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Videoconferenza informale dei ministri degli Affari esteri, 16 aprile 2024
Principali risultati
I ministri degli Affari esteri dell'UE hanno tenuto una videoconferenza informale per discutere degli ultimi sviluppi in Medio Oriente alla luce del recente attacco con droni e missili dall'Iran contro Israele.
Voglio usare le stesse parole del segretario generale delle Nazioni Unite: "La regione è sull'orlo di un baratro e dobbiamo allontanarcene". [...]
Oggi i ministri hanno assunto una posizione forte, chiedendo a tutti gli attori della regione di allontanarsi dal baratro per non precipitarvi dentro.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Dopo la videoconferenza, l'alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha sottolineato che la discussione ministeriale informale ha mostrato l'unità dell'UE nella sua ferma condanna dell'attacco iraniano, nel suo impegno a favore della sicurezza di Israele, nella sua volontà di evitare un'ulteriore escalation e nel suo invito a tutte le parti a dar prova di moderazione.
L'alto rappresentante ha confermato che nelle prossime settimane i lavori si concentreranno sull'intensificazione dei contatti dell'UE con tutti i partner chiave nella regione e oltre, così come sulle misure restrittive. Ciò potrebbe comportare l'ampliamento dell'ambito di applicazione del regime esistente nei confronti del sostegno militare dell'Iran alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina mediante droni, al fine di includervi la possibilità di imporre sanzioni relative ai missili iraniani e alle consegne di droni a mandatari dell'Iran in Medio Oriente.
L'alto rappresentante ha sottolineato con forza la necessità di non dimenticare Gaza e ha ricordato che non vi è alcuna possibilità di costruire una pace duratura nella regione se il conflitto israelo-palestinese non sarà risolto. Per questo motivo l'UE deve continuare ad adoperarsi per un cessate il fuoco immediato e sostenibile, per il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas e per affrontare la catastrofica situazione umanitaria a Gaza.
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