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Una panoramica delle principali azioni intraprese a livello dell'UE per coordinare la risposta alla pandemia di COVID-19, attenuarne l'impatto socioeconomico e sostenere la ripresa dei paesi dell'UE.
La pandemia di COVID-19 ha colpito tutti i paesi dell'UE. Dall'inizio della pandemia di COVID-19 l'UE sta cooperando con gli Stati membri per tutelare la salute e il benessere dei cittadini dell'UE, per rafforzare i sistemi sanitari nazionali e per contenere la diffusione del virus.
Al tempo stesso l'UE sta coordinando la risposta tesa ad attenuare l'impatto socioeconomico della COVID-19 e sostenere la ripresa dei paesi dell'UE.
La risposta di emergenza dell'UE alla pandemia di COVID-19
Nel marzo 2020 i leader dell'UE hanno concordato quattro priorità al fine di orientare la risposta di emergenza dell'UE alla pandemia di COVID-19:
limitare la diffusione del virus
garantire la fornitura di attrezzature mediche
promuovere la ricerca su terapie e vaccini
sostenere l'occupazione, le imprese e l'economia
Nel periodo più critico della crisi COVID-19 i leader dell'UE si sono riuniti regolarmente in videoconferenza per discutere della situazione, valutarla e coordinare gli interventi. Anche dopo l'emergenza il Consiglio europeo è tornato regolarmente sul tema della COVID-19.
Durante i lavori sulla futura ripresa, i leader dell'UE hanno convenuto di proseguire lo sforzo di coordinamento a livello dell'UE su diversi fronti:
sviluppo, produzione e diffusione dei vaccini contro la COVID-19
strategie di test e riconoscimento reciproco dei test
tracciamento transfrontaliero dei contatti
norme di quarantena
certificati digitali di vaccinazione interoperabili
Vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19
Lo sviluppo e la distribuzione di vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19 rappresentano una soluzione duratura e una pietra angolare della risposta dell'UE alla pandemia di coronavirus.
Dall'inizio della pandemia, l'Unione ha proceduto a un riorientamento dei fondi per la ricerca verso i vaccini più promettenti e coordinato uno sforzo congiunto per garantire la produzione e la consegna di un quantitativo sufficiente di vaccini nell'UE.
Le campagne di vaccinazione contro la COVID-19 sono iniziate il 27 dicembre 2020 in tutta l'Unione. A giugno 2022, 18 mesi dopo, nell'UE nove adulti su dieci (l'86% della popolazione) risultavano pienamente vaccinati contro la COVID-19.
L'unione fa la forza: lo straordinario viaggio dei vaccini contro la COVID-19
La velocità con cui sono state incastrate le varie tessere del puzzle al fine di proteggere i cittadini dal coronavirus è il risultato dell'incontro tra innovazione scientifica e ingegno, sostenuti da una continua cooperazione, decisioni politiche tempestive ed enormi sforzi dal punto di vista medico e logistico.
Come è stato possibile? Quali sfide rimangono da affrontare per superare la pandemia? Segui il viaggio dei vaccini contro la COVID-19, dall'invenzione in laboratorio fino alla somministrazione ai cittadini di tutta Europa e del resto del mondo.
I paesi dell'UE si sono coordinati in sede di Consiglio per agevolare la libera circolazione nell'UE durante la pandemia di COVID-19.
A tal fine, hanno adottato raccomandazioni comuni sulle misure in materia di viaggi, che sono regolarmente aggiornate e adeguate alla situazione epidemiologica. Le ultime raccomandazioni del Consiglio sulle misure in materia di viaggi sono state adottate il 13 dicembre 2022.
In base alle nuove raccomandazioni, gli Stati membri non dovrebbero imporre restrizioni ai viaggi per motivi di salute pubblica. Esse contengono tuttavia una serie di garanzie in caso di deterioramento della situazione epidemiologica o di diffusione di una nuova variante che desti preoccupazione.
L'UE ha convenuto di rilasciare un certificato COVID digitale UE comune per facilitare la libera circolazione in condizioni di sicurezza durante la pandemia di COVID-19, fungendo da prova che una persona:
è stata vaccinata contro la COVID-19
è risultata negativa al test
o è guarita dalla COVID-19
Il regolamento dell'UE che istituisce il certificato COVID digitale dell'UE è stato in vigore dal 1º luglio 2021 al 30 giugno 2023.
A partire dal giugno 2023, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha adottato il sistema di certificazione COVID-19 digitale dell'UE per istituire un sistema globale che aiuti a proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future, comprese le pandemie.
Per sostenere i cittadini, le imprese e i paesi dell'UE a superare la recessione economica causata dalla pandemia di COVID-19, i leader dell'UE hanno concordato di lavorare a un piano per la ripresa dell'Europa. Il 23 aprile 2020 si sono impegnati a istituire un fondo per la ripresa dell'UE volto ad attenuare gli effetti della crisi.
Il 21 luglio 2020 i leader dell'UE hanno concordato un importo complessivo di 1 824 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027. Il pacchetto, che riunisce il quadro finanziario pluriennale (QFP) e uno sforzo straordinario per la ripresa da 750 miliardi di EUR (800 miliardi di EUR a prezzi correnti), lo strumento Next Generation EU, aiuta l'UE a ripartire dopo la pandemia di COVID-19 e sostiene gli investimenti nelle transizioni verde e digitale.
Questi elementi vanno ad aggiungersi alle tre reti di sicurezza del valore di 540 miliardi di EUR già introdotte dall'UE per sostenere i lavoratori, le imprese e i paesi.
Bilancio dell'UE per il periodo 2021-2027 e piano per la ripresa (Infografica)
5 modi in cui l'UE e gli Stati membri collaborano contro la COVID-19
C'è una grande storia da raccontare su come l'UE e i suoi Stati membri hanno collaborato con spirito di squadra per aiutare le persone a superare la pandemia di COVID-19. Dalla garanzia di vaccini sicuri ed efficaci all'invio di attrezzature mediche dove sono più necessarie e all'assistenza di pazienti provenienti da altri paesi, dalla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori all'aiuto ai paesi partner di tutto il mondo, i paesi dell'UE si sono adoperati oltremisura per sostenersi a vicenda.
La pandemia di COVID-19 rappresenta una sfida globale e richiede una risposta globale. Agendo insieme, guidati dai principi di solidarietà e multilateralismo, i paesi dell'UE hanno fornito sostegno ai partner di tutto il mondo e garantito ingenti finanziamenti per contrastare le conseguenze dirompenti della pandemia su scala mondiale.
Team Europa è uno dei principali donatori dello strumento COVAX, la collaborazione globale intesa ad accelerare lo sviluppo, la produzione e l'accesso equo ai test, ai trattamenti e ai vaccini contro la COVID-19.
Nel maggio 2021 gli Stati membri dell'UE si sono impegnati a donare dosi di vaccini contro la COVID-19 a partner in tutto il mondo. Inoltre, l'UE e i suoi Stati membri assistono i partner con donazioni ed esportazioni di vaccini, nonché fornendo sostegno finanziario e umanitario ai paesi bisognosi.
Soltanto uniti in uno spirito di solidarietà e responsabilità a livello mondiale potremo superare la crisi COVID-19.
Charles Michel, presidente del Consiglio europeo
COVID-19: il contributo dell'UE alla solidarietà mondiale in materia di vaccini (Infografica)
Il 30 marzo 2021 un gruppo di leader mondiali si è unito al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e al capo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per chiedere un trattato internazionale inteso a migliorare la preparazione e la risposta alle pandemie a seguito della crisi COVID-19, nell'interesse delle future generazioni.
Il 1º dicembre 2021, in una sessione speciale dell'Assemblea mondiale della sanità, i 194 membri dell'OMS hanno adottato la decisione di avviare il processo di elaborazione e negoziazione di un nuovo accordo internazionale sulle pandemie.
Durante questa crisi i paesi dell'UE stanno intensificando gli sforzi per sostenersi a vicenda, aiutando chi ne ha più bisogno e condividendo le risorse per combattere la diffusione del virus. La solidarietà europea dà così il meglio di sé.
L'UE ha inoltre aiutato i cittadini dell'UE bloccati in paesi terzi durante la prima ondata della pandemia. Nei primi mesi della pandemia le delegazioni dell'UE hanno collaborato con le ambasciate degli Stati membri per coordinare il rimpatrio di oltre 650 000 cittadini dell'UE, contribuendo ai costi di oltre 400 voli di rimpatrio organizzati dagli Stati membri.
10 incentivi e benefici di un trattato internazionale sulle pandemie (Infografica)
Cos'ha già fatto l'UE
In questi tempi di crisi l'UE e gli Stati membri cooperano tra loro e si aiutano a vicenda.
L'UE ha mobilitato risorse a sostegno della risposta di emergenza al virus garantendo la fornitura di dispositivi di protezione, promuovendo la ricerca e sostenendo i nostri partner mondiali in difficoltà.
La risposta di emergenza dell'UE alla pandemia di Covid-19 (Infografica)
Il ruolo del Consiglio: coordinamento in caso di crisi
Il 28 gennaio 2020 la presidenza croata ha deciso di attivare il meccanismo dei dispositivi integrati dell'UE per la risposta politica alle crisi (IPCR) in modalità "condivisione delle informazioni" in risposta alla pandemia di COVID-19. Gli IPCR costituiscono il quadro dell'UE per il coordinamento di crisi intersettoriali al più alto livello politico.
La modalità "condivisione delle informazioni" implica che gli Stati membri hanno accesso a:
relazioni periodiche di analisi e conoscenza situazionale elaborate dalla Commissione e dal servizio europeo per l'azione esterna
una pagina dedicata su una piattaforma web sicura per la condivisione di informazioni
Alla luce dell'evolversi della situazione e dei diversi settori interessati dalla pandemia di COVID-19 (sanità, consolati, protezione civile, economia), il 2 marzo 2020 la presidenza ha aumentato il livello di attivazione del meccanismo IPCR, passando alla modalità "piena attivazione". Questa modalità prevede la convocazione di tavoli di crisi a cui partecipano:
gli Stati membri interessati
la Commissione europea
il servizio europeo per l'azione esterna
l'ufficio del presidente del Consiglio europeo
le agenzie e gli esperti pertinenti dell'UE
Durante tutta la prima fase della pandemia, la presidenza croata ha deciso di organizzare tavole rotonde periodiche per agevolare lo scambio di informazioni e il coordinamento della risposta alla crisi COVID-19. Le presidenze successive hanno continuato a organizzare periodicamente tavole rotonde.
Il 2 maggio 2023 la presidenza svedese decide di disattivare la modalità "piena attivazione" dei dispositivi integrati di risposta politica alle crisi (IPCR) per la COVID-19. Gli IPCR per la COVID-19 sono mantenuti in modalità "monitoraggio" e le questioni relative alla COVID-19 continuano ad essere trattate in seno al comitato per la sicurezza sanitaria dell'UE e al gruppo "Sanità pubblica" del Consiglio.
Come funziona il meccanismo di risposta alle crisi IPCR (Infografica)
Informazioni generali
La COVID-19 è una malattia causata da un nuovo tipo di coronavirus (SARS-CoV-2) ed è stata individuata per la prima volta in Cina nel dicembre 2019.
Nel dicembre 2019 un focolaio di COVID-19 si è manifestato nella città cinese di Wuhan, per poi diffondersi rapidamente in altre regioni della Cina e del mondo. Nel gennaio 2020 casi isolati avevano cominciato a manifestarsi in alcuni Stati membri dell'UE.
Alla fine di febbraio 2020, l'Italia ha registrato un aumento significativo di casi di COVID-19, concentrati nelle regioni settentrionali del paese. La maggior parte degli altri Stati membri ha iniziato a registrare casi di persone contagiate.
Nel marzo 2020 tutti gli Stati membri dell'UE avevano registrato casi di COVID-19 e da allora il numero di casi ha continuato ad aumentare.
Il Consiglio segue attentamente la situazione e prende misure insieme alle altre istituzioni dell'UE, anche attraverso l'adozione di pertinenti atti legislativi e coordinandosi con gli Stati membri al fine di condividere le informazioni, valutare le esigenze e garantire una risposta coerente a livello dell'Unione.
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) coordina la risposta a livello mondiale. L'11 marzo 2020 l'OMS ha dichiarato la COVID-19 una pandemia mondiale. L'UE contribuisce direttamente alla risposta globale dell'OMS.
Entro maggio 2023, secondo l'OMS, la pandemia aveva causato quasi 7 milioni di decessi (6 921 614). Il 5 maggio 2023 l'OMS ha dichiarato la fine della COVID-19 quale emergenza di sanità pubblica.
Per ulteriori aggiornamenti su riunioni, comunicati stampa, infografiche e pubblicazioni del Consiglio in relazione alla COVID-19, visitare la pagina: