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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 17 ottobre 2016 10:40

Conclusioni del Consiglio sulla Repubblica democratica del Congo

  1. L'Unione europea è profondamente preoccupata per la situazione politica nella Repubblica democratica del Congo (RDC). Condanna fermamente gli atti di estrema violenza verificatisi il 19 e 20 settembre 2016, in particolare a Kinshasa. Tali atti hanno aggravato ulteriormente la situazione di stallo in cui si trova l'RDC a causa della mancata convocazione degli elettori, in vista delle elezioni presidenziali, entro i termini previsti dalla costituzione. A tale riguardo l'UE ricorda le sue conclusioni del 23 maggio 2016 e ribadisce la responsabilità primaria delle autorità dell'RDC nell'organizzazione delle elezioni.
  2. La crisi politica dell'RDC può essere risolta soltanto attraverso un impegno pubblico ed esplicito di tutte le parti a rispettare la costituzione attuale - in particolare per quanto riguarda la limitazione dei mandati presidenziali - e attraverso un dialogo politico sostanziale, inclusivo, imparziale e trasparente. Tale dialogo deve sfociare, in linea con lo spirito della risoluzione 2277 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nell'organizzazione delle elezioni presidenziali e legislative il prima possibile nel corso del 2017. Se l'attuale mandato presidenziale giunge a termine senza che sia stato trovato un accordo preliminare sul calendario elettorale, l'UE dovrà valutare l'impatto di una siffatta situazione sulle sue relazioni con il governo dell'RDC.
  3. Il dialogo facilitato dall'Unione africana a Kinshasa, e sostenuto dall'UE in qualità di membro del gruppo di sostegno, deve aprire la via a una nuova fase di un processo politico più inclusivo nelle prossime settimane. Dovrà essere chiarito, entro il 19 dicembre, come si svolgerà il periodo transitorio fino alle elezioni. L'UE sottolinea l'urgenza della situazione e l'importanza che a tale processo partecipino tutte le grandi famiglie politiche e della società civile, tra cui la Conferenza episcopale del Congo. Invita la maggioranza e l'opposizione a trovare i necessari compromessi che raccolgano consenso popolare molto ampio.
  4. Al fine di garantire un clima favorevole al dialogo e alle elezioni, il governo deve impegnarsi in modo chiaro a garantire il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto e porre fine a ogni strumentalizzazione della giustizia. L'UE esorta a liberare tutti i prigionieri politici e a cessare i procedimenti giudiziari per motivi politici contro l'opposizione e la società civile, nonché a riabilitare le vittime di sentenze politiche. Il divieto di manifestazioni pacifiche, le intimidazioni e le molestie nei confronti dell'opposizione, della società civile e dei media non consentono di porre le basi per una transizione pacifica e democratica. In tale contesto, l'UE non può garantire il proprio impegno a favore di nuovi programmi di riforma della polizia e della giustizia. L'UE invita la MONUSCO, nel quadro del suo mandato di protezione dei civili e nei limiti dei suoi mezzi e del suo dispositivo, a esercitare un'azione dissuasiva e chiede la piena cooperazione delle autorità nell'attuazione della risoluzione adottata alla 33ª sessione del Consiglio dei diritti umani.
  5. I numerosi arresti effettuati dopo gli avvenimenti del 19 e 20 settembre suscitano forti preoccupazioni quanto al rispetto delle procedure legali e alla volontà di garantire una giustizia indipendente. L'UE esorta tutti i soggetti interessati, sia tra le autorità che nel campo dell'opposizione, a rifiutare l'uso di violenza. Ricorda che è responsabilità primaria delle forze di sicurezza mantenere l'ordine pubblico garantendo al tempo stesso il rispetto delle libertà fondamentali. Un'indagine indipendente deve consentire di individuare rapidamente le responsabilità individuali di ciascuno. La MONUSCO e l'Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani nell'RDC (BCNUDH) devono poter svolgere il loro lavoro di documentazione senza ostacoli. L'UE ha inoltre preso atto del comunicato del procuratore della Corte penale internazionale del 23 settembre 2016, che ha dichiarato di monitorare la situazione sul terreno con estrema attenzione.
  6. L'UE ribadisce la sua forte preoccupazione per la situazione nell'est del paese, in particolare a Beni. In tale contesto ricorda l'esistenza della risoluzione 2293 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che definisce il quadro ONU delle misure restrittive nei confronti delle persone e entità riconosciute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.
  7. Di fronte ai rischi di instabilità nel paese e alla minaccia che ciò rappresenta per la regione, l'UE resterà interamente mobilitata. Gli Stati membri concordano sin d'ora sulla necessità di coordinare il loro approccio in materia di rilascio di visti per i titolari di passaporti diplomatici o di servizio. L'UE utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione, compreso il ricorso a misure restrittive individuali, contro coloro che sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e incitano alla violenza o coloro che ostacolassero una soluzione della crisi consensuale, pacifica e rispettosa dell'aspirazione del popolo congolese a eleggere i suoi rappresentanti. Il Consiglio invita l'alto rappresentante a iniziare ad attivarsi in tal senso.
  8. L'UE ricorda gli sforzi significativi da essa compiuti negli ultimi anni per accompagnare il paese e conferma la sua disponibilità a intensificarli reiterando la sua domanda del 2 giugno 2016 al governo di avviare al più presto un dialogo politico ai più alti livelli, conformemente all'articolo 8 dell'accordo di Cotonou. È disposta a dare il suo sostegno, anche finanziario, a un processo elettorale trasparente sulla base di un accordo politico inclusivo e di un calendario chiaro concordato dalle parti interessate, e se sono soddisfatte tutte le condizioni previste dalla costituzione e dalla risoluzione 2277 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In tale contesto, l'UE resterà impegnata come membro del gruppo di sostegno alla facilitazione e lavorerà in stretto coordinamento con i suoi partner, in particolare africani. Esprime apprezzamento per gli sforzi considerevoli compiuti dalla regione per ravvicinare le posizioni, in particolare in vista del vertice sull'RDC organizzato a Luanda dalla Conferenza internazionale sulla regione dei Grandi laghi, le Nazioni Unite e l'Unione africana, e di una riunione ministeriale della SADC.
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