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  • Consiglio dell'Unione europea
  • Comunicato stampa
  • 6 marzo 2017 18:15

Conclusioni del Consiglio sulla Repubblica democratica del Congo

1. L'Unione europea rimane seriamente preoccupata per la situazione politica nella Repubblica democratica del Congo (RDC), provocata dal blocco nell'attuazione dell'accordo politico inclusivo del 31 dicembre 2016 e dalla situazione della sicurezza in diverse regioni del paese in cui si registra un uso sproporzionato della forza. La situazione è aggravata da una crisi economica e di bilancio che colpisce molto duramente la popolazione.

2. L'UE accoglie con favore l'accordo del 31 dicembre 2016, che rappresenta l'unico mezzo per consolidare la legittimità necessaria alle istituzioni, inclusa la presidenza, che dovrebbero gestire la transizione. Né la scomparsa del leader dell'opposizione Etienne Tshisekedi, né la situazione della sicurezza devono offrire il pretesto per rimettere in discussione un processo che deve condurre a un'alternanza democratica e pacifica del potere. Detto accordo prevede, tra l'altro, il mantenimento in carica del presidente a condizione che sia nominato il primo ministro presentato dall'opposizione e che tutte le istituzioni siano assicurate ad interim fino alla fine dell'anno. D'altra parte, esclude il mantenimento dell'attuale presidente oltre tale termine. L'UE sottolinea l'urgenza di un'effettiva attuazione dell'accordo da parte di tutti gli interessati, in particolare la maggioranza presidenziale, per giungere alle elezioni entro la fine del 2017 e dunque alla piena legittimità costituzionale. La recente nomina di un nuovo presidente del Consiglio dei saggi del Raggruppamento ("Rassemblement"), che ricoprirà anche la carica di presidente del Consiglio nazionale di monitoraggio dell'accordo (CNSA) costituisce un primo passo in questa direzione.

3. In tale contesto, l'UE ribadisce il suo pieno sostegno al ruolo di mediazione svolto dalla Conferenza episcopale cattolica (CENCO), l'autorità morale, l'imparzialità e la legittimità della quale sono indispensabili per il successo del processo e sono riconosciute da tutti gli attori congolesi. Appoggia le raccomandazioni del messaggio dell'assemblea plenaria della CENCO del 22 febbraio 2017 ed esorta la regione e la comunità internazionale a mantenere il proprio impegno al fianco di quest'ultima. L'UE condanna i recenti atti di violenza contro chiese e altre istituzioni della CENCO e ricorda che i responsabili dovranno rispondere delle loro azioni.

4. La profonda crisi istituzionale, socioeconomica e della sicurezza che sta attraversando il paese può essere gestita soltanto attraverso la piena attuazione dell'accordo del 31 dicembre 2016 e la costituzione di un governo sufficientemente legittimato per condurre il paese alle elezioni. È imperativo realizzare progressi concreti, in particolare la nomina urgente del primo ministro dai ranghi del Raggruppamento. È inoltre urgente assicurare l'attuazione delle misure di distensione, quali la liberazione dei prigionieri politici, la fine immediata dei maltrattamenti nei loro confronti, la cessazione delle intimidazioni e degli arresti arbitrari di oppositori e cittadini attivisti, e la fine di tutti i procedimenti giudiziari di natura politica. L'UE osserva che la partecipazione delle donne al dialogo politico è stata limitata e invita a facilitarne il coinvolgimento nell'attuazione dell'accordo.

5. L'UE sottolinea la responsabilità e il ruolo fondamentale che deve svolgere la Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) nell'attuazione di un processo elettorale democratico e credibile. A tal fine ribadisce il suo appello a favore di misure supplementari in materia di trasparenza e di governance della CENI, nonché della fissazione urgente di un calendario elettorale e di un bilancio realistici e consensuali per consentire lo svolgimento delle elezioni entro la fine del 2017. L'UE invita l'Assemblea nazionale ad adottare quanto prima le misure legislative necessarie allo svolgimento delle elezioni e all'istituzione del CNSA, che, in questo contesto, è chiamato a svolgere un ruolo essenziale di supervisione della CENI. Tali elementi, uniti all'impegno finanziario del futuro governo, sono tali da favorire la fiducia che consentirà all'UE e agli altri partner di mobilitare il loro sostegno alle elezioni.

6. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite rinnoverà a marzo il mandato della MONUSCO. In tale occasione, la priorità sarà dotare la missione dei mezzi necessari per affrontare le nuove sfide politiche e di sicurezza, facendo in modo di rafforzare il dispositivo di protezione dei civili e fornendo un sostegno pertinente al processo elettorale.

7. L'UE condanna fermamente le gravi violazioni dei diritti umani commesse recentemente nell'RDC e ricorda che la lotta contro l'impunità, indipendentemente da chi siano gli autori di tali violazioni, è una delle condizioni necessarie per una transizione pacifica e una stabilizzazione duratura del paese. Le autorità devono garantire pienamente i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione, anche per i mezzi di comunicazione indipendenti, e la libertà di associazione. A tal proposito, l'UE ritiene essenziale che il lavoro dell'Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani nell'RDC (BCNUDH) possa svolgersi senza ostacoli in tutto il paese.

8. L'UE deplora la comparsa di focolai di violenza nelle tre province del Kasaï e nel Kongo Central, che illustra i rischi di ulteriore deterioramento della situazione in cui incorre il paese. Come i membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU, l'UE è preoccupata per le recenti notizie di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario commesse dalle milizie locali nelle province del Kasaï, in particolare il reclutamento e l'impiego illecito di bambini soldato, nonché l'uccisione di civili da parte di membri delle forze di sicurezza dell'RDC, che potrebbero costituire crimini di guerra ai sensi del diritto internazionale. L'UE si associa all'appello lanciato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 25 febbraio 2017 per chiedere al governo dell'RDC di avviare immediatamente un'inchiesta credibile e imparziale su tali fatti affinché i responsabili ne rispondano dinanzi alla giustizia, e auspica inoltre la possibilità di invitare una commissione d'inchiesta internazionale indipendente a sostenere tale processo.

9. L'UE è seriamente preoccupata per il deterioramento della situazione umanitaria in diverse regioni del paese e desidera sottolineare la preminenza del rispetto dei principi umanitari e la necessità di garantire l'accesso alle popolazioni colpite.

10. Continua a destare preoccupazione la situazione nella parte orientale del paese, nelle province del Kivu e nel Tanganyika, come pure le indicazioni di un'eventuale ripresa delle armi da parte degli ex ribelli dell'M23. L'UE ricorda la responsabilità delle autorità congolesi ed esorta le FARDC - con l'appoggio della MONUSCO - a fare tutto il possibile per proteggere le popolazioni. Per quanto riguarda l'M23, l'UE ricorda gli impegni delle dichiarazioni di Nairobi del dicembre 2013, nonché i principi enunciati nell'accordo quadro per la pace, la sicurezza e la cooperazione nell'RDC e nella regione.

11. L'UE ricorda ai responsabili politici e ai membri delle forze di sicurezza che è disposta ad adottare nuove misure restrittive individuali contro chi sia responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e inciti alla violenza o ostacoli una soluzione della crisi consensuale, pacifica e rispettosa dell'aspirazione del popolo congolese a eleggere i suoi rappresentanti. L'UE invita l'alto rappresentante a iniziare ad attivarsi in tal senso.

12. L'UE conferma la sua disponibilità ad avviare quanto prima un dialogo politico al più alto livello con il futuro governo, conformemente all'articolo 8 dell'accordo di Cotonou. È disposta a fornire sostegno, anche finanziario, a un processo elettorale che soddisfi tutte le condizioni necessarie. L'UE è inoltre disposta a proseguire il proprio sostegno alla popolazione congolese, quotidianamente confrontata a serie difficoltà socioeconomiche, e incoraggia la ripresa del dialogo, in modo strutturato, con le istituzioni finanziarie internazionali, al fine di trovare una soluzione duratura per l'attuale crisi economica e di bilancio.

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Ultima modifica: 15 gennaio 2024