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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 1º dicembre 2016 11:15

Sicurezza aerea, AESA e regole in materia di droni: il Consiglio adotta la sua posizione

Il 1° dicembre 2016 Il Consiglio ha approvato un orientamento generale su regole comuni di sicurezza rivedute in materia di aviazione civile e un nuovo mandato per l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA). Il progetto di regolamento contiene le prime regole a livello dell'UE per il volo in sicurezza dei droni civili nello spazio aereo europeo.

Tale "regolamento di base AESA" consentirà al settore dell'aviazione dell'UE di continuare a svilupparsi in sicurezza in futuro. Esso stabilisce le condizioni in base alle quali il settore dell'aviazione può prosperare e mantenersi competitivo ed innovativo nel mercato globale. Una riforma delle regole è necessaria per tener conto del previsto aumento del 50% del traffico aereo dell'UE nei prossimi 20 anni e per preparare l'aviazione ad affrontare la dura concorrenza su scala mondiale.

"La riforma dell'aviazione civile è uno sviluppo importante per un settore dell'aviazione competitivo, innovativo e resiliente al futuro. Mi rallegro del fatto che le regole siano proporzionate ai rischi e che permettano al settore dell'aviazione di integrare innovazione e sviluppi futuri, come i droni. Consentiamo inoltre la messa in comune e la condivisione delle risorse tra gli Stati membri, che è essenziale per diffondere le competenze."

Arpád Érsek, ministro slovacco dei trasporti, dell'edilizia e dello sviluppo regionale

Promuovere l’innovazione con una regolamentazione di sicurezza più proporzionata

La riforma introduce regole proporzionate e basate sul rischio per ridurre la burocrazia e incoraggiare l’innovazione, nel riconoscimento delle differenze tra i rischi connessi ai vari settori dell’aviazione civile. Gli aeromobili che presentano minori rischi quali elicotteri o velivoli sportivi leggeri saranno soggetti a procedure di approvazione più semplici e meno costose rispetto all'aviazione commerciale.

Regole sui droni per garantire la sicurezza e la privacy

Le regole sui droni a livello dell'UE stabiliranno i principi di base per garantire la sicurezza e la privacy. Il testo garantisce la certezza del diritto riguardo a questo settore in rapida espansione che comprende un gran numero di piccole e medie imprese e start-up.

Per motivi di sicurezza sono contemplati tutti i tipi di droni, dai piccoli "giocattoli" del peso di pochi grammi ai grandi aeromobili senza equipaggio che possono avere il peso di un aeroplano e volare alla stessa velocità. Attualmente l’UE è competente per la regolamentazione dei aeromobili senza equipaggio di peso superiore a 150 kg, mentre i droni più leggeri sono soggetti alle normative nazionali.

Poiché i rischi derivanti dalle operazioni con droni variano notevolmente, le regole dovrebbero essere proporzionate, tenendo conto in particolare dei possibili rischi per il resto del traffico aereo e per le persone a terra. Sarà necessaria una certificazione per le operazioni a più alto rischio, mentre i droni che presentano il minor rischio dovranno soltanto conformarsi ai normali meccanismi di vigilanza del mercato dell'UE.

Riguardo alla protezione dell’ambiente, i droni dovranno anche rispettare le norme in materia di rumore ed emissioni di CO2, al pari di ogni aeromobile.

Sulla base di questi principi, l’AESA svilupperà regole più dettagliate sui droni mediante un atto di esecuzione della Commissione. Ciò rende più facile il loro aggiornamento in base agli sviluppi tecnologici. L’AESA ha già pubblicato un" prototipo" di regolamento per i droni.

Le misure di attuazione dovrebbero basarsi sulle migliori pratiche degli Stati membri e tenere conto delle caratteristiche locali degli Stati membri, come la densità di popolazione. Gli Stati membri avranno inoltre il diritto di limitare le operazioni con droni per motivazioni legate alla sicurezza, alla privacy, alla protezione dei dati o all’ambiente, allo stesso modo in cui possono limitare ogni altro tipo di operazioni di volo.

Altri elementi della proposta

Le nuove regole rafforzeranno la cooperazione tra i paesi dell’UE, la Commissione e l’AESA in materia di sicurezza estrinseca (security) dell'aviazione civile, come la cibersicurezza e il sorvolo delle zone di conflitto. L'assistenza tecnica dell'AESA sarà richiesta nelle questioni in cui esistono interdipendenze tra sicurezza intrinseca ed estrinseca (security) in quanto le questioni di pura sicurezza nazionale rientrano nell'ambito di competenza degli Stati membri. Per quanto riguarda il bilancio dell’AESA, la proposta iniziale di aggiungere le tariffe di rotta come nuova fonte di finanziamento ha sollevato preoccupazioni in relazione alla neutralità dei costi e alle difficoltà giuridiche e pratiche. Pertanto non devono essere apportate modifiche al finanziamento dell'AESA. Con il sistema attuale il 70% del finanziamento dell’EASA proviene dal settore ed il resto dal bilancio dell’UE. Analogamente, non dovrebbe essere creato alcun nuovo meccanismo di sorveglianza, consentendo all'AESA di acquisire alcuni compiti di sorveglianza. Una eventuale necessità di risolvere carenze in materia di sicurezza è affrontata con altri strumenti, ad esempio utilizzando al meglio le risorse esistenti, tramite la messa in comune degli esperti nazionali o la sorveglianza comune esercitata da varie autorità nazionali competenti. In aggiunta gli Stati membri, qualora lo desiderino, avranno la possibilità di mettere in comune e condividere le proprie risorse, in gruppi di cinque partecipanti al massimo, per sorvegliare un vettore aereo.

In che modo questa proposta diventerà legge?

L'orientamento generale costituirà la posizione del Consiglio per i negoziati con il Parlamento europeo. L’adozione dell’atto giuridico richiede l’accordo di entrambe le istituzioni.

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Ultima modifica: 13 gennaio 2024