Skip to content
  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 6 dicembre 2016 12:30

Conclusioni sull'eliminazione delle strozzature agli investimenti individuate nell'ambito del terzo pilastro del piano di investimenti

Il Consiglio ECOFIN ha adottato le conclusioni in appresso.

Vari sviluppi positivi nell'UE dall'inizio della crisi economica e finanziaria mondiale segnalano la resilienza e la ripresa dell'economia europea. Le economie di tutti gli Stati membri hanno ripreso a crescere, gli investimenti hanno iniziato ad aumentare e dal 2013 sono stati creati 8 milioni di nuovi posti di lavoro. Tuttavia, dall'inizio della crisi economica e finanziaria mondiale il livello degli investimenti nell'UE è diminuito considerevolmente. Quest'evoluzione incide negativamente sulla ripresa economica, sulla creazione di posti di lavoro, sulla crescita e la competitività a lungo termine. In tale contesto il piano di investimenti per l'Europa presentato nel novembre 2014 intende affrontare tale basso livello di investimenti mediante tre pilastri che si rafforzano reciprocamente :mobilitazione di finanziamenti privati da destinare agli investimenti, iniziative mirate per garantire che gli investimenti raggiungano l'economia reale e miglioramento del contesto degli investimenti attraverso la rimozione degli ostacoli settoriali e di altri ostacoli agli investimenti.

Nell'ambito del primo pilastro il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dovrebbe aver già mobilizzato investimenti per un totale di 154 miliardi di EUR. Il polo europeo di consulenza sugli investimenti, che rappresenta il secondo pilastro, insieme con il portale dei progetti di investimento europei, è attivo dal settembre 2015 e fornisce consulenza per i progetti nella maggior parte degli Stati membri. Inoltre, il Consiglio RICONOSCE la domanda aggregata quale volano per gli investimenti e RITIENE che, al fine di sfruttare appieno le possibilità offerte dal piano di investimenti e mobilitarne l'effetto moltiplicatore nella sua interezza, siano fondamentali misure pertinenti ed adeguate, tra cui riforme strutturali volte a eliminare gli ostacoli agli investimenti nell'ambito del cosiddetto "terzo pilastro" del piano. Ciò richiede l'attuazione di un programma ambizioso per rafforzare ulteriormente il mercato unico, mediante l'aumento della prevedibilità della normativa e l'eliminazione delle strozzature agli investimenti residue attraverso interventi combinati a livello dell'UE e degli Stati membri. In tale contesto, il Consiglio SI COMPIACE dei lavori svolti dal comitato di politica economica in collaborazione con i servizi della Commissione e della Banca europea per gli investimenti al fine di individuare le strozzature agli investimenti.

Il Consiglio SOTTOLINEA che il completamento del mercato unico è essenziale affinché il piano di investimenti per l'Europa produca risultati e centri gli obiettivi stabiliti. Occorre un contesto normativo che sia prevedibile, riduca gli oneri amministrativi e incoraggi gli investimenti e l'Europa deve adoperarsi attivamente per instaurare tale contesto. Creare condizioni generali favorevoli per le imprese in tutto il mercato unico è fondamentale per sfruttare appieno il potenziale degli investimenti. A tal fine il Consiglio ACCOGLIE CON FAVORE gli sforzi della Commissione volti a migliorare il contesto degli investimenti in Europa e facilitare il finanziamento dell'economia reale ed ESORTA la Commissione a portare avanti tali sforzi nell'ambito dell’Unione dell'energia, dell'Unione dei mercati dei capitali, della strategia per il mercato unico dei beni e dei servizi, della strategia per il mercato unico digitale, dell'agenda "Legiferare meglio" e del pacchetto sull'economia circolare. Il Consiglio PRENDE ATTO della proposta legislativa della Commissione che modifica la direttiva 2012/30/UE relativa alle procedure di insolvenza, che sarà valutata in via prioritaria.

Il Consiglio SOTTOLINEA che ulteriori progressi verso un aumento degli investimenti in Europa e il buon esito del piano di investimenti dipendono in maniera significativa dall'attuazione delle riforme strutturali volte a eliminare le strozzature agli investimenti individuate nell'ambito del terzo pilastro benché, come rilevato dal Consiglio nel luglio 2016, i progressi compiuti per migliorare il contesto degli investimenti siano stati finora insufficienti.

Alla luce dei lavori svolti finora, il Consiglio RICHIAMA L'ATTENZIONE sulle specifiche strozzature agli investimenti illustrate in appresso.  

  • Gli ostacoli più frequenti agli investimenti sono ad esempio connessi a un contesto imprenditoriale sfavorevole, alle inefficienze della pubblica amministrazione, alle frequenti modifiche della regolamentazione, alle dimensioni e alla struttura del mercato nonché ai gravosi oneri amministrativi e normativi specifici per settore. In alcuni Paesi anche l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI, la fiscalità complessa e/o l'elevato livello di tassazione sui capitali, le distorsioni nei mercati dei beni e del lavoro nonché le carenze dei quadri per la ricerca e l'innovazione possono ostacolare gli investimenti.
  • Investimenti nelle industrie di rete. Gli investimenti nei settori dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni hanno rappresentato nel loro complesso in media circa il 3% del PIL per l'UE a 28. Sebbene spesso di carattere settoriale, esistono sinergie significative e crescenti tra le reti nei vari settori che determinano le dinamiche di mercato mediante usi innovativi delle infrastrutture e richiedono cambiamenti nei modelli imprenditoriali. Nel settore dell'energia i nuovi servizi dipendono da telecomunicazioni rapide e precise inducendo gli operatori a investire nelle infrastrutture a banda larga. Nel settore dei trasporti si sviluppano nuovi servizi basati su infrastrutture elettriche di qualità e telecomunicazioni avanzate.
  • Sebbene in proposito si registrino differenze nell'UE, tra le principali strozzature che frenano gli investimenti vi sono la carenza di interconnessione delle reti in tutta l'UE, la complessità e gli oneri gravosi nel contesto del quadro normativo, le lunghe procedure di autorizzazione, la mancanza di procedure di gara concorrenziali che spesso riduce i vantaggi degli appalti pubblici nonché i ritardi dovuti a procedure giuridiche e amministrative lunghe e inutili.
  • Nei mercati dell'energia i segnali di prezzo coerenti sono importanti per una assegnazione degli investimenti efficiente e basata sul mercato. Qualsiasi intervento pubblico dovrebbe puntare a ridurre al minimo le distorsioni normative e affrontare gli incentivi distorsivi. Occorre definire strumenti di sostegno a favore della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in modo da garantire la sostenibilità sociale, ambientale e di bilancio nel tempo.
  • Investimenti nell'efficienza energetica e investimenti nell'edilizia residenziale per le energie rinnovabili. Le famiglie possono trovarsi in condizioni limitanti specifiche - tra cui una scarsa consapevolezza riguardo a costi e redditività autentici degli investimenti, in quanto non corrispondenti nel corso del tempo - che inducono a decisioni di investimento subottimali nel lungo termine. Le famiglie possono anche dover affrontare un accesso limitato ai finanziamenti, con la necessità di prodotti finanziari accessibili al fine di incentivare i consumatori, in particolare le famiglie a basso reddito ad esempio mediante soluzioni su larga scala o di messa in comune, tenendo conto nel contempo dei loro profili di rischio. Gli investimenti sono solitamente contenuti e spesso considerati unicamente nel quadro di progetti di ristrutturazione periodica. Per quanto riguarda i mercati delle locazioni, gli incentivi possono essere divisi tra proprietari di immobili e locatari.
  • Investimenti a favore dell'economia digitale. Gli investimenti nell'infrastruttura digitale materiale sono essenziali affinché l'UE possa beneficiare dell'ondata di innovazione legata all'espansione dell'economia digitale e continuare a essere competitiva. Tuttavia, sussistono importanti strozzature che ostacolano gli investimenti. I costi di installazione delle reti a banda larga di altissima capacità sono elevati e talvolta non praticabili dal punto di vista commerciale nelle zone meno densamente popolate. La direttiva 2014/61/UE, che mira a contribuire alla riduzione di tali costi, deve ancora essere recepita e attuata pienamente nella maggior parte degli Stati membri. Anche procedure amministrative più rapide ed efficienti concorrerebbero alla riduzione dei costi. Il fatto che i mercati siano spesso nazionali contribuisce a mantenere costi elevati e può ostacolare la realizzazione di economie di scala. L'incertezza circa la diffusione a breve termine della banda larga ad altissima capacità implica un livello di utili attesi basso rispetto ai costi di investimento e agisce da freno sugli investimenti. In taluni paesi esistono inoltre altri ostacoli oltre a quelli legati all'infrastruttura materiale, come la mancanza di fiducia nella sicurezza dei sistemi digitali e l'insufficienza delle competenze digitali tra alcune fasce della popolazione.
  • Ricorso ai partenariati pubblico-privato (PPP). Se utilizzati in maniera adeguata, i partenariati pubblico-privato consentono di facilitare specifiche tipologie di investimento e offrono una soluzione alternativa per fornire beni e servizi pubblici. Tuttavia, trattandosi di obblighi contrattuali a lungo termine, essi necessitano di un impegno forte e stabile dei partner del settore pubblico e privato e costituiscono una potenziale fonte di rischio per le finanze pubbliche. Il ricorso a tali partenariati è spesso ostacolato da condizioni generali sfavorevoli, tra cui la scarsità delle risorse amministrative, l'instabilità e l'inefficienza del quadro normativo nonché la mancanza di un impegno politico a favore di investimenti a più lungo termine. In alcuni casi, i fondi dell'UE possono contribuire al finanziamento dei PPP, e le recenti modifiche dei regolamenti dovrebbero agevolare la combinazione di fondi dell'UE e dei PPP.
  • Quadri normativi in materia di insolvenza. La crescita economica e la stabilità finanziaria traggono beneficio dalla presenza di quadri normativi ben funzionanti in materia di insolvenza. Norme chiare per le procedure transfrontaliere, come pure una riduzione delle divergenze esistenti tra i sistemi dei vari paesi in materia di insolvenza, possono contribuire all'attivazione di investimenti transfrontalieri. I regimi di insolvenza presentano differenze significative all'interno dell'UE, che interessano la durata e i costi delle procedure, la loro prevedibilità e trasparenza, le seconde opportunità per imprenditori e consumatori e le possibilità di ristrutturazione del debito.
  • Tra le importanti strozzature create da quadri normativi inefficienti in materia di insolvenza si possono annoverare bassi tassi di recupero per i creditori, compresi i creditori garantiti, il possibile ricorso a ordini di priorità dei creditori e la mancanza di procedure di ristrutturazione effettive ed efficaci. . Per consentire di cogliere i benefici di quadri normativi efficaci in materia di insolvenza potrebbero essere attuate opportune politiche d'accompagnamento tra cui la risoluzione dei prestiti in sofferenza, anche mediante la creazione di un mercato secondario, a livello nazionale, nonché politiche fiscali e prudenziali adeguate volte a garantire un effettivo scarico dei crediti inesigibili
  • Sussiste ancora un ampio margine per promuovere ulteriormente le sinergie e la complementarità tra gli strumenti finanziari dell'UE nell'ottica di sostenere la combinazione dei fondi per progetti infrastrutturali. Le complessità normative e le strozzature amministrative relative all'utilizzo dei fondi UE possono essere ridotte grazie ai principi chiave della semplificazione e della standardizzazione del processo, della combinazione degli strumenti e della messa in comune delle risorse, a prescindere dall'origine di queste ultime.

Il Consiglio PRENDE ATTO delle strozzature agli investimenti individuate nel contesto dei lavori e INVITA la Commissione a tenere conto di tali risultati negli ulteriori progetti di raccomandazioni nel quadro del semestre europeo, e INVITA gli Stati membri a dare piena attuazione alle raccomandazioni specifiche per paese 2016 del Consiglio, elaborate nell'ambito del semestre europeo, in particolare a quelle che individuano le strozzature agli investimenti.

Il Consiglio SOTTOLINEA la necessità di proseguire i lavori sull'individuazione degli ostacoli agli investimenti e INVITA il comitato di politica economica a portare avanti la propria attività tematica tesa a individuare ulteriori strozzature agli investimenti e le migliori prassi strategiche per affrontarle. Il Consiglio INVITA inoltre la Banca europea per gli investimenti a integrare il lavoro del comitato di politica economica con i risultati relativi agli ostacoli e alle strozzature da essa individuati nell'esecuzione delle sue attività basate sul mercato, segnatamente nell'ambito del piano di investimenti per l'Europa.

Visita la pagina della sessione

Contatti stampa

Per i non giornalisti: si prega di inviare le richieste al servizio Informazioni al pubblico.

Ultima modifica: 13 gennaio 2024