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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 20 luglio 2015 12:35

Conclusioni del Consiglio sul Mali

1. La firma, il 15 maggio e il 20 giugno, dell'accordo di pace in Mali ad opera di tutte le parti è un'importante pietra miliare sulla via della pace e della stabilità in Mali e nella più vasta regione del Sahel. L'accordo è un passo fondamentale per ripristinare la pace, la stabilità e la sicurezza, aiutare a migliorare le condizioni di vita della popolazione e ricostruire la fiducia reciproca che promuoverà la riconciliazione nazionale. Il primo passo, tuttavia, deve essere un rispetto assoluto e durevole dell'attuale accordo di cessate il fuoco. 

2. L'UE esprime piena soddisfazione per l'accordo ed elogia l'Algeria, le Nazioni Unite, gli altri membri della squadra di mediazione, il governo del Mali e le coalizioni di gruppi armati per gli sforzi incondizionati profusi nella conclusione positiva di tali negoziati. Il Consiglio si compiace in particolare dell'impegno del rappresentante speciale dell'UE (RSUE) per il Sahel durante tutto l'arco dei negoziati. La priorità ora è l'attuazione rapida e completa dell'accordo. È fondamentale un processo trasparente e tutte le parti devono tener fede ai propri impegni affinché la popolazione maliana fruisca di concreti dividendi della pace. Ciò include progressi in materia di governance, stato di diritto, riforma dei settori della giustizia e della sicurezza e il deferimento alla giustizia dei responsabili di abusi o violazioni dei diritti umani. L'UE sottolinea l'importanza del consolidamento di una pace duratura e inclusiva e sottolinea quindi la necessità del pieno coinvolgimento di donne e uomini nell'attuazione dell'accordo. L'UE sottolinea inoltre la particolare importanza di promuovere opportunità per i giovani nell'ambito dei più ampi sforzi di consolidamento della pace. La responsabilità primaria della realizzazione di questi impegni spetta alle stesse parti maliane nel loro insieme. L'UE ribadisce il suo impegno a sostenere il processo, insieme agli altri membri della squadra di mediazione e della comunità internazionale, avvalendosi di tutti i mezzi e strumenti appropriati a sua disposizione e svolgendo un ruolo attivo nel meccanismo di follow-up.

3. Nonostante la firma ad opera di tutte le parti, la situazione in loco rimane fragile, come mostrato dai recenti attacchi contro la missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA). L'UE condanna tutti gli attentati terroristici e sottolinea l'importanza di consegnare alla giustizia i responsabili, sottolineando che tutte le parti devono garantire la protezione dei civili, compresi il personale delle Nazioni Unite e gli operatori umanitari. Ribadisce il suo pieno sostegno alla MINUSMA che svolge un ruolo di primo piano, nell'ambito del suo mandato rinnovato per sostenere e vigilare sull'attuazione dell'accordo di pace. Sottolinea altresì l'importanza che prosegua lo stretto coordinamento tra UE e ONU.

4. Ricordando le conclusioni del Consiglio del 16 marzo 2015, l'UE ribadisce il suo approccio globale per favorire la pace, la sicurezza e lo sviluppo nel paese. Sottolinea l'importante ruolo che svolgono attualmente le sue missioni in ambito PSDC, EUTM Mali ed EUCAP Sahel Mali, nella promozione della riforma del settore della sicurezza. Questo lavoro essenziale continua a svolgere un ruolo importante nel contribuire a formare forze armate e di sicurezza nazionali inclusive, efficaci e responsabili. L'UE sottolinea il suo contributo proattivo alla ripresa del paese tramite la programmazione congiunta, compresi gli strumenti degli Stati membri dell'UE e il programma indicativo nazionale del Mali nell'ambito dell'undicesimo Fondo europeo di sviluppo e dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace. 

5. L'UE sottolinea l'importanza della dimensione regionale nel garantire la sicurezza e la prosperità del Mali. Quello che accade in un paese ha ripercussioni su tutta la regione e i paesi limitrofi. In tale contesto, il Consiglio accoglie con favore il dialogo politico, avviato il 17 giugno 2015 dall'alto rappresentante (AR), con i ministri degli affari esteri del G5 Sahel e il segretario permanente del G5 Sahel. Il Consiglio invita l'AR, l'RSUE e la Commissione a cercare l'approccio più coerente tra questo dialogo e l'attuazione delle parti pertinenti del piano di azione regionale per il Sahel dell'UE con i suoi quattro settori prioritari: prevenzione e contrasto della radicalizzazione; creazione di opportune condizioni per i giovani; migrazione e mobilità; gestione delle frontiere e lotta contro il traffico illecito e la criminalità organizzata transnazionale, in stretta cooperazione con tutti i paesi della regione del Sahel ed i partner internazionali.

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Ultima modifica: 13 gennaio 2024