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Consiglio "Giustizia e affari interni", 4.3.2020, 4 marzo 2020
Principali risultati
Le frontiere della Grecia e degli altri Stati membri interessati sono la nostra frontiera esterna comune. Oggi tutti i ministri hanno espresso la loro solidarietà a questi paesi e la loro disponibilità a sostenerli negli sforzi volti a proteggere la frontiera dell'UE.
Davor Božinović, vice primo ministro e ministro dell'Interno della Croazia
Il Consiglio ha adottato una dichiarazione sulla situazione alle frontiere esterne dell'UE.
Nella sua dichiarazione, il Consiglio esprime la sua solidarietà alla Grecia, alla Bulgaria e a Cipro e agli altri Stati membri che potrebbero trovarsi in situazione analoga, anche per quanto concerne gli sforzi nella gestione delle frontiere esterne dell'UE.
Sebbene il Consiglio riconosca l'aumento dell'onere migratorio e dei rischi con cui la Turchia deve fare i conti sul proprio territorio, come pure gli ingenti sforzi da essa profusi nell'accogliere 3,7 milioni di migranti e rifugiati, esso respinge fermamente l'uso che la Turchia fa della pressione migratoria per scopi politici. La situazione alle frontiere esterne dell'UE non è accettabile e il Consiglio si aspetta che la Turchia metta in atto in modo integrale le disposizioni della dichiarazione congiunta del 2016 nei confronti di tutti gli Stati membri.
L'UE e i suoi Stati membri restano determinati a proteggere efficacemente le frontiere esterne dell'UE. A tale proposito l'UE e i suoi Stati membri adotteranno tutte le misure necessarie, in conformità del diritto dell'UE e del diritto internazionale.
Tutti gli Stati membri, la Commissione europea e le agenzie dell'UE si tengono pronti a rafforzare il sostegno alle zone sottoposte a pressioni, anche mediante lo schieramento delle squadre Frontex di intervento rapido alle frontiere e con ulteriore assistenza tecnica.
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