Requisiti di progettazione ecocompatibile per prodotti più sostenibili
Le norme dell'UE in materia di progettazione ecocompatibile rendono i prodotti immessi sul mercato dell'UE più sostenibili dal punto di vista ambientale, efficienti sotto il profilo energetico, durevoli e circolari.
Dalla direttiva al regolamento sulla progettazione ecocompatibile
Dal 2009 la direttiva sulla progettazione ecocompatibile ha stabilito requisiti di efficienza energetica per 31 gruppi di prodotti (per es. computer, frigoriferi, pompe ad acqua).
Si stima che tale normativa abbia consentito di risparmiare 120 miliardi di euro di spesa energetica e abbia ridotto del 10% il consumo annuo di energia per i prodotti che ne sono oggetto.
Nel 2024 l'UE ha adottato nuovi requisiti di progettazione ecocompatibile. Il nuovo regolamento sulla progettazione ecocompatibile adottato nel maggio 2024 ha sostituito la direttiva sulla progettazione ecocompatibile del 2009.
Sotto forma di regolamento, le norme relative alla progettazione ecocompatibile sono pienamente e direttamente applicabili in tutti i paesi dell'UE, mentre la direttiva lasciava agli Stati membri la scelta delle modalità per conseguire i risultati previsti dalla legislazione.
Prodotti oggetto delle norme sulla progettazione ecocompatibile
Mentre la direttiva sulla progettazione ecocompatibile si applicava solo ai prodotti connessi all'energia, l'ambito di applicazione del regolamento sulla progettazione ecocompatibile comprende quasi tutti i tipi di prodotti immessi sul mercato dell'UE.
Acciaio e alluminio
Mobilio
Prodotti tessili
Sostanze chimiche, compresi i detergenti
Pneumatici
Lavastoviglie e televisori
Tra i prodotti non contemplati dalla normativa figurano i prodotti alimentari, i medicinali, i veicoli a motore e i prodotti che hanno un impatto sulla difesa o sulla sicurezza nazionale.
Le norme garantiscono inoltre che i prodotti oggetto della normativa siano conformi alla legislazione europea quando sono venduti online, allineando gli obblighi dei mercati online al regolamento sui servizi digitali.
Nuovi requisiti ecologici
L'UE vuole che l'industria pensi in modo ecologico e circolare fin dalle fasi iniziali di concezione e progettazione dei prodotti destinati alla produzione e alla vendita nell'UE.
Si tratta di un aspetto essenziale per ridurre l'impatto ambientale della produzione industriale. L'estrazione e la trasformazione delle materie prime primarie generano di per sé un'elevata impronta di carbonio, senza neppure tener conto delle fasi di produzione successive.
Criteri di progettazione ecocompatibile
Durabilità, riutilizzabilità, possibilità di miglioramento e riparabilità dei prodotti
Contenuti riciclati, rifabbricazione e riciclaggio
Norme sulla presenza di sostanze che ostacolano la circolarità
Impronta di carbonio e impronta ambientale
Efficienza energetica e delle risorse
Con questo nuovo regolamento l'UE ha deciso di stabilire una gamma più ampia di requisiti di sostenibilità ambientale per rendere i prodotti non solo efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse, ma anche più durevoli, affidabili, riutilizzabili, migliorabili, riparabili, riciclabili e facili da mantenere.
La produzione di prodotti più rispettosi dell'ambiente sosterrà pertanto l'UE nel conseguimento dei suoi obiettivi climatici, raddoppiando il suo tasso di circolarità dei materiali e realizzando i suoi obiettivi di efficienza energetica entro il 2030.
Passaporto digitale del prodotto
La nuova normativa dell'UE prevede che un passaporto digitale del prodotto fornisca informazioni elettroniche sulla sostenibilità ambientale del prodotto, promuovendone la circolarità.
Il nuovo passaporto aiuterà:
- i consumatori e le imprese a compiere scelte consapevoli al momento dell'acquisto di prodotti
- le autorità pubbliche a effettuare meglio le verifiche e i controlli su prodotti importanti
Il regolamento agevolerà pertanto anche la circolazione di tali prodotti nel mercato unico e rafforzerà la competitività complessiva dell'economia dell'UE.
Divieto di distruzione dei prodotti invenduti
Le imprese dell'UE spesso si disfano dei prodotti che non sono stati venduti, il che comporta uno spreco di risorse preziose nonché inquinamento superfluo, in particolare nel caso dei prodotti tessili.
Per questo motivo le nuove norme dell'UE vietano la distruzione di prodotti tessili e calzature invenduti. La Commissione europea introdurrà in futuro divieti analoghi per altri prodotti ad alta intensità di risorse, se ritenuto necessario.
Le piccole e microimprese saranno escluse da tale divieto, mentre le medie imprese beneficeranno di una deroga fino al 19 luglio 2030.
La nuova legislazione impone inoltre agli operatori economici che distruggono i prodotti di consumo invenduti di divulgare informazioni che indichino nello specifico la quantità e il peso dei prodotti di consumo invenduti di cui si disfano ogni anno, unitamente ai motivi per cui se ne sono disfatti.
Per maggiori informazioni
Economia circolare
Diritto alla riparazione dei prodotti
Dare ai consumatori gli strumenti per compiere scelte più sostenibili
Ultima modifica: 29 gennaio 2025