeggiamo un assetto in cui molti compiti orientati allo sviluppo siano finanziati non solo attraverso la politica agricola comune, ma anche tramite altre politiche dell'UE. Stiamo inoltre lavorando a soluzioni intersettoriali per evitare lo spopolamento delle campagne.
Czesław Siekierski, ministro polacco dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale
I ministri hanno sottolineato l'importanza, per la prosperità dell'UE nel suo complesso, di comunità rurali forti in settori quali la sicurezza alimentare, la tutela dell'ambiente e la crescita economica. Hanno chiesto che lo sviluppo rurale continui a far parte di una politica agricola comune (PAC) post 2027 forte e indipendente.
Inoltre vari ministri hanno rimarcato la necessità di rafforzare e integrare i meccanismi di verifica rurale a tutti i livelli senza creare ulteriore burocrazia. Molti Stati membri hanno sottolineato l'importanza di riconoscere la diversità delle zone rurali in tutta l'UE e hanno condiviso esempi in cui gli approcci alla verifica rurale adottati nei rispettivi paesi sono stati un successo.
Il Consiglio ha fatto il punto sulla situazione del mercato UE dei prodotti agroalimentari, in particolare a seguito della guerra della Russia contro l'Ucraina. I ministri hanno osservato che, malgrado chiari segni di ripresa dei mercati agricoli dell'UE e una maggiore stabilità, i prezzi dei fattori produttivi, in particolare dell'energia e dei concimi, continuano a essere superiori ai livelli pre-COVID.
Il Consiglio ha rilevato che i settori agroalimentari hanno continuato a dover far fronte a varie sfide, tra cui condizioni meteorologiche avverse quali siccità, inondazioni e uragani, come anche focolai più frequenti di malattie degli animali, quali la peste suina africana, l'afta epizootica e l'influenza aviaria. I ministri hanno inoltre richiamato l'attenzione sull'impatto della situazione geopolitica sulla stabilità del mercato, ivi compresi gli scambi con gli Stati Uniti e la Cina e la necessità di valutare le ripercussioni della proposta di aumentare i dazi sui concimi importati dalla Russia e dalla Bielorussia. Diversi Stati membri hanno posto l'accento in particolare sulle sfide cui deve far fronte il settore vitivinicolo e sulle raccomandazioni formulate dal gruppo ad alto livello sulla politica vitivinicola.
I ministri hanno espresso la loro perdurante solidarietà all'Ucraina e alcuni di loro hanno rimarcato la necessità di garantire una relazione commerciale continua ed equilibrata al fine di sostenere il mercato agroalimentare ucraino e tutelare gli interessi degli agricoltori dell'UE.
Tra le "Varie" la Commissione ha presentato la sua visione per l'agricoltura e l'alimentazione, pubblicata il 19 febbraio 2025. L'obiettivo principale della visione è rendere l'UE un luogo in cui l'agricoltura risulti attraente per le future generazioni e il settore agroalimentare sia competitivo, resiliente, adeguato alle esigenze future ed equo.
Gli Stati membri hanno accolto con favore la visione, in particolare l'accento posto sull'agricoltura quale settore strategico e l'importanza di promuovere l'agricoltura come scelta professionale per le generazioni future.
Tra gli argomenti sollevati nel corso della discussione figurano la necessità che la PAC disponga di un bilancio adeguato e distinto fondato su due pilastri, l'importanza di continuare a sostenere le zone rurali, un maggiore allineamento delle norme di produzione per i prodotti alimentari importati e la necessità di semplificazione.
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