- Consiglio dell'Unione europea
- Comunicato stampa
- 7 giugno 2017 11:30
Dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'Unione europea sull'adesione di taluni paesi terzi alla decisione (PESC) 2017/621 del Consiglio, del 31 marzo 2017, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia
Il 31 marzo 2017 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2017/621 del Consiglio[1]. La decisione del Consiglio proroga fino al 2 ottobre 2017 le misure restrittive vigenti. Le misure in questione, che consistono nel divieto di viaggio, nel congelamento dei beni e nel divieto di mettere fondi a disposizione, riguardano tre persone ritenute responsabili di ostacolare o pregiudicare il positivo completamento della transizione politica in Libia.
I paesi candidati ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Serbia* e Albania*, il paese del processo di stabilizzazione e associazione e potenziale candidato Bosnia–Erzegovina, e i paesi dell'EFTA Islanda, Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica di Moldova e la Georgia aderiscono alla presente decisione del Consiglio.
Essi provvederanno affinché le loro politiche nazionali siano conformi a tale decisione del Consiglio.
L'Unione europea prende atto di questo impegno e se ne compiace.
[1] Pubblicata l'1.4.2017 nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 89, pag. 10.
*L'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro, la Serbia e l'Albania continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.
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Ultima modifica: 15 gennaio 2024