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Consiglio “Economia e finanza”, 10.11.2015, 10 novembre 2015

Principali risultati

Cambiamenti climatici

Il Consiglio ha adottato conclusioni in vista della 21ª conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Con un mandato ambizioso per la conferenza di Parigi, l’Unione europea sta assumendo il ruolo di una delle principali forze a sostegno di un nuovo accordo sul clima", ha dichiarato Pierre Gramegna, ministro delle finanze lussemburghese

La conferenza, che si svolgerà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015, mirerà all'approvazione di un nuovo accordo dell’ONU sul clima per il periodo successivo al 2020. L’obiettivo è di limitare l’aumento della temperatura media globale ad un massimo di 2ºC rispetto ai livelli preindustriali e di garantire sufficienti finanziamenti pubblici e privati per raggiungere tale scopo.

"Con un mandato ambizioso per la conferenza di Parigi, l’Unione europea sta assumendo il ruolo di una delle principali forze a sostegno di un nuovo accordo sul clima", ha dichiarato Pierre Gramegna, ministro delle finanze lussemburghese e presidente del Consiglio. "Siamo anche pronti a fornire un importante contributo al finanziamento delle esigenze legate ai cambiamenti climatici".

Le conclusioni del Consiglio s'incentrano sui contributi finanziari per il clima da parte dell'UE nella prospettiva dei 100 miliardi di dollari all'anno promessi dai paesi sviluppati entro il 2020, nonché sulla prevedibilità di tali contributi finanziari e affrontano gli aspetti finanziari di un nuovo accordo ONU sul clima per il periodo successivo al 2020.

Saranno necessarie risorse considerevoli per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare adeguatamente il cambiamento climatico, sia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra sia per adeguarsi alle conseguenze del cambiamento climatico. I 100 miliardi di dollari all'anno promessi dai paesi sviluppati entro il 2020 saranno attinti ad un ampia varietà di fonti: pubbliche e private, bilaterali e multilaterali, incluse le fonti alternative di finanziamento.

Unione dei mercati dei capitali

Il Consiglio ha adottato conclusioni che accolgono con favore il piano d'azione della Commissione per la creazione dell'Unione dei mercati dei capitali.

Il piano intende istituire un’Unione dei mercati dei capitali dell’UE pienamente funzionante entro la fine del 2019. È prevista una serie di misure volte a rafforzare i mercati dei capitali in modo da attrarre maggiori investimenti, compresi gli investimenti esteri, per le imprese europee e i progetti infrastrutturali.

Uno dei principali obiettivi è migliorare l’accesso ai finanziamenti per le PMI e le start-up europee, soprattutto in settori innovativi.

"Abbiamo già avviato i lavori su una proposta in materia di cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate, con l’obiettivo di pervenire ad un accordo politico appena possibile e forse addirittura prima della fine di quest’anno", ha dichiarato Pierre Gramegna. "Attendiamo una proposta sui prospetti, che sarà importante per facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, al fine di avviare lavori anche al riguardo."

Abrogazione della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio

Il Consiglio ha abrogato la direttiva 2003/48/CE che dal 2005 ha consentito alle amministrazioni fiscali un migliore accesso alle informazioni sui risparmiatori privati.

L'abrogazione fa seguito ad un rafforzamento delle misure volte a prevenire l’evasione fiscale. In questo settore si era sviluppata una significativa sovrapposizione con altri atti legislativi, che in l'abrogazione provvede ad eliminare.

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Ultima modifica: 8 gennaio 2025