- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 15 febbraio 2016 10:25
Conclusioni del Consiglio sulla Somalia
- Il patto somalo avviato alla conferenza su un "new Deal" per la Somalia tenutasi a Bruxelles nel settembre 2013 ha fornito un quadro essenziale per la ricostruzione della Somalia. Ha consentito un sostegno coordinato alle autorità somale per la promozione di un processo politico inclusivo, della sicurezza, dello stato di diritto e dello sviluppo socioeconomico. Esso è la pietra miliare del partenariato della Somalia con la comunità internazionale. L'UE sottolinea l'importanza di rinnovare il patto oltre il 2016, preservandone nel contempo gli elementi essenziali. L'UE ribadisce il suo impegno a sostenere lo sviluppo e la stabilità della Somalia.
- L'UE continuerà a collaborare strettamente con le autorità somale, le Nazioni Unite (ONU), l'Unione africana (UA), l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) come pure con altri attori principali nella regione circostante e oltre, e attende con interesse il forum di partenariato ad alto livello ministeriale sulla Somalia, che si terrà prossimamente a Istanbul, per valutare le prossime tappe nel suo partenariato con la Somalia. La riunione dovrebbe essere incentrata sul completamento del processo politico, l'instaurazione della sicurezza in Somalia, il ripristino dell'autorità dello Stato e dei servizi pubblici nei territori ripresi ad Al-Shabaab.
- Per la Somalia questo è un anno cruciale per il consolidamento del processo politico, soprattutto riguardo alla formazione delle amministrazioni regionali transitorie, e per la riuscita del processo elettorale entro l'agosto 2016. Il conseguimento di ulteriori autentici progressi dipende da processi politici inclusivi e responsabili condotti dalla Somalia, che dovrebbero assicurare la partecipazione di tutti, incluse le donne e le persone appartenenti a minoranze. L'UE accoglie con favore i progressi conseguiti nel processo di formazione dello Stato e chiede il rapido completamento di un'amministrazione regionale provvisoria nell'Hiran e nel Medio Scebeli e la definizione dello status del Benadir. La riconciliazione, l'inclusività e lo sviluppo di capacità a livello locale sono fondamentali per prevenire attriti e assicurare la stabilità e la sostenibilità a lungo termine di una Somalia federale. L'UE esorta il governo federale della Somalia a rilanciare il processo di revisione costituzionale, al fine di adottare una costituzione che formi oggetto di un'ampia consultazione e sostenga la cooperazione e il coordinamento tra le varie amministrazioni regionali.
- La recente decisione sul modello di processo elettorale rappresenta un passo avanti importante. L'UE auspica la sua rapida attuazione e l'impegno costruttivo di tutti i soggetti interessati, incluso il Parlamento, al fine di rispettare le scadenze costituzionali. L'UE accoglie con favore la quota del 30% riservata alle donne in entrambi i rami del Parlamento e si aspetta che tutti i leader somali aderiscano a tale impegno. Per assicurare il rispetto delle scadenze del processo elettorale, le autorità somale dovrebbero presentare un piano di attuazione al prossimo forum di partenariato ad alto livello; una proroga del mandato del Parlamento non sarebbe accettabile. Il processo elettorale di quest'anno dovrebbe rappresentare un miglioramento significativo rispetto al processo del 2012 ed essere più legittimo ed inclusivo. Dovrebbe essere anche un passo avanti verso la tenuta di elezioni secondo il principio "una persona, un voto", la cui pianificazione deve cominciare fin da ora. L'UE è pronta a sostenere il processo, ma sottolinea la necessità che la leadership politica somala e tutti i soggetti interessati onorino i loro impegni.
- La sicurezza e la stabilizzazione del paese continuano ad essere una priorità essenziale e un presupposto fondamentale per una costruzione dello Stato e uno sviluppo sostenibili. L'UE condanna fermamente tutti gli attentati terroristici perpetrati da Al-Shabaab, compresi i recenti attacchi su larga scala alla missione dell'UA in Somalia (AMISOM), e rende omaggio ai sacrifici compiuti dalla missione AMISOM, dalle truppe dell'esercito nazionale somalo nonché dai civili del paese. L'UE riconosce i significativi guadagni territoriali e i progressi globali compiuti dall'esercito nazionale somalo e dall'AMISOM, dopo il suo avvio, nel ripristino della pace e della sicurezza in Somalia e nella lotta contro Al-Shabaab, ma sottolinea che la situazione complessiva sul versante della sicurezza resta instabile.
L'UE, tramite il suo Fondo per la pace in Africa, è un sostenitore fondamentale dell'AMISOM dal 2007 negli sforzi compiuti dalla missione per adempiere al proprio mandato di sconfiggere Al-Shabaab. Occorre ravvivare e rafforzare l'efficacia operativa della missione. In tale contesto l'UE ricorda i risultati dell'analisi comparativa congiunta UA-ONU e le relative raccomandazioni, approvate nella risoluzione 2232 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Sottolinea l'importanza di riprendere le offensive contro Al-Shabaab in maniera ben coordinata e nel pieno rispetto dei miglioramenti qualitativi richiesti dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del diritto internazionale applicabile.
Dovrebbe essere migliorata l'efficacia operativa segnatamente attraverso il rafforzamento delle strutture di comando e controllo e una cooperazione più stretta, sotto la guida dell'UA, tra i paesi contributori di truppe nonché l'ulteriore coordinamento con l'esercito nazionale somalo e le forze di polizia somale. L'UE incoraggia un ulteriore riesame della pianificazione delle campagne da parte di questi ultimi.
Le forze dell'AMISOM devono rispettare il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario e garantire la protezione dei civili. In tale contesto l'UE accoglie con favore la creazione della cellula di analisi e risposta in merito alla rilevazione delle vittime civili in seno all'AMISOM e attende con interesse la pubblicazione della sua prima relazione sullo stato di avanzamento dei lavori. Le avanzate militari dovrebbero essere accompagnate da sforzi di sostegno alla stabilizzazione da parte delle autorità somale volti ad istituire o migliorare le strutture di governance nelle zone recuperate e dalla fornitura dei servizi di base, compresa la sicurezza. Dovrebbe essere accresciuta la partecipazione delle donne nei ruoli di mediatori di pace e nelle strutture di governance. - La sicurezza e la stabilizzazione possono diventare sostenibili solo se sostenute da un esercito nazionale somalo efficace e da uno sforzo di stabilizzazione civile integrato, incluse le forze di polizia somale, seguito da un rapido dispiegamento di un'amministrazione civile. L'UE si rammarica pertanto dei progressi limitati nello sviluppo di un'architettura di sicurezza nazionale globale, che è essenziale per un settore della sicurezza sostenibile. Esorta le autorità somale a dare priorità alla lotta contro Al-Shabaab e a concentrarsi sull'integrazione rapida, coordinata e sostenibile delle forze regionali nonché sul rinnovato impegno a mantenere la promessa del presidente di realizzare riforme importanti nel settore della sicurezza, ponendo particolare accento sui sistemi di gestione finanziaria. Il governo federale della Somalia ha l'obbligo di pagare le sue forze di sicurezza ed è opportuno accelerare i progressi per attuare un bilancio realistico del settore della sicurezza, come pure per accrescere la trasparenza, l'assunzione di responsabilità e il controllo civile. L'insufficiente responsabilità finanziaria e l'assenza di una riforma salariale rischiano di compromettere i risultati ad oggi conseguiti. La rapida attuazione del piano Guulwade (Vittoria) sarà essenziale per la strategia di uscita definitiva dell’AMISOM. Con il configurarsi del mandato e del modello delle forze di polizia somale, il piano Heegan (Preparazione) deve essere messo a punto, sostenuto a livello politico e reso operativo.
Su questa base possono essere create le condizioni essenziali per uno sviluppo equilibrato e la ripartizione dei dividendi della pace in tutto il paese. L'UE ribadisce il suo appello forte e urgente alle autorità dell'UA e della Somalia affinché invitino gli altri partner, in particolare della regione circostante, a dare un contributo consistente al finanziamento sostenibile e prevedibile dell'AMISOM e delle forze di sicurezza somale. - L'UE si compiace del contributo efficace delle missioni e dell'operazione PSDC in Somalia e nel Corno d'Africa. In seguito a un riesame complessivo di questo impegno, il Consiglio conferma la sua intenzione di prorogare il mandato delle due missioni e dell'operazione PSDC fino a dicembre 2018, al fine di rafforzare ulteriormente l'approccio globale dell'UE in Somalia e nel Corno d'Africa, in particolare il nesso sicurezza-sviluppo. A tale proposito, l'UE ribadisce la sua volontà di attuare quanto prima l'iniziativa per il potenziamento delle capacità a sostegno della sicurezza e dello sviluppo.
In particolare l'UE ritiene indispensabile potenziare le capacità delle istituzioni somale preposte alla difesa, anche mediante fornitura di attrezzature per formare e mantenere le capacità necessarie. La missione militare di formazione nel quadro della PSDC in Somalia (EUTM Somalia) continuerà pertanto a fornire consulenza strategica al ministero della difesa e allo stato maggiore e a fornire sostegno diretto per la formazione all'esercito nazionale somalo. L'UE inoltre riconosce che la marcata riduzione delle attività di pirateria nell'Oceano indiano occidentale rappresenta un risultato importante ed esprime apprezzamento per il contributo significativo fornito a tal fine dalle operazioni antipirateria come l'operazione EUNAVFOR Atalanta. Tuttavia esistono ancora reti criminali a terra e rimane il rischio di una ricomparsa della pirateria. L'UE accoglie pertanto con favore la costante attenzione dell'operazione Atalanta per contrastare la pirateria al largo della costa somala, benché con una postura delle forze ridotta, mantenendo nel contempo i mezzi per intensificarla in caso di ricomparsa della pirateria. L'UE invita il governo federale della Somalia a rafforzare ulteriormente il suo contributo alla lotta contro la pirateria e per la sicurezza marittima. Accoglie inoltre con favore l'importante ruolo svolto da EUCAP Nestor, in cooperazione con altri attori tra cui il programma di sicurezza marittima dell'UE e il programma sulle rotte marittime a rischio, al fine di potenziare le capacità civili per la sicurezza marittima in Somalia, anche contribuendo al pertinente quadro per lo stato di diritto nel paese. Nel procedere della sua evoluzione la missione avrà una nuova denominazione e saranno ridefinite le sue priorità. - L’UE ricorda l'adozione, nell'ottobre 2015, del piano d'azione regionale per il Corno d'Africa 2015-2020 e rileva la necessità di aumentare l'attenzione alle minacce transregionali quali la tratta di esseri umani e il traffico di droga, il traffico di migranti, il traffico illegale di carbone, la pesca illegale e la proliferazione delle armi leggere e di piccolo calibro, soprattutto quando tali attività illecite costituiscono una fonte di reddito per Al-Shabaab e altri elementi di disturbo. L'UE è preoccupata per le possibili ricadute del conflitto in Yemen nonché l'incidenza delle rivalità regionali in atto sugli sforzi verso la stabilizzazione della Somalia e invita tutti i partner ad assicurare che i loro interventi contribuiscano alla positiva transizione del paese.
- L'Ue è allarmata per le continue gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e le violazioni e gli abusi dei diritti umani, inclusi la violenza contro le donne e i bambini e gli attacchi contro i giornalisti. È fondamentale assicurare i responsabili alla giustizia. L’UE incoraggia il governo federale ad adottare misure concrete per attuare pienamente la sua tabella di marcia sui diritti umani adottata nell'agosto 2013 e a intensificare gli sforzi per attuare i suoi piani d’azione sui bambini nei conflitti armati, nonché ad applicare una moratoria sulla pena di morte. L'UE incoraggia inoltre le autorità somale ad emanare la legislazione necessaria a rendere operativa la sua commissione per i diritti umani.
- L’UE esorta il governo federale della Somalia a continuare ad attuare le riforme della governance finanziaria al fine di migliorare la trasparenza e la responsabilità delle finanze pubbliche allo scopo di aumentare la fiducia del pubblico e dei donatori. Gli sforzi volti a rafforzare i sistemi di gestione delle finanze pubbliche sono una pietra miliare verso l'alleviamento del debito. Il prossimo piano nazionale di sviluppo dovrebbe rendere possibili la titolarità della Somalia e lo sviluppo delle sue capacità e sostenere l'attuazione a livello decentrato.
- Nel contesto del piano d'azione di La Valletta e del processo di Khartoum, l'UE auspica di collaborare con il governo federale della Somalia nella promozione e facilitazione del rimpatrio volontario e reintegrazione dei rifugiati e degli sfollati interni, in funzione della situazione sul terreno, nonché del rimpatrio di cittadini somali non coperti da base giuridica per soggiornare nell'UE. Durante la conferenza tenutasi nell'ottobre 2015 a Bruxelles, l'UE ha rinnovato l'impegno a fornire assistenza a sostegno dell'Accordo tripartito sul rimpatrio volontario dei rifugiati somali dal Kenya del 2013 tra i governi del Kenya e della Somalia e l'UNHCR attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa.
- L'UE è preoccupata per i livelli persistentemente elevati delle esigenze umanitarie in Somalia, attualmente aggravati dal fenomeno di El Niño. L'UE resta impegnata a fornire assistenza umanitaria, basata sui principi, in funzione delle esigenze e in maniera neutrale, imparziale e indipendente e rileva che dal 2015 l'UE e gli Stati membri hanno messo a disposizione assistenza umanitaria per un importo totale di 166 milioni di EUR. L'UE riconosce la necessità di trovare soluzioni durature per affrontare le cause profonde delle persistenti esigenze umanitarie. L'UE riconosce inoltre la continua necessità di rafforzare la resilienza delle popolazioni vulnerabili e migliorare la preparazione alle emergenze.
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Ultima modifica: 15 gennaio 2024