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Aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina
Il Consiglio "Affari esteri" a Lussemburgo ha discusso dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina in una sessione congiunta cui hanno partecipato sia i ministri degli Affari esteri sia i ministri della Difesa dell'UE.
Il ministro degli Affari esteri ucraino Dmytro Kuleba e il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov hanno partecipato all'inizio della sessione tramite videoconferenza e hanno fornito aggiornamenti relativamente agli ultimi sviluppi sul campo e alle attuali priorità dell'Ucraina.
Oltre ai missili e ai droni, l'Ucraina ha segnalato 7 000 bombe guidate lanciate dalla Russia nei primi quattro mesi di quest'anno, ossia circa 60 al giorno, e a est si registrano continui bombardamenti. Ciò rientra nella strategia di Putin.
D'altra parte è chiaro che all'Ucraina mancano armi per difendersi e respingere l'aggressione russa.
[…] Si percepisce chiaramente un senso di urgenza, che incita l'Unione europea e tutti gli alleati dell'Ucraina ad agire. L'azione più importante consiste nel fornire batterie di difesa aerea e munizioni per tali batterie.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
L'alto rappresentante ha sottolineato l'importanza di fornire all'Ucraina sistemi di difesa aerea e missili e ha proposto di coordinare a livello dell'UE la fornitura urgente di tali articoli.
Nel corso della discussione ministeriale, vari Stati membri si sono dimostrati pronti a prendere in considerazione assistenza specifica oppure a contribuire a iniziative esistenti, quali l'iniziativa ceca sulle munizioni o quella tedesca sulla difesa aerea.
Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso della situazione in Medio Oriente, prestando particolare attenzione al continuo peggioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e al rischio di escalation nella più ampia regione.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, il Consiglio ha nuovamente sottolineato come tutti gli attori nella regione debbano dar prova di moderazione e adottare misure per allentare le tensioni. Sono state concordate ulteriori misure relativamente alle attività destabilizzanti dell'Iran nella regione.
Abbiamo raggiunto un accordo politico su tre punti: l'espansione e l'ampliamento del regime di sanzioni in materia di droni nei confronti dell'Iran, affinché includa anche i missili, produzione compresa, e i loro trasferimenti potenziali verso la Russia; l'ampliamento dell'area geografica di tale quadro affinché comprenda le forniture di droni e missili non solo alla Russia, ma anche all'intera regione del Medio Oriente e del Mar Rosso; l'espansione dell'elenco dei componenti di droni vietati.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Per quanto riguarda Gaza, l'alto rappresentante ha sottolineato che non sono stati rilevati progressi relativamente alla liberazione degli ostaggi, né prospettive di un cessate il fuoco, né reali miglioramenti in relazione alla catastrofe umanitaria in corso. Ha altresì sottolineato che non sarà possibile alcuna stabilità duratura nella regione fino a quando continuerà la guerra a Gaza.
I ministri dell'UE hanno concordato di invitare nuovamente il ministro degli Affari esteri israeliano, nonché il nuovo primo ministro dell'Autorità palestinese, a una futura sessione del Consiglio "Affari esteri".
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Il Consiglio "Affari esteri" ha discusso della situazione in Sudan a seguito di uno scambio informale di opinioni con l'inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite per il paese, Ramtane Lamamra, che ha partecipato all'inizio della discussione tramite videoconferenza.
Il Consiglio ha discusso in particolare di come intensificare il coordinamento con le Nazioni Unite, ma anche con l'Unione africana e altri partner internazionali.
L'UE vuole contribuire a un cessate il fuoco sostenibile, sostenere gli sforzi di mediazione a livello regionale e internazionale e sottolineare l'importanza della cooperazione e del coordinamento tra le varie iniziative di mediazione.
Il 15 aprile ha segnato il triste primo anniversario dello scoppio della guerra tra gli attori del colpo di Stato militare in Sudan, le Forze armate sudanesi (SAF) e le Forze di supporto rapido (RSF). In occasione di questa giornata la Francia, la Germania e l'UE hanno organizzato congiuntamente a Parigi la "conferenza umanitaria internazionale per il Sudan e i paesi limitrofi".
I ministri hanno sollevato la questione della situazione in Georgia ed espresso le loro preoccupazioni in merito alla nuova legge sulla trasparenza delle influenze straniere, di recente presentata al parlamento georgiano.
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