- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 12 dicembre 2016 15:00
Repubblica democratica del Congo (RDC): L’UE adotta sanzioni nei confronti di sette persone responsabili di atti di violenza
Il Consiglio ha adottato misure restrittive in materia di viaggio e di congelamento dei beni nei confronti di sette persone che detengono posizioni di responsabilità nella catena di comando degli autori di atti di violenza, con effetto immediato. I ministri degli esteri, riuniti in sede di Consiglio dell'Unione europea, hanno discusso degli ultimi sviluppi nel paese. Gli Stati membri hanno approvato una dichiarazione sulla situazione nella RDC.
Dichiarazione dell'UE sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo
"L'Unione europea e i suoi Stati membri sono profondamente preoccupati per la situazione politica nella Repubblica democratica del Congo (RDC). Viste le recenti repressioni e violazioni dei diritti fondamentali, il 19 dicembre, data che segna il termine costituzionale del mandato del presidente Kabila, rimane carico di incertezze e di rischi. Un nuovo governo che si estenda oltre tale data deve basare la sua legittimità su un quadro politico definito in modo chiaro e inclusivo, in mancanza del quale si comprometterebbero le relazioni con l'Unione europea.
Sono stati compiuti sforzi per ravvicinare le posizioni e raggiungere un accordo inclusivo su una transizione che possa condurre quanto prima il paese verso elezioni pacifiche e credibili, in conformità della costituzione della RDC e della risoluzione 2277 (2016) del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
L'Unione europea ha sostenuto dette iniziative, in particolare la mediazione in corso dei vescovi cattolici della RDC. Invita tutti i soggetti politici, sia del governo che dell'opposizione, a dare ascolto al loro appello alla responsabilità e alla buona volontà, come pure ad avvalersi appieno dei loro buoni uffici. Si compiace del ruolo costruttivo svolto dalle organizzazioni regionali e dai paesi della regione, segnatamente l'Angola e la Repubblica del Congo, nella ricerca di una soluzione pacifica.
In vista del termine del 19 dicembre, l'Unione europea esorta quindi i congolesi a dare prova di moderazione e a privilegiare il dialogo rifiutando la violenza.
Le violenze che, il 19 e 20 settembre, hanno provocato la morte di almeno cinquanta persone a Kinshasa costituiscono violazioni gravi dei diritti umani e delle libertà fondamentali, attestate da numerosi osservatori tra cui l'Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani. Nelle conclusioni del Consiglio del 23 maggio e del 17 ottobre, l'Unione europea si è impegnata ad adottare misure restrittive nei confronti dei responsabili di tali atrocità e di coloro che ostacolassero una soluzione pacifica e consensuale della crisi nella RDC.
Di conseguenza, in data odierna il Consiglio "Affari esteri" dell'Unione europea ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di sette persone che occupano posizioni di responsabilità nella catena di comando delle forze di sicurezza congolesi responsabili di un uso sproporzionato della forza.
L'Unione europea invita il governo della RDC a prendere parte a un'indagine trasparente e indipendente volta a consegnare alla giustizia i responsabili delle violenze. Esorta inoltre a rispettare pienamente i diritti fondamentali, tra cui la libertà di espressione, di riunione e di stampa.
L'Unione europea seguirà con maggiore attenzione l'evoluzione politica cruciale che la RDC attraverserà nelle settimane a venire. In tale contesto, qualora si verificassero ostruzioni del processo politico o nuove violenze, si potrà prendere in considerazione l'introduzione di misure restrittive supplementari.
I paesi candidati ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro* e Albania*, il paese del processo di stabilizzazione e associazione e potenziale candidato Bosnia-Erzegovina, e i paesi dell'EFTA Islanda e Liechtenstein, membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina e la Repubblica di Moldova aderiscono alla presente dichiarazione.
* L'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e l'Albania continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione."
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Tra le persone oggetto di un divieto di viaggio e di un congelamento dei beni figurano:
- quattro membri della guardia repubblicana, dell'esercito o della polizia congolese, implicati nella pianificazione, direzione o compimento di atti che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani nella RDC;
- tre alti responsabili e persone influenti che ostano a una soluzione della crisi consensuale e pacifica in vista dell'organizzazione di elezioni nella RDC, in particolare mediante atti di violenza, di repressione o d'incitamento alla violenza, o azioni che violano lo stato di diritto.
I nomi delle persone in questione e i motivi che inducono il consiglio ad elencarle figurano nella Gazzetta ufficiale del 12 dicembre 2016. Le misure restrittive entrano in vigore immediatamente.
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Ultima modifica: 14 gennaio 2024