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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 18 luglio 2025 14:20

Sudan: il Consiglio impone sanzioni nei confronti di persone ed entità per gravi violazioni dei diritti umani e minacce alla pace, alla stabilità e alla sicurezza del paese

Il Consiglio ha adottato oggi un quarto pacchetto di misure restrittive nei confronti di due persone e due entità, in considerazione della persistente grave situazione in Sudan, in cui da oltre due anni sono in corso combattimenti tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le Forze di supporto rapido (RSF).

Le entità inserite nell'elenco dell'UE sono Alkhaleej Bank e Red Rock Mining Company. Quest'ultima è una società che si occupa di estrazione e prospezione mineraria, la cui società madre è già oggetto di misure restrittive dell'UE, degli Stati Uniti e del Regno Unito ed è coinvolta nell'agevolazione della produzione di armi e veicoli per le SAF. Il settore minerario è particolarmente importante nell'alimentare il conflitto in Sudan. I bacini minerari sono spesso collegati alle zone di guerra e rappresentano siti di importanza strategica da conquistare per le parti in conflitto, il che accresce la competizione e le tensioni.

Alkhaleej Bank è per la maggior parte di proprietà di società collegate a membri della famiglia del comandante delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo (noto anche come "Hemedti") e svolge un ruolo essenziale nel finanziamento delle operazioni delle RSF.

L'UE ha imposto misure restrittive anche nei confronti del comandante militare delle SAF Abu Aqla Mohamed Kaikal, che aveva disertato dalle RSF per poi passare alle SAF nel 2024. È stato governatore dello Stato di Gezira dopo che le RSF hanno preso il controllo della regione. Durante il suo mandato di capo delle Sudan Shield Forces è ritenuto responsabile di aver preso di mira la comunità Kanabi, un gruppo storicamente emarginato composto principalmente da Nuba e da altre tribù africane.

Infine, il Consiglio ha inserito in elenco il comandante militare sul campo delle RSF, Hussein Barsham, che ha svolto un ruolo di primo piano nelle operazioni delle RSF che hanno portato ad atrocità di massa, tra cui uccisioni mirate, violenza etnica, sfollamenti forzati e violenze contro i civili, in particolare nel Darfur e in altre regioni colpite dal conflitto in Sudan.

Le persone inserite oggi in elenco sono soggette al congelamento dei beni ed è vietata la fornitura di fondi o risorse economiche, direttamente o indirettamente, a loro o a loro beneficio. Inoltre, alle persone fisiche inserite in elenco si applica il divieto di viaggio verso l'UE.

L'imposizione delle misure restrittive sottolinea il risoluto sostegno dell'UE alla pace e all'accertamento delle responsabilità in Sudan. L'UE, in stretto coordinamento con la comunità internazionale, utilizzerà gli strumenti diplomatici a sua disposizione, comprese le misure restrittive, per favorire una risoluzione pacifica del conflitto, affrontare la grave situazione umanitaria nel paese e oltre i confini e promuovere un processo politico intersudanese inclusivo e duraturo che rispecchi le aspirazioni del popolo sudanese. La popolazione del Sudan ha diritto alla libertà, alla pace e alla giustizia.

Gli atti giuridici pertinenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Contesto

Il 9 ottobre 2023 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2023/2135 del Consiglio concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan.

Con le sanzioni supplementari adottate oggi, le misure restrittive dell'UE si applicano a dieci persone e otto entità.

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Ultima modifica: 18 novembre 2025