Skip to content
  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 16 marzo 2015 11:00

Dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE sulla Crimea

Questo documento è disponibile in lingue non UE :

A un anno dal referendum illegale e illegittimo e dalla conseguente annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa, l'Unione europea mantiene il suo fermo impegno a favore della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina.  

L'Unione europea non riconosce e continua a condannare tale atto di violazione del diritto internazionale. L'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa sfida inoltre direttamente la sicurezza internazionale, con gravi ripercussioni sull'ordinamento giuridico internazionale che protegge l'unità e la sovranità di tutti gli Stati.  

L'Unione europea rimarrà impegnata ad attuare pienamente la propria politica di non riconoscimento, anche per mezzo di misure restrittive. L'UE invita nuovamente gli Stati membri dell'ONU a prendere in considerazione analoghe misure di non riconoscimento, in linea con la risoluzione 68/262 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.  

L'UE ribadisce la propria profonda preoccupazione per il continuo spiegamento militare e per il deterioramento della situazione dei diritti umani nella penisola di Crimea, comprese la negazione della libertà di espressione e la persecuzione delle persone appartenenti a minoranze. L'Unione europea rinnova il suo invito a consentire agli attori internazionali nel settore dei diritti umani un accesso pieno, libero e senza restrizioni all'intero territorio dell'Ucraina, comprese la Crimea e Sebastopoli.

I paesi candidati Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro* e Albania*, il paese del processo di stabilizzazione e associazione e potenziale candidato Bosnia–Erzegovina e i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.

* L'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e l'Albania continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

 

Questo documento è disponibile in lingue non UE: russo

Visita la pagina della sessione

Contatti stampa

Per i non giornalisti: si prega di inviare le richieste al servizio Informazioni al pubblico.

Ultima modifica: 15 gennaio 2024