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  • Dichiarazione e osservazioni
  • 19 marzo 2015 22:30

Osservazioni del presidente Donald Tusk al termine delle prime sessioni della riunione del Consiglio europeo

Il primo giorno del Consiglio europeo di primavera è giunto al termine. Abbiamo iniziato osservando un minuto di silenzio in memoria delle vittime dei terribili attentati di ieri a Tunisi. L'uccisione di turisti innocenti, tra cui molti europei, al museo del Bardo è un esempio di come il terrorismo militante sia una minaccia per i popoli in ogni luogo.

I leader hanno oggi convenuto di creare un'Unione dell'energia e stabilirne le prime tappe. L'Unione europea accelererà la connessione di gasdotti e reti elettriche nazionali. Le discussioni si sono incentrate principalmente sulla sicurezza energetica. L'Unione europea è sempre più dipendente dal gas proveniente da fornitori esterni. La situazione è accettabile laddove il gas è importato da fonti differenti e i contratti sono flessibili. Ma la maggior parte dei contratti bilaterali stipulati con il nostro fornitore dominante, la Russia, sono conclusi a lungo termine, talvolta superiore a 20 anni. Ciò può essere pericoloso, sia per la nostra sicurezza che per i nostri mercati. I contratti relativi al gas dovrebbero riguardare i rapporti economici e di affari, non essere usati come armi politiche.

I leader dell'Unione europea hanno deciso che tutti i contratti relativi al gas, stipulati tra governi o imprese, devono essere in linea con il diritto dell'UE, più trasparenti e non dovrebbero ripercuotersi negativamente sulla sicurezza energetica dell'Europa. I dettagli esatti saranno definiti dalla Commissione in tempi molto rapidi in un progetto di atto legislativo. Abbiamo convenuto di valutare le modalità attraverso cui le imprese europee possano aggregarsi in modo volontario per acquistare gas da fornitori esterni, nonché le modalità per concludere partenariati strategici con paesi produttori e di transito dell'energia di importanza crescente. 

Infine, svilupperemo strategie innovative che permettano all'Unione europea di migliorare l'efficienza energetica in settori importanti e di beneficiare di una nuova generazione di energie rinnovabili. I leader oggi hanno soprattutto convenuto di rafforzare la diplomazia del clima e di impegnarsi a fondo affinché il vertice sul clima che si terrà a Parigi in dicembre vada a buon fine. Il Consiglio europeo tornerà sul tema dell'Unione dell'energia prima della fine dell'anno. 

In serata abbiamo discusso dell'Ucraina e della Russia. I leader hanno deciso di allineare il regime di sanzioni all'attuazione degli accordi di Minsk mediato dal cancelliere Merkel e dal presidente Hollande. Il Consiglio europeo ha convenuto che la durata delle sanzioni economiche abbia un legame chiaro con la piena attuazione degli accordi di Minsk, tenendo presente che essa è prevista soltanto entro il 31 dicembre 2015. Il Consiglio europeo è inoltre pronto a prendere ulteriori decisioni se opportuno.

Abbiamo inoltre sottolineato l'esigenza di contrastare la campagna di disinformazione del pubblico in corso da parte della Russia sul conflitto in Ucraina. L'alto rappresentante elaborerà un piano d'azione in materia di comunicazione strategica per il Consiglio europeo di giugno.

Nel frattempo, l'Unione europea rimane pronta a sostenere il processo di cessate il fuoco e a rispondere positivamente ad eventuali progressi e continua a sostenere il programma ucraino di riforme interne, anche finanziariamente.

Questo è l'ultimo incontro dei leader dell'Unione europea prima del vertice del partenariato orientale del 21 maggio a Riga. L'Unione europea sostiene pienamente il partenariato orientale e i suoi leader hanno convenuto che sostenere la creazione di istituzioni statali e rafforzare lo stato di diritto, sulla base delle necessità e delle preferenze ciascun paese, è una priorità. In altre parole, la prossima fase prevederà il rafforzamento delle istituzioni democratiche nell'Europa orientale.

Con questo punto si conclude il nostro lavoro per questa sera. Ci riuniremo domani mattina per discutere l'economia europea e per dedicarci al vicinato meridionale, segnatamente la Libia e la Tunisia.

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Ultima modifica: 14 gennaio 2024