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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 16 giugno 2016 16:05

Conclusioni del Consiglio sulla parità di genere

CONSIDERANDO CHE

1. Il rispetto sia dei diritti umani che della parità tra donne e uomini sono valori fondanti dell'Unione, come sancito dal trattato sull'Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

2. È importante promuovere valori comuni quali il rispetto dei diritti umani e la parità tra donne e uomini, nonché la convinzione comune che i diritti umani sono universali e si applicano a tutti indipendentemente, tra le altre cose, dal sesso.

3. Il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) stabilisce che nelle sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne oltre a combattere le discriminazioni fondate su diversi motivi, compreso il sesso, nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni [1] e autorizza il Consiglio a prendere provvedimenti per combattere le discriminazioni fondate su tali motivi.[2]

4. Le presenti conclusioni si fondano su precedenti lavori e impegni politici espressi dal Parlamento europeo, dal Consiglio, dalla Commissione e da altre parti interessate, compresi i documenti di cui all'allegato I.

5. La parità tra donne e uomini è un principio fondamentale dell'Unione europea sancito dai trattati nonché uno degli obiettivi e compiti dell'Unione, e l'integrazione del principio della parità tra donne e uomini nelle sue azioni rappresenta una missione specifica dell'Unione.[3]

6. La parità tra donne e uomini è sancita dall'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

7. Sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno invitato la Commissione ad adottare una strategia per la parità di genere, con lo stesso status formale di quelle precedenti, per il periodo successivo al 2015.

8. Nel suo programma di lavoro per il 2016 la Commissione ha ribadito il proprio impegno a continuare a lavorare per promuovere la parità tra donne e uomini.

9. La Commissione ha recentemente presentato il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019, che definisce cinque settori prioritari: aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e pari indipendenza economica di donne e uomini; riduzione del divario di genere in materia di retribuzioni, salari e pensioni e, di conseguenza, lotta contro la povertà tra le donne; promozione della parità tra donne e uomini nel processo decisionale; lotta contro la violenza di genere e protezione e sostegno delle vittime, e promozione della parità di genere e dei diritti delle donne in tutto il mondo.

10. L'Unione dispone di un significativo corpus legislativo che promuove il rispetto del principio della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione nonché di accesso a beni e servizi.

11. L'Unione ha svolto un ruolo importante nella promozione della parità di genere in tutto il mondo e si è impegnata, tra l'altro, per la piena ed effettiva attuazione della piattaforma d'azione di Pechino dell'ONU. Dal 1999 il Consiglio ha adottato conclusioni contenenti una serie di indicatori quantitativi e qualitativi relativamente ai settori critici.

12. Il vertice delle Nazioni Unite tenutosi dal 25 al 27 settembre 2015 ha adottato l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, compreso l'obiettivo a sé stante di "raggiungere la parità di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze", oltre che l'impegno a integrare la parità di genere in altri obiettivi. Tale agenda universale comporta nuovi obblighi e nuove opportunità di integrare pienamente la dimensione di genere in tutte le strategie, in tutte le politiche e in tutti i programmi di finanziamento dell'UE e nazionali in materia e promuovere ed effettuare sistematicamente valutazioni di impatto di genere e il bilancio di genere, nonché monitorare e valutare le politiche, anche raccogliendo dati attendibili e comparabili disaggregati per sesso ed età, utilizzando ogni qualvolta possibile i dati disponibili, con l'obiettivo di realizzare la parità di genere non solo nel contesto dell'azione esterna, ma anche all'interno dell'Unione.

13. Malgrado siano diminuiti negli ultimi decenni i divari di genere, continuano a esistere ineguaglianze e in vari settori critici persistono le sfide. Esistono ancora considerevoli divari di genere in termini di occupazione, lavoro autonomo, lavoro a tempo parziale, imprenditorialità e processi decisionali, oltre che di retribuzioni e pensioni, motivo per cui le donne corrono anche un maggiore rischio di povertà rispetto agli uomini. È più probabile che le donne abbiano completato studi superiori, ma sono notevolmente sottorappresentate, per esempio, negli studi e nelle carriere dei cosiddetti settori STEM[4], nella ricerca e nelle posizioni di elevata responsabilità a tutti i livelli dell'istruzione. Gli uomini continuano inoltre a essere sottorappresentati in settori quali l'assistenza all'infanzia e agli anziani, l'istruzione prescolastica, la sanità e il lavoro non retribuito. Nel frattempo rimangono diffusi la violenza di genere e gli stereotipi di genere.

14. Gli uomini hanno un ruolo essenziale da svolgere nel garantire progressi verso la parità di genere, anche condividendo equamente le responsabilità di assistenza verso le persone a carico, uno dei presupposti di un'equa partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La creazione di quadri istituzionali e, se del caso, giuridici che consentano sia alle donne che agli uomini una reale libertà personale di scelta nella conciliazione di vita professionale, familiare e privata è vantaggiosa per entrambi i sessi ed è un modo per far progredire la realizzazione pratica di una parità di fatto tra uomini e donne.

15. Secondo la relazione della Commissione sulla parità tra donne e uomini del 2014, mantenendo l'attuale ritmo di cambiamento sarebbero necessari altri 70 anni per conseguire la parità di genere. Un impegno politico formale e iniziative politiche attive sono pertanto necessari per accelerare i progressi e soddisfare le aspettative dei cittadini. La parità di genere è anche un presupposto per la crescita economica, la prosperità e la competitività, e quindi per la sostenibilità e il benessere delle nostre società.

16. Nella dichiarazione del trio di presidenza sottoscritta a Bruxelles il 7 dicembre 2015, le presidenze di Paesi Bassi, Slovacchia e Malta hanno ribadito l'invito alla Commissione a presentare una nuova iniziativa che delinei una strategia per la parità tra donne e uomini 2016-2020, che dovrebbe essere strettamente connessa alla strategia Europa 2020 e dovrebbe tenere conto anche dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

17. RIBADISCE L'INVITO ALLA COMMISSIONE EUROPEA a valorizzare il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019 adottandolo quale comunicazione, in linea con la strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015, ribadendo così il proprio impegno a favore della promozione della parità tra donne e uomini e accrescendo la visibilità e la consapevolezza della parità di genere in tutti i settori politici. L'impegno strategico della Commissione dovrebbe anche essere strettamente connesso alla strategia Europa 2020, nonché tenere conto dell'agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

ACCOGLIE CON FAVORE

18. L'impegno della Commissione a garantire coerenza tra i cinque principali settori d'intervento delineati nell'impegno strategico per la parità di genere 2016-2019 e nella politica esterna dell'UE.

19. I cinque settori d'intervento prioritari e le questioni orizzontali indicati nell'impegno strategico della Commissione per la parità di genere 2016-2019.

20. RIBADISCE l'importanza di garantire pari indipendenza economica a donne e uomini, anche per mezzo di misure volte a portare al 75% il tasso di occupazione di donne e uomini di età compresa tra i 20 e i 64 anni, in conformità con l'obiettivo principale fissato nella strategia Europa 2020, e di adottare specifici provvedimenti per conseguire tale obiettivo.

21. SOTTOLINEA CHE le istituzioni dell'Unione, l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), gli Stati membri, le parti sociali, gli organismi che promuovono la parità di genere e la società civile hanno tutti un ruolo di vitale importanza da svolgere nell'accelerare i progressi verso la parità tra donne e uomini e nel garantire che siano raggiunti gli obiettivi dell'impegno strategico della Commissione per la parità di genere 2016-2019.

22. SOTTOLINEA che pari diritti, opportunità e accesso alle risorse, nonché l'equa condivisione delle responsabilità familiari e di assistenza da parte di uomini e donne, contribuiscono a sostenere la molteplicità dei ruoli di donne e uomini e sono essenziali per il benessere loro e delle loro famiglie. Dovrebbe essere riconosciuta anche la rilevanza per la società del ruolo dei genitori nel crescere i bambini e assistere altre persone a carico. Dovrebbero essere pertanto intensificati gli sforzi per migliorare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata al fine di sostenere sia donne che uomini durante tutta la vita, ricordando che la disponibilità di servizi di assistenza di qualità è fondamentale per conseguire la parità di genere.

23. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA ad attuare le azioni delineate nel suo impegno strategico senza indugio e in conformità al calendario ivi indicato; a presentare nuove iniziative per affrontare le sfide poste dall'equilibrio tra vita professionale e vita privata ai genitori che lavorano e a coloro che prestano assistenza, al fine di far progredire la parità di genere, anche incoraggiando l'equa condivisione delle responsabilità di assistenza; ad adottare misure per ridurre le gravi minacce e i gravi rischi cui sono esposte in particolare le donne rifugiate; a intensificare gli sforzi per combattere gli stereotipi di genere e di altra natura; a ridurre i divari di genere in termini di occupazione, retribuzione, reddito e pensione; a promuovere la parità di genere nei processi decisionali e a intensificare gli sforzi per combattere la violenza di genere.

24. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI STATI MEMBRI, conformemente alle rispettive competenze, ad aumentare, se necessario, gli sforzi e i finanziamenti per sostenere le misure e le strategie esistenti e/o nuove volte a combattere tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze applicando una politica globale che comprenda misure di prevenzione, protezione e repressione e che affronti anche le forme emergenti di violenza, e a coinvolgere uomini e ragazzi nella prevenzione e nella lotta contro la violenza nei confronti delle donne e delle ragazze.

25. INVITA, in questo contesto e conformemente alle rispettive competenze, GLI STATI MEMBRI a prendere in considerazione la firma, la ratifica e l'attuazione della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

26. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI STATI MEMBRI, conformemente alle rispettive competenze, ad affrontare la dimensione della parità di genere nelle politiche in materia di migrazione, asilo, rifugiati e integrazione sociale ed economica, anche garantendo il pieno godimento dei diritti umani.

27. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA a intensificare i lavori in materia di parità di genere e a integrare in tutte le politiche e attività dell'UE un piano d'azione concreto per l'attuazione di una prospettiva di parità di genere sistematica e visibile, a iscrivere la parità di genere al suo ordine del giorno e ad adottare una nuova strategia ad alto livello per la parità di genere sotto forma di comunicazione prima che termini il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019.

28. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI STATI MEMBRI ad attuare e monitorare gli impegni in materia di parità di genere assunti a livello globale facendo ricorso al gruppo ad alto livello sull'integrazione di genere per ricercare nuovi modi di dare seguito a tali impegni, sviluppando sinergie tra il seguito dato dall'UE alla piattaforma d'azione di Pechino e quello che sarà riservato in futuro, a livello di UE, all'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

29. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI STATI MEMBRI a rafforzare e continuare a sostenere l'azione dei meccanismi istituzionali nazionali per il progresso delle donne e della parità di genere, tra cui gli enti per le pari opportunità, essenziali per la promozione di una parità di genere de jure e de facto, oltre a quella della rete europea di enti nazionali per le pari opportunità (Equinet).

30. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI STATI MEMBRI a far progredire ulteriormente, se del caso, la raccolta, compilazione, analisi e diffusione di dati tempestivi, affidabili e comparabili disaggregati per sesso ed età, collaborando con gli uffici statistici nazionali e dell'UE e avvalendosi pienamente delle capacità e competenze dell'EIGE, al fine di agevolare il conseguimento della parità di genere di fatto.

31. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA a monitorare i progressi nel settore della parità di genere nelle sue relazioni annuali sulla parità tra donne e uomini, ad adottare ufficialmente tali relazioni e a farne uso nel contesto del semestre europeo per rafforzare l'integrazione della dimensione di genere.

32. INVITA LA COMMISSIONE EUROPEA, in linea con gli obblighi che le impone il trattato, a integrare la prospettiva della parità di genere nella preparazione della generazione post 2020 di programmi di finanziamento dell'UE.

INVITA GLI STATI MEMBRI A

33. Al fine di accelerare i progressi verso la parità tra donne e uomini e conseguire una parità di genere di fatto, tenendo conto delle situazioni nazionali, a:

a) collaborare con la Commissione europea per promuovere la parità tra uomini e donne, in linea con l'impegno strategico della Commissione per la parità di genere 2016-2019;
b) garantire l'effettiva attuazione delle loro strategie nazionali per la parità di genere;
c) garantire che la parità tra donne e uomini sia perseguita efficacemente nelle proprie politiche nazionali e nei programmi di riforma nazionali nell'ambito dell'attuazione della strategia Europa 2020;
d) dare seguito più efficacemente al Patto europeo per la parità di genere avvalendosi appieno dei meccanismi, delle strutture e degli indicatori esistenti;
e) adottare iniziative volte ad agevolare la conciliazione di vita professionale, familiare e privata e l'equa condivisione delle responsabilità di assistenza, e promuovere la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche fornendo l'accesso all'assistenza all'infanzia, a costi contenuti e di qualità, in linea con gli obiettivi fissati al Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002; e
f) condurre azioni di sensibilizzazione sulla parità tra donne e uomini.

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ALLEGATO

Riferimenti

1) Parlamento europeo

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 febbraio 2016 su una nuova strategia per l'uguaglianza di genere e i diritti della donna in Europa dopo il 2015 (2016/2526(RSP))

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 giugno 2015 sulla strategia dell'Unione europea per la parità tra donne e uomini dopo il 2015 (2014/2152(INI))

2) Consiglio

Tutte le conclusioni del Consiglio adottate sull'esame della piattaforma d'azione di Pechino [5] e in particolare quelle sotto elencate.

Conclusioni del Consiglio sulla parità tra donne e uomini nel campo decisionale (14327/15)

Conclusioni del Consiglio dell'11 dicembre 2014 sulla parità di genere nell'UE: la via da seguire dopo il 2015. Bilancio di 20 anni di attuazione della piattaforma d'azione di Pechino (16891/14)

Conclusioni del Consiglio del 7 marzo 2011 sul Patto europeo per la parità di genere (2011-2020) (GU C 155 del 25.5.2011, pag. 10)

Conclusioni del Consiglio su "Prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze, compresa la mutilazione genitale femminile" (9543/14)

3) Consiglio europeo

Conclusioni del Consiglio europeo (25-26 giugno 2015) (EUCO 22/15)

4) Commissione

Documento di lavoro dei servizi della Commissione su un impegno strategico per la parità di genere 2016-2019 (14746/15)

Documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione e del SEAE sulla parità di genere e l'emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020 (12249/15)

Documento di lavoro dei servizi della Commissione "Relazione sulla parità tra donne e uomini - 2014" (6786/15)

Documento di lavoro dei servizi della Commissione "Relazione sulla parità tra donne e uomini - 2015" (6853/16)

Strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010-2015 (13767/10)

Tabella di marcia della Commissione per la parità tra donne e uomini (2006-10) (COM(2006) 92 definitivo)

5) Istituto europeo per l'uguaglianza di genere

Indice sull'uguaglianza di genere: http://eige.europa.eu/rdc/eige-publications/gender-equality-index-2015-measuring-gender-equality-european-union-2005-2012-report


[1] Articoli 8 e 10 del TFUE.
[2] Articolo 19 del TFUE.
[3] Articolo 2 e articolo 3, paragrafo 3, del TUE e articolo 8 del TFUE
[4]Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica
[5 http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/tools/statistics-indicators/platform-action/index_en.htm

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Ultima modifica: 15 gennaio 2024